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Don Orione parla del carisma di fondazione" /> Messaggi don Orione
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Autore: Flavio Peloso

L'amore al Papa e alla Chiesa è la chiave, il fine unificante per capire il multiforme apostolato di Don Orione e lo stampo spirituale ed apostolico dei suoi discepoli. L'esercizio della carità verso i poveri, mediante l'olocausto di sé e le opere, è il mezzo, la via e il dinamismo dal Fondatore indicato per realizzare il fine.

Don Orione parla del carisma di fondazione


QUALCOSA SUL CARISMA
DI DON ORIONE



Don Flavio Peloso


Non trovo di meglio, per descrivere il carisma di Don Orione, che rifarmi alle parole della Lettera del Papa del 12 marzo 1992, indirizzata alla Piccola Opera della Divina Provvidenza in occasione del 50° della morte del Fondatore.

"Don Orione, totalmente abbandonato nelle mani della Divina Provvidenza, avvertì una bruciante passione per la salvezza dei fratelli, espressa nel grido «Anime! Anime!», che lo spinse sulle strade del mondo facendo del bene sempre, del bene a tutti.
Sentendosi chiamato dallo Spirito a riportare Cristo al popolo e il popolo a Cristo, in un periodo storico molto difficile di grandi cambiamenti sociali e culturali, nel quale tanta gente era attratta da ideologie materialistiche contrarie al Vangelo, Don Orione fu ispirato da un profondo 'sensus Ecclesiae'. (1) Pose pertanto quale fine speciale della sua Congregazione quello di diffondere la conoscenza e l'amore di Gesù Cristo, della Chiesa e del Papa, specialmente nel popolo; «trarre e unire con un vincolo dolcissimo e strettissimo di tutta la mente e del cuore i figli del popolo e le classi lavoratrici alla Sede Apostolica, nella quale, secondo le parole del Crisologo, il Beato Pietro vive, presiede e dona la verità della fede a chi la domanda (ad Eut. 2). E ciò mediante l'apostolato della carità fra i piccoli e i poveri» (Cap.I delle Costituzioni). (...)
Constatò che nella società scristianizzata esiste un solo linguaggio comprensibile, che smuove i cuori: il linguaggio della carità. E comprese che «la causa di Cristo e della Chiesa non si serve che con una grande carità di vita e di opere; la carità apre gli occhi alla fede e riscalda i cuori d'amore verso Dio. Opere di carità ci vogliono: esse sono l'apologia migliore della fede cattolica.
Fedeli a questa singolare spiritualità, i Figli della Divina Provvidenza, sacerdoti, fratelli, eremiti emettono nella loro professione religiosa, con i tre voti di povertà, castità e obbedienza, anche un quarto voto di 'speciale fedeltà al Papa', mentre le Piccole Suore Missionarie della Carità, sia le Suore di vita attiva che le sacramentine non vedenti adoratrici, aggiungono un quarto voto 'di carità».


Il "ricostituente orionino" - o carisma - è fatto di ecclesialità (papalinità) ("concorrere a rafforzare, nell'interno della Santa Chiesa, l'unità dei figli col Padre (il Papa) e, nell'esterno, a ripristinare l'unità spezzata col Padre") (2) mediante la carità ("e ciò con l'apostolato della carità tra i piccoli e i poveri, mediante quelle istituzioni ed opere di misericordia più atte..") . (3)

Non Papa e Poveri, non fedeltà al Papa (Chiesa) e carità verso i piccoli, i poveri; ma fedeltà al Papa (e la Chiesa) mediante la carità cura del prossimo (poveri, popolo)! Qui sta l'originalità di Don Orione!


IV VOTO di
SPECIALE FEDELTA' AL PAPA - CARITA'

Il IV voto è una esplicitazione dell'impegno fondante e originante di una determinata sequela e una nuova obbligazione volontaria, davanti alla Chiesa, per vivere, a partire da esso, la consacrazione religiosa e tutti gli impegni che ne derivano.
E' dunque un voto di specificazione carismatica che manifesta e definisce la nostra identità religiosa. Può essere considerato l'apice della vocazione carismatica, il distintivo della Famiglia orionina. E' un voto che ci impegna a conservare e rinnovare la fedeltà al carisma fondazionale.

Don Orione ha avuto una vera passione per il Papa, per l'unità della Chiesa, per la salvezza delle Anime (i piccoli, i poveri, il popolo) che non poteva rimanere a livello di concetto: ispirò tutta la spiritualità e l'apostolato della Piccola Opera della Divina Provvidenza e si concretizzò in una regola di vita.

L'amore al Papa e alla Chiesa può essere riconosciuto come la chiave, il fine unificante per capire il multiforme apostolato del nostro Fondatore. L'esercizio della carità verso i poveri, mediante l'olocausto di sé e le opere, è il mezzo, la via e il dinamismo da lui indicato per realizzare il fine.
"Fine speciale della Congregazione è diffondere la conoscenza e l'amore di Gesù Cristo, della Chiesa e del Papa, specialmente nel popolo; trarre ed unire con un vincolo dolcissimo e strettissimo di tutta la mente e del cuore, i figli del popolo e le classi lavoratrici alla Sede Apostolica... E ciò mediante l'apostolato della carità fra i piccoli e i poveri... mediante l'insegnamento della dottrina cristiana e la pratica delle opere di evangeliche della misericordia". (4)

Don Orione ha voluto impegnare i suoi discepoli nella fedeltà all'unico carisma facendo oggetto del IV voto:
* per i Figli della Divina Provvidenza, il fine: SPECIALE FEDELTA' AL PAPA;
* per le Piccole Suore Missionarie della Carità, il mezzo, la via carismatica ordinaria per realizzare il fine: la CARITA';
* Per i Laici c’è il compito di fondere insieme la “speciale fedeltà al Papa” mediante la “Carità”.

Attraverso Don Orione e la sua Piccola Opera, lo Spirito parla alla Chiesa del "Dono" che è il Papa, "cardine dell'opera della Divina Provvidenza nel mondo". (5) Con il IV voto di speciale fedeltà al Papa, i suoi Figli testimoniano il servizio del tutto particolare reso dal Papa come guida, pastore, maestro e centro visibile di unità della Chiesa.
"Amare Gesù Cristo e farlo conoscere e amare con le opere nostre, amare la sua Santa Chiesa Cattolica e far conoscere e amare e servire il Papa, Padre nostro santissimo, Vicario di Cristo e Capo della Chiesa è l'opera più grande tra gli uomini che possiamo fare su questa terra a gloria del Signore ed è il fine del nostro povero Istituto. Instaurare omnia in Christo: per la grazia di Dio tutto instaurare nella Carità infinita di Gesù Cristo con la attuazione del programma papale... Difendiamo la testa della Chiesa e salveremo il corpo".(6)

Giova ricordare che l'amore al Papa non va pensato in astratto, ma vissuto nel contesto concreto in cui la Divina Provvidenza chiama a vivere: in ciascuna Chiesa locale, nell'unità con il Vescovo e il Clero. L'amore al Papa e alla Chiesa, inoltre, dev'essere alimentato da un solido studio del Magistero e dalla fedeltà filiale alle sue leggi, norme "ed anche ai desideri".

L'amore al Papa, secondo l'esempio e l'insegnamento di Don Orione, si realizza soprattutto attraverso il servizio preferenziale ai più poveri, singoli e popolo, facendo loro sperimentare la maternità del Papa e della Chiesa.
"La Chiesa ha sempre curato i poveri ed il popolo crede che la Chiesa sia sua matrigna. E' dei figli degli operai che dobbiamo curarci, dei poveri, degli abbandonati. La Congregazione è per questa gente e solamente per questa".(7)
" Nella luce di Cristo risorto e sotto la guida dei legittimi pastori, dobbiamo promuovere una forte opera di penetrazione cristiana specialmente tra il popolo, lavorare a riportare a Gesù Cristo e alla Chiesa le classi degli umili, le masse dei lavoratori, tanto insidiate".
(8)



Oggi, nella Chiesa e nel mondo, c'è bisogno di questo "ricostituente orionino".



Sul bisogno di unità e di amore alla Chiesa, al Papa, ai Vescovi e sacerdoti non c'è bisogno di spendere molte parole. Certo è che oggi nella Chiesa sono presenti tante divisioni, tante mortificazioni interne ed esterne che ne ostacolano la sua missione di "Mater et magistra" dei popoli e di "sacramento universale di salvezza".
Oggi c'è la tendenza a fare del cristianesimo un sistema di pensiero, un riferimento etico, una devozione privata, una agenzia di folklore e di sentimenti... ma il cristianesimo è un incontro, una compagnia, una vita nuova: è la Grazia di Dio! L'esperienza della "carità vita della Chiesa" costituisce un richiamo alla concretezza della fede in Cristo, che si fa comunità, che si fa azione e vita nuova in Cristo.

Don Orione, sensibilissimo alla missione della Chiesa, avvertiva lo stacco che andava crescendo tra clero e popolo, tra religione e società, tra devozione e costumi morali. La fede e il vangelo, pur profondamente radicati nella tradizione del popolo, sembravano quasi ininfluenti sui nuovi problemi e interessi della vita famigliare, sociale, culturale. Le masse operaie, soprattutto, erano attratte, sedotte e travolte da altre ideologie e da altri costumi. Occorreva un nuovo modo di essere "sale e lievito del mondo", un nuovo modo di "seminare e arare Cristo nel popolo", come egli diceva.

Era l'urgenza della Chiesa in quel tempo. Ma anche oggi.
Una società come la nostra, che da una parte tende quasi orgogliosamente al materialismo della vita, che emargina richiami etici impegnativi, mentre dall'altra parte sente il vuoto e l'ansia di Dio, necessita di segni vivi del vangelo e di esperienze gioiose di Chiesa.
Con Don Orione dobbiamo avere coscienza ben viva che l'evangelizzazione passa attraverso la testimonianza della carità. Con una espressione immediata e precisa, Don Orione diceva: "La nostra predica è la carità".

Don Orione, il santo della Chiesa e del Papa, il facchino dell'"instaurare omnia in Christo", è popolarmente più conosciuto come il "santo della carità", "il padre dei poveri, il benefattore dell'umanità dolorante e abbandonata".
Per Don Orione evangelizzare era, ed è, prima di tutto, aprire un Cottolengo, un orfanatrofio, è occuparsi dei bambini, dei vecchi,è - in una parola - compiere le opere della carità.


NOTE
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1. "Nostro Signore Gesù Cristo designò propriamente nel Beato Pietro chi doveva farsi servo dei servi di Dio, e su lui fondò la sua Chiesa, e alui commise l'unità del governo visibile che avvicinasse sempre più gli uomini a Dio" (Lettere I, p.11-12). Questa è l'immagine di Gesù e del Vangelo che Don Orione ha più impressa nell'anima.

2. Lettere I, p.16.

3. Capo I delle Costituzioni FDP del 1936.

4. Sono da mettere a confronto i due testi di FDP C.5 (22.7.1936) e PSMdC C.3 (12.9.1935), scritti con tanta cura, fin delle virgole, da Don Orione nel momento di presentare alla Chiesa, per il riconoscimento, il suo carisma.

5. Così Don Orione, scrivendo a Mons. I.Bandi il Piano e Programma della Piccola Opera della Divina Provvidenza, (11.2.1903) in vista dell'approvazione.

6. Durante quella che potremmo definire l'Assemblea costituente della nascente Congregazione, nel 1902 a San Remo.

7. Riunioni (27.8.1937), 179.

8. Scritti 94, 258.

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