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Messaggi don Orione
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Nella foto: GMG Cracovia 2016

Alla Giornata Mondiale della Giovent¨ di Cracovia si promuove un mondo alternativo a quello della "guerra a pezzi".

I giovani sono radunati in centinaia di migliaia. Ci sono anche le centinaia di giovani orionini, che hanno fatto precedere le giornate di Cracovia con l’adunata orionina a Warszawa.  Papa Francesco celebra a Czestochowa, il cuore spirituale della Polonia, giunta al cristianesimo 1050 anni fa.
All'inizio della grande festa dei giovani, rimbalza la notizia della morte dell’anziano parroco della Normandia, padre Hamal, e dei tanti cruenti attentati provenienti dal fanatismo islamico. Essere cristiani, oggi, esige una testimonianza che si tinge di rosso.

Eppure la gioia dei giovani in Polonia non sembra intaccata da queste tristi notizie. Incoscienti? Vivono in una "nuvola" staccata dal mondo reale?
No, sono la bellezza e la gioia dell’incontro con Gesù e della vita nuova che spiegano la loro gioia e sostengono la perseverante fedeltà dei cristiani nella vita quotidiana e anche nei momenti del martirio.

Sono le ragioni profonde della vita che Papa Francesco ha riproposto con lucidità nell'omelia della Messa che ha celebrato nel santuario di Jasna Gora a Czestochowa. Dopo avere avvertito che "essere attratti dalla potenza, dalla grandezza e dalla visibilità è tragicamente umano, ed è una grande tentazione che cerca di insinuarsi ovunque", Francesco ha subito aggiunto: "donarsi agli altri, azzerando le distanze, dimorando nella piccolezza e abitando concretamente la quotidianità, questo è squisitamente divino".

Papa Francesco, guardando alla situazione attuale del mondo, ha ripetuto una sua valutazione molto realistica: "Il mondo è in guerra a pezzi: c'è stata la guerra del 1914 con i suoi metodi, poi la guerra del '39-'45, l'altra grande guerra nel mondo, e adesso c'è questa. Non è tanto organica forse, organizzata sì non organica, dico, ma è guerra. Questo santo sacerdote è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per la chiesa, ma quanti, quanti cristiani, quanti di questi innocenti, quanti bambini vengono uccisi. Pensiamo alla Nigeria - ha esortato - 'ma quella è l'Africa', ma è guerra. Non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace".

Sembra una tautologia: il mondo è in guerra perché ha perso la pace. In realtà, è proprio la perdita della pace, come fatto positivo, come insieme dei valori umani, spirituali e sociali, la causa della guerra tra persone, tra gruppi di persone e tra popoli.

E' la pace il sostantivo, la sostanza della vita. La guerra è la conseguenza della sua mancanza, una decomposizione.
Non lavora per la pace chi si preoccupa solo di contrastare la guerra. Lavora per la pace chi si impegna per la giustizia, la fraternità, il dialogo, la libertà e tutti quei valori che insieme costituiscono la pace e il bene della persona e della società. Tutti comprendiamo questi valori, perché sono “umani”. Noi cristiani li ricerchiamo con particolare passione perché sappiamo che sono anche “divini”, cioè provengono e portano a Dio nostro Padre, Padre di tutti gli uomini, tutti figli per Lui e tutti fratelli per noi.

Don Flavio Peloso

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Buonanotte del 26 marzo 2019