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CRONACA DELLA FESTA
TANTI CUORI ATTORNO AL CUORE DEL PAPA (testo di Don Orione)
SALUTO DI DON FLAVIO PELOSO
DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
DISCURSO DO PAPA BENTO XVI
DISCURSO DEL SANTO PADRE BENEDICTO XVI
DISCOURS DU PAPE BENO╬T XVI └ LA "F╩TE DU PAPE"
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Nella foto: L'ingresso di Papa Benedetto XVI nella Sala Paolo XVI, gremita di 8000 orionini per la Festa del Papa, 28 giugno 2005.

In questa pagina troverete:
CRONACA DELLA FESTA
TANTI CUORI ATTORNO AL CUORE DEL PAPA (testo di Don Orione)
SALUTO DI DON FLAVIO PELOSO
DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
DISCURSO DO PAPA BENTO XVI
DISCURSO DEL SANTO PADRE BENEDICTO XVI
DISCOURS DU PAPE BENO╬T XVI └ LA "F╩TE DU PAPE"


TANTI CUORI ATTORNO AL PAPA, MESSAGGERO DI PACE

FESTA DEL PAPA
28-29 giugno 2005

 

 

 

CRONACA DELLA FESTA


Si è celebrata la Festa del Papa in Roma con grande solennità, festosità, spirito di famiglia e con… BENEDETTO XVI.
Veramente questa Festa del Papa ha preso il tono di “festa patronale della nostra congregazione”. Sono state oltre 8.000 le persone provenienti soprattutto dagli ambienti orionini che si sono radunate per celebrare la “festa di San Pietro – festa del Papa” nell’Aula Paolo VI.
Bravi tutti nello spettacolo: i ragazzi disabili di Ercolano e di Kalisz, i giovani di Zarqa e di Ognissanti (Roma), il coro proveniente dalla Costa d’Avorio, come anche gli artisti famosi come Andrea Bocelli, Giuseppe Povia, Giorgio Albertazzi, Edoardo Bennato, l’orchestra Francesco Petrarca con la soprano Mika Kunii, Cesara Bonamici e altri.
Abbiamo potuto rallegrarci anche della presenza di autorità religiose e civili; tra le molte vorrei ricordare i cardinali Francis Arinze, Prefetto della Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti e Giovanni Canestri, Arcivescovo emerito di Genova, amico della nostra Famiglia religiosa e vescovo di Tortona dal 1971 al 1975. Presenti all’evento per condividere la nostra gioia sono stati anche l’arcivescovo William J. Levada, nuovo Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, i vescovi Martino Canessa di Tortona e Filippo Strofaldi di Ischia. Vicini al Papa hanno dato lustro alla nostra manifestazione i prelati che compongono la Famiglia Pontificia: l’arcivescovo James Michael Harvey, mons. Paolo De Nicolò, mons. Georg Gänswein, segretario particolare di Sua Santità, e p. Leonardo Sapienza. Prezioso è stato il contributo del nostro don Giovanni D’Ercole, capo-ufficio della Segreteria di Stato. Non sono mancate le autorità civili: l’on. Teresio Delfino e gli ambasciatori di Perù, Cile e Costa d’Avorio.
Tra i tanti protagonisti dell’evento ve ne sono due che vorrei particolarmente ringraziare. Il primo è ovviamente il Papa Benedetto XVI, amabilissimo e generoso di tempo e di attenzioni. Ha rivolto un bel discorso caloroso, paterno e ricco di contenuti.
Tutti l’abbiamo potuto ammirare, al termine della manifestazione, quando rompendo ogni protocollo, si è rivolto con gioia ai bambini presenti, ai disabili, all’orchestra e a tutti coloro che lo hanno potuto incontrare da vicino. La sua gioia si è comunicata a tutti noi presenti in Aula e che lo incontravamo per la prima volta.
Il secondo protagonista è stato il popolo orionino che con entusiasmo ha risposto all’invito di essere presente. Gli organizzatori non hanno mai temuto di non riuscire a riempire l’Aula Paolo VI e quindi a presentare al Papa una vera e numerosa famiglia in festa. Più si avvicinava il 28 giugno, più aumentavano le adesioni sia dalle case della Congregazione sia di pellegrini che, venendo a conoscenza della bella iniziativa, si sono affiancati per accrescere il numero dei figli e delle figlie attorno al Papa. Se sono state significative le presenze dei partner Arsenale della pace, Protezione Civile Italiana e Papa Boys, senz’altro entusiasmante è stata l’adesione orionina da tutte le case italiane.

Oltre che un grande e indimenticabile evento per quanti sono venuti a Roma, la Festa del Papa si è trasformata in una testimonianza del nostro “sentire cum Ecclesia” (fedeltà) e – più ancora - del nostro “sentire Ecclesiam (amore, comunione filiale), come si espresse Don Orione, perché Canale 5 (in Italia), Sat 2000 e Tele Pace (nel mondo) hanno diffuso a milioni di persone quanto abbiamo vissuto.
È giunta notizia che analoghe manifestazioni sono state celebrate in altre città e nazioni ove siamo presenti. Avanti!

 

 

 

TANTI CUORI ATTORNO AL CUORE DEL PAPA (testo di Don Orione)


Testo di San Luigi Orione letto alla presenza del Santo Padre

Dobbiamo palpitare e far palpitare
migliaia e milioni di cuori attorno al cuore del Papa.
Dobbiamo portare a Lui
specialmente i piccoli e le classi degli umili lavoratori;
portare al Papa i poveri, gli afflitti, i reietti,
che sono i più cari a Cristo
e i veri tesori della Chiesa di Gesù Cristo.
Dal labbro del Papa il popolo ascolterà
non le parole che eccitano all'odio di classe,
alla distruzione e allo sterminio,
ma le parole di vita eterna,
parole di verità, di giustizia, di carità:
parole di pace, di bontà, di concordia,
che invitano ad amarci gli uni e gli altri
e a darci la mano, per camminare insieme
verso un migliore, più cristiano e più civile avvenire.
Il Papa è il padre del ricco, come del povero;
per Lui non esistono nobili o plebei, ma solo dei figli;
dal Papa la fede, la luce, la mansuetudine del Signore,
che porta balsamo ai cuori, conforto e consolazione ai popoli.
«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa».
Passarono i secoli,
e queste parole di Gesù risuonano attraverso i tempi
e su tutte le tempeste del mondo.
Nel Papa noi riconosciamo
non solo il Vicario di Cristo,
non solo il Capo infallibile della Chiesa,
ispirato e condotto dallo Spirito Santo,
non solo il fondamento di nostra Religione,
ma ben anche la pietra inconcussa della società umana.

 

 

 

 

 

SALUTO DI DON FLAVIO PELOSO

Superiore generale della Famiglia Orionina



Padre Santo,
“La festa di Pietro è la festa del Papa” che del primo degli Apostoli continua il carisma e la missione affidata da Cristo. Con questa motivazione San Luigi Orione diede origine alla “Festa del Papa”, celebrata il 29 giugno, come espressione popolare della fede e della devozione verso il successore di Pietro e verso il Suo ministero.
La “Festa del Papa” ha il tono gioioso di una festa di famiglia, perché tale è la Chiesa. La festa coinvolge tanta gente, si raccontano fatti di vita, si canta, si prega, si offre qualcosa di bello, si ravviva l’amore verso il Padre, il “Santo Padre”.

Qui in sala, e sulle vie del mondo, batte il cuore della Famiglia Orionina (religiosi, suore, sacerdoti e laici); battono i cuori degli amici del SERMIG-Arsenale della pace, guidati da Ernesto Olivero; sono uniti a noi i volontari della Protezione Civile Italiana con Guido Bertolaso; vibrano di esultanza i tanti giovani che amano il Papa; palpitano migliaia e milioni di cuori di tutto il mondo partecipi di questo evento attraverso la radio e la televisione. Tutti insieme, a Lei esprimiamo i nostri sentimenti di affetto, di devozione e di riconoscenza.

L’anno scorso, una analoga manifestazione fu diretta al caro e venerato Papa Giovanni Paolo II. Nello scegliere a titolo della nostra festa “Tanti cuori attorno al Papa, messaggero di pace” , abbiamo voluto riconoscere nell’impegno per la pace un anello di congiunzione tra il servizio di Giovanni Paolo II e quello, da poco iniziato, di Vostra Santità.
Tutti i Papi che si sono succeduti sul soglio di Pietro nel secolo appena concluso – funestato da guerre e da ideologie devastanti e disumane – sono stati mirabili “messaggeri di pace”. Essi, nel nome di Cristo, hanno coraggiosamente proclamato e difeso il bene della persona e dei popoli, i diritti umani e spirituali. Hanno operato affinché venissero riconosciuti e rispettati i diritti di ogni persona umana alla vita, alla nutrizione, a un tetto, al lavoro, all'assistenza sanitaria, alla tutela della famiglia, alla promozione dello sviluppo sociale, nel rispetto della dignità dell'uomo e della donna, creati a immagine di Dio.

Santità, messaggero di pace, possa esserLe di conforto la preghiera e l’impegno di schiere di figli e figlie, di associazioni ecclesiali, di congregazioni religiose, di tante persone di buona volontà che intendono dare sostanza con le loro opere di pace alla Vostra parola ed azione.
Per questa ragione siamo qui questa sera. Su questo impegno invochiamo la Vostra paterna benedizione.

 

 

 

 

 

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

 

 

 

 

Il Santo Padre Benedetto XVI, martedì 28 giugno, nell'Aula Paolo VI, ha rivolto un discorso ai partecipanti alla manifestazione " Tanti cuori attorno al Papa, messaggero di pace ", organizzata e promossa dalla Famiglia Orionina in collaborazione con il Sermig-Arsenale della pace, con la Protezione Civile Italiana e con i Papaboys. Il testo in italiano è quello integrale, tratto dalla registrazione televisiva, con le aggiunte extra testo del Papa.

 

 

 

Cari fratelli e sorelle!

Con grande piacere vi incontro, alla vigilia della solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo, e vi saluto tutti cordialmente. E grazie per la vostra cordialità. Saluto, in primo luogo, i Signori Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, le autorità e le varie personalità presenti. Saluto in particolare Don Flavio Peloso, che era in un tempo, per alcuni anni, collaboratore mio alla Congregazione per la Dottrina della Fede, e adesso Superiore Generale dei Figli della Divina Provvidenza, e Suor Maria Irene Bizzotto, Madre Generale delle Piccole Suore Missionarie della Carità, insieme ai rappresentanti dell'Istituto Secolare e del Movimento Laicale Orionino, che insieme formano la Famiglia orionina, promotrice di questa manifestazione voluta in anni lontani dallo stesso Fondatore, san Luigi Orione, il quale affermava, e lo abbiamo sentito dalla bocca del Superiore generale: " La festa di san Pietro è la festa del Papa " ( Lettere II, 488). Saluto, poi, il Signor Ernesto Olivero, Fondatore del SERMIG-Arsenale della Pace, il Dottor Guido Bertolaso, Capo del Dipartimento della Protezione Civile Italiana, e quanti, anche attraverso la televisione, si uniscono a questa testimonianza di devozione filiale verso il Pastore della Chiesa di Roma chiamato, come ha detto sant'Ignazio di Antiochia, a " presiedere alla carità " ( Lettera ai Romani 1,1).

Cari amici, questa sera avete dato vita ad una singolare "Festa del Papa" per portare, come diceva don Orione, "tanti cuori attorno al cuore del Papa" e rinnovare così il vostro atto di fede e di amore verso colui che la Divina Provvidenza ha voluto quale Vicario di Cristo sulla terra. Insieme al saluto di Don Flavio Peloso, che ringrazio cordialmente, ho poc'anzi ascoltato con viva attenzione le parole di san Luigi Orione. Egli parla con vibrante affetto della persona del Papa, riconoscendone il ruolo non solo in seno alla Chiesa ma anche al servizio dell'intera famiglia umana.

" Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa " ( Mt 16,18). Con queste parole Gesù si rivolge a Pietro dopo la sua professione di fede. È lo stesso discepolo che poi lo rinnegherà. Perché allora viene definito "roccia"? Non certo per la sua personale solidità. "Roccia" è piuttosto nomen officii : cioè titolo non di merito, ma di servizio, che definisce una chiamata e un incarico di origine divina, cui nessuno è abilitato semplicemente in virtù del proprio carattere e delle proprie forze. Pietro, che titubante affonda nelle acque del Lago di Tiberiade, diventa la roccia su cui il divin Maestro poggia la sua Chiesa.

È questa la fede che voi volete riaffermare rinnovando la vostra adesione al Successore di Pietro. Sono certo che anche questa gioiosa e multiforme manifestazione artistica e spirituale, che vi ha visto confluire da varie nazioni del mondo, vi aiuterà a crescere nell'amore e nella fedeltà alla Chiesa e nella docile obbedienza ai suoi Pastori, seguendo gli insegnamenti e l'esempio del vostro santo Fondatore. Il Papa vi è grato per le vostre preghiere - e ne ha bisogno -; è grato per il vostro affetto e vi esprime apprezzamento per le tante imprese di bene che in Italia e nel mondo andate svolgendo con spirito ecclesiale. " Opere di carità ci vogliono – affermava san Luigi Orione – esse sono la migliore apologia della fede cattolica " ( Scritti 4, 280). Esse infatti traducono, e in qualche modo rivelano, nella storia umana, la grazia della salvezza, della quale la Chiesa è sacramento e rendono visibile e toccabile questa grazia e la presenza del Signore nella carità dei suoi.

Questa sera avete voluto mettere al centro dell'attenzione un particolare aspetto del ministero del Successore di Pietro, cioè quello di essere "messaggero di pace". È un compito specifico che si riallaccia alla consegna di Gesù ai suoi Apostoli nel Cenacolo, dove ha detto, " Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi " ( Gv 14,27). L'impegno della Chiesa per la pace è innanzitutto di natura spirituale. Consiste nell'indicare presente Gesù, il Risorto, Principe della pace, e nell'educare alla fede, dalle cui sorgenti scaturiscono feconde energie di pace e di riconciliazione. Dobbiamo rendere grazie a Dio per i pensieri e per le opere di pace che le Comunità cristiane, gli Istituti religiosi e le Associazioni di volontariato sviluppano con tanta vitalità in ogni parte del mondo. Come non profittare della vostra presenza per rendere omaggio ai tanti silenziosi "costruttori di pace" che, attraverso la loro testimonianza e il loro sacrificio, si adoperano per promuovere il dialogo fra gli uomini, per superare ogni forma di conflitto e di divisione, per fare della nostra terra una patria di pace e di fraternità per tutti gli uomini? " Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio " ( Mt 5,9), ha detto il Signore nel Sermone della Montagna. Quanto attuale e necessaria è questa beatitudine!

      Continuate, cari amici, ciascuno nel proprio campo e secondo le proprie possibilità, ad offrire la vostra collaborazione per la salvaguardia della dignità di ogni uomo, per la difesa della vita umana e al servizio di una decisa azione di autentica pace in ogni ambito sociale. Rivolgo questo invito specialmente a voi, cari giovani, che vedo numerosi. Grazie per il vostro impegno e per il vostro zelo. Amava ripetere l'amato mio predecessore Giovanni Paolo II, del quale proprio oggi, in questo momento, inizia nella Basilica di San Giovanni il processo di beatificazione, che voi giovani siete la speranza e il futuro della Chiesa e dell'umanità. Nel cuore di ciascuno cresca pertanto sempre più la volontà di dar vita a un mondo di vera e stabile pace.

      Affido questi auspici all'intercessione di san Luigi Orione e soprattutto della Vergine Maria, Regina della pace. Sia Lei a benedire e confortare gli sforzi generosi di quanti si dedicano senza risparmio all'edificazione della pace sui saldi pilastri della verità, della giustizia, della libertà e dell'amore. Accompagno questi voti con l'assicurazione di uno speciale ricordo nella preghiera, mentre di cuore imparto a tutti la Benedizione Apostolica.

 

 

DISCURSO DO PAPA BENTO XVI

28 de Junho de 2005

Prezados Irmãos e Irmãs

É com grande prazer que me encontro convosco, na véspera da solenidade dos Santos Apóstolos Pedro e Paulo; saúdo-vos a todos cordialmente. Obrigado pela vossa presença. Em primeiro lugar, dirijo a minha saudação aos Senhores Cardeais, aos Bispos, aos sacerdotes, às autoridades e às várias personalidades aqui presentes. Saúdo em particular o Pe. Flávio Peloso, que foi durante alguns anos colaborador meu na Congregação para a Doutrina da Fé e agora Superior-Geral dos Filhos da Providência Divina, e a Ir. Irene Bizzotto, Madre-Geral das Pequenas Irmãs Missionárias da Caridade, juntamente com os representantes do Instituto Secular e do Movimento Laical Orionita, que em conjunto formam a Família Orionita, promotora desta manifestação já antigamente desejada pelo vosso próprio Fundador, São Luís Orione, que afirmava: "A festa de São Pedro é a festa do Papa" (Cartas II, 488). Além disso, saúdo o Senhor Ernesto Olivero, Fundador do SERMIG-Arsenal da Paz; o Dr. Guido Bertolaso, Chefe do Departamento da Protecção Civil Italiana; e quantos, também através da televisão, se unem a este testemunho de devoção filial para com o Pastor da Igreja que está em Roma, chamado a "presidir na caridade" (Santo Inácio de Antioquia, Carta aos Romanos, 1, 1).

Caros amigos, nesta tarde destes vida a uma singular "festa do Papa" para levar, como dizia Dom Orione, "muitos corações ao coração do Papa" e renovar assim o vosso acto de fé e de amor por aquele que a Providência Divina desejou como Vigário de Cristo na terra. Juntamente com a saudação do Pe. Flávio Peloso, a quem agradeço cordialmente, há pouco ouvi com profunda atenção as palavras de São Luís Orione. Ele falava da pessoa do Papa com afecto vibrante, reconhecendo o seu papel não apenas no seio da Igreja, mas inclusive no serviço a toda a família humana.

"Tu és Pedro, e sobre esta pedra edificarei a minha Igreja" ( Mt 16, 18). É com estas palavras que Jesus se dirige a Pedro, depois da sua profissão de fé. É o mesmo discípulo que, em seguida, O negará. Então, por que motivo é definido como "rocha"? Certamente não é pela sua determinação pessoal. "Rocha" é sobretudo o nomen officii: ou seja, não um título de mérito, mas de serviço, que define um chamamento e um encargo de origem divina, para o qual ninguém é habilitado simplesmente em virtude do seu carácter e das suas próprias forças. Pedro, que titubeia e afunda nas águas do lago de Tiberíades, torna-se a rocha sobre a qual o Mestre divino alicerça a sua Igreja. Esta é a fé que vós desejais confirmar, renovando a vossa adesão ao Sucessor de Pedro. Estou convicto de que também esta jubilosa e multiforme manifestação artística e espiritual, que vos viu confluir de várias nações do mundo, há-de ajudar-vos a crescer no amor e na fidelidade à Igreja e na dócil obediência aos seus Pastores, seguindo os ensinamentos e o exemplo do vosso santo Fundador. O Papa agradece-vos as vossas orações tenho necessidade delas! e o vosso afecto, enquanto vos manifesta apreço pelas numerosas obras de bem que, na Itália e no mundo inteiro, continuais a realizar com espírito eclesial. "Há necessidade de obras de caridade afirmava São Luís Orione pois elas são a melhor apologia da fé católica" ( Escritos 4, 280). Com efeito, tais obras traduzem e de certa maneira revelam, na história humana, a graça da salvação, cujo sacramento para todo o género humano é a Igreja.

Nesta tarde desejastes colocar no centro da atenção um aspecto particular do ministério do Sucessor de Pedro, o de ser "mensageiro de paz". Trata-se de uma tarefa específica, que se refere ao mandato de Jesus aos seus Apóstolos no Cenáculo: "Deixo-vos a paz; dou-vos a minha paz. Não é como a do mundo, que Eu vo-la dou" ( Jo 14, 27). O compromisso da Igreja em prol da paz é sobretudo de natureza espiritual. Consiste em indicar a presença de Jesus, o Ressuscitado, o Príncipe da Paz, e em educar para a fé, de cujas nascentes brotam fecundas energias de paz e de reconciliação. Devemos dar graças a Deus pelos pensamentos e pelas obras de paz que as Comunidades cristãs, os Institutos religiosos e as Associações de voluntariado desenvolvem com tanta vitalidade em todas as partes do mundo. Como deixar de aproveitar o ensejo da vossa presença aqui, para prestar uma homenagem aos numerosos e silenciosos "construtores de paz" que, através do seu testemunho e do seu sacrifício, se comprometem em promover o diálogo entre os homens, para ultrapassar todas as formas de conflito e de divisão, em vista de fazer da nossa terra uma pátria de paz e de fraternidade para todos os homens? "Bem-aventurados os pacificadores, porque serão chamados filhos de Deus" ( Mt 5, 9). Como é actual e necessária esta bem-aventurança! Continuai, dilectos amigos, cada qual no campo que lhe é próprio e em conformidade com as suas possibilidades individuais, a oferecer a vossa colaboração para a salvaguarda da dignidade de cada homem, para a protecção da vida humana e ao serviço de uma decidida acção de paz autêntica em todos os âmbitos da sociedade.

Dirijo este convite de maneira especial a vós, estimados jovens, que hoje vejo tão numerosos.

Obrigado pelo vosso compromisso. O meu amado predecessor João Paulo II, cujo processo de beatificação está a começar precisamente neste momento, gostava de reiterar que vós jovens sois a esperança e o futuro da Igreja e da humanidade. Por conseguinte, que no coração de cada um cresça cada vez mais a vontade de dar vida a um mundo de paz genuína e estável.

Confio estes bons votos à intercessão de São Luís Orione e sobretudo da Virgem Maria, Rainha da Paz. Que Ela vos abençoe e recompense os esforços generosos de quantos se dedicam sem descanso à edificação da paz sobre os pilares sólidos da verdade, da justiça, da liberdade e da caridade. Acompanho estes bons votos com a certeza de uma lembrança especial na oração enquanto, de coração, vos concedo a todos a Bênção Apostólica.

 

 

 

 

 

DISCURSO DEL SANTO PADRE BENEDICTO XVI

Martes 28 de junio de 2005

Queridos hermanos y hermanas:
Con gran placer me encuentro con vosotros, la víspera de la solemnidad de San Pedro y San Pablo, apóstoles, y os saludo a todos cordialmente. Gracias por vuestra presencia. Saludo, en primer lugar, a los señores cardenales, a los obispos, a los sacerdotes, a las autoridades y a las diversas personalidades presentes. Saludo, en particular, a don Flavio Peloso, que fué durante algunos años colaborador mio en la Congregación para la doctrina de la fe y ahora superior general de los Hijos de la Divina Providencia , y a sor Maria Irene Bizzotto, madre general de las Pequeñas Hermanas Misioneras de la Caridad , así como a los representantes del Instituto secular y del Movimiento laical orionino, que forman la familia orionina, organizadora de esta manifestación querida en años lejanos por su mismo fundador, san Luis Orione, quien afirmó: "La fiesta de san Pedro es la fiesta del Papa" ( Cartas II, 488).
Saludo, asimismo, al señor Ernesto Olivero, fundador del SERMIG-Arsenal de la paz, al doctor Guido Bertolaso, jefe del departamento de la Protección civil italiana, y a cuantos, también mediante la televisión, se unen a este testimonio de devoción filial al Pastor de la Iglesia de Roma llamado a "presidir en la caridad" (san Ignacio de Antioquía, Carta a los Romanos , 1, 1).
Queridos amigos, esta tarde habéis organizado una singular "fiesta del Papa" para llevar, como decía don Orione, "a numerosos corazones al corazón del Papa", renovando así vuestro acto de fe y de amor al que la divina Providencia ha querido que fuera Vicario de Cristo en la tierra. Además de la intervención de don Flavio Peloso, a quien doy las gracias cordialmente, he escuchado con gran atención las palabras de san Luis Orione. Habla con mucho afecto de la persona del Papa, reconociendo su papel no sólo en el seno de la Iglesia , sino también al servicio de toda la familia humana.
"Tú eres Pedro, y sobre esta piedra edificaré mi Iglesia" ( Mt 16, 18). Con estas palabras Jesús se dirige a Pedro después de su profesión de fe. Es el mismo discípulo que después lo negará. Entonces, ¿por qué, lo llama "roca"? Desde luego, no por su solidez personal. "Roca" es más bien nomen officii; es decir, no se trata de un título de mérito, sino de servicio, que define una llamada y un cargo de origen divino, para el que nadie está habilitado simplemente en virtud de su carácter y de sus propias fuerzas.
Pedro, que al dudar se hunde en las aguas del lago de Tiberíades, se transforma en la roca sobre la que el divino Maestro funda su Iglesia. Esta es la fe que queréis reafirmar renovando vuestra adhesión al Sucesor de Pedro. Estoy seguro de que también esta gozosa y multiforme manifestación artística y espiritual, para la que habéis venido de varias naciones del mundo, os ayudará a crecer en el amor y en la fidelidad a la Iglesia y en la dócil obediencia a sus pastores, siguiendo las enseñanzas y el ejemplo de vuestro santo fundador. El Papa os agradece vuestras oraciones -las necesito-, y vuestro afecto, y os expresa su aprecio por las numerosas obras de bien que, en Italia y en el mundo, realizáis con espíritu eclesial. "Hacen falta obras de caridad -afirmaba san Luis Orione-; son la mejor apología de la fe católica" ( Escritos 4, 280). En efecto, esas obras traducen, y en cierto modo revelan, en la historia humana, la gracia de la salvación, de la que la Iglesia es sacramento para todo el género humano.
Esta tarde habéis querido centrar vuestra atención en un aspecto particular del ministerio del Sucesor de Pedro, el de ser "mensajero de paz". Es una tarea específica, que guarda relación con la consigna de Jesús a sus Apóstoles en el Cenáculo: "Os dejo la paz, mi paz os doy; no os la doy como la da el mundo" ( Jn 14, 27). El compromiso de la Iglesia en favor de la paz es, ante todo, de índole espiritual. Consiste en indicar que Jesús, el Resucitado, el Príncipe de la paz, está presente, y en educar en la fe, de cuyos manantiales brotan fecundas energías de paz y reconciliación. Debemos dar gracias a Dios por los proyectos y las obras de paz que las comunidades cristianas, los institutos religiosos y las asociaciones de voluntariado realizan con tanta vitalidad en todas las partes del mundo.
¡Cómo no aprovechar vuestra presencia para rendir homenaje a los numerosos y silenciosos "constructores de paz" que, con su testimonio y su sacrificio, se esfuerzan por promover el diálogo entre los hombres, por superar todas las formas de conflicto y división, y por hacer de nuestra tierra una patria de paz y fraternidad para todos los hombres! "Bienaventurados los que trabajan por la paz, porque ellos serán llamados hijos de Dios" ( Mt 5, 9). ¡Cuán actual y necesaria es esta bienaventuranza!
Queridos amigos, seguid ofreciendo, cada uno en su campo y según sus posibilidades, vuestra colaboración a la salvaguardia de la dignidad de todo hombre, a la defensa de la vida humana y al servicio de una firme acción de auténtica paz en todos los ámbitos sociales. Os dirijo esta invitación especialmente a vosotros, queridos jóvenes, que habéis venido en gran número: gracias por vuestro compromiso.
Mi amado predecesor Juan Pablo II, cuya causa de beatificación se inicia precisamente en este momento, solía repetir que los jóvenes sois la esperanza y el futuro de la Iglesia y de la humanidad. Por tanto, ojalá que en el corazón de cada uno crezca cada vez más la voluntad de construir un mundo de paz verdadera y estable.
Encomiendo estos sentimientos a la intercesión de san Luis Orione y sobre todo de la Virgen María , Reina de la paz. Que ella bendiga y apoye los esfuerzos generosos de cuantos se dedican incansablemente a la edificación de la paz sobre los sólidos pilares de la verdad, la justicia, la libertad y el amor. Acompaño estos deseos con la seguridad de un recuerdo especial en la oración, a la vez que de corazón imparto a todos la bendición apostólica.

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