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Messaggi Don Orione
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Nella foto: Don Gaetano Piccinini
Autore: Flavio Peloso



DON GAETANO PICCININI


Notizie di vita

 

Vicino a Don Orione
Gaetano Piccinini nacque nella Marsica, ad Avezzano, il 6 febbraio 1904. Fu accolto da Don Orione stesso, all'età di 11 anni, alla Colonia Santa Maria di Roma, nel giugno 1915, assieme a un gruppo di orfani del terremoto marsicano (13 gennaio 1915). Tre mesi dopo, dallo stesso Fondatore ricevette l'abito talare nella Casa di probandato in Tortona. Fece il noviziato a Villa Moffa di Bra (Cuneo) nel 1917-18.
Riconosciute le sue eccezionali doti intellettuali e religiose, Don Orione lo lanciò nel campo dell'apostolato proprio della Piccola Opera quando era ancora giovane chierico. Fu ordinato sacerdote nel giugno 1927, ma già prima aveva svolto attività varie in posti di responsabilità ed era stato capo-assistente al Dante Alighieri di Tortona (1921-22). Nel 1924 Don Orione gli affidò la reggenza del collegio San Giorgio in Novi Ligure, ove in seguito - ordinato sacerdote e conseguita la laurea in lettere all'Università di Torino - ricoperse la carica di Direttore e Preside dal 1927 al 1940. Mentre era Preside del San Giorgio - negli anni 1935-36 - ebbe anche l'incarico di seguire gli sviluppi della nascente opera di Londra ove si recò per alcuni periodi. Nel 1937 fu nominato Preside dei San Filippo di Roma, mentre continuava a dirigere il collegio San Giorgio, facendo la spola fra Novi Ligure e Roma.

Uomo di larghe vedute e coraggiose imprese
Durante la seconda guerra mondiale operò soprattutto a Roma e si prodigò per soccorrere orfani e ragazzi mutilati dalla guerra e quanti avevano bisogno di aiuto, tra cui tante persone di razza ebraica, spesso rischiando anche la propria vita.
Il primo Successore di Don Orione, Don Carlo Sterpi, lo nominò Direttore della Provincia religiosa SS. Apostoli Pietro e Paolo. Nel 2° Capitolo generale della Piccola Opera fu eletto Consigliere generale (1946-52). Nella medesima carica fu confermato dal 3° Capitolo generale (1952-58). Il 4° Capitolo generale lo elesse Procuratore generale (1958-63) e al 5° Capitolo fu rieletto Consigliere Generale (1963-69). Nel 1968 fu nominato Delegato per le Case della P. Opera negli Stati Uniti.
Ebbe, come Don Orione, grande dinamismo, intraprendenza e coraggio nel bene. Sensibile alle sofferenze e alle necessità delle persone più bisognose si prodigò fondando e collaborando in Istituzioni caritative in Italia (il Centro Don Orione di Roma - Monte Mario, Palermo, Firenze e Avezzano), negli Stati Uniti (Boston, Jasper e New York), in Inghilterra (Londra, Upholland). All'inizio del 1972 tornò in Italia per rimettersi in salute, ma il suo fisico, ormai minato da male inguaribile crollò. Il 29 maggio 1972 tornava al Signore, dopo aver edificato tutti con la sua pietà e serena fortezza nella lunga infermità, come aveva lasciato un gran ricordo di sé ovunque era andato in vita, per la sua integrità sacerdotale, un'attività apostolica infaticabile, una profonda vita interiore, il culto dell'amicizia, l'ansia per le vocazioni.

Il ricordo di Don Zambarbieri
Don Giuseppe Zambarbieri , superiore generale, ricordò Don Piccinini con queste parole.
“Dal 1930 ho avuto la sorte di vivere quasi sempre con lui o a lui vicinissimo (se si escludono gli anni della guerra e il breve periodo trascorso a Boston): da lui ho imparato a conoscere, apprezzare e amare la Congregazione e Don Orione, fino a sentire il desiderio di far parte di questa nostra famiglia. Che esempio ha dato a noi giovani negli anni del San Giorgio, che richiamo ha esercitato sempre con il suo spirito di fede e di sacrificio, la signorilità del suo tratto, la sua tenacia nelle imprese, la delicatezza della sua carità, ili culto dell'amicizia.
Quante e quante personalità da lui conquistate alla Congregazione, e con quale intelligenza e amore! E ancora, i suoi scritti: attraverso le pubblicazioni («Roma tenne il respiro», «La scheggia di Monte Pellegrino», «Quel tuo cuore Don Orione»), nelle quali ha provvidenzialmente raccolto memorie che appariranno domani anche più preziose; attraverso gli articoli sulla «Piccola Opera», come sul «S. Giorgio» e su «L'Amico», da lui fondati; attraverso le migliaia di lettere, cartoline, pensieri, ricordi che andava disseminando di continuo sul suo sentiero, raggiungendo ovunque amici, ex allievi, confratelli, persone di ogni ceto e categoria, senza stancarsi mai, anche da malato, fin negli ultimissimi giorni pur con il fisico disfatto, distrutto, ma l’animo ancora indomito, sempre ansioso di fare del bene... Con quelle del S. Padre e di Nixon, abbiamo ricevuto, per la scomparsa di Don Piccinini, testimonianze autorevolissime. (Atti e comunicazioni, XXVI(1972), p.154 e 213).

Amico di Ignazio Silone
Erano della stessa terra, orfani entrambi in seguito al terremoto. Si conoscevano e stimavano, prolungando l'amicizia con Don Orione che lo scrittore ebbe durante la sua giovinezza e che tanto influì sulla sua personalità. Solo un ricordo. Don Piccinini fece omaggio del suo libro “Quel tuo cuore Don Orione…” e volle avere un parere da Silone. Con la schiettezza marsicana che gli era propria, lo scrittore gli rispose con una breve lettera.
“9. 2. 1966
Caro Don Piccinini,
Grazie della lettera e del volumetto. Diventerai uno scrittore se: 1. Rinunzierai ai tre puntini di sospensione, il cui uso è da lasciare alle ragazze innamorate; 2. Rinunzierai ai punti esclamativi, introdottisi nella lingua italiana nell’epoca della sua decadenza, per demerito principale dei gesuiti; 3. Limiterai il numero degli aggettivi e rinunzierai a quelli ovvi. Il resto va bene.
Cordialmente, Tuo Silone”.


“Giusto fra le Nazioni”
Presso il Centro Don Orione in Roma, il 23 giugno 2011, si è svolta la cerimonia di consegna della medaglia di “Giusto fra le Nazioni” alla memoria di don Gaetano Piccinini. La medaglia è stata consegnata dall’ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede Mordechay Lewy. Sono intervenuti il superiore generale Don Flavio Peloso, Bruno Camerini, uno degli ebrei salvati dal religioso e a cui si deve la richiesta ufficiale dell’onorificenza; Livia Link consigliere dell’ambasciata d’Israele a Roma, che ha ricordato come il titolo di “Giusto tra le Nazioni” sia “l’unica onorificenza civile esistente in Israele”; vari testimoni tra cui don Giuseppe Sorani, ebreo oggi sacerdote orionino.
L’ambasciatore Mordechay Lewy, consegnando la medaglia, con discorso coraggioso ha infine voluto ricordare “quanto il Vaticano e molti religiosi hanno fatto per il popolo ebraico durante la Shoah”.
Don Gaetano Piccinini aveva già ricevuto un Riconoscimento nel 1994 dalla Comunità Ebraica di Roma e dal Benè Berith per la sua opera a salvezza di ebrei romani dalle atrocità nazifasciste anche a rischio della propria vita.
In onore di Don Piccinini, il 22 ottobre 1994, venne anche dato il Diploma di un Albero piantato a Gerusalemme.

Don Gaetano Piccinini è la punta elevata dell’azione in favore degli Ebrei condotta da molti altri Confratelli e in varie case della Piccola Opera della Divina Provvidenza.
Questo capitolo di storia, rimasto necessariamente nella discrezione, è stato recentemente ricostruito negli studi di Flavio Peloso, Orionini in aiuto degli Ebrei negli anni dello sterminio (“Messaggi di Don Orione”, 2003, n.112, pp. 75-106) e nel libro di Mario Macciò, Genova e “ha Shoah”. Salvati dalla Chiesa (“Il Cittadino”, Genova, 2006).

Vedi: Conferimento della Medaglia di "Giusto fra le Nazioni a Don Gaetano Piccinini

 

 

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