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Messaggi don Orione
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Nella foto: Don Orione da Tortona al mondo
Autore: Flavio Peloso



INEDITI DI PEROSI PER IL CENTENARIO
DELLA CONGREGAZIONE DI DON ORIONE


Flavio Peloso




Tortona, 10 marzo 2003. Importante annuncio durante l’incontro di presentazione del Convegno storico Don Orione: da Tortona al mondo, che si terrà a Tortona, presso l'Auditorium Mater Dei, il 14 e il 15 marzo. Durante la manifestazione saranno presentate ed eseguite per la prima volta alcune musiche inedite di Lorenzo Perosi, venute alla luce negli archivi orionini di Roma.
L’eccezionale appuntamento è fissato a Pontecurone, paese natale di Don Orione, venerdì 14 marzo, alle ore 21 presso l'Oratorio di S. Francesco. Le due glorie tortonesi, il Beato e Lorenzo Perosi, sacerdoti e coetanei, saranno onorati attraverso gli scritti dell'uno e le musiche dell'altro, opportunamente scelte ed eseguite sotto la direzione del M° Arturo Sacchetti, compositore e rinomato critico musicale. L’evento si colloca nel contesto delle celebrazioni per il primo centenario della congregazione fondata da Don Luigi Orione. Esattamente il 21 marzo del 1903, il vescovo di Tortona, Mons. Igino Bandi, approvava il carisma e l’istituzione promossa sotto il nome di Piccola Opera Della Divina Provvidenza.

Ambedue ecclesiastici, coetanei e concittadini: il maestro Lorenzo Perosi e il beato Luigi Orione; il primo fu genio della musica; il secondo, apostolo della carità. I primi contatti fra i due avvennero quando Orione, divenuto chierico e custode del Duomo di Tortona, poté iscriversi alla Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli, cui era iscritto anche il giovane Perosi. I due soci più giovani ebbero l’incarico di andare “ogni settimana sui bastioni della vecchia città a cercare i poveri, a distribuire loro i sussidi della Conferenza”. La loro amicizia nacque così.

Negli stessi anni (1892-98), durante i quali Luigi faceva le sue esperienze con l’Oratorio festivo, e fondava una nuova Congregazione con il Collegetto di San Bernardino, i Convitti a Tortona e a Mornico e a Noto in Sicilia, Lorenzo bruciava le tappe di una sfolgorante carriera. Uscito nel 1892 dal Conservatorio di Milano, l’anno successivo era maestro di Cappella ad Imola e vestiva l’abito clericale. Nel 1894 passava alla direzione della Cappella Marciana a Venezia e nel 1898 Leone XIII lo chiamava a dirigere la Cappella Sistina a Roma. Nel contempo le sue opere musicali gli meritavano la fama di “uno dei più ispirati compositori di musica sacra e religiosa”. Il Perosi manifestò sempre sincera riconoscenza a Don Orione fino all’ultimo incontro festoso, all’Istituto San Filippo Neri di Roma, nel 1939. Quando, pochi mesi dopo, il 12 marzo 1940, giunse al Maestro la dolorosa notizia della morte dell’Amico e Apostolo della carità volle dedicargli un’estrema testimonianza di stima e di affetto, compongo un Requiem quale piccolo fiore di riconoscenza.

Era inevitabile che questa lunga amicizia tra i due illustri Tortonese lasciasse tracce preziose e imperiture. Presso l’Archivio Don Orione, via Etruria, 6 in Roma, si trova custodito il ‘Fondo Lorenzo Perosi’, comprendente molti manoscritti della corrispondenza intercorsa tra i due e un serie considerevole di manoscritti di Perosi di composizioni interessantissime. Con la consulenza del maestro Arturo Sacchetti, grande esperto di Lorenzo Perosi, è stato possibile meglio valutare l’importanza di quei documenti che consentono di arricchire il quadro conoscitivo della creatività musicale del compositore e delle sue vicende di vita.
Sono circa una ventina le composizioni musicali autografe conservate nel “Fondo Lorenzo Perosi” dell’Archivio Don Orione di Roma. Mi pare importante porre l’accento su alcuni di questi manoscritti autografi, unici.

Tra i brani musicali particolarmente degni di nota sono l’ ‘Ave maris stella’, a 4 voci, in b maggiore, tempo 2/2 di cui è ignota la data di composizione. Il Concerto in mi b per solo di Violino con acc. di corni ed archi: per anni questa composizione è stata ritenuta perduta. ‘Mater orphanorum, ora pro nobis’ fu composta da Perosi a Tortona in occasione della permanenza, il 26 ed il 27 settembre 1931, per la direzione del suo oratorio ‘La Risurrezione di Cristo’ al Santuario di N.S. della Guardia ed offerta ai ragazzi del collegio di Don Orione. Di grande interesse critico sono le partiture autografe degli oratori ‘La Risurrezione di Lazzaro’ e ‘La Risurrezione di Cristo’ perché permettono una verifica delle versioni a stampa, partiture e spartiti, pubblicate dall’editore Ricordi. Fra l’autografo dell’archivio orionino e tali edizioni si riscontrano differenze, anche notevoli. Trattasi verosimilmente o di distrazioni dei copisti, o di ripensamenti dell’autore che era uso ad intervenire con correzioni sugli autografi dopo le prime esecuzioni. Ci si trova, quindi, innanzi a duplici versioni nell’ambito delle quali ‘il vero Perosi’ è quello che non si conosce! Alla luce di una redazione critica auspicabile il raffronto fra autografi ed edizioni a stampa diviene assolutamente imprescindibile.

I Frammenti ‘Parce mihi Domine’, ‘Benedictus’, ‘Dies irae’, ‘Manus tuae’ sono unici nel loro genere, nel senso che non si conoscono composizioni che li annoverano, rimane una testimonianza di riferimento nell’attesa che altri frammenti vengano rinvenuti per dare veste definita ai brani. Dall’analisi della scrittura emerge un tratto giovanile, contemporaneo alla grafia della ‘Missa Davidica’ dedicata a fratel Davide Albertario. Ricordiamo da ultimo ‘In memoriam Reverendissimi Aloisii Orione’, una voce ed organo, re min; si tratta del doloroso commiato di Perosi dall’amico. Il canto funebre ‘Requiem aeternam dona eis Domine’ fu vergato il 19 aprile 1940 con la dedica «In memoriam Reverendissimi Aloisii Orione», alcune settimane dopo la sua morte avvenuta a Sanremo il 12 marzo.

Una significativa cernita di questi brani inediti sarà proposta nella serata di Pontecurone, venerdì 14 marzo, alle ore 21, nell’Oratorio San Lorenzo, intitolata “Il bello della carità e la carità del bello. Musiche di Lorenzo Perosi e testi di Don Luigi Orione”,. L’esecuzione delle musiche perosiane è affidata al coro “I polifonici” di Genova, diretto da Fabio Macelloni, e al quartetto d’archi “Nuova Cameristica di Milano”.

 

 

 

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