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Messaggi Don Orione
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"La carità apre gli occhi alla fede",

LE SCARPE AL POVERO.

La carità apre gli occhi della fede.

 

Don Orione, in una sera d’inverno piovosa e buia, stava tornando a Tortona dopo essere stato a predicare a Borgoratto, nell’Oltrepò pavese. Dal parroco aveva ricevuto come compenso un paio di scarpe nuove.

Al ritorno, il medico del paese, Alberto Bernardelli, si offerse di accompagnarlo con il suo calesse coperto. “Però dovrà avere pazienza, perché devo fermarmi lungo la strada per la visita a qualche malato”, quasi si scusò il dottore.

Partirono e, presso Staghiglione, il medico fermò il calesse sulla strada ed entrò in una casa.

 

Don Orione prese il suo rosario e, avvolto nel mantello, iniziò a pregare.

Ad un certo punto, fu raggiun da un poveraccio che batté alla porta del calesse stendendo la mano.

Don Orione fece un rapido esame delle tasche. Niente. Posò gli occhi su quel povero uomo e vide le sue scarpe sfondate e bagnate.

Senza nulla dire, sempre in silenzio, si piegò, levò le sue scarpe e le porse con gentilezza.

Quell’uomo, sorpreso, si aprì a un sorriso e disse: “Sia lodato Gesù Cristo”. “Sempre sia lodato”, rispose Don Orione. Furono le uniche parole di quell’incontro. Il medico fece in tempo ad ascoltare quello scambio di saluto e a capirne il perché.

 

 

Giunto a casa, dopo le preghiere della sera, Don Orione raccontò quanto accaduto ai suoi giovani e ai confratelli.

Vedete – disse – quel pover’uomo non ha detto ‘grazie Don Orione’, ma ‘sia lodato Gesù Cristo’. Sì, perché la carità fa pensare a Dio, la carità apre gli occhi alla fede. Così dobbiamo essere noi. Dobbiamo far sperimentare a tutti la Divina Provvidenza mediante le opere di carità”.

 

 

 

 

Vent’anni dopo, quel dottore, Alberto Bernardelli, si trovava in fin di vita all’ospedale di Voghera. Un ladro per derubarlo, gli sparò ferendolo gravemente.
Qualcuno ebbe il coraggio di suggerire al moribondo un pensiero di fede e di invitarlo a ricevere i sacramenti.
– disse - però mi confesserò solo da quel prete che donò le scarpe al poveraccio”.
Don Orione era a Roma. Lo raggiunse inaspettatamente all’ospedale perché aveva letto di quel grave fatto sui giornali. Il medico si confessò, si comunicò, pianse di gioia. E guarì.

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