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Messaggi don Orione
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Nella foto: La Floresta, Uruguay, 29.12.1935: Don Orione e il Dott. Perea alla Madonna dei Fiori
Autore: Flavio Peloso

Un foglio autografo di Don Orione, scritto in matita blu, con il disegno e le indicazioni per rappresentare l'apparizione della Madonna dei Fiori dā l'occasione per ricordare la devozione e l'interesse di Don Orione per la costruzione del Santuario di La Floresta, presso Montevideo.

Un vecchio foglio, emerso dall'Archivio Don Orione, riporta un disegno di Don Orione con la scena del miracolo della Madonna dei Fiori. Si tratta di un appunto destinato al costruendo santuario della “Virgen de las Flores, a La Floresta, in Uruguay.

È interessante questo appunto con disegno e indicazioni per rappresentare la scena, probabilmente all'aperto, del fatto miracoloso della apparizione della Madonna a Bra.

Vi è di disegnato un “capitello”, davanti al quale c'è una donna con le braccia tese per invocare aiuto dalla Vergine. Viene indicata una strada (cammino); in altra parte, due uomini cattivi ( hombres malos ) armati che corrono per afferrare la donna, Egidia Mathis. Indica infine la esatta posa della Madonna, con il Bambino sul braccio destro e con quello sinistro arresta “ los malandrinos ” che volevano assaltare la donna.

È da notare che Don Orione scrive le parole direttamente in spagnolo.

Sappiamo che Don Orione ha promosso, con il Dott. Miguel Perea, il santuario della Madonna dei Fiori in Uruguay. Era stato Mons. Aragone a indirizzare il Dott. Perea a Don Orione. “Ai primi di settembre – informa Don Orione il 22.10.1930 - ho firmato, sull'altare della Madonna dei Fiori al Santuario di Bra, la convenzione col dott. Perea. Ora bisognerà fare subito l'atto legale di acquisto, prima di mettere colà del personale” .

Il Dott. Michele Perea aveva donato un notevole appezzamento di terreno (80 ha-ettari) da utilizzare come colonia agricola, con l'impegno tuttavia di costruirvi, appena possibile, un santuario alla Madonna dei Fiori. Infatti, già dal 1916, una effigie di tale Madonna venerata a Bra (Cuneo) era stata posta in devozione in una piccola cappella provvisoria.

L'atto legale fu firmato appunto il 10 settembre 1930. Il dottor Perea portò da Bra in Uruguay anche due rametti del famoso biancospino ( céndrinos )che fiorisce in pieno inverno ogni anno, a Bra, per il 29 dicembre, festa della Madonna dei Fiori. È testimoniato che quel biancospino portato a La Floresta germogliò in due alberelli e, per la prima volta, nel 1937 fiorì anche in inverno, cioè in luglio, in occasione dell'ultima visita di Don Orione prima di ritornare in Italia. Il 20 dicembre successivo, i primi Figli della Divina Provvidenza andarono ad abitare in quella che fu chiamata “Granja Providencia”, a La Floresta. Nel 1933 vi si aggiunsero anche due Eremiti. Sul luogo dell'erigendo santuario guidò per tre anni (1934-1936) i pellegrinaggi da Montevideo.

Avendo conosciuto che quel santuario non era nel desiderio del Vescovo che si costruisse, almeno per allora, Don Orione ritardò la costruzione per non esporre il Vescovo alle critiche per il motivo che non si era osservata la volontà del donatore. Solamente dopo la morte di Don Orione e quella del Vescovo, si costruì il santuario, in una splendida cornice di verde, poco all'interno della costa dell'Atlantico. Venne inaugurato il 6 novembre 1966.

  La storia della apparizione

Questa apparizione della Madonna avvenne nel XIV secolo, in una selva di pruni all'ingresso dell'abitato di Bra (Cuneo), nel punto in cui due viottoli di campagna si congiungono presso un pilone dedicato alla Natività di Maria.

La sera del 29 dicembre 1336 una giovane prossima al parto, Egidia Mathis, stava rientrando a casa. A circa mezzo miglio dalla città, la donna, volendo rivolgere una preghiera a Dio e ringraziarlo della giornata, si fermò davanti all'edicola dedicata alla Vergine. Nella nicchia era dipinta una Madonna col bambino in braccio. Egidia si fermava spesso davanti a quell'icona e quel giorno non variò le sue abitudini, benché avesse visto che lì vicino stazionavano alcuni soldati. Ma questi, mossi da malsane intenzioni, appena la giovane si inginocchiò, cercarono di prenderla. Disperata Egidia, si attaccò al pilone e gridò: «Maria!». Dal folto del bosco emerse una «dignitosa matrona». Emanava una luce tale da far fuggire precipitosamente i malintenzionati. Egidia cadde a terra, in preda alle doglie del parto anticipato dallo spavento. Nella neve la Signora sconosciuta «provvide abbondantemente ai bisogni dell'accelerato parto e, continuando la pietosa opera, fu tutta intenta a provvedere i lini opportuni al neonato ed a ristorare la madre». Poi, com'era apparsa, scomparve, senza lasciare ad Egidia il tempo di ringraziarla e di chiederle il nome. Ripresasi dalla straordinaria esperienza, Egidia corse verso il paese col neonato in braccio. Giunta a casa, raccontò tutto ai parenti e agli amici, che, per verificare l'accaduto, si recarono subito sul luogo in cui si era svolto l'incontro con la Madre di Dio. Lo stupore di Egidia e dei presenti fu grande quando si resero conto che gli alberi di pruno, che circondavano l'edicola, avevano subito una prodigiosa trasformazione. Le piante erano completamente fiorite (tutti i suoi rami erano ornati di fiori bianchi sbocciati improvvisamente, che risultavano ancor più appariscenti in assenza di foglie) nonostante fosse pieno inverno, cosa che, indirettamente, confermava anche la notizia dell'apparizione.

L'edicola dell'apparizione divenne subito un importante luogo di culto e, in seguito, vi fu costruito un santuario, che ancora oggi è frequentata meta di fedeli.

La fioritura del pruno in inverno

La fioritura fuori stagione della pianta, che appartiene alla famiglia delle rosacee, genere Prunus, specie spinosa (Prunus spinosa L.), si ripete nei secoli con puntualità impeccabile; avviene sempre nello stesso periodo dell'anno indipendentemente dalle variazioni meteorologiche, sia in giornate assolate e con temperatura mite, sia al freddo o con la neve. In genere dura una ventina di giorni, ma in alcuni casi si è prolungata anche per diversi mesi. La capacità di fiorire in inverno si è conservata anche in piante provenienti dal pruneto braidese trasportate altrove, come quella donata all'arcivescovo di Milano, il cardinale Ildefonso Schuster. Come è stato riferito, ciò avvenne anche per i ramoscelli trapiantati a La Floresta, in Uruguay.

La fioritura di fine dicembre spesso è anticipata da un'altra, altrettanto puntuale, per l'Immacolata.

Oggi i botanici sono giunti alla conclusione che il caso di Bra "va al di là delle leggi fisiche e biologiche" e che si tratta di un fatto inspiegabile, dato il contesto in cui si verifica il miracolo: il Prunus spinosa ha una sola fioritura, che, come per le altre piante, avviene nella stagione estiva; il terreno, sul quale cresce il pruno del santuario di Bra, presenta le stesse caratteristiche della zona circostante; non esistono motivazioni geofisiche e correnti elettromagnetiche sotterranee che possano spiegare il fenomeno della fioritura invernale.

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