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Messaggi don Orione
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NARCISO CASSINO

Lo scultore del monumento al beato Luigi Orione

 

Narciso Cassino, uno dei più celebri artisti italiani contemporanei, si è spento a ottantotto anni, il 31 gennaio 2003, nella sua casa di Candia Lomellina (Pavia) dove era nato il 27 settembre 1914. Nella sua Lomellina era tornato a vivere una ventina d’anni fa’, dopo 37 anni di insegnamento alla prestigiosa Accademia di Brera di Milano.

Il maestro si era formato all’accademia di Belle Arti di Brera, alla scuola di Aldo Carpi e Francesco Messina. Dopo la sua prima esposizione del 1936, che ne rivelò il talento, seguì un’attività artistica sempre più intensa e ampiamente apprezzata con partecipazioni e riconoscimenti in concorsi di prestigio. Biennale di Venezia (1942), San Remo (1949), Alessandria (1951), Mostra Nazionale di Carrara (1954), Ancona (1959), premio Garzanti Forlì (1960), Firenze (1968 e 1977): sono alcuni dei momenti che hanno segnato le tappe della sua carriera artistica. Fu particolarmente apprezzato come scultore di soggetti sacri, premiato con vari riconoscimenti alla Mostra Nazionale d’Arte Sacra: nel 1953 all’Angelicum di Milano, nel 1968 a Roma, nel 1980 a Norcia e Spoleto. Alcune sue opere sono accolte al museo d’Arte moderna in Vaticano; tra di esse due croci astili e un calice realizzato per la cappella privata di Paolo VI.

Vicino alle linee estetiche del Manzù e del Martini, le sue opere sono caratterizzate per “essenzialità delle forme, una dolcezza espressiva, serenamente malinconica ma vitale, una leggerezza della materia, sia nel bronzo come nel marmo” (N. Trombotto Martinelli). Personalità solare e spontanea, quasi ingenua, coltivò un ideale della bellezza che andava al di là dei semplici canoni classici per comprendervi anche i segni umani della fragilità dell’essere e della sua interiorità sofferta e pur vigorosa, aperta alla trascendenza.

Fra le opere più famose di Narciso Cassino sono da ricordare il monumento al beato Luigi Orione, in bronzo, alto metri 3,20, collocato nella piazza principale di Pontecurone (AL), la statua del beato Luigi Orione, alta 2 metri, in marmo di Candoglia, posto nell’abside sinistro esterno del Duomo di Milano, e la porta in bronzo della Chiesa madre della Pia Società San Paolo ad Alba.

Senza dubbio, l’opera sua più famosa è la gigantesca statua della Mater Dei, ideata e voluta in vita dal beato Luigi Orione. Alta ben 14 metri, in bronzo e dorata, del peso di 90 quintali, la statua troneggia dall’alto della torre di 70 metri del Santuario della Madonna della Guardia di Tortona. L’arte, in quest’opera, si coniuga con una vicenda religiosa dal sapore epico. Per raccogliere il rame necessario per la statua del Santuario, promesso con voto dalla diocesi di Tortona, Don Orione lanciò negli anni Trenta la “questua delle pentole rotte” che suscitò un’onda popolare di fervorosa devozione verso la Madonna. La statua poté essere realizzata solo dopo la seconda guerra mondiale, e fu benedetta da Papa Roncalli, il 28 agosto 1959, con un discorso via radio, non potendo essere presente a Tortona, come previsto, perché eletto da pochi mesi al Soglio pontificio. La figura della Madre di Dio, modellata dal Cassino, unisce la dolcezza dell'atteggiamento della Vergine, che sorride dall'alto e tende la mano destra con atto materno, alla monumentalità d'impianto richiesta da un'opera tanto impegnativa. La bella statua della Madonna della Guardia è diventata il faro della città di Tortona, visibile a tanti chilometri di distanza.
 

Flavio Peloso
-   Essenzialità delle forme e leggerezza della materia, Ricordo dello scultore lombardo Narciso Cassino, “L’Osservatore Romano”, 6 febbraio 2003, p. 3;
-   La morte di Narciso Cassino, Lo scultore si è spento all’età di ottantotto anni, “Il Popolo”, 6.2.2003.

 

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