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Messaggi don Orione
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Nella foto: Achille Malcovati con Don Orione, a Genova - Paverano, 1938
Autore: Flavio Peloso

Fu sua l'ultima telefonata a Don Orione, la sera del 12 marzo 1940, poco più di un'ora prima della morte.

ACHILLE MALCOVATI

 

“La religione pura e immacolata, agli occhi di Dio e Padre, consiste in questo: nel visitare gli orfani e le vedove nelle loro tribolazioni, e nel non lasciarsi contaminare dal mondo”. (Dall’Epistola di S. Giacomo, Vescovo di Gerusalemme e Martire). Al caro Amico Comm.re Malcovati con la più affettuosa cordialità. Don Orione. Genova, 20/2/1938”.

 

Questo quadretto con con foto e dedica autografa di Don Orione è testimone di una grande amicizia.

Il nome di Achille Malcovati, nato a Pavia il 21 gennaio 1897, è ben noto nella biografia di Don Orione.

Fu un eroe indomito nella prima guerra mondiale (1915-1918) e poi, come volontario, nella seconda guerra mondiale (1940-1943) fu capitano nella battaglia di El Halamein nella seconda (1940-1943). Fu un grand’ufficiale pluridecorato dell'esercito italiano. Durante l'occupazione nazista dell'Italia, si prodigò per salvare gli Ebrei nascondendoli anche in casa sua.

Uomo onesto, generoso e magnanime, fu personaggio di spicco nel mondo dell'impresa e del commercio fino alla morte che giunse nella sua casa di Pavia, il 4 febbraio 1962. Tra tante medaglie, titoli e onorificenze quella che più volentieri esibiva era: “uno che aiuta Don Orione”.

Questo signore, durante la prima guerra, portava a tracolla una fascia nella quale era scritto: «Niente sacramenti» e valeva nel caso che fosse stato colpito a morte. Un giorno, su richiesta di Ferruccio Lantini, Ministro delle Corporazioni, andò a prendere Don Orione con la sua macchina, a Tortona, per portarlo presso il morente padre Giuseppe, che si trovava a Lucca. Parlando con Don Orione durante il viaggio si convertì, così come successivamente anche Giuseppe Lantini. Entrambi entrarono nell'orbita dell'amicizia di Don Orione.

Il Malcovati ricambiò a Don Orione grande stima e affetto. lo rincorreva da Genova, a Tortona, a Roma, per confessarsi e comunicarsi alla sua Messa, per aiutarlo nelle imprese caritative e anche spirituali. Nel diario dell'Istituto di Sette Sale, alla data 12 gennaio 1939, leggiamo: "12 Giovedì. Alla Messa di Don Orione è ad assisterla il Ministro Lantini col Comm. Malcovati ed un altro  Signore. I primi due fanno devotamente la S. Comunione. Dopo la S. Messa si trattengono con Don Orione mentre prendono un po’ di colazione. Nel pomeriggio Don Orione accompagnato da Malcovati si porta in casa dell’ebreo che deve battezzare. È uno dei più ricchi di Roma, ha nome Coen, più volte milionario. È amico del Ministro Lantini e Don Orione, per invito di quest’ultimo, si è portato a Roma per battezzarlo. Ci raccontò come dopo la cerimonia si sia messo a piangere dalla commozione".

Fu il  Malcovati che, alle ore 21 circa, del 12 marzo 1940, telefonò a Don Orione, alla Villa Santa Clotilde di Sanremo, per raccomandargli di accogliere una povera donna bisognosa in un Piccolo Cottolengo. Don Orione l'accettò è suggerì di mandarla a Genova. Poco più di un’ora dopo morì. «Fu il suo ultimo sì agli uomini», commentò il cardinal Giuseppe Siri. Il giorno dopo, Malcovati, avendo saputo della morte di Don Orione, si precipitò a Sanremo e, in lacrime, non si staccò più dalla cara vista del suo amico santo.

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