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Messaggi don Orione
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Nella foto: La Reina Elena di Savoia
Autore: Antonio Lanza
Pubblicato in: LANZA ANTONIO, «La regina Elena di Savoia: Dama della Divina Provvidenza?», Messaggi di Don Orione 32(2000), n. 101/2, 49-56.

Dai documenti dell’Archivio Don Orione emerge come la regina Elena, grazie all’interessamento per gli orfani a partire dal terremoto calabro-siculo del 1908, possa essere considerata una delle benefattrici della Congregazione, tanto da essere annoverata nell’Associazione "Dame della Divina Provvidenza".

LA REGINA ELENA DI SAVOIA:

DAMA DELLA DIVINA PROVVIDENZA?




GLI IDEALI DELL’ASSOCIAZIONE DAME DELLA DIVINA PROVVIDENZA

Il 1° settembre 1899, Don Orione lanciò un Appello per la costituzione di una Associazione delle Dame della Divina Provvidenza.
Nell'Appello vi era l’invito alle “buone Signore e Madri” ad aderirvi, offrendo ciò che il cuore ispirava. “O buone Signore e madri che sentite, o voi anime pie, donne a cui Dio ha largito tanta gentilezza e tanta abbondanza di carità cristiana, a Voi tutte, io mi rivolgo, povero prete, a voi che sentite battere il cuore al nome di Gesù Cristo, e a voi grido: le anime dei fanciulli sono nelle vostre mani, è tempo di pronunciare la loro sentenza!Attorno ai nostri Istituti sorgano le dame della Divina Provvidenza, un’associazione grande dove tutte le anime si trovino unite nel campo della carità, e in uno stesso pensiero di abnegazione e di sacrificio: quest’associazione sarà l’Opera della salute dei fanciulli!”. (1)
L’Appello ricompariva sul Bollettino dell’Opera del 14 settembre 1900 e in uno scritto del successivo 20 novembre. Don Orione confidava talmente nell’Associazione da enumerarla tra le “famiglie religiose che costituiscono l’Opera della Divina Provvidenza”, dopo quella degli Eremiti, e prima ancora di quella delle Suore e degli stessi Sacerdoti. (2)
Nonostante tanto entusiasmo ed altrettanto impegno, non ci furono, allora, molte adesioni. Una nuova fiammata per la organizzazione del pio Sodalizio si ebbe sul finire del 1906, quando sul Bollettino della Congregazione, L’Opera della Divina Provvidenza, del 1° novembre del 1906 ricompare l’Appello per le Dame della Divina Provvidenza, ripetuto in quattro numeri successivi. (3)


LE “BUONE SIGNORE” SULLE MACERIE DEL TERREMOTO

Pur non essendo riuscito a costituire un Sodalizio organizzato, Don Orione rimase nella ferma convinzione che tante buone Signore avrebbero potuto aiutarlo, anche se ora, nel 1909, per volontà di Pio X, era entrato a far parte del Patronato “Regina Elena”, Ente costituito per l’assistenza degli orfani del terremoto calabro-siculo, i cui dirigenti erano, nella quasi totalità, iscritti alla massoneria e dichiaratamente anticlericali. Perché quei poveri assistiti, che già avevano perso i genitori, non perdessero anche la fede, occorreva trovare una persona che potesse garantirne l’educazione cristiana. Per una soluzione del delicato problema, il pensiero era corso a Don Orione, che già da due mesi si trovava sul luogo del disastro e meglio di altri poteva conoscere lo stato delle cose. “Ti farai due volte il segno della croce - gli aveva detto il santo Pontefice -, e poi va dalla Spalletti (4), e vedi di portarle via tutti gli orfani”.(5) Quel comando lo introduceva in un campo di lavoro veramente difficile.

L’incontro con la Contessa Gabriella Spalletti ebbe invece un esito insperato. Don Orione non solo fu accettato come collaboratore, ma veniva delegato a costituire il Sottocomitato del Patronato a Messina, con l’incarico di riportare nella loro città gli orfani messinesi che, mancando un centro locale di assistenza., subito dopo il terremoto avevano trovato generosa accoglienza in altre località. Fu nell’adempiere questo suo primo compito, quale delegato del Patronato, che ebbe la chiara sensazione dei sospetti che, nell’ambiente cattolico, gravavano su quell’Ente e sulle persone che con esso collaboravano.

Recatosi a Palermo per farsi dare l’elenco degli orfani colà assistiti, non poté compiere la sua missione. L’arcivescovo, card. Alessandro Lualdi, che pur doveva conoscere Don Orione o, almeno, la sua Opera (6), non si fidò di rilasciare gli elenchi e chiese istruzioni alla Segreteria di Stato. Qualche giorno dopo arrivava la conferma della stima che, nelle alte sfere ecclesiastiche, si aveva di Don Orione (7), il quale però, allora, dovette tornarsene a Messina a mani vuote, conscio delle difficoltà che avrebbe incontrato nel suo nuovo campo di apostolato.
Invece, in quell’ambiente, venne a contatto con delle “buone Signore” che, o per il rango ricoperto nella società civile o per le loro relazioni con uomini di Governo, gli resero tali servizi da meritarsi, a buon diritto, la qualifica di Dame della Divina Provvidenza. Potremmo aprire l’elenco delle benemerite con la stessa contessa Spalletti “che ebbe in Italia potenza quanto e più di un uomo di Stato” (8), con la figlia del generale Luigi Cadorna, capo di Stato Maggiore dell’esercito, e la figlia dell’on. Giovanni Giolitti, più volte capo del Consiglio dei Ministri, continuando con tante altre Signore benefiche, dal cognome prestigioso nella società civile del tempo, per terminare con un nome regale, quello della Regina Elena di Savoia. (9)


LE ATTENZIONI PER GLI ORFANI DELLA REGINA ELENA

Potrà sembrare alquanto forzata l’inclusione della Regina Elena nell’elenco delle benefattrici di Don Orione, degne di essere qualificate Dame della Divina Provvidenza; ma l’amore per gli orfani del terremoto calabro siculo nel 1908 e della Marsica nel 1915 accomunò i loro nobili sentimenti in un susseguirsi di contatti che fecero sorgere, fra il popolo messinese, prima, e poi in quello di Avezzano, la voce che l’umile prete tortonese fosse cugino della Regina (10).

Le relazioni erano sorte e si muovevano su un campo minato, in un periodo di alta tensione fra Stato e Chiesa per la scottante Questione Romana. Sentiamo da Don Orione come andò a vuoto il primo invito al Quirinale: “Ieri sera - scriveva il 7 marzo 1909 al card. Merry del Val – la contessa Spalletti mi disse che eran andate in mano alla Regina alcune mie lettere e un telegramma, dove parlavo di due scuole che aprirei colà, per gli orfani raccolti al nuovo villaggio ‘Regina Elena’, e mi aggiunse che la Regina aveva mostrato desiderio di vedermi. Cercai schermirmi, adducendo che mi urgeva ritornare (a Messina); ma essa insistette. Ora prima di fare questo passo, da figlio devoto in tutto e per tutto al S. Padre, pregherei V. E. Rev. ma del favore di farmi conoscere se crede conveniente che io vada o se debba in bel modo esimermene”. (11) Giunse una risposta negativa e Don Orione dovette trovare una scusa per non andare all’incontro. (12)
In quella delicata situazione politica, si comprende che gli incontri personali non poterono essere molti; (13) mentre frequenti furono i contatti epistolari, tramite il Duca D’Ascoli, gentiluomo di corte della Regina. La prima corrispondenza è in data 6 dicembre 1909: il Duca comunica a Don Orione che, “d’ordine di S. M. la Regina”, sarebbero arrivati, “al suo indirizzo, sessanta letti per il nuovo orfanotrofio”. (14) Rispondendo il 12 successivo, Don Orione pregava di ringraziare “Sua Maestà la Regina del dono dei sessanta letti” e continuava: “Ho ricevuto stamattina le cinquanta medaglie destinate da Sua Maestà ai nati e ai nascituri nel Villaggio ‘Regina Elena’. Provvederò che, sul rovescio della medaglia, sia inciso il nome Augusto di Sua Maestà, il nome del bambino e la sua data di nascita... La prego di umiliare i miei profondi ringraziamenti a Sua Maestà pel pensiero suo santamente materno e cristiano verso dei bambini, che sono l’amore più dolce del Cuore di Dio”. (15)

Dal canto suo, Don Orione ci teneva ad interessare la Regina per la sorte dei piccoli assistiti. Facendole avere, in quel Natale, il primo lavoro di un giovane tipografo, lo presentò, a nome dell’orfano, con una filiale dedica e un confidente invito: “A Sua Maestà la Regina Elena, madre degli orfani del terremoto (...). Noi aspettiamo una visita di Vostra Maestà. Siamo senza madre e sentiamo il bisogno di vedere Colei che ci fa da madre”. (16)
La Sovrana si sentì doppiamente coinvolta nell’opera di assistenza, non trascurando i problemi di carattere religioso, (17) e Don Orione non si stanca di ripetere le sue espressioni di ringraziamento e di stima: “La prego, nobil.mo Signor Duca. di degnarsi esprimere a Sua Maestà la Regina i più vivi ringraziamenti e la profonda gratitudine e devozione di tutto questo popolo, che dalla sua fede religiosa, profondamente insegnata e sentita, trarrà, ne spero, i più grandi conforti per la vita. Iddio ricompensi largamente l’Augusta Sovrana, e dia al Suo cuore di Regina e di Madre ogni consolazione”. (18)

I sinceri sentimenti di devozione e di stima di Don Orione nei confronti della Regina, durante il periodo messinese, sono testimoniati da vari scritti di ringraziamento per un doni fatti pervenire dalla Regina Elena: “Veramente commosso prego vostra Eccellenza compiacersi umiliare devoti ringraziamenti a sua Maestà la nostra Augusta Sovrana delle prove di continuo e materno affetto verso questi orfani”. (19) In altra occasione: “Ricevo augusto dono, che terrò graditissimo ricordo dei giorni più dolorosi, e forse più santi, della mia vita. Iddio prosperi Villaggio (Regina Elena)”. (20)


UNA ORFANELLA BATTEZZATA ELENA, ITALA REGINA AMATA

La collaudata collaborazione riprese in occasione del terremoto di Avezzano. È la Regina ad inviare, per prima, indumenti per gli orfani; ne dà conferma uno scritto al Duca D’Ascoli in data 6 febbraio 1915: “Degnisi Vostra. Eccellenza umiliare all’Augusta Sovrana commossi ringraziamenti per indumenti che Le piacque inviarmi. Darò conto distribuzione a Sua Maestà, donando subito corredino prima neonata. Le benedizioni dei superstiti, e specialmente degli orfanelli beneficati, scendano copiose sul capo augusto di Sua Maestà e dei Principini”. (21) All’atto materno della Regina, rispose un atto di cortesia di Don Orione, che, comunicava il conferimento del “battesimo alla prima bambina nata ad Avezzano, alla quale vennero imposti i nomi: Elena, Itala, Regina, Amata”. (22)
Sapeva che queste notizie riuscivano gradite al sentimento religioso della Regina, la quale “nei corredini che mi mandava - ricorderà più tardi Don Orione - c’era sempre una medaglia della Madonna del Buon Consiglio”. (23) La sensibilità religiosa della Sovrana è testimoniata da certi appunti orionini sulla preghiera, fra i quali leggiamo: “La Regina fa pregare i Principi ad occhi chiusi”. (24) Questa notizia, di carattere assai riservato, presumibilmente Don Orione non può averla appresa che dall’interessata; così il ricordo dei “Principi(ni)” unito, nei saluti, a quello della Madre e che ricorre solo nella corrispondenza del periodo avezzanese, (25) fa pensare ad un incontro personale nel Quirinale, durante il quale gli sarebbero stati presentati i Principini. (26)

Sugli interventi della Regina a favore degli orfani di Avezzano, così rispondeva Don Orione in un’intervista comparsa sul Giornale d’Italia del 27-28 marzo 1915: “Lei non s’immaginerà fino a qual punto la Regina s’interessa alle sorti dei poveri orfani. Bisogna che la si tenga al corrente di tutto, e provvede largamente a tutto. Qui nulla manca. Vede lì quei sacchi? S. M. ha saputo che ai bambini piace il riso e tutti quei sacchi sono giunti ieri da San Rossore”. Anche per quel dono, il Gentiluomo di Corte era pregato di “umiliare devoti ringraziamenti a Sua Maestà la Nostra Augusta Sovrana delle prove di continuo e materno affetto verso questi orfani. Ricevo dalla regia tenuta di S. Rossore sei sacchi di riso”. (27)

Non possiamo documentare altri incontri personali tra i due dopo il terremoto di Avezzano, ma, al tramonto ormai della sua vita, Don Orione dimostrò che la stima e la confidenza nei confronti della Sovrana non erano mutate in lui.

Terminata la costruzione dell’Istituto San Filippo Neri in Roma, permise che l’attività scolastica iniziasse pure nell’ottobre 1937, ma dispose che la inaugurazione ufficiale si facesse “ai primi di gennaio (1938), nel genetliaco della Regina”. (28) Per l’occasione. si interessò perché la Regina facesse da Madrina della bandiera dell’Istituto. “La Regina - raccontava Don Orione - sul principio rimase lì; non voleva dire di no. Forse Sua Maestà ricordava quando, trent’anni or sono, per parecchi anni, io fui in mezzo agli orfani del terremoto (di Messina), quale delegato del Patronato Regina Elena. Forse ricordava ancora quando, quattro anni dopo, in mezzo alle nevi e al freddo, lavoravo nel terremoto della Marsica (...). Dunque, la Regina stette un poco così e quasi diceva di sì, quando le fecero osservare che le sue condizioni di salute non le permettevano di poter fare da Madrina. E un Gentiluomo venne a scusarsi dicendo che la Regina non sta bene; però donerà Lei la bandiera e manderà una Dama di Corte a portarla. È una piccola cosa - concludeva -, però ha il suo significato ed è stata di grande conforto per la Piccola Congregazione”. (29)

Mentre faceva questa patetica rievocazione, (30) sarà tornato alla mente di Don Orione il ricordo di tante “buone Signore”, che, senza averne la qualifica ufficiale, furono vere “dame” della Divina Provvidenza; l’ultimo riverente e riconoscente omaggio volle però riservarlo per la benefica Sovrana, che, per tanti poveri orfanelli, era stata, non solo la “dama”, ma la “mano” visibile della Provvidenza di Dio.


N O T E
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* Don Antonio Lanza, storico e archivista, Roma. 1. Scritti di Don Luigi Orione (sigla Scr.), 117 volumi dattiloscritti, Archivio Generale, Roma, vol. 61, 25-26. Per sottolineare la serietà dell’iniziativa, qualche mese dopo, il 18 febbraio 1900, sullo stesso Bollettino comunicava d’avere “in pronto 100.000 copie dell’Appello”.

2. Scr. 10, 14.

3. 15 novembre e 1° dicembre 1906, 15 gennaio e 15 aprile 1907. L’ultimo accenno specifico alle Dame, verrà fatto il 1° febbraio 1909 con la pubblicazione dell’Appello per la Associazione.

4. Sulla contessa Gabriella Spalletti Rasponi, presidente del Patronato Regina Elena, si veda Don Orione e la contessa Spalletti, «Messaggi di Don Orione» 32(2000) n.100, p.51-57.

5. Processo Ordinario Veneto per la Beatificazione di Pio X, 648.

6. “Mgr. Lualdi, quando era rettore del Seminario Lombardo, portava a passeggio i chierici alla Colonia agricola di Monte Mario” (Scr. 19, 170).

7. Il 23 marzo arrivava la risposta del Segretario di Stato, card. Merry del Val: “Posso assicurarLa che Don Orione è persona che gode tutta la fiducia del Santo Padre” (Fotocopiati dell’Archivio Segreto Vaticano, Archivio Generale, Roma, vol. II, pagg. 2-4).

8. Domenico Sparpaglione: Il Beato Luigi Orione, Editrice San Paolo, 1998, pag. 211.

9. Elena di Savoia (1873-1953) era figlia di Nicola I Petrovic Njegos, re del Montenegro, e sposò nel 1896 l’erede al trono d’Italia, il futuro Vittorio Emanuele III.

10. Don Orione e la Piccola Opera della Divina Provvidenza, 6 volumi, Roma, (sarà citato Don Orione) V, 112, nota 85.

11. Scr. 48, 45.

12. “Trovai la scusa della malattia di mio fratello. Vennero di fatto i carabinieri a vedere se era vero che era ammalato” (Don Orione, I, 92).

13. Ma è senz’altro riduttiva l’affermazione: “Don Orione stesso confessa di aver soltanto una volta incontrato la Regina” (Don Orione, V, 111). Nel testo autografo orionino leggiamo: “Non vidi che una volta la Regina, qui” (Scr. 107, 165), dove la precisazione di quel “qui”, cioè a Messina, non vieta di pensare che possa averla vista altrove. Lo scritto poi è datato: “14 luglio 1911”, antecedente cioè alla partenza di Don Orione da Messina e della ripresa di collaborazione col Patronato durante il terremoto di Avezzano.

14. Don Orione, V, 115, nota 86b.

15. Scr., 96, 71s.

16. Scr., 85,58.

17. Più di uno scritto testimoniano l’invio di denaro per il funzionamento della Cappella del Villaggio e il mantenimento del cappellano.

18. Scr., 50, 75.

19. Scr. 50, 76.

20. Scr., 50, 247.

21. Scr., 60,52.

22. Scr., 60, 400. Si osservi che “Itala Regina Amata”, più che nomi, sono aggettivi qualificativi di Elena.

23. Parola di Don Luigi Orione (sigla Par.), 12 volumi dattiloscritti, Archivio gener., vol. XII, p. 81s.

24. Scr., 81, 119.

25. Cfr. Scr., 50, 70 e 60, 52.

26. Infatti sono ricordate relazioni di Don Orione con la primogenita Principessa Iolanda e col Principe Ereditario, Umberto (Don Orione, V, 113s).

27. Scr., 50,70.

28. Scr., 7.382.

29. Par., XII, 82.

30. Buona Notte del 31 gennaio 1940 (Par., XII, 78ss.).

 

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