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Papa Francesco ai partecipanti al Convegno del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, nel 50° anniversario della "Populorum progressio".

Alle 11.15 di martedì 4 aprile 2017, Papa Francesco è entrato nell'Aula del Sinodo, in Vaticano, per incontrare i partecipanti al Convegno "Populorum Progressio e Sviluppo Umano Integrale".
E' stato accolto cordialmente con l'applauso e, dopo un breve saluto del card. Peter Turkson, ha iniziato il suo discorso ringraziando i convenuti e affermando che «l’avvio, non senza fatica» del nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, che dal 1° gennaio 2017 aggrega quattro Pontifici Consigli: Giustizia e Pace, Migranti e Itineranti, Operatori sanitari, “Cor Unum”, «è stato un modello di percorso, in pace, creatività, un modello di costruzione ecclesiale».  

Ciò che unisce è divino. Ciò che divide è sempre contro il disegno divino e non fa il bene della persona e della società.
E così Papa Francesco consegna il verbo “integrare” come chiave della missione del nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale parlando agli oltre 200 partecipanti al Congresso internazionale per i 50 anni della Populorum Progressio, organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale.

«Integrare i diversi popoli della terra». «Integrare la dimensione individuale e comunitaria». «Integrare corpo e anima». «Integrare nello sviluppo tutti gli elementi che lo rendono veramente tale: l’economia, la finanza, il lavoro, la cultura, la vita familiare, la religione».  «L’io e la comunità non sono concorrenti tra loro, ma l’io può maturare solo in presenza di rapporti interpersonali autentici».

Lo sviluppo viene dall’integrazione; dalla scissione viene solo la dissoluzione dell’umano. Lo sviluppo si rende necessario particolarmente oggi, in un mondo «in cui visioni ideologiche e poteri politici» «hanno schiacciato la persona, l’hanno massificata e privata di quella libertà senza la quale l’uomo non si sente più uomo». «A tale massificazione sono interessati anche poteri economici che vogliono sfruttare la globalizzazione, invece che favorire una maggiore condivisione tra gli uomini, semplicemente per imporre un mercato globale di cui sono essi stessi a dettare le regole e a trarre i profitti», denuncia il Papa.  

Per lo sviluppo è indispensabile la «solidarietà» che - sottolinea il Papa - «ci obbliga a cercare giuste modalità di condivisione, perché non vi sia quella drammatica sperequazione tra chi ha troppo e chi non ha niente, tra chi scarta e chi è scartato. Solo la strada dell’integrazione tra i popoli consente all’umanità un futuro di pace e di speranza»

Papa Francesco evoca la vocazione allo sviluppo umano integrale, dicendo che «la vita umana è come un’orchestra che suona bene se i diversi strumenti si accordano e seguono uno spartito condiviso da tutti».  

È proprio il concetto di persona nato e maturato nel cristianesimo che «aiuta a perseguire uno sviluppo pienamente umano» perché indica sempre «relazione» e «non individualismo», «afferma l’inclusione e non l’esclusione», «la dignità unica e inviolabile e non lo sfruttamento», «la libertà e non la costrizione».
 

Leggi il testo del discorso di Papa Francesco.

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