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Messaggi don Orione
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1. INTERVISTA A CHIARA LUBICH

2. LETTERA DEL SUPERIORE GENERALE

3. IL CARD. BERTONE RICORDA DON ORIONE NELL'OMELIA DEI FUNERALI DI CHIARA LUBICH


INTERVISTA A CHIARA LUBICH:
IL CARISMA DELL'UNITÀ

 

Chiara Lubich è morta il 14 marzo 2008. La fondatrice di Focolarini aveva rilasciato poco più di un mese prima la sua ultima intervista alla rivista “Don Orione oggi”, mensile dell'Opera Don Orione. Nell'intervista risponde in sintesi alla domanda “Qual è il carisma dei Focolari?”. E ringrazia la Congregazione orionina per alcune collaborazioni.

 

di Gianluca Scarnicci



1. In quali circostanze è nato il movimento dei focolari?
Erano i tempi di guerra. Tutto crollava: case, scuole, persone care, anche i nostri sogni per l'avvenire. Il Signore pronunciava coi fatti una delle sue eterne parole: “Tutto è vanità, nient'altro che vanità…”. È stato sullo sfondo di quella devastazione che è nato il nostro ideale di unità.

2. Qual è stata l'ispirazione per fondare un nuovo Movimento che si è sviluppato e diffuso non solo all'interno della Chiesa cattolica, ma anche nelle altre Chiese e nella società?
È proprio nel clima di odio e violenza del secondo conflitto mondiale che si è accesa la scintilla ispiratrice: l'incontro con Dio Amore. Ricordo quel momento: un sacerdote mi chiede di offrire un'ora della mia giornata per le sue intenzioni. Rispondo: “Anche tutta la giornata!” Colpito da questa generosità giovanile, mi dice: “Si ricordi che Dio la ama immensamente”. Dio mi ama immensamente! Quel Dio che vedevo lontano, lo scopro vicino, Padre. Tutto nella mia vita cambia. Dio è Amore! Nel cuore di quell'immane
tragedia si fanno strada una speranza, una forza, una sicurezza mai sperimentate prima. Comunico questa novità a quanti conosco. È ben presto condivisa da altre giovani. La riscoperta del Padre ci apre alla riscoperta dei
fratelli, del Suo piano di unità sulla famiglia umana iscritto nel Vangelo. Quelle parole, lette nei rifugi, si illuminano di una luce nuova. Ed una forza, pensiamo dello Spirito, ci spinge a metterle in pratica con radicalità.
E mentre si credeva di vivere semplicemente il Vangelo, inavvertitamente lo Spirito ci andava sottolineando alcune Parole che dovevano diventare i principi operanti di una nuova corrente spirituale: la spiritualità dell'unità, che con gli anni si rivela sempre più universale. È condivisa in vario modo non solo da cattolici e cristiani di altre Chiese, ma anche da seguaci di altre religioni e da persone senza una fede religiosa, coinvolte nell'unico obiettivo di contribuire a creare ovunque spazi di fraternità, per ricomporre in unità la famiglia umana.

3. Quale è il carisma dei Focolarini?
L'unità, appunto. Ci appare chiaro da quando - agli inizi degli anni '40 - quel giorno, a Trento, in un rifugio antiaereo, insieme alle mie prime compagne, apro a caso il Vangelo alla pagina del testamento di Gesù: “Padre… che
tutti siano una cosa sola”. Quelle parole, prima quasi ignote, sono brillate come sole nella notte. Per quella pagina eravamo nate! Quel “tutti” sarebbe stato il nostro orizzonte, quel progetto di unità, la ragione della nostra vita.
Proprio in quel tempo di guerra, la più lacerante delle divisioni, intuiamo che sta per nascere qualcosa di universale che avrebbe raggiunto i confini del mondo e illuminato politica ed economia, scienza e arte.
Quel comandamento che Gesù dice suo e “nuovo”: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, ci appare non solo il cuore del Vangelo, ma il dinamismo della vita stessa della Trinità, la legge del Cielo per ricomporre uomini e cose nell'ordine nuovo dell'amore, nell'unità. Da allora, l'unità è diventata la nostra passione. Da allora diventa nostro motto: “far dell'unità tra noi il trampolino per correre dove non c'è e farla”. Abbiamo una certezza: “tutti saranno uno, se noi saremo uno”. Non possiamo fare un passo se non siamo unite dalla mutua carità: “… ante omnia mutuam et continuam caritatem …” Gesù ci ha indicato la misura di questo amore: “dare la vita”. Scrivevo agli inizi degli anni '40 a chi con noi aveva iniziato questa avventura: “Sapiente è chi muore al proprio io per lasciar vivere in sé Dio! L'unità anzitutto! Poco contano le discussioni, le questioni anche più sante, se non diamo vita a Gesù fra noi…”.
Sì, l'unità fa sperimentare la presenza spirituale di Gesù fra noi, come lui stesso ha promesso quando “due o tre” sono riuniti nel Suo nome” (cf Mt 18,20). E Lui ci fa compartecipi della sua luce, della sua forza, del suo amore e risponde alla sete di Dio, di pace e di unità sempre più diffusa a tutte le latitudini.
Ma questa via dell'unità non ci sarebbe se lo Spirito Santo non ci avesse fatto penetrare nel mistero di Gesù che in croce giunge a gridare: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. È la sua passione interiore, è la sua notte
più nera. Infinito mistero, dolore abissale che Gesù ha provato come uomo, e che dà la misura del suo amore per noi uomini: ha voluto prendere su di sé la separazione che ci teneva lontani dal Padre e tra noi, colmandola. Ogni divisione, trauma, dolore fisico, morale, spirituale ci appare come un'ombra del suo grande dolore, da amare, volere per dare la Vita a molti. Sì, perché Gesù, superato quell'immenso dolore, ci ha riportati nel seno del Padre e nel
reciproco abbraccio.

4. In questi ultimi mesi, sia a livello ecclesiale che politico, si è parlato di famiglia. Qual è il suo ruolo all'interno del Movimento da lei fondato?
Sin dall'inizio degli anni ‘50, per l'incontro con Igino Giordani, uno dei maggiori uomini di cultura del Novecento, padre di 4 figli, ora servo di Dio, sposati assetatiì di santità sono innestati nel focolare, che è il cuore dell'intero movimento, piccole comunità di laici, uomini o donne, totalmente donati a Dio, impegnati innanzitutto a mantener viva la presenza di Gesù con il reciproco amore. Ben esprime questa sete spirituale Igino Giordani stesso:
“Ero innamorato di tutti i Padri della Chiesa. Il Crisostomo voleva fare una società di cristiani in cui anche i coniugati, vivessero da monaci. Mi pareva che questi grandi ideali fossero appartenuti ai primi tempi della Chiesa e che ai tempi attuali ormai bisognasse accontentarsi delle briciole.
Noi sembravamo il proletariato spirituale...”. Grande è l'apporto degli sposati alla vita del focolare: sono le finestre aperte sul mondo. Per lo scambio di doni con i focolarini consacrati nella verginità, gli sposati tendono continuamente a fare della propria casa un luogo della presenza di Dio, un ‘focolarè, da cui irradiare sul mondo gli effetti di un vissuto familiare improntato al Vangelo. Infatti sono proprio i focolarini sposati i primi animatori del Movimento Famiglie Nuove, che ha appena compiuto 40 anni di vita ricca di frutti.


5. Ha mai conosciuto il carisma e l'opera di San Luigi Orione?
Molte sono state le occasioni per un reciproco scambio di doni. Grazie alla grande generosità della Famiglia Orionina, da alcuni anni possiamo usufruire - per la formazione dei membri del Movimento del Piemonte e Liguria - di Villa
Moffa, il complesso edilizio che sorge nei pressi di Bra (Piemonte) e che, come vi è ben noto, è stato il primo noviziato, acquistato e abitato dallo stesso Don Orione. Un dono particolarmente prezioso. I santi lasciano sempre un'orma anche tra le mura da loro abitate. E questa sacralità è avvertita tutt'oggi da chi è ospitato in questa casa. Avvertono la grazia di quella speciale benedizione invocata da Don Orione su “tutti quelli che abiteranno o metteranno piede” in questa casa. E non è un caso isolato. In molte città d'Italia godiamo dell'ospitalità delle vostre case per Mariapoli o altre iniziative del Movimento. Mentre, come avviene anche per altre congregazioni religiose, figli e figlie di Don Orione riscoprono il loro fondatore e il loro carisma attingendo alla spiritualità dell'unità dei Focolari. È la meraviglia dell'amore scambievole, la linfa vitale del Corpo Mistico di Cristo.

 

LETTERA DI DON FLAVIO PELOSO

Appena saputo della morte di Chiara Lubich, il superiore generale Don Flavio Peloso, ha inviato una lettera di cordoglio e di vicinanza al Movimento dei Focolari

 

 

14 marzo 2008

Carissimi fratelli e sorelle del Movimento dei Focolari

Ricevo la notizia della morte di Chiara Lubich. Mi unisco nella preghiera per ringraziare il Signore per questa Donna, una scintilla di Carità che ha incendiato di Gesù tanti cuori in tutto il mondo. Anch'io personalmente ho beneficiato della parola e della fede di Chiara che ha messo Gesù al centro della sua vita e in mezzo a tutte le sue relazioni.

Mi unisco al Movimento dei Focolari che piange la perdita della Sorella e Madre assicurando preghiera affinché possa continuare a sviluppare il prezioso carisma dell'Unità ricevuto e condiviso da vicino con tale santo modello di vita.

 

Ricordo la riconoscenza di Chiara per alcune collaborazioni della nostra Congregazione date per le attività del Movimento espressa, non più di un mese fa, in una piccola intervista pubblicata proprio nel numero di marzo della nostra rivista “Don Orione oggi”. “ È la meraviglia dell'amore scambievole – commentava – la linfa vitale del Corpo Mistico di Cristo ”.

Maria, Madre desolata ai piedi della croce e testimone del Risorto, vi conforti e accompagni sempre.

Con stima e affetto,

Don Flavio Peloso,
Superiore generale e la Congregazione di Don Orione

 

OMELIA DEL CARD. TARCISIO BERTONE

Il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato, ha voluto ricordare nell'omelia delle esequie, la fondatrice dei Focolari, scomparsa il 14 marzo scorso, all'età di 88 anni. Il XX secolo, ha affermato il porporato, "non dovrà essere ricordato solo per le meravigliose conquiste conseguite nel campo della tecnica e della scienza e per il progresso economico che però non ha eliminato, anzi talora ha persino accentuato l'ingiusta ripartizione delle risorse e dei beni tra i popoli; non passerà alla storia solo per gli sforzi dispiegati per costruire la pace che purtroppo non hanno impedito crimini orrendi contro l'umanità e conflitti e guerre che non smettono di insanguinare vaste regioni della terra" .

"Il secolo scorso, pur carico di non poche contraddizioni - ha aggiunto il cardinale - è il secolo in cui Dio ha suscitato innumerevoli ed eroici uomini e donne che, mentre lenivano le piaghe dei malati e dei sofferenti e condividevano la sorte dei piccoli, dei poveri e degli ultimi, dispensavano il pane della carità che sana i cuori, apre le menti alla verità, restituisce fiducia e slancio a vite spezzate dalla violenza, dall'ingiustizia, del peccato: alcuni di questi pionieri della carità la Chiesa li addita già come santi e beati: don Guanella, don Orione, don Calabria, Madre Teresa di Calcutta ed altri ancora ".

Nel XX secolo, infatti, sono nati anche nuovi Movimenti ecclesiali e Chiara Lubich, ha sottolineato il card. Bertone, "trova posto in questa costellazione con un carisma che le è del tutto proprio e che ne contraddistingue la fisionomia e l'azione apostolica. La fondatrice dei Focolari” , ha osservato il porporato, " con stile silenzioso ed umile, non crea istituzioni di assistenza e di promozione umana, ma si dedica ad accendere il fuoco dell'amore di Dio nei cuori. Suscita persone che siano esse stesse amore, che vivano il carisma dell'unità e della comunione con Dio e con il prossimo; persone che diffondano 'l'amore - unita" facendo di se stessi, delle loro case, del loro lavoro un 'focolarè dove ardendo l'amore diventa contagioso e incendia quanto sta accanto. Missione questa possibile a tutti perchè il Vangelo è alla portata di ognuno: vescovi e sacerdoti, ragazzi, giovani e adulti, consacrati e laici, sposi, famiglie e comunità, tutti chiamati a vivere l'ideale dell'unita" '.

Bertone ha poi messo in luce la forza e la vitalità del Movimento che, ha rilevato, " nel clima di rinnovamento suscitato dal pontificato del beato Giovanni XXIII e dal Concilio Vaticano II trovò fertile terreno la sua coraggiosa apertura ecumenica e la ricerca del dialogo con le religioni ".

Il Cardinale ha ricordato in particolare l'intuizione dell" economia di comunione nella liberta ", che prospettava " una nuova teoria e prassi economica basata sulla fraternità, per uno sviluppo sostenibile a vantaggio di tutti". " Volesse il Signore - è stato l'auspicio del cardinale - che tanti studiosi e operatori economici assumessero l'economia di comunione come una risorsa seria per programmare un nuovo ordine mondiale condiviso ". Così ha concluso, " Oggi, a noi, specialmente ai suoi figli spirituali, tocca il compito di proseguire la missione da lei iniziata. Dal Cielo, dove amiamo pensare che sia accolta da Gesu' suo sposo, continuerà a camminare con noi e ad aiutarci " .

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Buonanotte del 26 marzo 2019