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Messaggi don Orione
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Pubblicato in: Don Orione oggi

di Don Flavio Peloso

Siamo entrati in una nuova epoca

Internet (la rete delle reti) è l’emblema della nuova comunicazione. Internet ha superato i limiti dello spazio e del tempo. Mentre per il telefono passa solo la voce, in internet si stabilisce una relazione “al vivo”, non fisica ma virtuale. Si è passati dai mass media ai personal media, di dimensioni piccole, di basso costo, di largo uso.

Internet è un luogo, un linguaggio, un modo di essere, una cultura. Attraverso la rete, centinaia di milioni di utenti si scambiano quotidianamente ogni genere di messaggi, accedono a documenti, partecipano a gruppi telematici, si incontrano attraverso conferenze elettroniche, discutono su ogni tipo d’argomento. Sempre di più internet diventa uno spazio per la propria promozione personale, di gruppo, istituzionale.

Dal Rapporto Nazionale Eurispes 2011 è emerso che tra gli adolescenti italiani l'utilizzo di Internet durante la giornata avviene per il 37,7% dalle due alle quattro ore e il 13,3% supera le quattro ore. Viene indicato che l'85,6% delle nuove generazioni italiane ha un profilo su facebook (strumento di socializzazione virtuale) e che il 68,8% è on line (collegato) tutti i giorni: il 32,2% per una o due ore al giorno, il 14,4% dalle due alle cinque ore e il 3,9% supera le cinque ore giornaliere. Ed usano internet tanto a casa (89%) quanto a scuola (77%), siano essi maschi (75%) o femmine (69%), di ambiente urbano (75%), suburbano (73%) o rurale (65%).

Per quanto riguarda il mondo degli adulti, una statistica del 2011 della Unione Internazionale delle Telecomunicazioni riporta le percentuali di quanto internet sia usato dalla popolazione del mondo: dal 13,5% in Africa, 26,2% in Asia, 61,3% in Europa, 35,6% in Medio Oriente, 78,6% in America del Nord, 39,5% in America Latina e Caribi, 67,5% in Oceania e Australia. Sono dati che vanno aggiornati continuamente perché l’uso di internet è in continua espansione: nel decennio 2000-2010 c’è stato un incremento del 528,1%.

È un fenomeno nuovo e globale che ormai influenza la modalità della comunicazione e quindi anche le relazioni. Ciò tocca al cuore la vita quotidiana di tutti, creando nuovi problemi e tensioni che vanno affrontate.

 

Dobbiamo immigrare nella nuova cultura

Pur con molte diversità, siamo tutti entrati nella cultura virtuale che offre nuove possibilità ordinarie e ampiamente praticate di relazioni virtuali e di socializzazione virtuale.

Una volta l’emigrante o il missionario prendeva la nave o l’aereo e, nel paese dove arrivava, trovava una nuova cultura da assumere, in cui ambientarsi. Oggi, succede che noi restiamo fermi al nostro posto ed è cambiato il mondo e la cultura che ci circonda. Dobbiamo immigrare, ovunque noi siamo, e dobbiamo ambientarci.

Vivere nella cultura virtuale non è una ipotesi futurista o un mondo di fantascienza. No, è già attualità del mondo che si è sviluppato con i nuovi strumenti elettronici. Basta vedere come si muove con questi strumenti un nipotino di 8 anni e come influisce sulla sua vita quotidiana, delle famiglie, della scuola. Anche noi religiosi orionini comunichiamo da una parte all’altra del mondo con mails, ci vediamo e ci parliamo in skype, entriamo in cerchie di facebook, di tweet e simili.

In questo nuovo mondo ci sono i nativi digitali, coloro che sono nati nella cultura digitale, che hanno più o meno dai 25 anni in giù; gli immigrati digitali, coloro che sono arrivati dopo alle nuove tecnologie di comunicazione, con un ambientamento più o meno riuscito; infine ci sono gli analfabeti digitali, coloro che per varie ragioni non hanno appreso i nuovi linguaggi informatici e si sentono estranei al nuovo mondo nato dalla comunicazione digitale.

Scoprirci “analfabeti digitali” o anche solo “immigrati digitali”, che balbettano solo qualche parola indispensabile, può provocare disagio, rifiuto, senso di estraneità, scoraggiament. Ma può attivare curiosità e voglia di imparare.

       Benedetto XVI ha affrontato il tema dell'utilizzo dei social network nel suo Messaggio per la 45ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Il Papa ha indicato anzitutto la positività di tale strumento che è "il segno di una ricerca autentica di incontro personale con l'altro conducendo a nuove forme di relazione interpersonale". Infatti, è incalcolabile il materiale di foto, messaggi, informazioni e documenti di ogni genere che quotidianamente, soprattutto le nuove generazioni, condividono tra loro e tra le diverse parti del mondo nonostante la distanza geografica. C’è sempre da rallegrarsi di nuove possibilità comunicative.

       Il Papa, nel medesimo messaggio, ha avvertito anche circa alcuni rischi umani nella relazione "virtuale": si possono incontrare interlocutori virtuali scorretti e disonesti; c’è il rischio di rifugiarsi in una sorta di mondo parallelo a quello reale; di vivere in internet un’altra vita (second life). Benedetto XVI invita perciò ad autodisciplina e ad equilibrio perché "è importante ricordare sempre che il contatto virtuale non può e non deve sostituire il contatto umano diretto con le persone a tutti i livelli della nostra vita".

 

UN DECALOGO DI ORIENTAMENTI

            Nella mia ultima Circolare alla Famiglia Orionina dedicata a questo tema ho indicato un decalogo di orientamenti per ambientaci bene, umanamente e spiritualmente, nel mondo virtuale, che qui riporto nelle sue parole essenziali.

  1. Conosci i nuovi mezzi di comunicazione per saperli padroneggiare e non andare a fracassare.
  2. Coltiva l’interiorità per non acquisire un’identità debole e superficiale. La comunicazione virtuale è immediata e rapida nei messaggi. Riservati tempi di silenzio e di riflessione per far emergere la dimensione interiore e trascendente della tua persona.
  3. Sii esploratore e non nomade. Il nomadismo è un atteggiamento tipico che si sviluppa navigando nel mondo virtuale e che contagia la vita reale; provoca indifferenza, solitudine, abuso.
  4. Comunica quello che sei. Si può essere grandi fruitori ed esperti della comunicazione virtuale, ma trasmettere la propria mediocrità e meschinità oppure l’onestà e la vita bella.
  5. Educa la tua volontà al bene. Illumina la ragione ed educa la volontà al bene, perché nel mondo dei personal media hai la possibilità di andare dove vuoi e fare quello che vuoi. Anche il male. Anche il tuo male.
  6. Gestisci e ordina il tempo. Con i mezzi informatici, puoi telefonare, chattare, navigare mentre sei a tavola, o al lavoro, a letto o… anche in chiesa. Il tempo è vita. Nella gestione del tempo manifestiamo chi siamo e che vita facciamo.
  7. Sii persona trasparente. Nelle relazioni virtuali è possibile nascondere la propria identità personale. Va evitato il passo falso e fatale di accettare relazioni nell’anonimato. E poi, non dobbiamo essere ipocriti o esibizionisti nei siti, blog, mail, video-conferenze: “il vostro comunicare sia ‘sì sì’ e ‘no no’ ” (Mt 5,37).
  8. Cerca l’esperienza oltre l’informazione. Non puoi mangiare una frittata se prima non rompi l’uovo. Mediante la riflessione e il confronto fai uscire i contenuti dal guscio della comunicazione. Non basta lo sguardo o il giudizio superficiale per trasformare l’informazione in nutrimento.
  9. Valorizza la comunicazione informatica che è parte della vita quotidiana delle nuove generazioni e pertanto “ti riguarda”. Ogni immigrato – tanto più se è missionario - impara la lingua del posto in cui va; è condizione indispensabile per stare bene e fare bene.
  10. Facciamoci il segno della croce e buttiamoci nel fuoco dei tempi nuovi del mondo virtuale. Certo vanno conosciuti i problemi, vanno evitati i rischi, ma con Don Orione dobbiamo avere un atteggiamento “apostolicamente fiducioso”, “né presuntuosi né conigli”.

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