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Messaggi don Orione
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Nella foto: San Giovanni Rotondo, 14 aprile 1948. Padre Pio da Pietrelcina sul carro che trasporta la Madonna Incoronata.
Autore: Francesco Mazzitelli
Pubblicato in: Don Francesco Mazzitelli, L’Incoronata nella vita di Padre Pio, in “La Casa sollievo della sofferenza”, Aprile 2019, 57-61.



L’Incoronata nella vita di Padre Pio

di Francesco Mazzitelli

 

La devozione alla Madonna Incoronata

La devozione alla Madonna Inco­ronata ha una storia molto antica. Ri­sale alla apparizione della Madre di Dio, avvenuta nel Bosco del Cervaro, presso Foggia, il 26 aprile 1001, ultimo sabato del mese. Quel gior­no si trovavano nel Bosco, il con­te di Ariano Irpino per una battuta di caccia e un certo Nicola Strazza- cappa, che conduceva dei buoi al pa­scolo. Alle prime luci dell’alba, co­me Mosè, furono attratti da un me­raviglioso prodigio: una delle quer­ce sembrava avvolta dalle fiamme ma non bruciava. Si avvicinarono. Giunti ai piedi dell’albero una voce materna li rassicurò: “Non abbiate paura - disse - io sono, o figliuoli, la Madre di Dio, e voglio che sia eret­ta una cappella in questo luogo, che renderò famoso per le tante grazie impetrate da Dio a coloro che mi in­vocheranno con cuore umile e fidu­cioso”. Terminata l’apparizione i veg­genti scorsero tra i rami della quer­cia una statua della Madonna e furo­no testimoni di un altro prodigio: il cielo si aprì e una schiera di angeli discese a deporre sulla statua della Madonna una corona, da qui il tito­lo di Incoronata. Dopo questa mera­vigliosa visione il pastore prese una cardarella la riempì d’olio e l’appese a un ramo a mo’ di lampada. L’olio durò molto tempo senza consumar­si e richiamò tanti pellegrini, che un­gendosi furono guariti da varie ma­lattie. Il nobile invece fece costruire una cappella che affidò alla custodia dello Strazzacappa.

 

La Madonna Incoronata a Pietrelcina

Dei due veggenti quello con cui i pellegrini si sentono più in sintonia è certamente lo Strazzacappa: era di umili condizioni e per tutta la vi­ta si trattenne vicino alla Madonna, in questo luogo benedetto. Per que­sto motivo la tradizione riporta qual­che dettaglio in più rispetto al con­te di Ariano. Anche nell’iconogra­fia qualche volta viene rappresen­tato da solo orante ai piedi dell’albe­ro con vicino la lampada e i buoi in­ginocchiati. La vicinanza della con­dizione di vita del pastore alla gen­te umile e la loro identificazione in questo loro rappresentante presso la Madonna rese popolare la diffu­sione della devozione all’Incorona­ta. Molto probabilmente furono que­sti i motivi, che nella seconda metà del XVIII secolo, spinsero i devo­ti di Pietrelcina a erigere un’edico­la, raffigurante la Madonna Incoro­nata sull’albero con ai piedi lo Straz­zacappa, San Michele e Sant’Anto­nio, costituita da 30 formelle di ma­iolica di scuola cerretese, attribuite a Giuseppe De Biase presso la por­ta del paese, che per questo motivo fu denominata “Porta Madonnella”. Di qui passava tutti giorni il fanciul­lo Francesco Forgione per andare a scuola o in chiesa. Da qui, ha testi­moniato, la nipote Pia Forgione, ini­ziava il rosario o la via crucis quan­do doveva raggiungere l’agro di Pia­na Romana, dove aveva il compito di custodire il piccolo gregge di fami­glia. Da sacerdote, formò qui il pri­mo gruppo di preghiera, che egli ri­univa per le devozioni alla Madon­na, soprattutto nel mese di maggio, e guidava la recita del Rosario in oc­casione della “novena” che precede­va la festa dei santi raffigurati nell’e­dicola. Da qui padre Pio conobbe e diffuse la devozione alla Madonna Incoronata.

 

Padre Pio all’Incoronata

Quando Padre Pio aveva difficoltà a lasciare Pietrelcina, Padre Agosti­no da San Marco in Lamis volendo caldeggiare la sua venuta a Foggia e conoscendo la particolare devozio­ne del Padre per la Madonna Inco­ronata, in una lettera del 5 febbraio 1916, scrisse: “Prima di tutto quell’a­nima (Raffaelina Cerase) m’ha detto chiaramente che debbo accompagnar­ti io; essa non vorrebbe vederti in com­pagnia di altri. In secondo luogo fra non molto dovrò recarmi a Beneven­to per ordine del provinciale per un af­fare della provincia presso la prefettu­ra; quindi potrei carpire tale occasio­ne per accompagnarti. In terzo luo­go tu a Foggia certamente devi tratte­nerti un po’ di giorni, perché quell’a­nima non si contenterebbe d’una sola visita e non può contentarsi; di più el­la vorrà che tu dica alcune messe nel­la sua cappella di famiglia; infine bi­sognerebbe visitare anche il Santua­rio di Maria santissima Incoronata".

Anche se fino a questo momento non abbiamo testimonianze dirette della visita di P. Pio all’Incoronata, è mol­to probabile, che durante la sua per­manenza al Convento di Sant’Anna, a Foggia, dal 17 febbraio al 4 settem­bre 1916, abbia assecondato l’invito del suo direttore spirituale.

Fu in questo periodo, che dopo un pellegrinaggio all’Incornata, Rache­lina Russo di San Giovanni Rotondo, lo strumento che la Provvidenza uti­lizzò per far giungere P. Pio sul Gar­gano, sentì il desiderio di fermasi, a Foggia, per conoscere il Santo Fra­te. Nina Campanile cosi racconta l’e­pisodio. “Zia Rachelina - così la chia­mavamo - aveva sentito parlare di un frate santo, che era a Foggia, e vol­le conoscerlo. Nell’estate del 1916 lei, con la nipote Rachelina Ginolfi, si recò in pellegrinaggio al Santua­rio della Madonna Incoronata e sul­la via del ritorno si fermò al conven­to di Sant’Anna di Foggia, per incon­trare quel giovane sacerdote. Salutò il superiore, p. Nazareno d’Arpaise, che già conosceva, e chiese di esse­re presentata a lui”. Quel giorno Ra­chelina non poté essere asseconda­ta, perché P. Pio era a letto con 40 di febbre, ma dopo poco tempo tornò di nuovo con la nipote e riuscì ad in­contrare il Padre. Quello fu il primo di quegli incontri che dovevano por­tare P. Pio “provvisoriamente” a San Giovanni Rotondo.

 

La Madonna Incoronata a San Giovanni Rotondo

Il Santuario dell’Incoronata in più di Mille anni di storia ha dovu­to affrontare distruzioni, terremo­ti, guerre e periodi di abbandono. Quello della seconda Guerra Mon­diale fu uno di questi. La guerra re­se il bosco un insidioso nascondiglio di truppe e di armamenti, potenzia­le bersaglio di una futura offensiva nemica, che avrebbe messo in serio pericolo il Santuario. Per questo mo­tivo, il Servo di Dio Mons. Fortunato Maria Farina, vescovo di Foggia, nel 1943 trasferì la sacra effige della ma­donna Incornata presso la più sicu­ra cattedrale di Troia. La Madonna rimase fuori dal suo Santuario, che divenne deserto e abbandonato, per circa tre anni. Vi fece ritorno accom­pagnata da un mare di devoti, vener­dì 26 aprile 1946, vigilia della solen­nità dell’apparizione. Ma la guerra e l’abbandono del santuario raffred­darono la devozione e fecero dimi­nuire i pellegrinaggi. Volendo allo­ra promuovere con rinnovato slan­cio di fede la devozione alla Madon­na Incoronata, Mons. Farina, circa due anni dopo, nel 1948, organizzò una intensa Peregrinatio Mariae. La statua della Madonna visitò 47 pae­si della capitana in 14 giorni, dal 28 marzo, domenica di Pasqua, a saba­to 10 aprile dello stesso anno. A san Giovanni Rotondo arrivò il 7 apri­le e vi restò per circa due ore, dalle 17 alle 19. In quella occasione Padre Pio uscì dal convento di santa Maria delle Grazie per andare incontro al­la Madonna. Testimoni lo ricordano all’ingresso del paese nel corteo che andò festante incontro all’auto co­lonna che recava la preziosa statua dell’Incoronata. Quando giunsero venne fatto salire sul carro che tra­sportava la venerata effige, come te­stimoniano anche delle foto d’archi­vio. Vicino alla vergine bruna quan­ti ricordi gli sgorgavano dalla men­te e quante effusioni di affetto dove­vano traboccare dal suo cuore, rima­sto come quello del fanciullo che tut­ti i giorni passava da porta Madon- nella a Pietrelcina.

 

Padre Pio e il nuovo Santuario dell’Incoronata

Il 1 di aprile 1950 arrivarono al santuario dell’Incoronata i figli del­la divina Provvidenza, fondati da San Luigi Orione, per il servizio pasto­rale e perché dessero inizio alla fab­brica del nuovo Santuario. Padre Pio nutrì sentimenti di venerazione nei riguardi di don Orione, i quali si co­noscevano per vie misteriose, an­che se non si erano mai incontrati. Un giorno Padre Pio parlando con un avvocato di Montevideo ebbe a dire dell’apostolo della Carità: “Don Orione? Quello si che è un santo!... io non sono degno neppure di toc­cargli l’orlo della veste ! ”. Anche don Orione stimava molto Padre Pio e lo considerava un Santo, per questo si adoperò presso la santa sede, nel periodo della cosiddetta tormenta (1923 -1933), per ottenere di nuovo a Padre Pio la facoltà di poter cele­brare la messa in pubblico. La stima e la venerazione per lo stimmatizza­to del Gargano, don Orione la tra­smise anche ai suoi sacerdoti, i qua­li dovendo dar principio alla costru­zione del nuovo Santuario dell’Inco­ronata fecero ricorso al suo consiglio e alla sua benedizione. Così ricorda quei momenti don Giuseppe Callegari, primo rettore del santuario, sa­lito a San Giovanni Rotondo con i ro­toli del progetto del nuovo santuario e i preventivi di spesa: “Padre Pio pa­reva ci aspettasse ci ricevette subito, con quella bonomia arguta, sottoli­neata a tratti da quei bellissimi occhi che ti frugavano fino in fondo all’ani­ma, da quel volto sereno che a volte s’illuminava di ieratica maestà. Sor­rise, non titubò un istante: con scon­certante sicurezza, benedisse i pro­getti e chi andava presentandogli, e pronunciò soltanto poche parole, ma veramente conclusive: «andate avanti, non temete, la Madonna vi aiuterà». Il problema era risolto, non c’era che da mettersi all'opera con diligenza e buona volontà: ciò che si fece. Non mancarono le ore tristi, le difficoltà: in qualche momento parve proprio che non solo gli uomini, ma anche il Signo­re ci avesse abbandonato. Nei momenti più doloro­si picchiavo alle porte di Padre Pio per un po’ di conforto: e sempre ne partivamo rianimati, pieni di rinno­vamento e accresciuto ardore...

Quanta riconoscenza dobbiamo alla Vergine Incoronata per avere scelto, a confortarci, un simile Tra­mite!”.

Quando il Santuario fu termina­to don Giuseppe salì a san Giovanni Rotondo e disse al Padre: “Il Santua­rio è finito. Domani, vengo con una macchina per accompagnavi a ve­derlo” e Padre Pio rispose: “A chi de­vi accompagnare tu? Io al Santuario ci sono stato dall’inizio (dei lavori)”. La risposta manifesta come il Padre fosse sempre misteriosamente pre­sente dove occorreva il suo aiuto e la sua intercessione.

 

Padre Pio raccomandava la devozione alla Madonna Incoronata

Padre Pio raccomandava sempre la devozione alla Madonna. Spesso ripeteva “Amate la Madonna e fate­la amare”. Ai suoi figli spirituali in­segnava: “Dio prende l’intimo del­la nostra natura, anima e corpo, e lo divinizza, per stabilire un colloquio tra se stesso e noi: ecco la Madonna! Non è vero che la Madonna viene so­lo da Dio, ma viene anche dall’uma­nità. Più umana e più divina di così si muore. Desidero che i miei figli spi­rituali imparino a vedere la Vergine Santissima in questa luce, per non fallire nella vita spirituale e non dar­si pensiero degli avversari”. Inoltre per incentivare ancor più la pietà po­polare invitava i suoi devoti anche a visitare i santuari dedicati alla Ma­donna. C’è ancora chi ricorda come padre Pio a volte interrogava i pelle­grini per sapere se prima di anda­re da lui fossero passati al Santua­rio dalla Madonna Incoronata. Il Si­gnor Michele Paciolla, nato a Canosa, il 20.06.1945 ricorda: «Mia ma­dre Maria, sovente andava a san Gio­vanni Rotondo perché, avendo sen­tito parlare del frate Padre Pio, vole­va che tutta la famiglia potesse co­noscere la sua santità. Io, pur essen­do piccolo di età ricordo che mi dice­va: «Vieni da Padre Pio perché quel­lo è un santo» ... Ricordo anche che il frate si rivolgeva ai visitatori in dia­letto napoletano chiedeva: «Da dove venite?». Alla loro risposta spesse volte domandava: «Siete stati all’In­coronata? Prima di venire qua dove­te passare dal Santuario dell’Inco­ronata a salutare la Madonna!». Al­tri ancora ricordano come Padre Pio per schermirsi diceva: «Siete andati a trovare la bella Madonna, l’Incoro­nata? ... quella fa le grazie grosse».

 

La formella di Padre Pio al Santuario dell'Incoronata

Attorno all’attuale cappella dell’ap­parizione si trovano delle formelle di marmo con incisi i nomi dei principa­li benefattori, che contribuirono al­la costruzione del nuovo Santuario. Tra queste, quella che subito richia­ma la nostra attenzione è la formella che porta inciso il nome “padre Pio”, don Giuseppe Callegari volle inseri­re il nome del Padre tra benefatto­ri principali, perché continuasse la sua vicinanza, la sua preghiera e il suo sostegno per le opere del San­tuario: “Continui dal Cielo ove pia­mente lo pensiamo assieme al nostro don Orione, il buon Padre a guidar­ci, ad illuminarci, a pregare per noi, egli che ai piedi del Trono della Ver­gine sta cogliendo il premio d’una vita tutta spesa nel servizio divino”.

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