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Messaggi don Orione
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Autore: Flavio Peloso

Don Gaspare Goggi formò con Don Orione e Don Sterpi la "santa triade" degli inizi della Piccola Opera della Divina Provvidenza.

DON GASPARE GOGGI

 


“primo figlio della Divina Provvidenza”

Flavio Peloso

 


La sera del 4 agosto 1908, il servo di Dio Don Gaspare Goggi, a soli 31 anni, chiudeva la sua giornata terrena ad Alessandria. Il beato Don Luigi Orione lo riteneva un “santo” e ne desiderò introdotta la causa di beatificazione.

Gaspare Goggi nacque a Pozzolo Formigaro (Alessandria), il 6 Gennaio 1877, da pii e agiati agricoltori. Fu educato, sin dalla tenera età, alla preghiera, alla gioiosa generosità, all'amore di Dio, del prossimo e della Chiesa.


Prima professore e poi sacerdote

Sentì giovanissimo la chiamata a darsi interamente al Signore. Aveva 15 anni quando incontrò l'allora chierico Luigi Orione, a Tortona, dove il Fondatore poco più che ventenne stava muovendo i primi passi del suo mirabile apostolato. Ne nacquero amicizia santa e progetti apostolici grandi.

Realizzò con slancio il sorprendente programma formativo indicatogli da Don Orione: "Prima professore, poi sacerdote". “Preparati a lavorare per le anime. Accendi bene la tua anima alla carità soave e operosa di Gesù e fa di comunicarla a tutti quelli che potrai avvicinare e influenzare…”.

Intelligenza vivacissima, compì gli studi liceali a Genova e quelli universitari a Torino, professando coraggiosamente, in quei difficili ambienti, la propria fede.

A Torino, frequentò l’ambiente dell’Adorazione quotidiana universale ove conobbe Giuseppina Comoglio, Paolo Pio Perazzo, il beato Don Rua, la Beata Madre Teresa Michel e altre sante figure del cattolicesimo torinese. Nell’ambiente universitario strinse a sé una bella schiera di studenti decisi, come lui, a bandire ogni rispetto umano, imponendosi all'ammirazione anche degli avversari. Si laureò a pieni voti in lettere e filosofia con una tesi su “Innocenzo II e gli eretici della Francia meridionale”. Destò scalpore quella tesi. L’assunto centrale, sostenuto e documentato dal Goggi, fu che la Chiesa difende il deposito della dottrina dalle eresie con il fulgore della virtù dei santi”.
In quegli anni di studio, a Torino, si prodigò generosamente in un piccolo Istituto aperto da Don Orione per avviare al lavoro ragazzi poveri e abbandonati.
L'8 dicembre 1901 ricevette in Tortona, a 24 anni, l'abito clericale; il 6 settembre 1903 fu ordinato sacerdote. Lo stesso giorno, emise, nelle mani di Don Orione, la prima Professione religiosa nella Piccola Opera della Divina Provvidenza, approvata da pochi mesi. Fu fedelissimo a Don Orione che in lui confidava pienamente. Fu insegnate ed educatore a Tortona e a Sanremo.


Rettore della chiesa di Sant’Anna al Vaticano

Trasferito a Roma, nel 1904, fu Rettore della Chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri, in Vaticano. A quel tempo la chiesa non era sede di parrocchia, ma con lui divenne un cenacolo di preghiera. Si dimostrò sacerdote pio, colto, confessore prudente e di grande tatto, circondato di venerazione e affetto. Strinse numerose amicizie sia tra la gente semplice come con personaggi noti: il Prof. L. Costantini, il poeta G. Salvadori, Card. Carlo Perosi, Padre Giovanni Semeria, il beato Luigi Guanella, la beata Teresa Michel, il servo di Dio Aristide Leonori e altri.

Nel maggio 1907 fu convisitatore dei seminari della Sicilia, con Mons. Carlo Perosi, poi cardinale. Poco dopo, San Pio X lo preconizzò alla sede episcopale di Siracusa. Ma già il Signore lo stimava maturo per il cielo. Un rapido e progressivo indebolimento psico-fisico fermò il suo apostolato. Fu accompagnato da Don Orione stesso all'ospedale psichiatrico di Alessandria, in cura presso un medico amico. Ma vi morì improvvisamente, dopo 6 giorni, il 4 agosto 1908. Aveva 31 anni.

I suoi funerali, a Bettole di Tortona, furono celebrati da Don Orione con un nodo alla gola che si traformò in pianto aperto quando, al Padre nostro, giunse a dire “fiat voluntas tua”. Il ricordo di Don Gaspare Goggi si traformò in devozione. Don Orione più volte diceva ai suoi chierici, sacerdoti e suore: “Se volete ottenere grazie, pregate Don Goggi”. Le sue spoglie mortali furono collocate nel Santuario della Madonna della Guardia, a Tortona, ancor oggi meta di visite e di confidenze spirituali di tanti fedeli.


La consegna delle sue vesti sacerdotali

Don Orione disse di lui: "Il nostro Don Gaspare Goggi, primo Figlio della Divina Provvidenza, era mente eletta, tempra di santo tanto pio quanto dotto che morì in concetto di santità... morto consumato da troppe fatiche. Vero servo di Dio, amò molto la Madonna, il Papa".

Don Gaspare Goggi è dunque considerato dal Fondatore stesso come “primo Figlio”della numerosa schiera dei suoi compagni e discepoli. Il “figlio primogenito” esprime l'anima del padre, l'indirizzo di vita, il nucleo generativo. La carità profetica di Don Orione trova in questo "figlio primogenito" espressione nel dono totale della propria persona consumata, sofferente per aprire nuovi varchi ai dinamismi della carità.

E un varco imprevedibile, una kènosis totale e cosciente, gli fu chiesta con l'epilogo della sua vita, all'ospedale psichiatrico di Alessandria, ricoveratovi per una forma di anemia perniciosa che lo rendeva incapace si mangiare e assimilare il cibo. Entrò in uno stato di debilitazione psicofisica. Il primario dell'ospedale, amico di Don Orione, lo volle in cura diretta nella speranza di poterlo aiutare.

Che ricapitolazione evangelica della sua santità! In quel luogo, gli chiesero di spogliarsi delle sue vesti e di indossare la comune divisa dell'ospedale. Don Goggi consegnò le sue vesti sacerdotali, ultima offerta della sua persona, della sua stessa identità. Fu testimoniato che Don Gaspare, in ginocchio, baciò l'abito talare e lo consegnò senza domandare alcunché. Lui conosceva bene quel "gesto" e quel bacio diceva l'obbedienza al Padre in vista di una più profonda comunione.

Don Gaspare era illustre professore, confessore ricercato, preconizzato vescovo, e sapeva... sono sue le parole, che "la scienza è caducità quando non è irradiata dalla luce di Cristo" e che ”Il Signore che ci dilata in mezzo alle tribolazioni, saprà mutare in gaudio il pianto della semina”.

Don Orione aveva letto bene quando, ricordando il suo figlio primogenito, esclamò: "Sia ringraziato il Signore che fa miracoli nei suoi santi!".
 

PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE
DEL SERVO DI DIO DON GASPARE GOGGI


O Signore Gesù,
che ci hai dato in Don Gaspare Goggi
un mirabile esempio di fiducia incrollabile nella tua Provvidenza,
di generoso attaccamento al Papa e a Don Orione
e di eroico olocausto sull’altare della sofferenza per amor tuo,
donaci di imitare,
specie nei momenti di prova e di sconforto,
il tuo fedelissimo servo.
Degnati di glorificarlo anche in terra
concedendoci per sua intercessione
la grazia che ti domandiamo. (Si dica quale)
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio, ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.

 

Serviteur de Dieu, GOGGI Gaspare,
prêtre, de Béttole di Pozzolo Formigaro (Alessandria),

décédé à Alessandria le 3 août 1908 à l’âge de 31 ans, 4 de profession et 4 de prêtrise.



Dès sa première rencontre avec le Fondateur, il se manifesta généreusement porté à la sainteté et désireux d’accomplir la volonté de Dieu. Sa brève vie religieuse fut marquée par la volonté sacrificielle qu’il se proposait en toutes les occasions.
D’une intelligence subtile et d’un cœur passionné pour le bien, il réalisa entièrement le programme tracé pour lui et pour les séminaristes dont lui avait la charge, par Don Orione: “Faite tout ‘in Domino’ (dans la Seigneur), tout pour lui, avec grande charité”. “D’abord professeur et ensuite prêtre” comme lui avait indiqué le Fondateur, il resplendi de vertus et de zèle apostolique; il eut une intense piété eucharistique. La foi et la fidélité le soutiennent dans les moments sombres et de souffrance de sa dernière maladie, durant laquelle il répétait : “Je suis avec le Seigneur”.
Sa vie intérieure nous rappelle comment Dieu soit le plus grand bien, même dans les moments d’épreuve les plus lacérant. Don Orione ne cessait de parler de ce Confrère comme “une des plus solides colonnes de notre Congrégation, mort consumé par trop de fatigue”. Lui–même voulu introduire sa cause de béatification et il le proposa comme intercesseur. “Je vous dit, que je ne me suis jamais recommandé à lui, sans obtenir tout ce que j’avais demandé ”.
Son corps est inhumé dans la crypte du Sanctuaire de Notre Dame de la Garde à Tortona.

 

 

 

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