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Tempio votivo o santuario della Guardia? Le vicende che portarono alla costruzione del Santuario della Madonna della Guardia

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Tempio votivo o santuario della Guardia? Le vicende che portarono alla costruzione del Santuario della Madonna della Guardia

Festa della Madonna della Guardia. Intervista a Don Flavio Peloso


Tortona
BASILICA SANTUARIO “MADONNA DELLA GUARDIA”

 

 


Il Santuario, voluto e costruito da Don Orione, sorge sul luogo dove, già nell’XI sec. era la chiesa della Beata vergine delle Grazie, officiata prima dai benedettini e poi dai Francescani. Nel 1418 San Bernardino da Siena, predicò nella zona circostante la chiesa, per questo ancora oggi il quartiere è così denominato.

La chiesa delle Grazie chiamata ormai “la Madonna di San Bernardino”, andò progressivamente in rovina, ma i devoti continuarono a pregare la Vergine presso le rovine della chiesa. Il rione di San Bernardino in Tortona era un’oasi tranquilla e operosa nell’anno 1893, quando il chierico Luigi Orione iniziò a realizzare il suo progetto di riunire i giovani poveri della città, ma inclini allo studio e alla vocazione ecclesiastica, nel collegio “San Luigi.” Nel 1895 Luigi Orione venne ordinato sacerdote dal vescovo, Mons: Bandi, e, nel 1913 ritornò a svolgere la sua opera pastorale nel rione di San Bernardino, dove, nel 1915, fondò la famiglia religiosa femminile delle Piccole Suore Missionarie della carità.
Erano gli anni della Prima Guerra Mondiale: la forte propaganda anticlericale e le tristi condizioni economiche degli abitanti del rione spinsero Don Orione a richiamare fortemente i tortonesi alla devozione alla Madonna della Guardia, invitandoli a promettere con voto popolare di edificare un grande santuario a Lei dedicato, se tutti gli uomini tortonesi impegnati al fronte fossero ritornati a casa sani e salvi. Il 4 novembre 1918 il conflitto terminò e Don Orione incominciò a pensare di raccogliere soldi e solidarietà per attuare il voto fatto. Dopo non poche difficoltà il 23 ottobre 1926 avvenne la benedizione della prima pietra del Santuario: il nuovo tempio fu inaugurato il 28 agosto 1931 dal vescovo, Mons. Grassi.

La struttura del santuario, a pianta centrale, permette un’ottima visuale dell’altare maggiore da ogni punto. Mons. Spirito Maria Chiappetta, architetto pontificio, ideò la chiesa sulle linee neo-gotiche, semplici ed armoniche, prive di inutili orpelli, che realizzano una perfetta prospettiva.
L’interno è scandito da numerose colonne marmoree di grandiose dimensioni: sostengono le volte a crociera che spesso si intersecano, creando un ritmo movimentato ed ardito. Il presbiterio è sopraelevato rispetto al piano stradale: questo accorgimento ha permesso di conferire ampio respiro alla sottostante cripta. Dietro l’altare maggiore si trova la Cappella della Madonna, impreziosita dai mosaici brillanti e dai marmi policromi: vi si accede da due scalinate, le cui pareti sono disseminate dagli ex voto che testimoniano le grazie ricevute.
All’interno del Santuario si ammirano numerose e bellissime vetrate: sulla scia di quelle presenti nelle antiche chiese gotiche, anche queste assolvono ad una funzione catechetica ed illustrano i grandi temi della dottrina cristiana con immagine, metafore e storie di santi.
La chiesa inferiore (cripta) è dedicata all’Addolorata e al suffragio dei defunti: è uno spazioso e suggestivo luogo di culto, dove sono custodite le tombe di Don Carlo Sterpi, Don Gaspare Goggi e di altri religiosi orionini.
Il santuario è dotato di un’alta torre, sopra la quale è collocata una monumentale statua della Madonna, che si può scorgere dalla città e dalla campagna circostante per molti chilometri. La statua in bronzo fuso dorato è alta 14 metri (è la più alta del mondo costruita in questo materiale), pesa 120 quintali ed è posta su una torre alta 60 metri, realizzata secondo un progetto dell’architetto Bartolomeo Gallo di Torino. Fu innalzata tra il 1955 e il 1959 per concretizzare il sogno di Don Orione che, già nel dicembre del 1930, iniziò la questua delle “pentole rotte” per poter testimoniare con un grandioso simulacro la sua devozione alla Madonna e ringraziarla per l’affettuosa vicinanza all’opera che lui aveva avviato.

 

 

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