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Messaggi don Orione
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Nella foto: Card. Gerhard Mueller, card. Peter Turkson e Mons. Silvano Maria Tommasi

3-4 aprile 2017. Importante Convegno nella sala del Sinodo su “Prospettive per il Servizio allo Sviluppo Umano Integrale, 50 anni dalla Populorum Progressio”. Qualche nota personale.

È in corso la Conferenza Internazionale “Prospettive per il Servizio allo Sviluppo Umano Integrale, 50 anni dalla Populorum Progressio” che si tiene il 3 e 4 aprile presso l’Aula Nuova del Sinodo nella Città del Vaticano. Vi partecipa anch'io, come membro del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, ora confluito nell’unico Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.

A tema di questa Conferenza, è la Lettera Enciclica Populorum Progressio, pubblicata il 26 marzo 2017, dunque 50 anni fa. Quell’Enciclica ha sviluppato la visione cristiana della persona e della società umana da cui dipende la nozione e la dinamica dello sviluppo umano integrale. Tale visione di sviluppo, presente nella "Populorum Progressio", si è poi sviluppata nel Magistero degli ultimi 50 anni e, in particolar modo, con le encicliche sociali dei Pontefici.

Proprio la promozione dell’unità inscindibile della visione di persona e della promozione del suo sviluppo sta alla base della missione del nuovo e unificato Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Sarà un compito arduo perché oggi stiamo assistendo alla dissoluzione e frammentazione della visione di persona, con la conseguenza che lo sviluppo prescinde dalla persona e dall’etica, ed è guidato da dinamiche quasi esclusivamente economiche. “Lo sviluppo umano non si rileva e non si promuove solo in base al PIL – ha affermato nella sua relazione il card. Peter Turkson, prefetto del nuovo Dicastero -, ma con tutto un sistema di valori, di relazioni e di strutture di giustizia che portino a un progresso autenticamente e integralmente umano”.

Oggi, vedendone le conseguenze, possiamo con più evidenza constatare quanto sia vero che "un'economia di scambio non può più poggiare esclusivamente sulla legge della libera concorrenza, anch’essa troppo spesso generatrice di dittatura economica. La libertà degli scambi non è equa se non subordinatamente alle esigenze della giustizia sociale". Lo scriveva, nel 1967, Paolo VI nell'Enciclica Populorum Progressio (n. 59).

"La Chiesa nel suo compito di favorire lo sviluppo integrale dell’uomo  – ha affermato il card. Gerhard Mueller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – deve evitare due “caricature”: quella di uno sviluppo solo spirituale, che si realizza nell’aldilà, perché sarebbe oppio dei poveri; quella di uno sviluppo che sia solo materiale, che si realizza aldiqua, perché si ridurrebbe a una ONG di promozione sociale. Il bene dell’uomo, e dunque il suo sviluppo, è integrale".

Ho ascoltato con un certo interesse la relazione dell’economista Romina Boarini, Coordinatrice del piano di sviluppo inclusivo dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e del “Better Life Index”, cioè degli “Indicatori della vita migliore” che l’OCSE promuove. Mi ha sorpreso, e deluso, che la relatrice non abbia fatto un minimo tentativo di collegare gli indicatori della qualità di vita alla domanda su quale sia la vita umana di qualità, tema proprio del Convegno. No, solo indicatori funzionalistici, desunti da rilevamenti e statistiche di benessere, nella dinamica della “custumer satisfaction”, piuttosto soggettiva e manipolabile.

Che tristezza pensare che obiettivi come ecologia, sicurezza, qualità di vita, salute riproduttiva, promozione della donna, povertà zero, e altri, lodevolmente posti in cima alle politiche internazionali, obiettivi socialmente nobili, spesso finiscono per essere modi per muovere il mercato/economia, in mano soprattutto ai potentati economici privati, per creare nuovi ambiti di investimenti/affari, ricorrendo abbondantemente al denaro pubblico (dei cittadini), di cui profittano soprattutto le imprese/società, mentre i benefici per i destinatari sono molto limitati.

Ho molto apprezzato la riflessione-testimonianza del vescovo di Rennes Pierre d’Ornellas sul valore della sofferenza, esperienza della manifestazione della trascendenza della persona umana: la persona è di più e oltre i beni che gli possono anche mancare.

A mezzogiorno c’è stata la Messa all’altare della Cattedra, nella basilica di San Pietro, presieduta dal card. Pietro Parolin. “I cristiani devono mostrare di saper passare dall’amore al potere al potere dell’amore”, ha detto nell’omelia. I convegnisti sono poi scesi processionalemente nelle grotte vaticane per un omaggio alla tomba del beato Paolo VI, il Papa della Populorum Progressio.

Don Flavio Peloso

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