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Autore: Don Flavio Peloso
Pubblicato in: Don Orione oggi

Niente incenso e inchino a chi inganna e distrugge l’uomo. Ideologia del gender e nuova etica mondiale. Quale libertà di individui senza identità?

Cari Lettori, l’Editoriale del gennaio scorso – Relativizzare il relativismo sulla famiglia - ha suscitato un certo dibattito di cui mi è giunta eco. È importante riflettere e prendere posizione su questo tema di vitale importanza, di grande valore umano, civile e religioso. Tutto quello che riguarda l’uomo riguarda Dio che l’ha creato, tutto quello che offende l’uomo offende Dio che gli è Padre.

La teoria del gender

Gender significa genere. È una teoria nata negli Stati Uniti negli anni ’60. Sembrava essere solo una delle tante espressioni di gruppi estremisti. Secondo l’ideologia del gender, non esiste un’identità sessuale definita nell’essere umano, ma i cosiddetti generi sono solo differenti manifestazioni di una sessualità fluida e naturalmente polimorfa. Si riconoscono 5 generi principali (maschio, femmina, gay, lesbo, transgender), ma sono già 23 quelli censiti dall’Australian Human Rights Commission. Evito di riportarli.

Sì, c'è quella differenza morfologica tra uomo e donna, ma per la teoria del gender non conta niente. E la diversa struttura fisiologica e psicologica maschile e femminile? Men che meno. Non ha più significato del colore dei capelli, che si può cambiare a piacimento. Il termine “sesso” viene espunto dai documenti ufficiali e sostituito col termine “genere” e con “orientamento sessuale” che ognuno liberamente sceglie e costruisce secondo le proprie pulsioni, tendenze, desideri, e preferenze. Marito e moglie sono sostituiti unicamente con partner; padre e madre unicamente con genitore.

La distinzione tra uomini e donne basata sul sesso è considerata retrograda e materialistica, una concezione genetico-biologica-fisico-anatomica. La differenza maschile / femminile sarebbe una differenza esclusivamente culturale, cioè gli uomini sono uomini perché sono educati “come uomini”, le donne sono donne perché sono educate “come donne”. L’ideologia del gender si articola e collega poi con altri valori e costumi che si riferiscono all’infanzia, all’educazione, alle donne, alla salute riproduttiva, alla popolazione, all’ambiente, allo sviluppo sociale, a tutti i principali ambiti del vivere umano e sociale.

L’ideologia al potere

Da teoria e costume di pochi, l’ideologia del gender, importante capitolo della nuova etica mondiale, ha cominciato ad essere imposta ai “piani alti” della politica americana, ai tempi di Bill Clinton, e da lì è entrata all’ONU come ideologia di riferimento della nuova visione del mondo, che fonda una nuova etica del mondo, base di un nuovo ordine del mondo.

Per statuto giuridico, l’ONU è un’organizzazione intergovernativa. Ciò significa che quello che viene dall’ONU dovrebbe essere il frutto di un consenso globale, cioè dovrebbe riflettere la volontà dei governi, che, a loro volta, dovrebbero rappresentare la volontà dei popoli. Invece, è avvenuto - e avviene - giusto il rovescio: la nuova etica mondiale e il nuovo ordine mondiale sono imposti ai governi nazionali come base di diritti e di leggi cui adeguarsi per avere l’accredito mondiale dato dall’ONU che, particolare non trascurabile, da diritto ad accedere ai finanziamenti internazionali di potenti Enti, Fondazioni e ONG che sono i promotori di quel “nuovo ordine mondiale” imposto dall’alto e non democraticamente, mediante un’operazione di “manipolazione di massa” senza precedenti effettuata con i potenti mezzi di comunicazione (mass-media), dalla propaganda e dalla politica.

Come un granello di polvere

Questa nuova etica mondiale verso cui stiamo andando, o meglio verso cui siamo portati, sta imponendosi anche popolarmente perché si presenta come la esaltazione della assoluta libertà individuale. Ma l’assolutizzazione (ab-solutus) della libertà individuale riduce gli uomini ad “atomi di individualismo”, senza identità relazionale sociale, religiosa, familiare, nemmeno quella sessuale! Gli uomini ridotti ad atomi di libertà egocentrica sono “un granello di polvere, contano come il pulviscolo sulla bilancia, le nazioni son come una goccia da un secchio” (Isaia 40, 15). L’uomo “finisce in una drammatica solitudine”, come ebbe a osservare Benedetto XVI.

La creazione di uomini e di masse umane senza identità, facilmente manipolabili perché privi di storia e di identità personale e sociale, è sempre stato l’obiettivo dei totalitarismi di ogni epoca. Oggi si sta attuando un nuovo e globalizzato tentativo totalitaristico mediante quella che Benedetto XVI ha definito più volte “la dittatura del relativismo”.

L’ideologia del gender è il segno che questa dittatura è talmente avanzata da relativizzare persino quello che di più naturale, razionale, evidente ci sia: l’identità e la relazione sessuale. Si cerca di creare un uomo resettato, quanto più possibilmente privo di punti di riferimento e di sostegno quali la religione, la cultura, il proprio popolo, la famiglia… e persino l’identità sessuale.

Prendere posizione

Oggi, “aprire gli occhi” e “prendere posizione” per il vero, il buono, il bello – e noi cristiani siamo aiutati dalla Parola di Dio e dallo Spirito che parla al nostro spirito - è un atto di libertà e di liberazione di un’umanità che si vuole destrutturata e privata di identità. L’applicazione di questa teoria sta invadendo di fatto vari ambiti di vita anche in Italia; per esempio, sta entrando nelle scuole con programmi e sussidi appositamente bene finanziati. E spesso i genitori non ne sanno nulla.

Che questi discorsi non siano frutto di crampi clericali, o di lotte donchisciottesche contro fantasmi immaginari, me ne sono reso conto alla 29ma Assemblea plenaria (17-19 gennaio 2013) del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, il ministero della carità della Chiesa, di cui sono membro. Il tema della nuova etica globale e, al suo interno del gender, è stato trattato apertamente dal punto di vista filosofico, giuridico e morale perché anche organismi cattolici sono tentati di accettare denaro per le proprie finalità filantropiche da importanti Enti, Fondazioni e ONG internazionali che subordinano ingenti finanziamenti all’accettazione dei valori e delle leggi della nuova etica mondiale.

Ricevendo i partecipanti di quell’Assemblea di Cor Unum, il 19 gennaio 2013, Papa Benedetto XVI ricordò che i cristiani hanno “il dovere di mettere in guardia da queste derive tanto i fedeli cattolici quanto ogni persona di buona volontà e di retta ragione”. Più concretamente, “ogni cristiano, e in particolare voi, impegnati in attività caritative, e dunque in rapporto diretto con tanti altri attori sociali” dovete “evitare che gli organismi di carità” siano “finanziati da enti o istituzioni che perseguono fini in contrasto con la dottrina della Chiesa… che, direttamente o indirettamente, favoriscano azioni o progetti in contrasto con l’antropologia cristiana”.

Tra questi elementi di antropologia cristiana, Papa Benedetto ha ricordato che L’essere umano non è né individuo a sé stante né elemento anonimo nella collettività, bensì persona singolare e irripetibile, intrinsecamente ordinata alla relazione e alla socialità. Perciò la Chiesa ribadisce il suo grande sì alla dignità e bellezza del matrimonio come espressione di fedele e feconda alleanza tra uomo e donna; il no a filosofie come quella del gender si motiva per il fatto che la reciprocità tra maschile e femminile è espressione della bellezza della natura voluta dal Creatore”.  

“Niente finanziamenti da enti o istituzioni che perseguono fini in contrasto con la dottrina della Chiesa”, dice Benedetto XVI. Mentre Papa Francesco, con il suo solito linguaggio semplice, ha invitato a rifiutare “il pane sporco della corruzione” (Messa dell’8.11.2013).

Don Orione, in altri termini e in altri tempi, ha detto che “sfruttatori indegni sono anche e sono sempre quelli che, per loro loschi disegni, vi offrono un pane ma vi avvelenano l'anima” (Fede, speranza, carità. Ed. San Paolo, p.67).

Niente incenso a chi inganna l’uomo promettendogli “sarete come dei” ma distruggendolo.

Bisogna ammettere che l’indifferenza religiosa, la secolarizzazione, l’ateismo, il relativismo etico e religioso, le nuove ideologie, come quella del gender, presenti nella nostra società, alimentano ed ispirano, malgrado tutto, una vita vissuta «come se Dio non esistesse». Involontariamente, respiriamo a pieni polmoni dottrine che sono contrarie all’uomo e generano nuove politiche che hanno un effetto di erosione, distruzione, demolizione e grave aggressione, lente ma costanti, soprattutto sulla persona umana, la sua vita, la sua famiglia, il suo lavoro e i suoi rapporti interpersonali.

(Card. Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, Trieste 5.11.2013)

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