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Messaggi don Orione
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Nella foto: Card. Silvano Piovanelli
Pubblicato in: Messaggi di Don Orione, n. 99, 1999.

Cardinale Silvano Piovanelli, Arcivescovo di Firenze.

SILVANO PIOVANELLI

COME DON ORIONE, IN MEZZO ALLA GENTE[1]

 

            Ho guardato con ammirazione la colossale statua sfavillante d’oro, alta ben quattordici metri, collocata sulla torre. E’ Lei che dà per prima il saluto a chiunque arrivi a Tortona di lontano.

            Don Orione l’aveva sognata così: tanto in alto che potesse vedere tutti, tanto in alto che potesse essere vista da tutti!

Guardarla così in alto verso il cielo azzurro o velato di nubi mi richiama l’affermazione del Concilio Vaticano II, nella costituzione sulla Chiesa (Lumen Gentium 59) : “dopo Cristo, Maria occupa il posto più alto e più vicino a noi”.

            Don Orione ha voluto la Madonna posta molto in alto. Ma quel che conta è che lui l’aveva posta molto in alto nella propria vita, con la sua fede, la sua pazienza, la sua povertà, il suo amore per i poveri, la sua dedizione senza limite per tutti i fratelli in tutte le situazioni.

            Sarebbe inutile che la Madonna fosse in alto lassù e quaggiù non fosse alta nella nostra vita. L’apostolo Giovanni ricevette come madre Maria da Gesù sotto il Crocifisso:  “e la prese nella sua casa”. Fai come il discepolo che Gesù amava: introduci Maria nella tua vita, falle posto nella tua esistenza!

            Questo Santuario, che vi è tanto caro, non è collocato, come moltissimi santuari, in un luogo appartato e silenzioso. E’ al punto di confluenza di strade che collegano grandi città, dove il traffico è intenso e il rumore assordante. E’ lì che la storia e la volontà di don Orione l’hanno voluto. La Madre sta con i figli: dove loro vivono, lavorano, soffrono, gioiscono, dove insomma, giorno per giorno costruiscono la loro vita. Nessuno meglio di Maria comprende il mistero dell’incarnazione: Dio è entrato sino in fondo nella nostra situazione. E Maria non sta lontana, a parte, ma vive al nostro fianco: accanto alla fatica e al riposo, accanto alle tribolazioni e ai problemi, accanto alle gioie e alle disperazioni, accanto alla generosità e alla fede, accanto ai dubbi e ai peccati.

Maria è Madre: non sta lontana dai figli!

Ho letto che Don Orione – con l’estrosità caratteristica dei santi – per fare la statua grandissima chiedeva piccolissime cose: pentole rotte, caldaie scassate, padelle, casseruole, tegamini, scaldaletti, che non servivano più. Io qui ci trovo una lezione di vita importantissima, che Gesù ha espresso con queste parole: “ chi disubbidisce al più piccolo dei comandamenti e insegna agli altri a fare altrettanto, sarà il più piccolo nel regno di Dio. Mentre chi mette in pratica tutti i comandamenti – anche i più piccoli – sarà grande nel regno di Dio”. Una lezione importantissima di vita che  Maria ha vissuto in pieno a Nazareth, tra le pentole e il telaio, tra i gomitoli di lana e i rotoli della Scrittura, tra le lacrime e le preghiere, tra gioie e preoccupazioni della vita di tutti i giorni.

            E’ qui, nella vita di tutti i giorni, negli impegni semplici del nostro quotidiano che Dio misura lo spessore della nostra vita.

            Chissà che Gesù non abbia pensato a sua madre quando ha detto: “Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche nelle cose importanti, al contrario, chi è disonesto nelle piccole cose, è disonesto anche nelle cose importanti” (LC. 16, 10)

            La Madonna non ha paura di seguire Gesù nella passione. Tu la vedi ritta ai piedi della croce, accanto al Figlio agonizzante e insultato dai giudei e dai soldati romani.

            Don Orione, “figlioletto di Maria”, non  esitò a collocarsi dove la gente soffre, là dove si consumano i drammi della storia.

            Dopo alcuni moti rivoluzionari del 1° maggio 1917, don Orione scriveva:

            “Quello che è accaduto qui e altrove, altro non è che la logica conseguenza di una lunga ed intensa propaganda di odio contro ogni autorità: altro non è che il frutto della scristianizzazione che va dissipando nelle nostre masse popolari tutto ciò che era patrimonio ideale e morale del passato, e vi ha fomentato irrequiete aspirazioni, basse cupidigie e odio profondo.

            Domani potrà accadere di peggio, se tutte le persone oneste non si uniranno per fronteggiare il pericolo che ci sovrasta; ma fronteggiare un tale pericolo non è possibile, se non si pensa seriamente a mantenere salda la religione che è il primo principio dell’ordine e dell’autorità.

            Bisogna andare al popolo e sacrificarsi, e farsi ammazzare, ma rifarlo cristiano.

            Non si facciano illusioni le Autorità: con le baionette e con la galera a nulla approderanno, anzi, sarà peggio.

            Il primo dovere lo dobbiamo fare noi preti: ed è quello di essere veri cristiani, se vogliamo rifare cristiani gli altri”

            E poiché il conflitto della guerra del 1915-18 non accennava a finire, don Orione propose un voto pubblico: di costruire un grande santuario, se la guerra fosse finita presto.

            La guerra ebbe termine pochi giorni dopo ed oggi questo Santuario è il segno della guerra che finisce e della pace che si afferma.

            In un momento così drammatico come quello che noi viviamo: mentre guerre cruente e crudeli infuriano anche non lontano da noi e si caratterizzano per le atrocità contro donne e bambini che fanno vergogna all’umanità.; mentre due terzi dell’umanità soffre la fame e le conseguenze della denutrizione e un terzo gode di beni in sovrabbondanza; mentre la vita è negata dalla pratica dell’aborto, dalla droga, dalla violenza dei suicidi, dagli omicidi, dai sequestri; mentre la disonestà, i furti, gli accaparramenti, le tangenti hanno infangato la vita pubblica e reso difficile il servizio della politica, che fare se non, come don Orione, andare come cristiani in mezzo alla gente; essere coerenti con la nostra coscienza a costo di rimetterci tutto, anche la vita?

            Che fare se non affidarci veramente a Maria e fare il voto di innalzare un tempio: il tempio della nostra fedeltà, della nostra coerenza, del nostro amore e del nostro servizio, a cominciare dai più piccoli e dai più poveri?

            Scriveva il Profeta Isaia: Sentinella, quanto resta della notte?

Rivolgiamo a “Maria sculta”, o “scolta”, o sentinella dell’umanità, rivolgiamo alla Madonna della Guardia la stessa domanda: quanto resta della notte?

E Maria risponde: la notte è lunga quanto la vostra infedeltà e il vostro peccato; accogliete il bambino che vi porgo, accogliete finalmente Gesù nelle braccia della vostra vita e la notte si illuminerà come il giorno!

Così sia veramente, e presto!

Per intercessione tua,  Maria e per intercessione del tuo Servo, il beato don Luigi Orione!

Amen!

 

[1] Il Cardinale Silvano Piovanelli è nato a Ronta di Mugello (Firenze) il 21.2.1924. Dal 1983 è Arcivescovo di Firenze. Brano del testo dell’omelia tenuta al Santuario della Madonna della Guardia, Tortona, il 29.8.1993.

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