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Messaggi don Orione
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Autore: Giulia Provinciali

Il 4 agosto 1908, moriva il Servo di Dio Don Gaspare Goggi. Viene ricordato con un breve profilo di vita e tre scritti significativi.

E vedevo senza velami
il mistero e il perché della vita,
la quale non è altro che amore”.

(Don Gaspare Goggi)

 

DON GASPARE GOGGI, “L'UNIVERSITARIO DI DIO”

di Giulia Provinciali

Nella vita di una persona può bastare un incontro di pochi istanti con un'anima capace di scaldare il cuore, per porre in crisi le umane certezze, e per spingere ad interrogarsi sul senso della vita e sul significato dato ad ogni azione quotidiana. L'incontro tra due anime disposte al bene, per quanto possa – a futura memoria – sembrare cosa comune, porta – nel presente – a leggere lo straordinario nell'ordinario: il cuore accoglie, con sincerità, il tocco divino nella esistenza umana, quale seme che la feconda di sovrumana bellezza. Così, da un incontro può nascere, a volte, il desiderio di mutare radicalmente i propri costumi, volgendoli ad una forma di autentico bene; o, altre volte, senza mutare le proprie abitudini, l'essere umano risulta capace di dare una nuova luce alla propria intelligenza, sì che, comunque, tutta la sua vita appare trasformata.

Mi piace leggere questo nell'incontro tra Gaspare Goggi e don Orione.

Gaspare Goggi studente universitarioFiglio di Angela Borgarelli e Giuseppe Goggi, Gaspare nasce a Bozzolo Formigaro (AL) il 6 gennaio 1877, terzo di cinque figli. L'incontro con don Orione avviene quando Gaspare, quindicenne, varca per la prima volta la soglia dell'Oratorio “San Luigi”, in Tortona: da quel giorno dell'ottobre 1892 tutto del giovane chierico Orione – l'apostolato che già svolgeva a favore dei poveri, dei carcerati, dei malati, l'attività dell'Oratorio, il progetto di fondare una Famiglia religiosa incentrata sulla fedeltà al “dolce Cristo in terra” – tutto questo avvolge la persona di Gaspare Goggi che, terminati lodevolmente gli studi ginnasiali, decide di seguire il chierico – fondatore: è l'ottobre del 1894.

Luigi Orione, che già ne aveva scrutato l'anima, il cuore, la persona, traccia così il programma del cammino di formazione di Goggi, sintetizzandolo in cinque parole: “prima professore e poi sacerdote”.

Così, nell'ottobre del 1897, Gaspare si sposta a Torino per seguire gli studi universitari. Qui incontra una schiera di personaggi i cui nomi sarebbero poi stati scritti nell'agiografia cristiana: Madre Teresa Michel e Don Michele Rua sono solo due esempi. Il 18 luglio 1901 consegue brillantemente la laurea in Lettere e Filosofia, con una tesi su “Innocenzo III e gli eretici della Francia Meridionale”, la discussione della quale l'aveva visto trionfare quale “difensore della Verità” contro la provocante quanto distorta “fantasia” di un commissario che tentava di strumentalizzare il pensiero di San Tommaso.

Durante gli studi universitari, Goggi inizia anche quelli ecclesiastici, sì che l'8 dicembre 1901 può ricevere a Tortona da Monsignor Bandi l'abito clericale. Il 15 marzo 1902 riceve, invece, da Monsignor Daffra – Vescovo di Ventimiglia – la Tonsura e gli Ordini Minori. Il 6 settembre 1903 è il giorno della sua ordinazione sacerdotale: nella medesima data emette nelle mani di don Orione la professione perpetua. E' il primo figlio della Divina Provvidenza, considerato che la Piccola Opera della Divina Provvidenza era stata riconosciuta solo qualche mese prima – il 21 marzo 1903 – dal Vescovo di Tortona.

Don Gaspare Goggi realizza il suo desiderio e la promessa fatta a don Orione: “prima professore e poi sacerdote”.

Quale Figlio spirituale di don Orione segue fedelmente le orme del Padre. A Sanremo è educatore (1903 – 1904), così come don Orione iniziava la sua vocazione tra fanciulli poveri e bisognosi di tutto, avviandoli a sicura istruzione, molti dei quali alla vita religiosa; a Roma è rettore di sant'Anna in Vaticano (1904 – 1908), vicino al “dolce Cristo in terra”, soldato di un esercito di carità, fedele alla Chiesa ed al Papa. Sacerdote dal cuore tutto devoto a Cristo, alla Madonna e alla Chiesa è, insieme a don Sterpi, pilastro della Congregazione, nel quale don Orione aveva riposto le più belle speranze: “Credo che il Signore mi abbia dato voi due – dirà don Orione – che vi intendete e vi amate così bene, affinché me ne serva come di due braccia, uno per la pietà, l'altro per lo studio”.

Davvero Goggi è, per don Orione, un “braccio per lo studio”. In occasione della partecipazione del Fondatore al Congresso Salesiano degli Oratori festivi e delle Scuole di religione, tenutosi a Faenza dal 25 al 28 aprile 1907, preparerà per il don Orione questa minuta: “Lo Stato moderno va' man mano confiscando, in nome e per impulso di sette che, per antifrasi, si dicono liberali, ogni genere di libertà. La tirannia di questo nuovo mostro si manifesta più inesorabile là dove natura e ragione reclamano più imperiosamente, e con maggiori diritti, un largo uso di bene intesa libertà. A nessuno di noi sono ignoti gli sforzi generosi e incessanti, opposti sin da principio, e continuamente, da valorosi campioni di parte nostre, e per impedire allo stato laico il monopolio dell'insegnamento” . (2)

Per don Goggi, in particolare, essere sacerdote e professore pare costituire un'unica componente della sua persona. La sua attenzione agli ultimi passa dalla conoscenza della Verità, dallo studio dei testi dei padri della Chiesa, dalla elaborazione in chiave autentica, ispirata ed attenta ai bisogni del popolo, di concetti facilmente strumentalizzabili dai laici schierati, cultori di alcune discipline. Lascerà scritto : “(…) Ah! Povera gente, che volete parlare di giustizia e cominciate col negare Dio, che ne è la base e la vita futura, che ne forma il compimento! Ascoltate, o traviati, le parole di un Dio alle turbe assetate di pace e di giustizia: “Venite a me, o voi tutti, che siete affaticati e tribolati, ed io vi ristorerò. (…). A ciascuno io renderò secondo il proprio merito, e maggiori frutti esigerò da colui al quale sarò stato più largo in benefizi”. (…) Amate voi sinceramente l'uguaglianza? Ebbene, l'unica via che ad essa possa condurvi, senza aberrazioni e, soprattutto, senza ingiustizia, è quella tracciata da Cristo. (3) Quanto avrebbe da dire oggi don Goggi nella nostra cultura, dominata dall'individualismo, nella quale, in nome di una libertà inebriata da un personale ed effimero piacere si calpesta troppo spesso la cultura della vita e si oscura la passione per l'altro, specie se debole e senza voce…

Il 1908 è l'anno dell'accentuarsi dello stato di esaurimento che aveva debilitato il corpo di Goggi, già provato da una salute mai eccellente e stabile che, tra la primavera e l'estate di ogni anno, lo portava ad un lieve calo di forze e di peso. “Solo con Dio solo” , come ripeteva alla sorella, muore alle 19,20 del 4 agosto, a 31 anni di età, “il nostro don Gaspare Goggi, primo Figlio della Divina Provvidenza, era mente eletta, tempra di santo tanto pio quanto dotto che morì in concetto di santità… morto consumato da troppe fatiche. Vero servo di Dio, amò molto la Madonna , il Papa” . (4) Don Orione descrive questo suo primo diletto figlio come “una delle più grandi colonne della nostra Congregazione ” e, tra le lacrime, ricorda: “E' morto nell'anno 1908. in quell'anno mi è morta mia madre, ed è morto Don Goggi. E l'ho pianto, l'ho pianto, l'ho pianto tanto, Don Goggi, l'ho pianto più di mia madre. E non c'è volta che lo ricordi e che non mi senta commosso. Ei vi dico che non mi sono mai raccomandato a lui, privatamente, che io non ottenessi quanto avevo chiesto”.

Gaspare Goggi che era riuscito a sottomettere il carattere fortissimo degli anni giovanili e a riconoscere la volontà di Dio, fa' della sua vita e, in particolare, del suo ultimo anno, un “olocausto” al Signore, accettando la sofferenza e la morte in perenne offerta e preghiera. La Congregazione , in un anno particolarmente tribolato, perde prematuramente una delle sue più belle speranze. Resta la certezza che, nel mistero del disegno divino, “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza … intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i nostri cuori sa cosa desideri lo Spirito, perchè egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio” . (5)

 

 

TRE SCRITTI DI DON GASPARE GOGGI

Studiare gli scritti di un uomo può aiutarci a conoscerlo. Ecco alcune lettere tra le tante scritte da don Goggi: danno la visione della profondità umana e spirituale del sacerdote umile e col cuore rivolto al cielo, dell'amico innamorato del prossimo e dell' “universitario di Dio”, appassionato della conoscenza e della Verità.

 

I. Sacerdote umile e col cuore rivolto al cielo

Questo testo (6) permette di descrivere don Goggi quale sacerdote che vive di Dio e della frequente comunione con Gesù Eucaristia. Solo attraverso una comunione con Lui si può “diventare Gesù”, percorrendo la via dell'Amore quale strada più sicura per raggiungere e “toccare” il cuore dell'altro.

“Gesù mio, conosco quanto è grande la mia insipienza e la mia miseria, perché senza di Te, fonte di vita, non è che morte sulla terra. Da Te, fonte di vita, emana la luce e il calore che infiamma e rischiara le fredde tenebre del mondo: la luce tua è sapienza che all'umile si rivela con abbondanza, il tuo calore è carità che non vede limiti, che abbraccia cielo e terra, unisce la creatura al creatore, riconcilia il peccatore con la Giustizia offesa. Orribili sono i miei peccati, ma il Tuo Sangue è sufficiente lavacro alle iniquità degli uomini. Ritorno a Te, e alle beffe del mondo, che mi dirà incapace di vivere, sarà compenso grandissimo la pace che troverò sul tuo Cuore Divino, Don Gaspare Goggi ”.

 

II. Amico, innamorato del prossimo

Don Goggi scrive questa lettera (7) all'amico Alberto Roella, al quale acutamente suggerisce di arrivare a Cristo attraverso l'amore. Non disprezzando il mondo, ma operando in esso il bene, tenendo sempre presente che “per operare il bene, è necessario amare”. Sembra di sentire don Orione, che avrebbe di lì a poco proclamato: “Dobbiamo riempire d'amore i solchi che dividono gli uomini, ripieni di odio e di egoismo”.

“Hai distaccato il tuo cuore dal mondo, perché le sue gioie ti parvero indegne della dignità di un uomo; hai respinto da te la gloria perché ti si offriva a patti indecorosi per la tua coscienza: ma non basta. Non basta disprezzare il male; non basta neppure ammirare la grandezza, la sapienza e la magnificenza di Dio creatore: bisogna operare il bene, e, per operare il bene, è necessario amare.

I prodigi del Divin Maestro tra gli uomini commuovevano ancora per la loro grandezza. Ogni azione di Cristo è improntata al più caldo amore per l'umanità infelice; la sua legge è legge di amore. E' inutile, mio caro, col cuore vuoto non si può vivere: così tra il mondo e Gesù Cristo, disprezzando l'uno senza amare l'altro, non puoi durare a lungo; e finirai per cadere tra le spire del senso, se non solleverai presto il tuo spirito a Dio. Considera queste cose, e amami in Cristo. Don Gaspare Goggi ”.

 

III. “Universitario di Dio”, appassionato della conoscenza e della Verità

Questo testo (8) riprende l'argomento principe della Tesi di laurea di Goggi, relativa ad “Innocenzo III e gli eretici della Francia meridionale”. La Chiesa difende, attraverso i secoli, il sacro deposito della dottrina affidatole da Dio circondando il dogma con il fulgore della virtù dei Santi (9). Quando si trattava di difendere la fede ed il pensiero cristiano, don Goggi non conosceva esitazioni: davvero era, come lo desiderava don Orione, l' “universitario di Dio”.

“L'errore cammina, e cagiona l'immoralità che ci ammorba. Ma Tu, potente Iddio, che in ogni tempo suscitasti opportunatamente strenui difensori della santa Verità, armaci alla lotta ché noi siamo servi pusillanimi, e di nostro non abbiamo che il peccato. Dio, che per carità Ti umanasti, infondi in noi l'amore del prossimo così che la gente ti ami e sia salva.

Dio, che ispirasti gli oracoli dei profeti, illumina le menti nostre appena sottratte dal dubbio atroce, affinché si verifichi ciò che sta scritto: “Sperderò la saggezza dei savi e rigetterò la prudenza dei prudenti”.

Il mondo è pieno di codesti stolti sapienti e di codesti prudenti falsi, e la povera gioventù corre incantata dietro la peste del male esempio.

O Signore, contro il potere delle tenebre, che si è scatenato, suscita la schiera degli eletti tuoi figli della luce e dà loro il lume che copioso donasti al Tuo servo Agostino; la sapienza di cui inondasti San Tommaso; il serafico ardore di cui facesti ricco il poverello di Assisi. Don Gaspare Goggi”.

 

N O T E ______________________________________________________

 

1. Dalla Lettera all'amico Alberto Roella, Bettole, 22 agosto 1900. Estratta da: Don Gaspare Goggi, “Primo Figlio della Divina Provvidenza” , a cura di Flavio Peloso ed Elio Ferronato, Piccola Opera della Divina Provvidenza – Roma (edizione fuori commercio), settembre 2002, Litografica Orione – Borgonovo V.T. (PC), p. 80.

2. Estratto da: Don Gaspare Goggi, “Primo Figlio della Divina Provvidenza” , cit., p. 86.

3. Estratto da: Don Gaspare Goggi, “Primo Figlio della Divina Provvidenza” , cit., pp. 78 – 79.

4. Così don Orione ricorda don Goggi.

5. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 26 – 27).

6. “Ricorro a Te, fonte di vita”, articolo per il Bollettino L'Opera della Divina Provvidenza, 27.8.1899; I, 173, estratto da Don Gaspare Goggi, “Primo Figlio della Divina Provvidenza” , a cura di Flavio Peloso ed Elio Ferronato, Piccola Opera della Divina Provvidenza – Roma (edizione fuori commercio), settembre 2002, Litografica Orione – Borgonovo V.T. (PC), p. 79

7. All'amico Alberto Roella, 18 febbraio 1900; I. 186. “Col cuore vuoto non si può vivere”, Lettera estratta da: Don Gaspare Goggi, “Primo Figlio della Divina Provvidenza” , cit., p. 75

8. “Suscita difensori della santa Verità”, estratto da articolo per il Bollettino L'Opera della Divina Provvidenza, 17.1.1900, I; 183. Lettera estratta da: Don Gaspare Goggi, “Primo Figlio della Divina Provvidenza” , cit., p. 85.

9. Citazione integrale della nota a piè di pagina n. 14, in Don Gaspare Goggi, “Primo Figlio della Divina Provvidenza” , cit., p. 85.

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