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Messaggi don Orione
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Nella foto: Occhi negli occhi, fiducia.
Autore: Don Flavio Peloso

Sorpresa, menzogne, confusione attorno alle parole di Papa Francesco sull'atteggiamento verso le persone omosessuali. La mia nota del 22 ottobre intendeva chiarire. Poi è giunta la "Nota di precisazione" del 2 novembre 2020 proveniente dalla Segreteria di Stato.

SALDI NELLA FEDE E NELLA FIDUCIA IN PAPA FRANCESCO
 
Don Flavio Peloso
 
"Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge di convivenza civile. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo".
Questo e non altro ha detto Papa Francesco nell’intervento - colloquiale, non magisteriale - in spagnolo riportato nel docufilm “Francesco“ di Evgeny Afineevsky.
Nel medesimo filmato si riportano anche le parole del Papa a una coppia di omosessuali italiani che gli avevano indirizzato una lettera dicendo il loro imbarazzo a motivo del loro desiderio di portare i figli in parrocchia alle lezioni di catechismo. La risposta di Papa Francesco è stata semplice: "i bambini vanno accompagnati in parrocchia superando eventuali pregiudizi e vanno accolti come tutti gli altri".
Il rispetto della Chiesa per le persone omosessuali è datato ben prima della dilagante e prepotente campagna di cultura LGBT. La cura pastorale di persone omossessuali fa parte del dovere e della sensibilità della Chiesa.
 
Francesco è su questa linea. In Argentina, condusse un’aspra e aperta battaglia contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso definendolo «una deriva antropologica». Più volte, Egli ha preso le distanze da qualsiasi rischio di confusione tra matrimonio e unioni civili. “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”, ha spiegato ad esempio il 22 gennaio del 2016 alla Rota Romana. “Oggi – fa dolore dirlo – si parla di famiglie diversificate, di diversi tipi di famiglie. Sì, è vero che la parola famiglia è una parola analoga – spiega citando espressioni come ‘famiglia delle stelle, degli alberi, degli animali’ – ma la famiglia immagine di Dio, uomo e donna, è una sola”.
Diverso è parlare della necessità di una “copertura legale”, senza entrare in merito a progetti concreti dei singoli stati. Francesco non ha chiamato “famiglia” l’unione tra persone omosessuali, ma ha parlato di “diritto di essere in una famiglia”. Che pena e che indignazione leggere tante affermazioni tendenziose e menzognere che si servono di un frammento di verità (del Papa) per dire una falsità piena (ideologica).
 
Naturalmente stiamo parlando di chi “è” omosessuale e non di chi “fa” l’omosessuale.
A chi “fa” l’omosessuale senza esserlo è dato rispetto sempre, ma, se cristiano, è chiesta la conversione morale, come è ovvio in tutta la tradizione biblico-cristiana.
A chi "è" omosessuale cristiano è chiesto di custodire il suo stato nella castità.
 

Questa fu la mia nota “a caldo” pubblicata su questo sito il 22 ottobre 2020, avendo ascoltato espressioni di meraviglia e turbamento anche in persone di fede illuminata e di vita ecclesiale. 

Il 2 novembre successivo, è stata diffusa tramite i Nunzi Apostolici e per Superiore disposizione una NOTA DI PRECISAZIONE a riguardo delle affermazioni di Papa Francesco inserite ne documentario “Francesco” di Evgeny Afineevsky.

Mi rallegro dell'iniziativa e condivido questa Nota (in italiano e in spagnolo).

 

NOTA DI PRECISAZIONE DELLA SEGRETERIA DI STATO

PER COMPRENDERE ALCUNE ESPRESSIONI DEL PAPA NEL DOCUMENTARIO “FRANCESCO”


Alcune dichiarazioni, contenute nel documentario “Francesco” del regista Evgeny Afineevsky, hanno suscitato, nei giorni scorsi, diverse reazioni e interpretazioni. Vengono quindi offerti alcuni elementi utili, con il desiderio di favorire un’adeguata comprensione delle parole del Santo Padre.
Più di un anno fa, durante un’intervista, Papa Francesco ha risposto a due diverse domande in due momenti diversi che, nel suddetto documentario, sono state montate e pubblicate come un’unica risposta senza la giusta contestualizzazione, che ha generato confusione. Il Santo Padre aveva dapprima fatto un riferimento pastorale sulla necessità che, all’interno della famiglia, il figlio o la figlia con orientamento omosessuale non siano mai discriminati. A ciò attengono le parole: “Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia; sono figli di Dio, hanno diritto a una famiglia. Non si può scacciare dalla famiglia nessuo né rendegli la vita impossibile per questo”.
Il paragrafo seguente dell’Esortazione apostolica post-sinodale sull’amore nella famiglia Amoris laetitia (2016) può illuminare tali espressioni: “Con i Padri sinodali ho preso in considerazione la situazione delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, esperienza non facile né per i genitori né per i figli. Perciò desideriamo anzitutto ribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare «ogni marchio di ingiusta discriminazione» e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza. Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita” (n. 250).
Una domanda successiva dell’intervista era invece inerente a una legge locale di dieci anni fa in Argentina sui “matrimoni ugualitari di coppie dello stesso sesso” e l’opposizione dell’allora Arcivescovo di Buenos Aires al riguardo. A tal proposito, Papa Francesco ha affermato che “è un’incongruenza parlare di matrimonio omosessuale”, aggiungendo che, in tale preciso contesto, aveva parlato del diritto di queste persone ad avere delle coperture legali: “Ciò che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile; hanno diritto ad essere coperti legalmente. Io ho difeso questo”.
Il Santo Padre si era così espresso durante un’intervista nel 2014: “Il matrimonio è tra un uomo e una donna. Gli Stati laici vogliono giustificare le unioni civili per regolare diverse situazioni di convivenza, spinti dalla esigenza di regolamentare gli aspetti economici tra le persone, come ad esempio assicurare l’assistenza sanitaria. Si tratta di patti di coesistenza di varia natura, di cui non saprei dare un elenco delle diverse forme. Occorre vedere i vari casi e valutarli nella loro varietà”.
È pertanto evidente che Papa Francesco ha fatto riferimento a determinate disposizioni statali, non certo alla dottrina della Chiesa, numerose volte ribadita nel corso degli anni.

 

E' utile leggere per intero l'Intervista a Papa Francesco, da cui sono state estrapolate alcune frasi indirizzandole ad una interpretazione ideologica dominante a cui la comunicazione di massa è asservita (e pagata).



 

NOTA PARA ENTENDER ALGUNAS EXPRESIONES DEL PAPA EN EL DOCUMENTAL “FRANCISCO”


Algunas afirmaciones, contenidas en el documental “Francisco” del guionista Evgeny Afineevsky, han suscitado, en días pasados, diversas reacciones e interpretaciones. Se ofrecen por lo tanto algunos elementos útiles, con el deseo de favorecer una adecuada comprensión de las palabras del Santo Padre.
Hace más de un año, durante una entrevista, el Papa Francisco respondió a dos preguntas distintas en dos momentos diferentes que, en el mencionado documental, fueron editadas y publicadas como una sola respuesta sin la debida contextualización, lo cual ha generado confusión. El Santo Padre había hecho en primer lugar una referencia pastoral acerca de la necesidad que, en el seno de la familia, el hijo o la hija con orientación homosexual nunca sean discriminados. A ellos se refieren la palabras: “las personas homosexuales tienen derecho a estar en familia; son hijos de Dios, tienen derecho a una familia. No se puede echar de la familia a nadie ni hacerle la vida imposible por eso”.
El siguiente párrafo de la Exhortación apostólica post-sinodal sobre el amor en la familia Amoris Laetitia (2016) puede iluminar tales expresiones: «Con los Padres sinodales, he tomado en consideración la situación de las familias que viven la experiencia de tener en su seno a personas con tendencias homosexuales, una experiencia nada fácil ni para los padres ni para sus hijos. Por eso, deseamos ante todo reiterar que toda persona, independientemente de su tendencia sexual, ha de ser respetada en su dignidad y acogida con respeto, procurando evitar “todo signo de discriminación injusta”, y particularmente cualquier forma de agresión y violencia. Por lo que se refiere a las familias, se trata por su parte de asegurar un respetuoso acompañamiento, con el fin de que aquellos que manifiestan una tendencia homosexual puedan contar con la ayuda necesaria para comprender y realizar plenamente la voluntad de Dios en su vida» (n. 250).
Una pregunta sucesiva de la entrevista era en cambio inherente a una ley local de hace diez años en Argentina sobre los “matrimonios igualitarios de parejas del mismo sexo” y a la oposición del entonces Arzobispo de Buenos Aires al respecto. A este propósito el Papa Francisco ha afirmado que “es una incongruencia hablar de matrimonio homosexual”, agregando que, en ese mismo contexto, había hablado del derecho de estas personas a tener cierta cobertura legal: “lo que tenemos que hacer es una ley de convivencia civil; tienen derecho a estar cubiertos legalmente. Yo defendí eso”.
El Santo Padre se había expresado así durante una entrevista del 2014: “El matrimonio es entre un hombre y una mujer. Los Estados laicos quieren justificar las uniones civiles para regular diversas situaciones de convivencia, movidos por la exigencia de regular aspectos económicos entre las personas, como por ejemplo asegurar la asistencia sanitaria. Se trata de pactos de convivencia de diferente naturaleza, de los cuales no sabría dar un elenco de las distintas formas. Es necesario ver los diversos casos y evaluarlos en su variedad”.
Por lo tanto es evidente que el Papa Francisco se ha referido a determinadas disposiciones estatales, no ciertamente a la doctrina de la Iglesia, numerosas veces reafirmada en el curso de los años.

 

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