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Messaggi don Orione
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Nella foto: I figli riuniti nel ricordo di Don Orione il 12 aprile 1940
Autore: Flavio Peloso

Il testo è tratto da una conferenza di Don Flavio Peloso, tenuta durante la riunione internazionale dei Gruppi Studi Orionini, a Roma - Monte Mario, 4 marzo 2002. Qualche ritocco è stato riportato in occasione della lezione su "Ermeneutica orionina" all’Università Pontificia Salesiana di Roma, il 29 ottobre 2007.

PER CONOSCERE DON ORIONE “DA FIGLI”
PARA CONOCER A DON ORIONE “COMO HIJOS”

Don Flavio Peloso (1)

 

Ermeneutica

Sappiamo che l' ermeneutica è la metodologia dell'interpretazione.(2) Si è sviluppata a partire dall'ambito religioso con lo scopo di aiutare la corretta interpretazione dei testi sacri. In seguito, ha assunto un significato e una applicazione più ampi, interessandosi a dare un significato a tutto ciò che è di difficile comprensione. In questo senso può essere vista come la teoria e l'arte delle regole interpretative. Oggi si parla di ermeneutica giuridica, di ermeneutica artistica, e di altri ambiti cui viene applicata la metodologia dell'interpretazione.

Il compito dell'ermeneuta non si esaurisce nella lettura o nella definizione del metodo interpretativo. Ci sono ambiti, come il dialogo con le religioni ( Hans-Georg Gadamer ), il pensiero politico ( Jürgen Habermas ) e il linguaggio in genere ( Paul Ricoeur ), che si possono comprendere all'interno di un circolo ermeneutico .

Nel XX secolo fu Martin Heidegger a spostare il problema centrale dell'ermeneutica filosofica dall'interpretazione di testi alla comprensione esistenziale: va considerato ciò che il linguaggio dice, ma anche ciò che esso presuppone, non dice, implica. L'importanza del soggetto conoscente e delle sue condizioni di conoscenza sono assai influenti per una buona conoscenza. E' un ulteriore elemento da tenere in considerazione. D'altra parte, uno dei problemi fondamentali dell'ermeneutica resta quello di offrire un'oggettività all'interpretazione data, indipendentemente da chi esegue l'interpretazione e dal contesto storico in cui avviene tale interpretazione ( Hans-Georg Gadamer ).
Paul Ricoeur , infine, ha osservato che, nella modernità, la conoscenza si svolge nella tensione tra volontà di sospetto e volontà di ascolto, che assieme animano l'ermeneutica.

Questa premessa sull'ermeneutica serve a suggerire l'atteggiamento di circospezione e di umiltà con cui dobbiamo procedere nella nostra volontà di conoscere. Anche quando si tratta di conoscere Don Orione. Lascio questi richiami generali di ermeneutica come orizzonte nell'intento di meglio avvicinarci alla conoscenza di Don Orione.

 

Ermeneutica orionina

L'ambito della ermeneutica di cui intendiamo parlare è ristretto e ben preciso: l'oggetto è Don Orione e il soggetto conoscente l' orionino. Queste riflessioni sono offerte infatti a religiosi e laici coinvolti nell'esperienza spirituale e apostolica di Don Orione e da questi riconosciuto, pur con accentuazioni diverse, come “padre”. Gadamer illustrò la dinamica conoscitiva del “ circolo ermeneutico ” tra oggetto e soggetto interpretante che crea un dialogo continuo tra la realtà del passato, il mio presente e la tradizione attraverso la quale il passato giunge fino a me.(3)
Lo studio di Don Orione “da figli” è una condizione spirituale ed esistenziale, prima che un dato sociologico di appartenenza. Ha i suoi vantaggi e qualche rischio, ma la nostra conoscenza non può che essere “da figli”. Diamoci dunque da fare perché sia al meglio.
Anche i figli – pur fidandosi del cuore che intuisce – devono fare ricorso a delle regole semplici di ermeneutica per evitare errori, riduzioni nel parlare di Don Orione, per non fargli dire quello che non ha detto, per non interpretarlo arbitrariamente e cercare invece di conoscerlo nella sua realtà di persona e soprattutto nella sua peculiarità di fondatore.

 

1. CONOSCENZA SPIRITUALE

Conoscenza “da figli” significa conoscenza di Don Orione da persone che hanno lo stesso “spirito”, lo stesso “ imprinting ” interiore.

Per conoscere don Orione occorre anzitutto disporsi a una conoscenza spirituale. Maddalena di Canossa scrive: “ Il modo più sicuro e quindi più necessario per comprendere a fondo un carisma non è tanto la conoscenza anche mnemonica delle Costituzioni o degli scritti dei fondatori, quanto la conoscenza profonda della loro vita interiore ”.(4)
Per conoscere Don Orione non basta allora studiare Costituzioni, scritti, documenti, ecc.; il suo vero spirito si attinge avvicinandosi al “cuore”, alla sua intimità con Dio così determinante e pervadente tutto il suo pensiero e la sua azione. Cercare di andare al “cuore” è l'esperienza ardua ed esaltante nel conoscere un santo e il proprio Fondatore, in particolare.

Ricordiamoci che il carisma è innanzitutto un “dono dello Spirito Santo”. Il carisma non è avere un apostolato particolare, una ideologia religiosa e neanche un ceto stile o certe pratiche di pietà. È anche tutto questo, ma non solo questo. Il carisma è un'anima, un dono dello Spirito che poi dà forma a tutto: all'apostolato, alle pratiche di pietà, alla formazione, al governo, alle opere.(5)

Quando si avvicina una persona, un santo, cioè una persona piena di Dio, ci si avvicina al mistero di una coscienza e allo Spirito Santo che vi abita interiormente; ci si avvicina ad una persona che ha nel rapporto con Dio l'unificazione interiore, l'impulso e la forma dei pensieri, degli affetti, delle azioni, della propria storia.

Giovanni Paolo II, nell'omelia della beatificazione di Don Orione, ha giustamente osservato che “ è impossibile sintetizzare in poche frasi la vita avventurosa e talvolta drammatica di colui che si definì, umilmente ma sagacemente, «il facchino di Dio». Però possiamo dire che egli fu certamente una delle personalità più eminenti di questo secolo…”.(6) Egli stesso però poi affermò: “E' tuttavia importante che ci si domandi quale sia il carisma unificante , sul quale la sua Opera è costruita, e che la distingue dalle altre Congregazioni, sorte nello stesso periodo storico e ugualmente dedite al servizio dei poveri”.(7)

Dobbiamo sempre tendere ad arrivare al cuore di Don Orione e non fermarci solo a ciò che ha fatto o detto, anche se tutto questo è utile e ci dà notizie per arrivare al cuore.

Don Ignazio Terzi ha ripetuto spesso che “ per conoscere bene Don Orione e il suo carisma di fondazione occorre studiare più la sua spiritualità che il suo apostolato, più l'intimità che le fioriture esterne ”. È questione di equilibrio e non di esclusione ovviamente!

Per conoscere con realismo e profondità una dimensione della vita di Don Orione, occorre sempre partire dal “cuore” e dallo Spirito che tutto unifica.
Se voglio conoscere la spiritualità di Don Orione devo andare prima al dono interiore (8) e non solo agli insegnamenti, alle pratiche di pietà… e così anche per l'apostolato, per l'aspetto mariano, sociale, missionario ecc.…
Non possiamo prendere i singoli aspetti settorialmente, ma andare al carisma, alle motivazioni che hanno animato queste scelte e questo stile. È nella vita interiore che il carisma si manifesta in tutta la sua purezza originaria che poi si manifesta (e dunque è reperibile) nelle modalità del fare, del parlare, del pregare, ecc.

Un episodio ci aiuta a comprendere questo atteggiamento. " Ricordo una conversazione o discussione tenuta tra noi chierici negli anni ultimi della vita del Servo di Dio”. E' Don Giovanni Venturelli a raccontare. “ Ci si era posto il quesito quale fosse l'aspetto più profondo, giustificativo di tutta la vita e l'azione del nostro Padre. Le risposte furono varie, ponendo la spiegazione del "fenomeno" Don Orione alcuni nella carità, altri nella sua pietà, altri in altri particolari della sua personalità; a un certo punto intervenne a metterci zitti e d'accordo Don Biagio Marabotto che ci chiese: «Ma dite: che cosa è che spiega tutto in Don Orione?... Non è Dio? Ecco che cos'è, soprattutto, Don Orione: un uomo che vive di Dio...» .(9)

Si deve evitare quindi di fare delle fotografie di Don Orione e dire che Don Orione è questo o è quello; “ mille fotografie messe insieme non danno un uomo vivente ”, diceva Gabriel Marcel. Ciò sottolinea ancora una volta l'importanza della conoscenza spirituale.

 

2. CONOSCENZA STORICA

È vero che, come abbiamo sopra affermato, il santo è soprattutto un uomo di Dio. È vero che lo Spirito datore di vita non può essere “fotografato”. Ma è anche vero che lo Spirito si fa carne e storia concreta, perciò è rintracciabile .

Le intuizioni spirituali, i carismi vivono e si manifestano avvenendo , diventando storia di una persona. Il contesto storico ha fatto e fa da “reagente” o da “bagno di sviluppo” del dono spirituale e della interiorità di una persona.

Quindi è importante conoscere la storia di don Orione, i suoi sviluppi, che cosa è avvenuto. Non basta narrare qualche episodio o citare qualche frase staccata dal contesto di vita in cui fiorì. Bisogna collocare i nostri reperti biografici (fatti, frasi, lettere, ecc.) nel loro contesto storico-vitale ben determinato; vanno relativizzati e integrati nell'ambiente/tempo di cui erano parte.

Non posso fissare il mio don Orione per esempio nel 1904, il don Orione dei primi collegi, colonie agricole. Certo, di quella situazione particolare devo tenere conto, ma non isolare la conoscenza della persona in un solo periodo storico, altrimenti ci precludiamo la possibilità di conoscere il don Orione tutto intero, rischiamo di deformarlo riducendone o ingrandendone determinati aspetti del pensiero o dell'azione.

Dunque, se il partire dal “cuore” è indispensabile per capire una manifestazione di vita di Don Orione è anche vero che il “cuore” è reperibile attraverso questo incontro storico con don Orione.

Quanto più conosciamo la vita di una persona, tanto più arriviamo a percepire che cosa ha animato questa vita. Lo Spirito si attinge attraverso lo studio della vita dei santi. Occorre sempre riannodare e confrontare il carisma di Don Orione con tutto il cammino della sua vita e della sua storia.

Pertanto, è importante premettere una conoscenza biografica di don Orione, (10) le vicende personali, il contesto storico, il clima di vita della Chiesa.(11) In questa conoscenza storica occorre avere la prudenza e l'umiltà di non pretendere di spiegare tutto di don Orione: un'anima non si spiega!

Lo storico è sempre tentato di spiegare tutto, di trovare causalità, consequenzialità e spiegazioni. “Il guaio dei positivisti – osservava Ludwig Wittengstein – è che non hanno nulla su cui tacere”.(12) Nelle cose di Dio e in un uomo di Dio non tutto e non sempre si può “spiegare”. Le cose di Dio accadono . Ci sono sorprese che vanno al di là di ogni spiegazione ragionevole sul piano delle osservazioni e delle leggi umane. E se non si tiene conto del “ coefficiente di trascendenza ” – del fattore “Grazia” o Vita divina o azione dello Spirito Santo – si corre il rischio di dare spiegazioni ragionevoli, ma non vere. Anche dopo aver studiato e scritto volumi, resta sempre da adorare il mistero di Dio in una persona. Occorre molta intelligenza di fede per riconoscere la Provvidenza di Dio nella filigrana degli eventi storici.

Molto si dice, e si deve dire, ma, mentre si dice, occorre anche tacere su quello di cui non si può dire niente.
Mentre si argomenta, occorre anche contemplare e intuire nell'insieme la presenza di Dio perché la maggior parte delle opere di Dio sono nel mistero, vanno oltre la comprensione, oltre la logica delle cause umane. E perciò chi può capirle fino in fondo?

Chi può rintracciare le cose del cielo? ” (Sap. 9,16). Noi seguiamo le tracce di Gesù e di don Orione, ma non pretendiamo di capire del tutto le cose del Cielo, le vie di Dio, i suoi pensieri che sorpassano i nostri!
Non lasciamoci quindi prendere da euforie ingenue. Don Orione, anche se studiato storicamente bene, non risulta “spiegato” o capito fino in fondo. Anche per lo storico più attento ci sono sorprese e interrogativi: per esempio l'uscita di don Orione dai Salesiani, come spiegarla? Oppure la pagina “ Addio mondo ”, con quel successivo salto di qualità della sua vita? Si abbiamo tanti elementi, ma ci sfugge il meglio! E come spiegare la sorpresa dell' oratorio ? La fondazione, a 21 anni, di un collegio è solo una vicenda da fioretti? Restano molti interrogativi e cose su cui tacere.

Di Don Orione restano misteri e interrogativi, perché la sua vicenda umana e spirituale è fortemente segnata dalla sua relazione con Dio e va oltre quello che si può descrivere, va oltre le definizioni, sorprende l'analisi storica.

 

 

3. CONOSCENZA PEDAGOGICA

 

Ho sperimentato che una via privilegiata per avvicinare don Orione è quella del conoscerlo come formatore . E' la via più normale della conoscenza “da figli”.

Una buona prospettiva per cogliere il “cuore” e il carisma di Don Orione. La motivazione è chiara: l'esperienza di Dio fatta da Don Orione, il carisma, costituisce anche il contenuto della sua formazione, della sua pedagogia, di quello che ha trasmesso.

Il fondatore è innanzitutto formatore! “ Vi trasmetto quello che anch'io ho ricevuto ”. San Paolo si riferiva al “memoriale eucaristico”, ma fu il dinamismo di tutta la sua evangelizzazione: trasmettere la sua esperienza di Gesù. Anche Don Orione ha trasmesso, ha condiviso con altri, formandoli, quello che lui aveva vissuto e capito di Gesù e del suo mistero.

Di Don Orione formatore c'è una documentazione ricca di fatti e di insegnamenti, di testimonianze e di scritti vari.(13) Questo è lo studio che più ci avvicina alla persona di Don Orione, perché egli si è consegnato e manifestato in modo particolarmente intimo e trasparente nella relazione da padre a figlio , da formatore a discepolo .
Don Orione era cosciente che c'era stretta continuità tra quello che viveva e quello che trasmetteva, quando scrive al suo discepolo Davide Sasso: “ Le mie regole voi non le conoscete, ma voi conoscete la mia vita e il fine per cui lavoro: niente per me, tutto per Dio e per la Santa Chiesa Romana, e qualunque sacrificio per farmi santo e salvare e consolare le anime dei miei fratelli. Un cuore senza confini perché dilatato dalla carità del mio Dio Gesù Crocifisso: io sono niente: tutto è Gesù e la volontà dei Superiori”. (14)

Riassumendo: per una buona comprensione del carisma occorre partire da una conoscenza spirituale , studiata nella storia della vita di don Orione e verificata nella sua pedagogia di formatore. Così si può cogliere quel nucleo sapienziale (ciò che ha capito, gustato, amato) della sua esperienza di Dio, che lo Spirito formò in don Orione e che lui formò nei suoi discepoli. Questo nucleo costituisce la chiave ermeneutica di tutta la sua vita e di tutti gli approfondimenti particolari della sua esperienza: apostolici, sociali, culturali, pedagogici, ecc.

Ricordiamo infine che questo nucleo carismatico – che i “figli” percepiscono meglio - si è fatto storia, ma non è storico, va oltre don Orione: vive. Il carisma continua a farsi storia oggi, va oltre la nazionalità, le culture. Proprio perché evangelico e “cattolico”,(15) ha la capacità di incarnarsi in qualunque storia e cultura; di dare forma a diverse vocazioni (religiosa, sacerdotale, laicale, contemplativa ecc.) e alle distinte e complementari specificità maschile e femminile (FDP e PSMdC, laici e laiche).

 

 

4. CONDIZIONI SOGGETTIVE PER CONOSCERE DON ORIONE

 

a)  Santità personale

Per conoscere le cose di Dio , bisogna essere di Dio .

Per noi, “figli di Don Orione”, fare un discorso scientifico sul Padre fondatore, santo, vuol dire mettere in conto che una condizione ermeneutica per comprenderlo è la santità. È la santità che ci rende “simpatici” (nel senso etimologico della parola), in sintonia con don Orione, intuitivi. E' lo Spirito che parla al nostro spirito. La storia biblica e l'esperienza dei santi ci mostrano che chi si avvicina a Dio e alle “cose sante”, percepisce il bisogno di purificazione e di santità.(16)

Conoscono di più don Orione “da figli” coloro che sono più santi e non necessariamente coloro che fanno più conferenze! Infatti, il significato del carisma si rende comprensibile in modo più chiaro proprio nelle persone che se ne sono state completamente conquistate e l'hanno realizzato nella propria vita.

L'interpretazione del carisma non è una faccenda puramente accademica e non può essere relegata nell'ambito esclusivamente storico e ideologico. I santi sono gli autentici interpreti del carisma. Lo Spirito, che ci rende spirituali, ci permetterà di parlare dello spirito di don Orione invece che dire noi stessi.

 

b) Incarnazione storica

Altra condizione ermeneutica soggettiva, è quella di studiare Don Orione da una condizione di effettiva incarnazione nella vita della Chiesa e della società. Infatti, questo dono è stato dato per la Chiesa e per la storia degli uomini.(17) Solo al suo interno si può comprenderlo a pieno. Quanto più sono incarnato e partecipe della vita della Chiesa e del popolo, dei loro problemi e attese, dei loro cammini e necessità, tanto più sono stimolato a nuove risposte ideali e pratiche del carisma.

Il carisma porta in ogni suo passo un potenziale di futuro che si dischiude solo quando esso viene vissuto e sofferto fino in fondo nel mondo che cambia.
Occorre una vera incarnazione storica: i tempi che camminano interpellano e sviluppano l'intuizione dello Spirito. È un aspetto da sottolineare proprio perché il carisma è vivo, è un dono in sviluppo (senza mutare) e questo avviene nella gestazione della storia. Fedeltà al carisma non significa ripetitività, formalismo, ma "capacità di riportare nell'oggi della vita e della missione di ciascun Istituto l'ardimento col quale i Fondatori si erano lasciati conquistare dalle intenzioni originarie dello Spirito " .(18) Giovanni Paolo II, in Vita consecrata 37 e nella Lettera in occasione del centenario della Piccola Opera della Divina Provvidenza, parla di “ fedeltà creativa ”.(19)

I tempi, i problemi, i valori della Chiesa, dei popoli, della gente - a partire dai quali “studiamo” Don Orione - tirano fuori le risorse del nostro dono, le potenzialità del nostro carisma, lo sviluppano, lo fanno manifestare in tutta la sua ricchezza. Lo studio del passato è elaborato in base alla situazione del nostro presente – inevitabilmente -, così come il passato provoca una elaborazione e interpretazione del presente.

 

 

5. INDICAZIONI METODOLOGICHE

 

a) Una previa conoscenza globale

C'è la necessità di giungere previamente a una conoscenza di Don Orione complessiva (biografica) e a una comprensione di sintesi (“il cuore”) prima di avventurarsi a dire “qualcosa” di lui, prima di approfondire singoli aspetti ideali o segmenti di storia. Occorre arrivarci quanto prima mediante la lettura di buone biografie, qualche selezione dei suoi scritti.

 

b) Collegare la parte nel tutto

La vita e il carisma di Don Orione sono un tutto organico. Anche se parlo di don Orione ‘maestro dei giovani', per ben comprendere questo aspetto e attività, devo inquadrarlo dentro la sua visione ecclesiale, l'esperienza di carità, nello sfondo mariano dell'essere cristiani.(20)

Bisognerà evitare di lasciarsi fuorviare anche da singole espressioni di Don Orione stesso, enfatiche o assolutizzanti un aspetto, un pensiero, ecc.(21) Don Orione stesso poi relativizza alcune sue singole affermazioni o fatti con altre sue parole o in altri suoi scritti. Solo nell'insieme le espressioni si compongono in un tutto unitario. Del resto, proprio perché ha una personalità fortemente unificata, Don Orione esprime tutto se stesso in ogni parte e ogni parte è espressione del suo tutto di interiorità e di apostolicità. Per esempio, se uno si concentra bene nell'apostolato di carità, o studia a fondo la sua devozione mariana entra nell'anima anche di altre dimensioni della sua personalità. Don Orione c'è “tutto” anche in singoli “particolari” di vita.

 

c) Inquadrare la sua parola scritta con la sua vita

È necessario collegare gli scritti (22) (materiale oggettivo, più facilmente reperibile e utilizzabile) con la sua vita, la storia, le esperienze, le testimonianze… per evitare una lettura teorica. Particolare attenzione critica si deve avere con le trascrizioni della Parola di Don Orione .(23)

Don Orione è certo un maestro, ma nel senso del “ coepit facere et docere ”. Una adeguata conoscenza dei suoi insegnamenti ( docere ), pertanto, si avrà se ricavata alla luce di ciò che ha fatto ( facere ), delle scelte concrete. I suoi enunciati vanno collocati e capiti nel contesto in cui sono nati e in tutta la sua storia. Da questa contestualizzazione dei testi nel contesto di vita, le sue parole usciranno talvolta relativizzate e talvolta ingrandite, ma sempre meglio comprese.

 

d) Non fermarsi a una conoscenza “a fioretti”

Gli episodi fanno parte del più ampio scenario della storia e parola di Don Orione. Pertanto, è nel contesto di vita ( back-ground ) che i singoli fatti potranno essere compresi a pieno, senza distorsioni nemmeno per motivi apologetici o morali.

Solo così si potrà evitare di dare significati troppo assoluti, e perfino diversi, a singoli eventi il cui significato è relativo a un contesto particolare. Solo così si potranno anche notare quali episodi siano isolati e quali altri invece rivelino note costanti, sviluppi, valori e atteggiamenti più tipici e caratteristici della sua persona e del suo agire; quali fatti siano frutto di circostanze particolari e quali siano elementi profondi di personalità che appaiono dall'inizio alla fine della sua esistenza.

 

e) Evitare una lettura ideologica

Occorre evitare il rischio di fare una lettura ideologica di don Orione, che risulterebbe parziale, arbitraria, soggettiva. E' l'atteggiamento di chi legge Don Orione e le origini cercando elementi consonanti con le proprie idee, cercando una “conferma” di giudizi e decisioni già prese in anticipo, magari ricorrendo a fatti marginali o a parole dette en passant , senza verificarne la consistenza in relazione alla totalità dell'esperienza e del carisma.

Non farti un'immagine o un'idea di Dio: fu un imperativo preliminare della rivelazione di Dio al suo popolo, proprio per potersi rivelare. Se uno si fa un'immagine o un'idea limitata di Dio si preclude la possibilità di ulteriori rivelazioni e comprensioni. Qualcosa del genere vale per un uomo fortemente connotato di Dio come Don Orione, figura grande e complessa.
Inevitabilmente, succede che ognuno tende a “farsi un'idea” di Don Orione; di Don Orione tende a percepire quegli aspetti che sono affini al proprio carattere, ai propri gusti, alle proprie conoscenze, ai propri valori e anche ai propri limiti, ai propri atteggiamenti. Se uno è portato alla pastorale dei giovani vedrà don Orione maestro dei giovani, selezionerà della vita di don Orione soprattutto questo, così se è un attivo… o se è un contemplativo…

È facile riconoscere in don Orione se stessi, vedere in lui quello che si vive. L' accentuazione di alcuni caratteri del padre fatta dai figli è cosa preziosa, ma non deve diventare esclusione o peggio “ riduzione ”.
Il rischio ideologico è ancor più facile nel conoscere e parlare di Don Orione, perché è un santo poliedrico nei suoi interessi e nelle sue manifestazioni, “ un cuore… senza confini ”: un santo che ha detto e fatto di tutto. Se il Papa dice che “ è impossibile sintetizzare in poche frasi” la vita e il genio di Don Orione non è perché è confuso ma perché è complesso.
La sua complessità comporta una concreta difficoltà di lettura e di comprensione unitaria, ma occorre superare sia una comprensione riduttiva (riduco il tutto ad un aspetto enfatizzato) e sia una comprensione frammentaria e disordinata di don Orione.

Occorre convertirsi a don Orione e non il contrario! Noi dobbiamo aprirci alla sua esperienza e non ridurre lui alla nostra esperienza. È una preoccupazione da tener presente: aiuterà a evitare certe affermazioni assolute, o certi esclusivismi, o certe sicurezze ingenue e fuorvianti nel parlare di Don Orione. Ed eviterà polemiche ideologiche in nome di Don Orione.

 

f) Confrontare la visione personale e comunitaria

Occorre abituarsi ad una lettura sinottica di Don Orione: lo stesso oggetto va visto con più occhi. Un solo occhio vedrebbe tutto piatto, non vede la profondità. Don Orione va avvicinato insieme, confrontando con altri i propri punti di vista, soprattutto per coglierlo ‘con l'anima' e non solo per descriverlo. Sono alcune prime osservazioni di buon senso.

Ma c'è una ragione teologica da considerare: il carisma di fondazione, per definizione, è “dato alla comunità”, attraverso una persona, certo, ma è “comunitario”, nel senso che è destinato alla condivisione – e dunque alla comprensione - di una comunità di discepoli. Dunque, la comunità è per connaturalità il luogo ermeneutico del carisma, è la condizione per la sua profonda comprensione.(24) Senza l'interpretazione viva del carisma da parte della comunità ci si accontenta di divulgazioni, di commenti, di stereotipi sul Fondatore ma si rischia l'atrofia del carisma.

È un punto molto delicato per la trasmissione del carisma. Non si può delegare lo studio del carisma ad altri che non siano “figli”, membri dell'Istituto, discepoli. E' certo utile l'apporto di studiosi esterni, competenti nella ricostruzione storica spirituale e pastorale, ma un'adeguata interpretazione del Fondatore e del carisma può essere fatta solo da chi ha una effettiva consonanza ermeneutica, cioè da chi è “di famiglia”, vitalmente inserito, con una sintonia accolta e assimilata per osmosi, spesso in modo inconscio. Solo un Orionino può comprendere intimamente Don Orione, come “solo un salesiano ha la capacità di capire veramente e profondamente Don Bosco”.(25)

 

 

CONCLUSIONE

Guardando alla vastità e diversità di interessi, di pensieri e di attività di Don Orione e constatando la sua poliedrica personalità, l'impressione di complessità può scoraggiare la volontà di conoscerlo bene. Il suo vitalismo di valori, di azioni e relazioni possono suscitare ammirazione, ma anche rendere difficile la comprensione unitaria di Don Orione! La sua formidabile capacità di adattamento, di assumere, di incarnazione può generare smarrimento e confusione in chi cerca di coglierne l'”anima”.(26)

Noi potremo capire Don Orione – e aiutare altri a capire - se c'è dentro di noi quella stessa intuizione carismatica , verificata nella conoscenza complessiva di Don Orione, rettificata sulle Costituzioni e dinamicamente attualizzata nella comunità .

Ricordiamo infine che il carisma è una relazione nello Spirito e va compreso e sviluppato in relazione con Don Orione e, in lui, con Gesù , origine di ogni carisma, “come il tralcio con la vite” (Gv 15, 1-11).

La ri-presentazione del carisma del fondatore non è qualcosa di successivo cronologicamente o di storicamente staccato dalla sua persona. Ricordiamo che i Fondatori, grazie alla comunione dei Santi, continuano ad essere presenti nelle Congregazioni da loro fondate, intercedono per la fedeltà e il dinamismo delle loro famiglie, ispirano i membri a percorrere il cammino indicato. In altre parole, Don Orione ci è contemporaneo.

In quanto figli , dobbiamo vivere in comunione con il nostro Padre carismatico affinché il carisma sia da noi continuamente accolto e coltivato.

In quanto figli, dobbiamo restare disponibili all'azione dello Spirito dal quale il carisma proviene, e grazie al quale è conservato e cresce.

In quanto figli , dobbiamo vivere nell'unità con Cristo, di cui il carisma orionino esprime un aspetto di vita e di ministero.

 

 

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1. Queste note sono state presentate per la prima volta alla riunione internazionale dei Gruppi Studi Orionini , a Roma - Monte Mario, 4 marzo 2002. Qualche ritocco è stato riportato in occasione della lezione su Ermeneutica orionina all'Università Pontificia Salesiana di Roma, il 29 ottobre 2007.

2. Da "ermenutiké" , "tecnica dell'interpretazione", a sua volta derivante dal verbo greco hermeneuein , "interpretare", che fa riferimento a Hermes , ovvero Mercurio, il messaggero degli dei, colui che si faceva interprete dei messaggi da consegnare agli uomini.

3. Hans Georg Gadamer, Verità e metodo. Lineamenti di un'ermeneutica filosofica, Bompiani, Milano ed. 2000.

4 . Il tema di una seria ermeneutica del carisma dei Fondatori è stato promosso dal Concilio Vaticano II che, nel documento Perfectae caritatis 2, ha chiesto “il continuo ritorno alle fonti di ogni forma di vita cristiana e allo spirito primitivo degli istituti, e nello stesso tempo l'adattamento degli istituti stessi alle mutate condizioni dei tempi ”, indicandone i principi essenziali. Senza dilungarmi nella bibliografia segnalo solo Fabio Ciardi, I fondatori uomini dello Spirito. Per una teologia del carisma di fondatore (Città Nuova 1982), tradotto in varie lingue, che è stato lo studio che ha inaugurato un'attenta riflessione sul tema del carisma dei fondatori, e al suo successivo In ascolto dello Spirito. Ermeneutica del carisma dei fondatori (Città Nuova 1996).

5. Lo Spirito Santo “dispone la persona a lasciarsi guidare e sostenere da Lui, sia nel proprio cammino spirituale che nella vita di comunione e nell'azione apostolica... Nel carisma domina «un profondo ardore dell'animo di configurarsi a Cristo, per testimoniare qualche aspetto del suo mistero», aspetto specifico chiamato a incarnarsi e svilupparsi nella più genuina tradizione dell'Istituto, secondo le Regole, le Costituzioni e gli Statuti”; Vita consecrata 36. Giustamente Perfectae Caritatis 2 motiva la fedeltà degli Istituti alla loro propria fisionomia con il fatto che “torna a vantaggio della Chiesa stessa”, e pertanto chiede che “fedelmente si interpretino e si osservino lo spirito e le finalità proprie dei Fondatori, come pure le sane tradizioni , poiché tutto ciò costituisce il patrimonio di ciascun Istituto". Il Canone 652, §2 dice: "I novizi devono essere (...) formati alle esigenze della vita consacrata a Dio e agli uomini in Cristo attraverso la pratica dei consigli evangelici; informati infine sull' indole e lo spirito , le finalità e la disciplina , la storia e la vita dell'Istituto , ed educati all'amore verso la Chiesa e i suoi sacri Pastori". "La conformazione attiva a Cristo si effettua secondo il carisma e le regole dell'Istituto cui il religioso appartiene. Ciascuno ha un suo proprio spirito, carattere, scopo e tradizione ed è nell'accordo ad essi che il religioso cresce nell'unione con Cristo" ( Elementi essenziali della vita religiosa 46).

6. Omelia del 26 Ottobre 1980; L'Osservatore Romano , 27-28 ottobre 1980, 1-2.

7. Lettera nel 50 ° della morte di Don Orione Città del Vaticano. 12 marzo 1990; L'Osservatore Romano , 12-13 marzo 1990, 4.

8. Troviamo interessanti conferme in parole di Don Orione che parlava ai suoi confratelli di “ pietà interna ”, di “ andare all'anima, alla sostanza e non fermarsi alle forme… ”, di “ pietà ignìta ” che non significava solo infuocata, fervorosa, ma fusa dal fuoco dell'amore di Dio .

9. Testimonianza di Don Giovanni Venturelli; Summarium ex processu , p. 933.

10. Per una conoscenza biografica segnalo (in ordine di edizione): Sparpaglione Domenico, Il Servo di Dio Don Orione , X ed., San Paolo , Cinisello Balsamo, 2004, pp.376 (è la prima biografia, scritta da un “figlio” di Don Orione, dal vivo della conoscenza e dei sentimenti di chi gli fu accanto, pronta praticamente già al momento della morte del santo fondatore; da questa biografia informata al meglio nel momento di essere scritta e poi aggiornata, si ricavano soprattutto i valori e i toni di fondo dell'umanità e spiritualità di Don Orione); Hyde Douglas, Il bandito di Dio , Paoline, Bari 1960, pp.212 (di un inglese convertito, di prospettiva piuttosto personale, ma interessante; attenzione a inesattezze storiche); Papasogli Giorgio, Vita di Don Orione , V ed., Gribaudi, Milano 2004, pp. 566 (è senza dubbio la biografia di riferimento più letta, scritta da un professionista dell'agiografia, bene documentato e seguito dallo storico e postulatore Don Giovanni Pirani e da Don Ignazio Terzi; il valore aggiunto alla scrittura narrativa biografica di questo libro sono le numerose parentesi storiche – a penna soprattutto della figlia dell'autore, Benedetta - che inquadrano Don Orione nel contesto sociale ed ecclesiale). Pronzato Alessandro, Don Orione, il folle di Dio , Gribaudi, Torino 1980, pp. 368 (tocca soprattutto le corde dei sentimenti, usa immagini e periodare da giornalista spirituale); Gemma Andrea, Don Orione: un cuore senza confini , II ed., Quadrivium, Isernia, 2000, pp.446 (scritta da un eccellente confratello, il vescovo Andrea Gemma, con buona conoscenza e scrittura eloquente, “da figlio” di Don Orione); Gemma Andrea, I fioretti di Don Orione , II ed., Dehoniane, Bologna 2002, pp. 216 (il genere letterario è detto nel titolo; attinge all'episodica con serietà, soprattutto a quella presente nelle testimonianze dei confratelli raccolte nella Positio del processo di canonizzazione). Vi sono anche altre biografie o sintesi biografiche cui attingere, ma queste sono le più note, sicure e reperibili.

11. Sono numerosi gli studi riguardanti le azioni e relazioni storico-ecclesiali in cui Don Orione fu protagonista. Tra le opere di approfondimento, si veda: Aa. Vv. La figura e l'opera di Don Luigi Orione (1872-1940), Vita e Pensiero, Milano 1994, (Atti dell'incontro di studio tenuto a Milano il 22-24 novembre 1990); Michele Busi, Roberto De Mattei, Antonio Lanza, Flavio Peloso, Don Orione negli anni del Modernismo , Jaka Book, Milano 2002 (l'opera ricostruisce questo importante capitolo di vita di Don Orione con ampia documentazione d'archivio, completezza e organicità); ci sono poi gli atti di due importanti convegni di studio su Don Orione, con contributi di tipo interdisciplinare, storico, pedagogico, culturale, ascetico, pastorale: Aa.Vv., Don Orione e il Novecento , Rubbettino, Soveria Mannelli, 2003 (Atti del Convegno alla Pontificia Università Lateranense, 1-3- marzo 2002); Aa. Vv. San Luigi Orione. Da Tortona al mondo: 1903-2003 , Ed. Vita e Pensiero, Milano, 2004 (Atti del Convegno di studi tenuto a Tortona, 14-16 marzo 2003); su capitoli particolari, ma ricostruiti con ampio respiro storico ecclesiale, segnalo i miei Don Orione, un vero spirito ecumenico , Dehoniane, Roma, 1997; Don Luigi Orione e Padre Pio da Pietrelcina. Nel decennio della tormenta , Jaka Book, Milano, 1999; Don Orione, Jacques Maritain y la Iglesia Argentina en los años treinta , “ Criterio”, Noviembre 2000, p.628-632; Don Orione e la Conciliazione del 1929 Fedeltà alla Chiesa e alla Patria alla prova, “Messaggi di Don Orione” 34(2002) n.107, pp.27-45; Don Orione e Buonaiuti un'amicizia discreta in Rivista di Storia della Chiesa in Italia”, 1/2002, p.121-147 . La rivista “Messaggi di Don Orione” svolge un prezioso servizio di studio storico e spirituale.

12. Invece Wittgenstein affermava: “Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere” e credeva appassionatamente che tutto ciò che conta nella vita umana è proprio ciò di cui dobbiamo tacere» (P. Engelmann, Lettere di Ludwig Wittgenstein con ricordi di Paul Engelmann , La Nuova Italia , Firenze 1970, p. 70).

13. Senza dubbio, l'opera più importante nella linea di una conoscenza pedagogica di Don Orione è AA.VV. Sui passi di Don Orione. Sussidio per la formazione al carisma , Dehoniane, Bologna 1996, pp. 328. Le testimonianze più preziose sono certamente quelle presenti nella Positio super vita et virtutibus della causa di canonizzazione (Archivio della Postulazione generale, Roma).

Una presentazione contestualizzata storicamente dell'opera educativa di don Luigi Orione si trova in A. Bianchi , Don Orione, educatori ed educazione , in Don Orione e il Novecento , Atti del Convegno di Studi (Roma, 1-3 marzo 2002), Soveria Mannelli, Rubettino, 2003, pp. 199-227. Più in generale, sulla figura di don Orione educatore, si vedano G. Papàsogli , Vita di Don Orione , Milano, Gribaudi, 1994 4 ; e alcuni interventi specifici sulla rivista storica della Congregazione: N. Zanichelli – E. Magarotto , Don Orione formatore di educatori. Orientamenti pedagogici e testimonianze, «Messaggi di Don Orione», 29 (1997) n. 95, pp.5-38; A. Lanza , San Giovanni Bosco e il Beato Luigi Orione , in «Messaggi di Don Orione», 20(1988) n.69, pp.7-64 ; D. Mogni, La Scuola secondo Don Orione , in «Messaggi di Don Orione», 18 (1986) n. 64, pp.3-48; P er una conoscenza della tradizione pedagogica orionina si vedano, C. P ensa , Brevi appunti di pedagogia , Scuola Tipografica San Giuseppe, Tortona 1945; V. P attarello , Il pensiero e l'opera di Don Orione in rapporto agli indirizzi di pedagogia nuova , Sâo Paulo, Ed. Orionópolis, 1972; L. P angrazi , Don Orione educatore , pro manoscritto, ADO, Roma .

14. Il testo è del settembre del 1898. Don Orione da informazioni all'aspirante Davide Sasso, di Basaluzzo, la cui mamma voleva sapere dove e con chi il figlio voleva andare, essendo ancora poco nota la nascente Congregazione. Scritti 102, 32.

15. Cattolico è qui inteso in quanto universale . Don Orione certo nacque in Italia ed era fiero della sua italianità; si può anche dire che è morto “italiano”? Sì certo, ma non solo, tanto che egli parlava di “Argentina, mia seconda patria”, di “Polonia, nazione prediletta a me tanto cara”, di “Brasile, per il quale quello che non ho potuto fare da vivo lo farò da morto”. E non lo diceva per captatio benevolentiae … E Don Orione oggi – intendo il carisma che vive nella Famiglia orionina - si può dire che è più italiano che argentino, o più brasiliano che polacco, più spagnolo che malgascio, o filippino? Certo che no. E ciò non dipende solo dal numero dei membri, ma dalla qualità evangelica del carisma che, per l'attualità dello Spirito Santo che lo rinnova, partecipa della “cattolicità” del Vangelo e delle cose di Dio.

16. Pensiamo a Mosé, a Isaia, a Geremia, a Pietro… a Don Orione che andava a confessarsi prima di andare in udienza dal Papa. Qualche confratello ha testimoniato che prima di andare a parlare con Don Orione sentiva il bisogno di andare a confessarsi.

17. Un carisma nasce e cresce e può anche atrofizzarsi e morire. La vitalità dipende dal dinamismo interno, dalle situazioni storiche e sociali, dalla capacità di rispondere alle nuove sfide e, in particolare, dalla sintonia con la Chiesa , Corpo Mistico di Cristo in crescita. Essendo parte della Chiesa e dato per il suo bene, ogni carisma cresce con essa. E fuori di essa muore.

18. Religiosi e promozione umana , n.30.

19. “ Fedeltà creativa in un mondo che cambia : sia questo orientamento a guidarvi per camminare, come amava ripetere don Orione, « alla testa dei tempi » "; Lettera dell'8 marzo 2003.

20. Schleiermacher parla del circolo ermeneutico per cui la parte può essere compresa solo alla luce del tutto e il tutto può essere colto solo approfondendo il significato delle singole parti.

31. Ricorrono stilemi del tipo “ tutta la congregazione è qui, nel…”, “tutta la mia vita è…”; “io non vivo altro che per… ”.

22. La lettura degli scritti di Don Orione (un materiale archivistico di mole impressionante) è una via sicura e privilegiata per conoscere Don Orione. Una breve bibliografia: Le lettere , Postulazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza, Roma 1969, vol. I: pp. 636, vol. II: pp.628 (volume molto noto che ha molto contribuito alla divulgazione della parola di Don Orione; i compilatori hanno eseguito un lavoro senza dubbio efficace e anche fedele nel risultato, ma sono intervenuti con tagli e accostamenti di testi diversi senza segnalare tali operazioni); In cammino con Don Orione. Dalle lettere , Postulazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza, Roma 1972, pp. 338 (volume dello stesso tipo del precedente, con una selezione di testi di più vasto interesse, appetibile anche a laici ed ecclesiastici esterni al mondo orionino); La scelta dei poveri più poveri. Scritti spirituali , a cura di Andrea Gemma, Città Nuova, Roma 1979, pp. 304 (una cernita a scopo ascetico di brevi brani raccolti per temi); Lo spirito di Don Orione. Dai suoi scritti, dalla sua parola, presentato ai suoi religiosi , vol. I-IX, Piccola Opera della Divina Provvidenza, Roma 1989-1993, vol. I: pp.154, vol. II: pp.130, vol. III: pp.116, vol. IV: pp.142, vol.V: pp.132, vol. VI: pp.132, vol. VII: pp.134, vol. VIII: pp.82, vol. IX: pp.152 (qui i brani di scritti o parola di Don Orione sono raccolti e ben citati in piccoli volumi); Nel nome della Divina Provvidenza. Le più belle pagine , (IV ed.), Piemme, Casale Monferrato, 2004, pp. 160 (altra selezione di brani particolarmente significativi raccolti da Don Giuseppe Zambarbieri e successivamente selezionati arricchiti di note di presentazione); Don Orione. Intervista verità , a cura di Flavio Peloso, II ed., Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo, 2004, pp.142 (scopo dell'opera è mettere in colloquio il lettore e le sue domande di oggi con le risposte di Don Orione date attraverso una selezione dei suoi scritti); Meditazioni sul Vangelo. Dagli scritti e dalla parola , a cura di Flavio Peloso, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo, 2004, pp.280 (testi di Don Orione a commento del Vangelo; interessanti le due introduzioni biografica e ascetica) .

23. La Parola di Don Orione: si tratta di 12 volumi dattiloscritti, cui vanno aggiunte anche altre raccolte di testi di appunti presi ascoltando la viva voce di Don Orione; sono conservati nell'Archivio generale di Roma. Per certi aspetti la Parola di Don Orione è una fonte interessante perché riporta a Don Orione “preso dal vivo” della sua comunicazione orale, meno misurato a volte, più spontaneo, confidenziale; certe cose le dice parlando e non scrivendo. Per altri aspetti occorre tenere presenti i limiti di tali testi. Ci sono i limiti del parlare di Don Orione: a volte non è preciso, gli capita di confondere qualche elemento descrittivo, date, ricordi; le citazioni possono essere approssimative, qualche suo discorso volte risulta meno esatto per il genere di discorso edificante, apologetico, enfatico. Molti limiti e deficienze sono poi da addebitarsi a chi, con buona volontà ma anche con molta fretta e in posizioni scomode di ascolto e di scrittura, ha preso gli appunti dalla parola di Don Orione, in cappella, a tavola, in studio, in piedi conversando. I trascrittori possono non avere inteso bene le parole o non essere pienamente fedeli a causa dell'affrettata trascrizione costretti a scegliere alcune parole tralasciandone altre. E' da ricordare che a prendere questi appunti sono state persone le più diverse e con diversa capacità: chierici, confratelli, suore, laici e anche giovani probandi. Si può dire che i testi della Parola di Don Orione elaborati al “Paterno” di Tortona, soprattutto nell'ultimo decennio, risultano più affidabili perché era stato organizzato il servizio di trascrizione; vi collaboravano i chierici e confratelli più preparati e, spesso, elaboravano il testo insieme per giungere il più vicino possibile alle parole effettivamente dette da Don Orione. Per chi fa uno studio critico su Don Orione la Parola di Don Orione costituisce una fonte di testi utili e interessanti, ma essi vanno confrontati e verificati con altre fonti. A volte non bisognerà fermarsi al puro suono della lettera, ma cercare piuttosto il senso cui ad essa si voleva dare. Certo non vanno presi come ipsissima verba del Fondatore e farne una edizione critica è praticamente impossibile.

24. Il soggetto interpretante è, prima di tutto, l'Istituto nel suo insieme, con l'apporto responsabile di ciascun membro, che ha i suoi momenti ermeneutici privilegiati nei Capitoli generali, in assemblee analoghe, nelle singole comunità locali, quando e dove, da figli, si è chiamati ad una costante autocoscienza in vista delle scelte concrete quotidiane di vita e di ministero per rispondere a sempre nuove sollecitazioni. F. Ciardi dedica tutto un capitolo a La comunità soggetto ermeneutico e il suo contesto interpretativo nel suo studio In ascolto dello spirito , cit., pp.111-123.

25. Raffaele Farina, Don Bosco oggi. Note e suggerimenti metodologici , Torino 1976, p.352

26. Sono provvidenziali e da incoraggiare recenti esperienze sorte nella Piccola Opera della Divina Provvidenza per una seria ermeneutica orionina; penso ad alcuni studi e simposi sul carisma, come quello che ha portato alla elaborazione di Sui passi di Don Orione. Sussidio per la formazione al carisma ( 1996) ; penso alla formazione in varie nazioni dei Gruppi Studi Orionini e a qualche iniziativa di Scuola di formazione al carisma orionino come quella all'Università Salesiana di Roma o alla Escuela de Formaciòn Orionina di Buenos Aires. Io stesso, incoraggiato da Don Giuseppe Masiero, già nel 1986, preparai un abbozzo di “Orionologia”, cioè un Progetto di studio del carisma orionino (in Carisma e formazione orionina . Atti del convegno dei formatori, 1986, pp. 105-112).

 

 

 

 

PARA CONOCER A DON ORIONE “COMO HIJOS”

NOTAS DE HERMENÉUTICA ORIONISTA

 

 


Don Flavio Peloso (1)

 

Hermenéutica

Sabemos que la hermenéutica es la metodología de la interpretación.(2) Se ha desarrollado a partir del ámbito religioso con el fin de ayudar a la interpretación correcta de los textos sagrados. Pronto asumió un significado y una aplicación más amplios, interesándose en dar significado a todo lo que es de difícil comprensión. En este sentido puede ser vista como la teoría y el arte de las reglas interpretativas. Hoy se habla comúnmente de hermenéutica jurídica y de hermenéutica artística y en otros ámbitos en los cuales se aplica la metodología de la interpretación.

La tarea de la hermenéutica no se agota en la lectura o en la definición del método interpretativo. Existen ámbitos, como el diálogo con las religiones ( Hans-Georg Gadamer ), el pensamiento político ( Jürgen Habermas ) o el lenguaje en general ( Paul Ricoeur ), que sólo se pueden entender desde el interior de un círculo hermenéutico.

En el siglo XX fue Martín Heidegger quien comenzó a separar el problema central de la hermenéutica filosófica de la interpretación de textos a la comprensión existencial: se comienza a considerar lo que el lenguaje dice, pero también lo que el mismo presupone, lo que no dice, lo que implica. La importancia del sujeto que conoce y de sus condiciones de conocimiento son muy influyentes para un buen conocimiento. Se trata de un elemento último a tener en cuenta. Por otra parte, uno de los desafíos fundamentales de la hermenéutica es el de ofrecer objetividad a la interpretación dada, independientemente de quien hace la interpretación y del contexto histórico en el que ocurre tal interpretación ( Hans-Georg Gadamer ).

Paul Ricoeur, en fin, ha observado que, en la modernidad, el conocimiento se desenvuelve entre la tensión de una voluntad de sospecha y una voluntad de escucha, y que juntas animan la hermenéutica.

Esta premisa sobre la hermenéutica nos sirve para sugerir la actitud de circunspección y de humildad con las que debemos proceder en nuestra voluntad de conocer. También cuando se trata de conocer a Don Orione. Dejo estos reclamos sobre la hermenéutica como horizonte de nuestras consideraciones, nos ayudarán a entender cómo acercarnos mejor al conocimiento de don Orione.

 

 

Hermenéutica orionista

El ámbito de la hermenéutica del que queremos hablar está restringido y es bien preciso: el objeto es Don Orione y el sujeto cognoscente el orionista. Estas reflexiones son ofrecidas, de hecho, a religiosos y laicos involucrados en la experiencia espiritual y apostólica de don Orione, por ellos reconocido, aunque con acentos distintos, como “padre”. Gadamer ilustró la dinámica cognoscitiva del “ círculo hermenéutico ” entre objeto y sujeto intérprete que crea un diálogo continuo entre la realidad del pasado, mi presente y la tradición a través de la cual el pasado ha llegado hasta mí.(3)

El estudio sobre don Orione “ como hijos” es una condición espiritual y existencial, antes que un dato sociológico de pertenencia. Tiene sus ventajas y algún riesgo, pero nuestro conocimiento no puede ser sino “como hijos”. Esforcémonos, pues, para que sea el mejor.

También los hijos -incluso fiándose del corazón que intuye- deben recurrir a las reglas simples de la hermenéutica para evitar errores, reducciones al hablar de don Orione, para no hacerle decir lo que no ha dicho, para no interpretarlo arbitrariamente y tratar de conocerlo en su realidad como persona, y sobre todo en su peculiaridad como fundador.

 

1.  CONOCIMIENTO ESPIRITUAL

Conocimiento “como hijos” significa conocimiento de don Orione como personas que tienen el mismo “espíritu”, el mismo “ imprinting ” interior.

Para conocer a Don Orione se necesita sobre todo disponerse a un conocimiento espiritual. Magdalena de Canosa escribe: “ El modo más seguro y por tanto más necesario para comprender a fondo un carisma no es tanto el conocimiento incluso de memoria de las Constituciones o de los escritos de los fundadores, sino el conocimiento profundo de su vida interior ”.(4)

Para conocer a don Orione no basta por tanto estudiar constituciones, escritos, documentos, etc.; su verdadero espíritu se extrae acercándose al “corazón”, a su intimidad con Dios, tan determinante e invasora de todo su pensamiento y de su acción. Tratar de llegar al “corazón” es una experiencia ardua y exaltante al conocer a un santo y al propio Fundador, en particular.

 

Recordemos que el carisma es ante todo un “don del Espíritu Santo”. El carisma no es tener un apostolado particular, una ideología religiosa y ni siquiera un cierto estilo o ciertas prácticas de piedad. Es también todo eso, pero no sólo eso. El carisma es un alma, un don del Espíritu que después da forma a todo: al apostolado, a las prácticas de piedad, a la formación, al gobierno, a las obras.(5)

Cuando nos acercamos a una persona, a un santo, es decir a una persona llena de Dios, nos acercamos al misterio de una conciencia y al Espíritu Santo que allí habita interiormente, nos acercamos a una persona que tiene en su relación con Dios la unificación interior, el impulso y la forma de los pensamientos, de los afectos, de las acciones, de la propia historia.

Juan Pablo II, en la homilía de la beatificación de Don Orione, ha observado justamente que es “imposible sintetizar en pocas frases la vida de aventura y a veces dramática de aquel que se definió, humilde pero sagazmente, como ‘el facchino (peón) de Dios'. Pero podemos decir que él fue ciertamente una de las personalidades más eminentes de este siglo …”.(6) El mismo Papa sin embargo afirmó después: “Es aún importante que nos preguntemos cual sea el carisma unificador , sobre el que su Obra fue construida, y que la distingue de las otras Congregaciones, surgidas en el mismo periodo histórico e igualmente dedicadas al servicio de los pobres”.(7)

Hemos de intentar siempre llegar al corazón de Don Orione y no detenernos sólo en lo que hizo o dijo, aunque también esto es útil y nos da noticias para llegar al corazón.

Don Ignacio Terzi ha repetido a menudo que “ para conocer bien a Don Orione y su carisma de fundador es necesario estudiar más su espiritualidad que su apostolado, más la intimidad que los floraciones externas ”. Es cuestión de equilibrio y no de exclusión, obviamente.

Para conocer con realismo y profundidad una dimensión de la vida de Don Orione es preciso partir siempre del “corazón” y del Espíritu que todo lo unifica.

Si quiero conocer la espiritualidad de don Orione debo ir primero al don interior (8) y no sólo a sus enseñanzas, a las prácticas de piedad... y así también para el apostolado, para el aspecto mariano, social, misionero, etc.

No podemos tomar aspectos singulares de un modo sectorial, sino ir al carisma, a las motivaciones que han animado estas elecciones y este estilo. Es en la vida interior donde el carisma se muestra en toda su pureza originaria y que después se manifiesta (y por ello se hace “localizable”) en las modalidades del hacer, del hablar, del rezar, etc.

Este episodio nos puede ayudar a comprender esta actitud. " Recuerdo una conversación o discusión tenida entre nosotros los clérigos en los últimos años de la vida del Siervo de Dios”. Es Don Giovanni Venturelli quien lo cuenta. “ Se nos había planteado la cuestión sobre cuál fuese el aspecto más profundo, lo que justificase toda la vida y la acción de nuestro Padre. Las respuestas fueron varias, poniendo la explicación del “fenómeno” Don Orione algunos en la caridad, otros en su piedad, otros en otros aspectos particulares de su personalidad; a un cierto punto intervino Don Biagio Marabotto que logró ponernos en silencio y de acuerdo diciendo: «¿Pero estáis diciendo qué es lo que explica todo en Don Orione? ¿... No es Dios? He ahí lo que es, principalmente, Don Orione: un hombre que vive de Dios...» . (9)

Hemos de evitar por tanto hacer fotografías de don Orione y decir que don Orione es esto o aquello; “ mil fotografías puestas todas juntas no dan un hombre vivo ”, decía Gabriel Marcel. Esto reafirma una vez más la importancia del conocimiento espiritual.

 

2.  CONOCIMIENTO HISTÓRICO

Es verdad que, tal y como hemos afirmado arriba, el santo es sobre todo un hombre de Dios. Es verdad que el Espíritu dador de vida no puede ser “fotografiado”. Pero es también cierto que el Espíritu se hace carne e historia concreta, y por ello localizable .

Las intuiciones espirituales, los carismas viven y se manifiestan ocurriendo, haciéndose historia de una persona. El contexto histórico ha hecho y hace de “reactivo” o de “líquido revelador” del don espiritual y de la interioridad de una persona.

Por tanto es importante conocer la historia de don Orione, su desarrollo, lo que ha ocurrido. No basta narrar algún que otro episodio o dictar alguna frase sacada del contexto de la vida en la que floreció. Hay que colocar nuestros hallazgos biográficos (hechos, frases, cartas, etc.) en su contexto histórico-vital bien determinado; ha de ser relativizados e integrados en el ambiente y tiempo del que formaban parte.

No puedo detener a mi Don Orione por ejemplo en 1904, el don Orione de los primeros colegios y colonias agrícolas. Cierto que esa situación particular será tenida en cuenta, pero no podemos aislar el conocimiento de la persona en un solo periodo histórico, de otro modo, obstaculizamos la posibilidad de conocer al Don Orione completo , arriesgamos de deformarlo reduciéndolo o engrandeciendo determinados aspectos de su pensamiento o de su acción.

Por tanto, si empezar desde el “corazón” es indispensable para captar una manifestación de vida de don Orione, es también cierto que el “corazón” es localizable a través de este encuentro histórico con don Orione.

Cuanto más conozcamos la vida de una persona, tanto más llegaremos a percibir lo que ha animado esa vida. El Espíritu se alcanza a través del estudio de la vida de los santos. Se necesita siempre reanudar y confrontar el carisma de don Orione con todo el camino de su vida y de su historia.

Por lo tanto, es importante un conocimiento biográfico de don Orione como biografía, (10) los acontecimientos personales, el contexto histórico, como clima de vida de la Iglesia. (11) En este conocimiento histórico es necesaria la prudencia y la humildad de no pretender explicar todo de don Orione: ¡un alma no se explica!

El historiador está siempre tentado de explicarlo todo, de encontrar causalidades, consecuencias encadenadas y explicaciones. “El error de los positivistas – observa Ludwig Wittengstein – es que no tienen nada sobre lo que callar”.(12) En las cosas de Dios y en un hombre de Dios no todo y no siempre se puede “explicar”. Las cosas de Dios acontecen . Hay sorpresas que van más allá de cualquier explicación razonable sobre el plano de las observaciones y de las leyes humanas. Y si no se tiene en cuenta el “ coeficiente de trascendencia ” – del factor “Gracia” o Vida divina o acción del Espíritu Santo – se corre el riesgo de dar explicaciones razonables, pero no ciertas. Incluso después de haber estudiado y escrito volúmenes, siempre permanece el adorar el misterio de Dios en una persona. Se necesita mucha inteligencia de fe para reconocer la Divina Providencia de Dios en la filigrana de los acontecimientos históricos.

Mucho se dice, y se ha de decir, pero, mientras se dice, es necesario también callar sobre aquello de lo que no se puede decir nada.

Mientras se argumenta, hay también que contemplar e intuir en el conjunto la presencia de Dios porque la mayor parte de las obras de Dios está en el misterio, van más allá de la comprensión, más allá de la lógica de las causas humanas. Y por ello ¿quién puede entenderlo del todo?

“¿Quién puede rastrear las cosas del cielo? ” (Sab. 9,16). Nosotros seguimos el rastro de Jesús y de Don Orione, pero ¡no pretendamos entender del todo las cosas del cielo, los caminos de Dios, sus pensamientos, que sobrepasan los nuestros!

No nos dejemos por tanto llevar por la euforia ingenua. Don Orione, aún bien estudiado históricamente, no resulta “explicado” o entendido hasta el fondo.

Por ejemplo, incluso para el historiador más atento hay sorpresas: la salida de don Orione de los salesianos, ¿cómo explicarlo? ¿O bien la página “Adiós mundo”, con aquel sucesivo salto de cualidad sobre su vida? Si, tenemos muchos elementos, pero ¡si se nos escapa lo mejor! Y ¿Cómo explicar la sorpresa del oratorio ? La fundación, a los 21 años, de un colegio ¿es sólo un suceso para florecillas? Nos quedan muchos interrogantes y cosas sobre las que callar.

De Don Orione quedan misterios e interrogantes, porque su vivencia humana y espiritual está fuertemente sellada por su relación con Dios y va más allá de aquello que pueda describirse, va más allá de cualquier definición, sorprende al análisis histórico.

 

3.  CONOCIMIENTO PEDAGÓGICO

He experimentado que una vía privilegiada para acercarnos a don Orione es la de conocerlo como formador . Es la vía más común para el conocimiento “como hijos”. Es una buena perspectiva para llegar al “corazón” y al carisma de Don Orione. La motivación es clara: la experiencia de Dios hecha por don Orione, el carisma, constituye también el contenido de su formación, de su pedagogía, de aquello que ha trasmitido.

¡El fundador es sobre todo formador! “Os trasmito aquello que también yo he recibido”. San Pablo se refería al “memorial eucarístico” en el caso específico, pero fue el dinamismo de toda su evangelización: trasmitir su experiencia de Jesús. También don Orione ha trasmitido, ha compartido con otros, formándoles, aquello que él había vivido y entendido de Jesús y de su misterio.

De don Orione como formador hay una documentación rica en hechos y de enseñanzas, de testimonios y de escritos varios.(13)

Este es el estudio que más se acerca a la persona de Don Orione, porque él se ha entregado y manifestado de un modo particularmente íntimo y transparente en la relación de padre a hijo, de formador a discípulo .

Don Orione era consciente de que había una estrecha continuidad entre aquello que era y aquello que trasmitía, cuando escribe a su discípulo David Sasso: “ Mis reglas vosotros no las conocéis, pero vosotros conocéis mi vida y el fin por el que trabajo: nada para mí, todo por Dios y por la Santa Iglesia Romana , y cualquier sacrificio para hacerme santo y salvar y consolar a las almas de mis hermanos. Un corazón sin fronteras porque está dilatado por la caridad de mi Dios Jesús Crucificado: yo no soy nada: todo es Jesús y la voluntad de los superiores”. (14)

Resumiendo, para una buena comprensión del carisma es necesario empezar por un conocimiento espiritual, estudiado en la historia de la vida de don Orione y verificada en su pedagogía de formador. Así se puede llegar a ese núcleo sapiencial (lo que ha entendido, gustado, amado) de su experiencia de Dios, que el Espíritu formó en don Orione y en el que él formó a sus discípulos. Este núcleo constituye la clave hermenéutica de toda su vida y de todas las profundizaciones particulares de su experiencia: apostólicas, sociales, culturales, pedagógicas, etc.

Recordemos en fin que este núcleo carismático – que los “hijos” perciben mejor- se ha hecho historia, pero no es histórico, va más allá de don Orione: vive. El carisma continúa haciéndose historia hoy, va más allá de la nacionalidad, las culturas. Propiamente porque es evangélico y “católico”(15) tiene la capacidad de encarnarse en cualquier historia y cultura; de dar forma a vocaciones diversas (religiosas, sacerdotales, laicales, contemplativas, etc.) y a las diversas y complementarias especificidades masculina y femenina (FDP y PHMdC, laicos y laicas).

 

4. CONDICIONES SUBJETIVAS PARA CONOCER DON ORIONE

a)  Santidad personal

Para conocer las cosas de Dios , es necesario ser de Dios .

Para nosotros, “hijos de Don Orione”, hacer un discurso científico sobre el Padre fundador, santo, significa que debemos tener en cuenta que una condición hermenéutica para comprenderlo es la santidad. Es la santidad la que nos hace “simpáticos” (en el sentido etimológico de la palabra), en sintonía con Don Orione, intuitivos. Es el Espíritu que habla a nuestro espíritu. La historia bíblica y la experiencia de los santos nos muestran que quien se acerca a Dios y a las “cosas santas”, percibe la necesidad de purificación y de santidad.(16)

Conocen más a don Orione “ como hijos” aquellos que son más santos y no necesariamente aquellos que dictan más conferencias. En efecto, el significado del carisma se vuelve comprensible de modo más claro precisamente en las personas que han sido completamente conquistadas por él y lo han realizado en la propia vida.

Los santos son los auténticos intérpretes del carisma. El Espíritu, que nos hace espirituales, es el que nos permitirá hablar del espíritu de don Orione en lugar de hablar nosotros.

 

b) Encarnación histórica

Otra condición hermenéutica subjetiva, es la de estudiar a Don Orione desde una condición de efectiva encarnación en la vida de la Iglesia y de la sociedad. En efecto, este don ha sido dado para la Iglesia y para la historia de los hombres.(17) Sólo en su interior se lo puede comprender plenamente. Cuanto más me encarne y participe de la vida de la Iglesia y del pueblo, de sus problemas y esperanzas, de sus caminos y necesidades, estaré más estimulado a dar nuevas respuestas, ideales y prácticas, del carisma.

El carisma conlleva a cada paso un potencial de futuro que se manifiesta sólo cuando se lo vive y sufre hasta el fondo en un mundo que cambia.

Es necesaria una verdadera encarnación histórica: los tiempos que avanzan interpelan y desarrollan la intuición del Espíritu. Es un aspecto para subrayar justamente porque el carisma está vivo, es un don en desarrollo (que no cambia) y esto acontece en la gestación de la historia. Fidelidad al carisma no significa repetición, formalismo, sino "capacidad de hacer presente en el hoy de la vida y de la misión de cada Instituto el ardor con que los Fundadores se dejaron conquistar por la fuerza inicial del Espíritu " .(18) Juan Pablo II, en Vida consagrada N° 37 y en la Carta escrita en ocasión del centenario de la Pequeña Obra de la Divina Providencia , habla de “ fidelidad creativa ”.(19)

Los tiempos, los problemas, los valores de la Iglesia , de los pueblos, de la gente – a partir de los cuales “estudiamos” a Don Orione – hacen surgir los recursos de nuestro don, las potencialidades de nuestro carisma, lo desarrollan, lo manifiestan en toda su riqueza. El estudio del pasado se elabora teniendo como base la situación de nuestro presente – inevitablemente -, así como el pasado provoca una elaboración e interpretación del presente.

 

5. INDICACIONES METODOLÓGICAS

a) Un previo conocimiento global

Es necesario, previamente, llegar a un conocimiento general de Don Orione ( biográfico) y a una comprensión de síntesis (“el corazón”) antes de aventurarse a decir “algo” de él, antes de profundizar cada uno de sus aspectos ideales o segmentos de historia. Es necesario llegarnos a él cuanto antes, mediante la lectura de buenas biografías y algunas selecciones de sus escritos.

 

b) Relacionar la parte con el todo

La vida y el carisma de Don Orione son un todo orgánico. Incluso si hablo de don Orione ‘maestro de los jóvenes', para comprender bien este aspecto y actividad, debo encuadrarlo dentro de su visión eclesial, la experiencia de caridad, con el telón de fondo mariano del ser cristianos.(20)

Será necesario, incluso, no dejarse desviar por algunas de las expresiones del mismo Don Orione, que enfatizan o absolutizan un aspecto, un pensamiento, etc.(21) Don Orione mismo es quien más tarde relativiza algunas de sus afirmaciones o hechos con otras palabras o escritos suyos. Sólo en el conjunto, sus expresiones adquieren un único sentido. Por lo demás, justamente porque tiene una personalidad fuertemente unificada, Don Orione se expresa totalmente en cada parte y cada parte es expresión de toda su interioridad y apostolicidad. Por ejemplo, si uno se concentra bien en el apostolado de caridad, o estudia a fondo su devoción mariana entra también en el alma de otras dimensiones de su personalidad. Don Orione está “todo” también en cada “detalle” de su vida.

 

c) Encuadrar su palabra escrita con su vida

Es necesario relacionar los escritos (22) (material objetivo, más fácil de encontrar y utilizar) con su vida, la historia, las experiencias, los testimonios… para evitar una lectura teórica. Se debe tener una particular atención crítica con las transcripciones de la Palabra de Don Orione. (23)

Don Orione es ciertamente un maestro, pero en el sentido de “ coepit facere et docere ”. Por lo tanto, se tendrá un adecuado conocimiento de sus enseñanzas ( docere ), si se lo comprende a la luz de aquello que ha hecho ( facere ), de las opciones concretas. Sus enunciados van insertos y comprendidos en el contexto en el cual han nacido y en toda su historia. Desde esta contextualización de los textos en el contexto de vida, sus palabras resultarán unas veces relativizadas y otras engrandecidas, pero siempre mejor comprendidas.

 

d) No detenerse en un conocimiento “de anécdotas”

Los episodios forman parte del más amplio escenario de la historia y la palabra de Don Orione. Por lo tanto, es en el contexto de vida ( back-ground ) donde cada uno de los hechos puede ser comprendido en plenitud, sin distorsiones ni siquiera por motivos apologéticos o morales.

Solo así se podrá evitar dar un significado demasiado absoluto, y hasta distinto, a cada uno de los eventos cuyo significado está relacionado a un contexto particular. Sólo así también se podrá notar cuáles son episodios aislados y cuáles revelan notas constantes, desarrollos, valores y comportamientos más típicos y característicos de su persona y de su obrar; cuáles hechos son fruto de circunstancias particulares y cuáles son elementos profundos de personalidad que aparecen desde el inicio al fin de su existencia.

 

e)  Evitar una lectura ideológica

Es necesario evitar el riesgo de hacer una lectura ideológica de don Orione, que resultaría parcial, arbitraria, subjetiva. Ésta es la actitud de quien lee a Don Orione y los orígenes buscando elementos acordes con las propias ideas, buscando una “confirmación” de juicios y decisiones ya tomados anticipadamente, quizás recurriendo a hechos marginales o a palabras dichas al pasar , sin verificar la consistencia de las mismas en relación a la totalidad de la experiencia y del carisma.

No te hagas una imagen o una idea de Dios: fue un imperativo preeliminar de la revelación de Dios a su pueblo, justamente para poder revelarse. Si uno se hace una imagen o una idea limitada de Dios se priva de la posibilidad de ulteriores revelaciones y comprensiones. Lo mismo vale para un hombre fuertemente plasmado por Dios como Don Orione, figura grande y compleja.

Inevitablemente, suele ocurrir que cada uno tiende a “hacerse una idea” de Don Orione; de Don Orione tiende a percibir aquellos aspectos que son afines al propio carácter, a los propios gustos, a los propios conocimientos, a los propios valores y también a los propios límites, a las propias actitudes. Si uno está inclinado a la pastoral con los jóvenes verá un don Orione maestro de los jóvenes, seleccionará este aspecto de la vida de don Orione, lo mismo si es un activo… o si es un contemplativo…

Es fácil reconocerse a sí mismo en don Orione, ver en él aquello que se vive. La acentuación que hacemos como hijos de algunos trazos del padre es una cosa preciosa , pero no debe llegar a ser exclusión o peor aún “ reducción ”.

Es más fácil todavía el riesgo ideológico en el conocer y hablar sobre Don Orione, porque es un santo poliédrico en sus intereses y en sus manifestaciones, “ un corazón… sin límites ”: un santo que ha dicho y hecho de todo. Si el Papa dice que “es imposible sintetizar en pocas frases” la vida y el genio de Don Orione no es porque sea confuso sino porque es complejo.

Su complejidad comporta una concreta dificultad de lectura y de comprensión unitaria, pero es necesario superar ya sea una comprensión "reductiva" (reduzco el todo a un aspecto enfatizado), ya sea una comprensión fragmentaria y desordenada de don Orione.

¡Es necesario convertirse a don Orione y no lo contrario! Nosotros debemos abrirnos a su experiencia y no reducirlo a la nuestra. Es una preocupación que se debe tener presente: ayudará a evitar ciertas afirmaciones absolutas, ciertos exclusivismos, o ciertas seguridades ingenuas y desviadas en el hablar acerca de Don Orione. Y evitará polémicas ideológicas en nombre de Don Orione.

 

f)  Confrontar la visión personal y comunitaria

Es necesario habituarse a una lectura sinóptica de Don Orione: al mismo objeto se lo mira con más ojos. Un solo ojo vería todo llano, no vería la profundidad. A Don Orione hay que acercarse juntos, confrontando con otros los propios puntos de vista, sobre todo para aferrarlo ‘con el alma' y no sólo para describirlo. Son algunas primeras observaciones de buen sentido.

Pero hay una razón teológica que se debe considerar: el carisma de fundación, por definición es “dado a la comunidad”, a través de una persona, cierto, pero es “comunitario”, en el sentido de que está destinado a ser compartido – y por lo tanto a ser comprendido – por una comunidad de discípulos. Por lo tanto, la comunidad, por connaturalidad, es el lugar hermenéutico del carisma, es la condición para su profunda comprensión.(24) Sin la interpretación viva del carisma por parte de la comunidad ésta se conforma con propagandas, comentarios, estereotipos sobre el Fundador, pero así se corre el riesgo de atrofiar el carisma.

Es un punto muy delicado para la transmisión del carisma. No se puede delegar el estudio del carisma a otros que no sean “hijos”, miembros del Instituto, discípulos. Es ciertamente útil el aporte de estudiosos externos, competentes en la reconstrucción histórica, espiritual y pastoral, pero una adecuada interpretación del Fundador y del carisma puede ser hecha sólo por quien tiene una efectiva consonancia hermenéutica, esto es, por quien es “de la familia”, vitalmente inserto, con una sintonía acogida y asimilada por ósmosis, a menudo de manera inconsciente. Sólo un Orionista puede comprender íntimamente a Don Orione, como “sólo un salesiano tiene la capacidad de comprender verdadera y profundamente a Don Bosco”.(25)

 

CONCLUSIÓN

Mirando la vastedad y diversidad de intereses, de pensamientos y de actividades de Don Orione y constatando su poliédrica personalidad, la impresión de complejidad puede desalentar la voluntad de querer conocerlo bien. Su vitalismo de valores, de acciones y relaciones puede suscitar admiración, pero también pueden hacer difícil la comprensión unitaria de Don Orione! Su formidable capacidad de adaptación, de asumir, de encarnación puede generar turbación y confusión en quien busca aferrar el “alma”.(26)

Nosotros podremos comprender a Don Orione – y ayudar a los otros a comprenderlo – si existe dentro nuestro aquella misma intuición carismática , verificada en el conocimiento complejo de Don Orione, confrontada con las Constituciones y dinámicamente actualizada en la comunidad .

Recordemos, en fin, que el carisma es una relación en el Espíritu y ha de ser comprendido y desarrollado en relación con Don Orione y , en él, con Jesús , origen de todo carisma, “como el sarmiento con la vid” (Jn. 15, 1-11).

La re-presentación del carisma del fundador no es algo sucesivo cronológicamente o históricamente separado de su persona. Recordemos que los Fundadores, gracias a la comunión de los Santos, continúan estando presentes en las Congregaciones fundadas por ellos, intercediendo por la fidelidad y el dinamismo de sus familias, inspiran a los miembros a recorrer el camino indicado. En otras palabras, Don Orione nos es contemporáneo.

En cuanto hijos , debemos vivir en comunión con nuestro Padre carismático a fin de que el carisma sea continuamente acogido y cultivado por nosotros.

En cuanto hijos, debemos estar disponibles a la acción del Espíritu del cual el carisma proviene, y gracias al cual es conservado y crece.

En cuanto hijos , debemos vivir unidos a Cristo, del cual el carisma orionista expresa un aspecto de vida y de ministerio.

 

 

NOTAS _________________________________________________________

 

1. Estas notas han sido presentadas por primera vez en la reunión internacional de los Gruppi Studi Orionini , en Roma - Monte Mario, 4 de marzo de 2002. Algún retoque ha sido añadido con ocasión de la lección sobre Ermeneutica orionina en la Universidad Salesiana de Roma, el 29 de octubre de 2007.

2. De ερμηνευτική [ τέχνη - arte], hermenutiké , "técnica de la interpretación", a su vez derivado del verbo griego hermeneuein , "interpretar", que hace referencia a Hermes , o bien Mercurio, el mensajero de los dioses, el que se hacía intérprete de los mensajes para consignar a los hombres.

3. Hans Georg Gadamer, Verità e metodo. Lineamenti di un'ermeneutica filosofica, Bompiani, Milano ed. 2000.

4. El tema de una seria hermenéutica del carisma de los fundadores fue promovido por el Concilio Vaticano II que, en el documento Perfectae caritatis 2, ha pedido un “continuo retorno a las fuentes de cada forma de vida cristiana y al espíritu primitivo de los institutos y, al mismo tiempo, la adaptación de los institutos mismos a las cambiantes condiciones de los tiempos ”, indicándoles los principios esenciales. Sin alargarme en la bibliografía señalo sólo a Fabio Ciardi, I fondatori uomini dello Spirito. Per una teologia del carisma di fondatore (Città Nuova 1982), traducido en varias lenguas, ha sido el estudio que ha inaugurado una reflexión atenta sobre el carisma de los fundadores, y al siguiente In ascolto dello Spirito. Ermeneutica del carisma dei fondatori (Città Nuova 1996).

5. El espíritu Santo “dispone a la persona a dejarse guiar y sostenerse por Él, sea en el propio camino espiritual como en la vida de comunión y en la acción apostólica... En el carisma domina «un profundo ardor del ánimo de configurarse con Cristo, para testimoniar algún aspecto de su misterio», un aspecto específico llamado a encarnarse y desarrollarse en la más genuina tradición del instituto, según las Reglas, las Constituciones y los Estatutos; Vita consecrata 36. Justamente Perfectae Caritatis 2 motiva la fidelidad de los Institutos a su propia fisonomía con el hecho de que “ se vuelve una ventaja para la Iglesia misma ”, y por tanto pide que “fielmente se interpreten y se observen el espíritu y la finalidad propias de los Fundadores, así como las sanas tradiciones , porque todo eso constituye el patrimonio de cada Instituto". El Canon 652, §2 dice: "Los novicios deben ser (...) formados en las exigencias de la vida consagrada a Dios y a los hombres en Cristo a través de la práctica de los consejos evangélicos; configurados, en fin, en la índole y el espíritu , las finalidades y la disciplina , la historia y la vida del Instituto , y educados en el amor hacia la Iglesia y sus sagrados Pastores". "La configuración activa a Cristo se efectúa según el carisma y las reglas del Instituto al que el religioso pertenece. Cada uno tiene su propio espíritu, carácter, fin y tradiciones y es en el acuerdo con esas como el religioso crece en la unión con Cristo" ( Elementi essenziali della vita religiosa 46).

6. Homilía del 26 de octubre de 1980; L'Osservatore Romano , 27-28 octubre 1980, 1-2.

7. Carta en el 50 ° de la muerte de Don Orione. Ciudad del Vaticano. 12 de marzo de 1990; L'Osservatore Romano , 12-13 de marzo 1990, 4.

8. Encontramos interesantes confirmaciones en palabras de Don Orione hablando a sus cohermanos de “ piedad interna ”, de “ ir al alma, a la sustancia y no detenerse en las formas… ”, de “ pietà ignìta ” que no significaba sólo encendida, fervorosa, sino toda ella abrasada, consumida, fundida por el fuego del amor de Dios.

9. Testimonio de Don Giovanni Venturelli; Summarium ex processu , p. 933.

10 Para un conocimiento biográfico señalo (por orden de edición): Sparpaglione Domenico, Il Servo di Dio Don Orione , X ed., San Paolo , Cinisello Balsamo, 2004, pp.376 (es la primera biografía, escrita por un “hijo” de Don Orione, desde la vida, del conocimiento y de los sentimientos de quien estuvo al lado, acabada prácticamente ya en el momento de la muerte del santo fundador; de esta biografía con la mejor información al ser escrita y después actualizada, se encuentran sobre todo valores y tonos de fondo de la humanidad y espiritualidad de Don Orione) ; Hyde Douglas, Il bandito di Dio , Paoline, Bari 1960, pp.212 (de un inglés convertido, de perspectiva más bien personal, pero interesante; atención a algunas inexactitudes históricas); Papasogli Giorgio, Vita di Don Orione, V ed., Gribaudi, Milano 2004, pp. 566 (es sin duda la biografía de referencia más leída, escrita por un profesional de angiografías, bien documentado y seguido por el historiador y postulador Don Giovanni Pirani y por Don Ignacio Terzi; el valor añadido a la escritura narrativa biográfica de este libro son los numerosos paréntesis históricos – fruto de la pluma sobre todo de la hija del autor, Benedetta – que encuadran a Don Orione en el contexto social y eclesial); Pronzato Alessandro, Don Orione, il folle di Dio, Gribaudi, Torino 1980, pp. 368 (toca sobre todo las fibras de los sentimientos, usa imágenes y frases de estilo periodístico espiritual); Gemma Andrea, Don Orione: un cuore senza confini , II ed., Quadrivium, Isernia, 2000, pp.446 (escrita por un excelente cohermano, el obispo Andrea Gemma, con buen conocimiento y escritura elocuente, “de hijo” de Don Orione) ; Gemma Andrea, I fioretti di Don Orione, II ed., Dehoniane, Bologna 2002, pp. 216 (el género del escrito (florecillas) está dicho en el título; alcanza lo episódico con seriedad sobre todo la que concierne a los testimonios de cohermanos recogidos en la Positio del proceso de canonización). Hay también otras síntesis biográficas a las que referirse, pero éstas son las más notables, seguras y disponibles.

11. Son numerosos los estudios que tienen que ver con la acción y la relación histórico-eclesial en los que Don Orione fue protagonista. Entre las obras de profundización, véase: Autores Varios, La figura e l'opera di Don Luigi Orione ( 1872-1940), Vita e Pensiero, Milano 1994, (Atti del encuentro de estudio tenido en Milán el 22-24 de noviembre de 1990); Michele Busi, Roberto De Mattei, Antonio Lanza, Flavio Peloso, Don Orione negli anni del Modernismo , Jaka Book, Milano 2002 (la obra reconstruye este importante capítulo de la vida de Don Orione con amplia documentación de archivo, muy completa y organizada) están además las actas de dos importantes convenciones de estudio sobre Don Orione, con contribuciones de tipo interdisciplinario, histórico, pedagógico, cultural, ascético, pastoral: Autores Varios, Don Orione e il Novecento , Rubbettino, Saveria Mannelli, 2003 (Actas de la Convención en la Pontificia Universidad lateranense, 1-3 de marzo de 2002); Autores Varios, San Luigi Orione. Da Tortona al mondo: 1903-2003 , Ed. Vita e Pensiero, Milano, 2004 (Actas de la Convención de estudios tenida en Tortona, 14-16 de marzo de 2003); sobre algunos capítulos particulares, pero reconstruidos con amplio respiro histórico eclesial, señalo los míos Don Orione, un vero spirito ecumenico , Dehoniane, Roma, 1997; Don Luigi Orione e Padre Pio da Pietrelcina. Nel decennio della tormenta , Jaka Book, Milano, 1999; Don Orione, Jacques Maritain y la Iglesia Argentina en los años treinta , “ Criterio”, Noviembre 2000, p.628-632; Don Orione e la Conciliazione del 1929 Fedeltà alla Chiesa e alla Patria alla prova, “Messaggi di Don Orione” 34(2002) n.107, pp.27-45; Don Orione e Buonaiuti un'amicizia discreta en la Rivista di Storia della Chiesa in Italia”, 1/2002, p.121-147 . Un precioso servicio de estudio histórico y espiritual desarrolla la revista “Messaggi di Don Orione”.

12. Sin embargo Wittgenstein afirmaba: “Sobre aquello de lo que no se puede hablar, se debe callar” y creía apasionadamente que todo lo que cuenta en la vida humana es propiamente aquello de lo que debemos callar. (P. Engelmann, Lettere di Ludwig Wittgenstein con ricordi di Paul Engelmann , La Nuova Italia , Firenze 1970, p. 70).

13. Sin duda, la obra más importante en la línea de un conocimiento pedagógico de Don Orione es AA.VV. Sui passi di Don Orione. Sussidio per la formazione al carisma , Dehoniane, Bologna 1996, pp. 328. Los testimonios más preciosos son ciertamente los que están en la Positio super vita et virtutibus de la causa de canonización (Archivo de la Postulación general, Roma). Una presentación contextualizada históricamente de la obra educativa de Luis Orione se encuentra en A. Bianchi , Don Orione, educatori ed educazione , en Don Orione e il Novecento , Atti del Convegno di Studi (Roma, 1-3 marzo 2002), Soveria Mannelli, Rubettino, 2003, pp. 199-227. Más en general sobre la figura de don Orione educador , véase G. Papàsogli , Vita di Don Orione , Milano, Gribaudi, 1994; y algunas intervenciones específicas en la revista histórica de la Congregación : N. Zanichelli – E. Magarotto, Don Orione formatore di educatori. Orientamenti pedagogici e testimonianze, «Messaggi di Don Orione» , 29 (1997) n. 95, pp.5-38; A. Lanza , San Giovanni Bosco e il Beato Luigi Orione, «Messaggi di Don Orione» , 20 (1988) n.69, pp.7-64 ; D. Mogni, La Scuola secondo Don Orione, en «Messaggi di Don Orione» , 18 (1986) n. 64, pp.3-48; Para un conocimiento de la tradición pedagógica orionista véase , C. Pensa , Brevi appunti di pedagogia , Scuola Tipografica San Giuseppe, Tortona 1945; V. P attarello , Il pensiero e l'opera di Don Orione in rapporto agli indirizzi di pedagogia nuova , Sâo Paulo, Ed. Orionópolis, 1972; L. Pangrazi , Don Orione educatore , pro manoscritto, ADO, Roma .

14. El texto es de septiembre de 1 898. Don Orione da información al aspirante David Sasso, de Basaluzzo, cuya madre quería saber dónde y con quién su hijo quería ir siendo aún poco conocida la naciente Congregación. Scritti 102, 32.

15. Católico es aquí entendido en cuanto universal . Don Orione ciertamente nació en Italia y estaba orgulloso con su "italianidad"; ¿se puede decir que ha muerto “italiano”? Si, cierto, pero no sólo. Tanto es así que hablaba de “Argentina, mi segunda patria”, de “Polonia, nación predilecta tan querida por mi”, de “Brasil, para el que lo que no he podido hacer de vivo lo haré de muerto”. Y no lo decía por captatio benevolentiae … Y Don Orione hoy – entendido como el carisma que vive en la Familia orionista - ¿se puede decir que es más italiano que argentino, o más brasileño que polaco, más español que malgache, o filipino? Seguro que no. Y esto no depende sólo del número de miembros, sino de la calidad evangélica del carisma que por la actualidad del Espíritu Santo que lo renueva, participa de la catolicidad del evangelio y de las cosas de Dios.

16. Pensemos en Moisés, en Isaías, en Jeremías, en Pedro… en Don Orione, que iba a confesarse antes de ir a la audiencia con el Papa. Algún cohermano ha dado testimonio de que antes de ir a hablar con Don Orione sentía la necesidad de ir a confesarse.

17. Un carisma nace y crece y puede también atrofiarse y morir. La vitalidad depende del dinamismo interno, de las situaciones históricas y sociales, de la capacidad de responder a los nuevos desafíos y, en particular, de la sintonía con la Iglesia , Cuerpo Místico de Cristo en crecimiento. Siendo parte de la Iglesia y entregado para su bien, cada carisma crece con ella. Y afuera de la vitalidad de la Iglesia muere.

18. Religiosos y promoción humana , n.30.

19. “ Fidelidad creativa en un mundo que cambia” : que esta orientación los guíe para caminar, como amaba repetir don Orione, « a la cabeza de los tiempos » "; Carta del 8 de marzo de 2003.

20. Schleiermacher habla del círculo hermenéutico por el cual la parte puede ser comprendida sólo a la luz del todo y el todo puede ser comprendido sólo profundizando el significado de las partes.

21. Se repiten expresiones del tipo “ toda la congregación está aquí, en…”, “toda mi vida es…”; “yo no vivo más que para… ”.

22. La lectura de los escritos de Don Orione ( un material archivado de tamaño impresionante) es un camino seguro y privilegiado para conocer a Don Orione. Una breve bibliografía: Le lettere , Postulazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza, Roma 1969, vol. I: pp. 636, vol. II: pp.628 (volumen muy notorio que ha contribuido mucho a la divulgación de la palabra de Don Orione; los compiladores han realizado un trabajo sin dudas eficaz y también fiel en el resultado, pero los textos han padecido cortes y el agregado de otros textos sin aclarar que se ha realizado esta operación); In cammino con Don Orione. Dalle lettere , Postulazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza, Roma 1972, pp. 338 (volumen del mismo tipo que el anterior, con una selección de textos de más vasto interés, que también agradan a laicos y eclesiásticos que no pertenecen al mundo orionista); La scelta dei poveri più poveri. Scritti spirituali , a cargo de Andrea Gemma, Città Nuova, Roma 1979, pp. 304 (una selección de breves fragmentos, con fin ascético, reunidos por temas); Lo spirito di Don Orione. Dai suoi scritti, dalla sua parola, presentato ai suoi religiosi , vol. I-IX, Piccola Opera della Divina Provvidenza, Roma 1989-1993, vol. I: pp.154, vol. II: pp.130, vol. III: pp.116, vol. IV: pp.142, vol.V: pp.132, vol. VI: pp.132, vol. VII: pp.134, vol. VIII: pp.82, vol. IX: pp.152 (aquí los fragmentos de escritos o palabras de Don Orione están reunidos y bien citados en pequeños volúmenes); Nel nome della Divina Provvidenza. Le più belle pagine , (IV ed.), Piemme, Casale Monferrato, 2004, pp. 160 (otra selección de fragmentos particularmente significativos reunidos por Don Giuseppe Zambarbieri y sucesivamente seleccionados y enriquecidos con notas de presentación); Don Orione. Intervista verità , a cargo de Flavio Peloso, II ed., Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo, 2004, pp.142 (fin de la obra es poner en coloquio al lector y sus preguntas de hoy con las respuestas dadas por Don Orione a través de una selección de sus escritos); Meditazioni sul Vangelo. Dagli scritti e dalla parola , a cargo de Flavio Peloso, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo, 2004, pp.280 (textos de Don Orione que comentan el Evangelio; interesantes las dos introducciones: biográfica y ascética).

23. La Parola di Don Orione: se trata de 12 volúmenes encuadernados y de otras recopilaciones de textos, de apuntes tomados escuchando la viva voz de Don Orione; en Archivo general de Roma. Por ciertos aspectos la Parola di Don Orione es una fuente interesante ya que trae a Don Orione “ tomado en vivo” de su comunicación oral, menos medido a veces, más espontáneo, confidencial; ciertas cosas las dice hablando y no escribiendo. Por otros aspectos también es necesario tener presente los límites de tales textos. Están los límites del hablar de Don Orione: a veces no es preciso, confunde algún elemento descriptivo, fechas, recuerdos; las citaciones pueden ser aproximadas, algún discurso suyo a veces resulta menos exacto por el género de discurso: edificante, apologético, enfático. Muchos límites y deficiencias se le pueden imputar a quien, con buena voluntad pero también con mucha rapidez y en posiciones incómodas de escucha y de escritura, ha tomado los apuntes de la palabra de Don Orione en la capilla, a veces, en el estudio, estando de pie conversando. Puede ser que los transcriptores no hayan comprendido bien las palabras y no sean plenamente fieles a causa de la apurada trascripción, por lo cual se vieron forzados a escoger algunas palabras dejando de lado otras. Debemos recordar que las personas que tomaron estos apuntes son personas diversas y con distinta capacidad: clérigos, cohermanos, religiosas, laicos y también jóvenes aspirantes. Se puede decir que los textos de la Parola di Don Orione elaborados en el “Paterno” de Tortona, sobre todo en el último decenio, resultan más confiables porque el servicio de trascripción estaba organizado; colaboraban los clérigos y cohermanos más preparados y, a menudo, elaboraban el texto juntos para arribar lo más cerca posible a las palabras efectivamente dichas por Don Orione. Para quien hace un estudio crítico sobre Don Orione la Parola di Don Orione constituye una fuente de textos útiles e interesantes, pero deben ir confrontados y verificados con otras fuentes. A veces no será necesario detenerse en el puro sonido de la letra , sino buscar más bien el sentido que se le quería dar. Ciertamente estos apuntes no están tomados como ipsissima verba del Fundador y hacer una edición crítica es prácticamente imposible.

24. El sujeto que interpreta es, primero de todo, el Instituto en su conjunto, con el aporte responsable de cada miembro, y que tiene sus momentos hermenéuticos privilegiados en los Capítulos generales, en asambleas análogas, en cada una de las comunidades locales, cuándo y dónde, como hijos, somos llamados a una constante autoconciencia en vista de las opciones concretas y cotidianas de vida y de ministerio para responder siempre a nuevos desafíos. F. Ciardi dedica todo un capítulo a La comunità soggetto ermeneutico e il suo contesto interpretativo , de su In ascolto dello spirito , cit., pp.111-123.

25. Raffaele Farina, Don Bosco oggi. Note e suggerimenti metodologici , Torino 1976, p.352

26. Son providenciales y de animar las recientes experiencias obtenidas en la Pequeña Obra de la Divina Providencia para una seria hermenéutica orionista; pienso en algunos estudios y simposios sobre el carisma, como aquél que ha llevado a la elaboración de Tras los pasos de Don Orione. Subsidio para la formación al carisma ( 1996) ; pienso en la conformación de los Grupos de Estudios Orionistas en varias naciones y en alguna iniciativa de Scuola di formazione al carisma orionino como la de la Universidad Salesiana de Roma o en la Escuela de Formación Orionista de Buenos Aires. Yo mismo, alentado por Don Giuseppe Masiero, ya en 1986, preparé un esbozo de “Orionología”, o sea, un “ Progetto di studio del carisma orionino ” (en Carisma e formazione orionina . Atti del convegno dei formatori, 1986, pp. 105-112).

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