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Messaggi don Orione
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Nella foto: Padre Pio da Pietrelcina
Autore: Flavio Peloso

Padre Gemelli fece una o due visite a Padre Pio? Vide o non vide le sue stimmate?

PADRE AGOSTINO GEMELLI

E LA QUESTIONE DELLE STIMMATE DI PADRE PIO DA PIETRELCINA

 

Flavio Peloso

 

Padre Gemelli compì la visita a San Giovanni Rotondo il 18-19 aprile 1920, assieme ad Armida Barelli. La Barelli fu ricevuta da Padre Pio il 18 aprile e cercò di preparare la strada all’incontro con Padre Gemelli per la visita delle stimmate. Questa fu negata e si raggiunse il compromesso per cui Padre Gemelli avrebbe incontrato Padre Pio il mattino seguente, in sacrestia, brevemente, prima della Messa. Così avvenne: giunse Padre Pio in sacrestia, accompagnato da Padre Benedetto e da Emanuele Brunatto; Padre Gemelli e Padre Pio si scambiarono poche battute e nulla più, con grande disappunto dello studioso che era partito da Milano appositamente per avere quell’incontro.

 

Dopo quella visita, datata 19 aprile 1920, Padre Gemelli inviò al Sant’Uffizio una relazione nella quale affermò di ritenere le stigmate manifestazioni somatiche di natura isterica, ma dicendo che erano necessarie ulteriori e più accurate indagini. Comunque, nel fare quella relazione Padre Gemelli affermò di avere sottoposto Padre Pio a interrogatorio e descrisse le piaghe delle sue mani come se le avesse viste.

Chi era presente all’incontro – Padre Benedetto ed Emanuele Brunatto – evidentemente negarono che Padre Gemelli avesse potuto, nel suo brevissimo e secco incontro con Padre Pio, fare un interrogatorio e anche solo vedere le sue piaghe.  Eppure, Padre Gemelli l’affermò e continuò ad affermare di averlo visitato.

 Quando, nel 2001, scrissi il mio libro su Don Orione e Padre Pio nel decennio della tormenta, volli mettere almeno in nota[7] il dubbio che P. Gemelli possa avere visitato due volte Padre Pio, in una delle quali avrebbe visto anche le stimmate. Ero infatti sorpreso dal fatto che P. Gemelli abbia affermato durante tutta la sua vita di avere visitato le stimmate.[8] Mentre egli “ammorbidì” in scritti successivi i giudizi sulle stimmate, sempre continuò a testimoniare di aver visitato le stimmate di Padre Pio.

Anche nella sua corrispondenza del 1952 con il gesuita P. Martindale per chiedere una rettifica nella rivista The month a suo riguardo, ribadisce: “Io ho esaminato accuratamente il Padre Pio e anche le sue stimmate; durante l’esame delle stimmate era presente il suo Provinciale (…). Io ho una sola colpa: quella di aver esercitato la mia opera di perito medico mandato dal S. Ufficio ad esaminare P. Pio. Il S. Ufficio mi ha sempre consigliato di tacere ed io ho obbedito”.[9] 

“Solo una persona (Don D. Palladino) - scrive Gerardo Saldutto, a p.395 del suo documentato studio[10] -, sostiene che non una ma due volte P. Gemelli s’è recato a San Giovanni Rotondo effettuando il controllo nel secondo viaggio: ciò le fu riferito da Padre Gemelli stesso”. È chiaro che la descrizione di Padre Gemelli della visita del 18-19 aprile 1920 non corrisponde a quanto avvenuto in quel giorno, alla presenza di altre persone.

E allora, Padre Gemelli mente e inventa? O forse congiunge elementi descrittivi relativi ad una precedente visita?

 


[7] Flavio Peloso, Don Orione e padre Pio da Pietrelcina nel decennio della tormenta: 1923-1933, Jaka Book, 1999, nota 18 di p. 115.

[8] Per una ricostruzione della questione della “mancata visita” di Padre Gemelli alle stimmate di Padre Pio e sul suo giudizio su tale fenomeno si veda Saldutto G. Un tormentato settennio (1918-1925) nella vita di Padre Pio da Pietrelcina, Dissertatio ad Doctoratum in Facultate Historiae Ecclesiasticae Pontificiae Universitatis Gregorianae, Roma 1974, pubblicata per Ed. Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo, 1986,  p.118-122 e 385-398.

[9] Lettere del 20 giugno e del 19.7.1952 riportata in Saldutto G., cit., p.392-393.

[10] Gerardo Saldutto, cit., 1986, p.452.

 

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