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Messaggi don Orione
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Nella foto: Convegno di Tortona, 14-16 marzo 2003.
Autore: Mons. Piergiorgio Pruzzi

Piergiorgio Pruzzi interviene al Convegno "Don Orione da Tortona al Mondo", 14-16 marzo 2003.

CONVEGNO "DON ORIONE DA TORTONA AL MONDO"


DON ORIONE E LA DIOCESI DI TORTONA

Mons. Piergiorgio Pruzzi
Vicario generale della Diocesi di Tortona


 

Il 21 marzo del 1903 Mons. Igino Bandi, vescovo di Tortona, firmava il decreto di approvazione della “ Piccola Opera della Divina Provvidenza” fondata da un suo sacerdote: don Luigi Orione. Era il riconoscimento di un primo distacco giuridico di un piccolo seme destinato nel giro di pochi anni a diventare grande albero, ma anche di una appartenenza, che se è forte e significativa nelle origini, resterà sempre, pur avendo oggi l’Opera i confini del mondo.
Un Convegno storico su don Orione che prescinda dal contesto socio- ecclesiale della Chiesa tortonese e dalla figura di Colui che ne fu interprete e protagonista risulterebbe parziale. Don Orione stesso in uno scritto al Vescovo del 31 gennaio 1913 lo riconosce: “Le costituzioni dell’Opera sono animate, per divina grazia, da quello spirito di schietto amore alla Chiesa e al Santo Padre, che ho attinto dal Ven. Don Bosco e da V. Ecc.za Rev.ma”.

Ma chi era Mons. Igino Bandi?
Don Orione aveva lasciato nell’agosto del 1889 l’oratorio salesiano di Valdocco e da un anno era alunno del seminario diocesano. Quando il 23 giugno 1890 fu nominato Vescovo aveva 42 anni ed era Vicario Generale della diocesi di Vigevano. La sua non fu una nomina gradita al governo, perché era già conosciuta la sua attività nell’Opera dei Congressi e la sua militanza nel campo dell’intransigentismo. Finalmente il 1 febbraio 1891 poteva fare solennemente ingresso in Tortona.
L’Episcopato Bandi abbraccia un arco di tempo notevole: dal febbraio 1899 all’8 settembre 1914. E’ stato un periodo complesso della storia civile ed ecclesiastica, ancora in gran parte da studiare specie a livello locale, anche perché figure ed episodi non sono ancora stati sottratti al possesso dell’ideologia e restituiti completamente alla verità della storia.
L’episcopato Bandi poi non si racchiude nelle dimensioni pur vaste e complesse della Diocesi, ma ha dimensioni nazionali. Agisce da protagonista dell’Azione cattolica nelle stagioni di due grandi pontefici: Leone XIII e Pio X. Esistono studi e ricerche di laurea su aspetti particolari dell’Episcopato Bandi; manca uno studio d’insieme.
La biografia di Mons. Giuseppe Rognoni, suo segretario, pur preziosa, è a livello celebrativo. (Si veda a proposito S. Soave, Fermenti Modernisti e Democrazia Cristiana in Piemonte, Torino 1975).

Scrive il Rognoni: “Ambedue consapevoli delle piaghe e dei bisogni del loro tempo e bruciati dal desiderio di guarirle e di provvedervi, specialmente con l’andare verso il popolo e col curare la gioventù, ambedue votati alla causa del papa e della Chiesa, di cui erano devotissimi, ambedue non nemici del loro tempo, ma nemmeno entusiasti, perché ne conoscevano gli errori e le deficienze”.
Non stupisce quindi come la dove c’è il Vescovo ci sia il chierico prima e, poi, il sacerdote Orione. Nel Congresso Diocesano tenutosi a Stazzano nel 1896 don Orione ancora chierico tenne una relazione; e non fu l’unica volta in cui il Beato ebbe parte importante accanto al suo vescovo.
Don Giovanni Venturelli, storico della Congregazione orionina, ritiene che l’influenza di Mons. Bandi si manifesti esplicitamente sui segenti questi temi.

DEVOZIONE ALLA CHIESA E AL PAPA
Ancora il Rognoni: ”L’amore, la devozione al Papa, Vicario di Cristo, è un dovere, più che un dovere, un bisogno, per ogni sacerdote. Ma per Mons. Bandi costituì un vanto l’essere incrollabilmente unito al Papa”.

ANSIA PASTORALE
Fu grande lo zelo di Mons. Bandi per far rivivere il cristianesimo e contrastare la sempre più organizzata propaganda socialista, che faceva proseliti nel mondo agricolo, da sempre feudo geloso della chiesa e tra l’incipiente classe operaia. Per questo si attivò con tutte le forze per organizzare e diffondere l’Opera dei Congressi e i Comitati Cattolici.

SOLLECITUDINE SOCIALE
Nel 1894 in una famosa Lettera pastorale intimava: “Usciamo di sacrestia…usciamo di sacrestia per salvare la famiglia e la società, coll’organizzarci insieme, clero e laicato, ad un’azione concorde e ristoratrice” . Alle parole seppe far seguire i fatti. Sorsero Società di Mutuo Soccorso, Cooperative di consumo, Casse e Unioni rurali, la Banca di San Marziano, la Federazione Agricola Diocesana, scuole femminili, leghe pro riposo-festivo…..

E’ fin troppo facile leggere come in filigrana l’ispirazione delle molteplici attività che Don Orione e la sua Congregazione metteranno in essere in favore di tante povertà.

 

 

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