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Messaggi don Orione
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Autore: Facundo Mela

Negli anni Trenta, Don Orione fu invitato ad aprire una comunità in Norvegia. Il desiderio non si realizzò ma è indice della grande apertura apostolica ed ecumenica del Fondatore.

“PENSO ALLA NORVEGIA”

Un desiderio e un progetto missionario di Don Orione degli anni Trenta

che mostrano la sua apertura apostolica e la passione ecumenica.

 

            Facundo Mela

 

            Il suo amore per la Chiesa e per i poveri ha portato Don Orione a guardare anche il mondo protestante, in quei paesi dove le chiese e le comunità nate dalla Riforma erano in maggioranza.

Tutti sapiamo che Don Orione stesso ha spedito i suoi figli negli Stati Uniti (1934) e in Inghilterra (1935); ma poche volte si è parlato del desiderio di Don Orione di aprire una casa in Norvegia.[1]

 

La chiesa norvegese

La storia della chiesa norvegese è tanto antica come la nazione stessa, risalente circa al 900 dopo Cristo, con i monarchi cristiani dal 930. Dopo la morte del Santo re Olav (1030d.c.), il paese si era convertito al cristianesimo per opera dei missionari anglosassoni.
Nel 1537, la Riforma luterana fu imposta dal re danese, ma nonostante le severe punizioni per i cattolici, la fede sopravvisse in alcune parti del paese.
La prima parrocchia dopo la Riforma è stata fondata nella capitale nel 1843, pochi anni dopo, luoghi di culto cattolici sono stati aperti in altri posti. Successivamente la Santa Sede instituì una giuridizione missionaria “sui iuris”.
Nell’epoca in cui Don Orione guardava alla Norvegia esistevano soltanto tre giurisdizioni eclesiastiche: il Vicariato Apostolico di Oslo, il Distretto Missionario di Norvegia centrale e il Distretto Missionario di Norvegia settentrionale.

 

La prima menzione

            Una prima menzione del desiderio di andare in Norvegia, la troviamo nella Parola, dove si racconta che il 3 Luglio 1934, Don Orione raccolse la communità di Sette Sale nella capella e parlò delle sue speranze e dei suoi desideri di aprire una casa là.

            (Nel pomeriggio di quest’oggi verso le ore 4, il Signor Direttore Don Orione ci ha raccolti in Chiesa e dopo aver deposta sull'altare una lettera così ci ha parlato:)

            Sto per spedire una lettera ad un Vescovo della Norvegia, il quale però non è norvegese. È da parecchio tempo che una distinta Signora norvegese insiste presso di me perchè venga pure in Norvegia aperta una nostra Casa. La Norvegia è un paese profondamente religioso, come credo lo sia ancora la Russia: ha la religione nel sangue. La Norvegia fu evangelizzata cattolicamente; ma venne la così detta riforma e fu trascinata al protestantismo; ed oggi è ancora luterana. Vi sono pochi cattolici, il quali ascendono a poche migliaia; in tutto, appena vi sono 17 preti!...
Prima c'era un altro Vescovo, ora Canonico a San Pietro, il quale alla Norvegia non credo abbia tanto giovato… Ora ho voluto scrivere per la insistenza di questa Signora che era luterana. La mamma di lei è l'apostola del Quartiere Trionfale. La lettera è qui sull'altare. Voglia la Vergine Santissima che, se questa è la volontà di Dio, quella Signora prende questa lettera e la porti al Vescovo. Come Dio suscitò dalle pietre i figli di Abramo, così potrà suscitare, tra noi, coloro che gli piacerà mandare in Norvegia. Dopo il primo decreto di approvazione, io pensavo di ricondurre a Dio l'Oriente: oggi invece penso alla Norvegia.

Raccogliamoci, io e voi, in spirito e iniziamo con l'orazione, da questa vostra Casa di Roma, il movimento per portare la luce alla Norvegia.
(Quindi c'inginocchiamo per pregare e Lui così incominciò:) “Per tutti i poveri morti della Norvegia che morirono nella purezza della fede cattolica che ci aiutino in questa santa impresa: Pater, Ave, Requiem…
Per tutti i Santi della Norvegia, Santi Martiri e Confessori: Pater, Ave, Gloria. Omnes Sancti e Sanctae Dei…[2]

            Qua, possiamo vedere il suo desiderio, qualche conoscenza della realtà e della storia della Chiesa norvegese, la insistenza di una signora che portarà la lettera al vescovo e la preghiera per questo progetto e qualche altro dettaglio.

 

I Vescovi e le Signore menzionate da Don Orione

            Dopo aver letto la testimonianza della Parola, sorge spontaneo chiedersi chi erano questi vescovi e chi erano le signore delle quali Don Orione fece riferimento.
Vediamoli per ordine di apparizione.

            “un Vescovo della Norvegia, il quale però non è norvegese”, Msgr. Jacques Mangers[3] allora Vicario Apostolico di Oslo, che era lussemburghese e apparteneva alla Società di Maria (marianisti).

            “un altro Vescovo, ora Canonico a San Pietro” Msgr. Johannes Hendrik Olav Smit[4], norvegese, che fu Vicario Apostolico della Norvegia (1922-1928), ma nella epoca di Don Orione era in Vaticano.

            “questa Signora che era luterana”, i dati storici che abbiamo, portano a pensare che questa signora era Carmen Wedel Jarlsberg, moglie di Boggiano Pico. Don Orione la conosceva e anche aveva celebrato l'anniversario delle sue nozze d'argento a Genova.[5]

Nella sua testimonianza per il processo di beatificazione di Don Orione, Boggiano Pico racconta qualcosa di molto interesante:

“Conobbi personalmente Don Orione poco tempo dopo che egli era venuto ad iniziare la sua operosità caritativa a Genova. Sapevo però già, da parecchi anni innanzi, dell'opera sua, per avermene parlato più volte mia suocera, la baronessa Wedel, la quale era presidente a Roma delle Conferenze femminili di S. Vicenzo, ed aveva rapporti con lui, specialmente per i soccorsi agli sfrattati che vivevano in baracche fuori Porta Metronia, dove qualche volta aveva compagnato mia suocera”.[6]

“La mamma di lei è l'apostola del Quartiere trionfale” sarebbe la mamma di Carmen, la baronessa Wedel Jarlsberg Wedel Jarlsberg, moglie del Barone Guglielmo de Wedel Jarlsberg e suocera di Boggiano Pico.

 

La lettera di Don Orione

            Una importante testimonianza del desiderio del Fondatore è la lettera a Msgr. Manger sm, dove chiede sulla possibilità di un fondazione.
In questa lettera Don Orione descrive l’apostolato della congregazione, i posti dove si trovava allora e uno degli scopi della Congregazione: lavorare per l’unità dei cristiani. Parla anche di una delle carateristiche della congregazione: occuparsi dei piccoli e i poveri, specialmente gli orfani. E dopo parla di qualcosa di cui gli hanno detto sulla Norvegia: un vasto campo di lavoro con i giovani e la mancanza di clero.
Questa lettera è dattiloscritta e alla fine ha alcune parole manoscritte di Don Orione.       La lettera originale si trova all’archivio della diocesi di Oslo.

PICCOLA OPERA DELLA DIVINA PROVVIDENZA
ISTITUTO DIVIN SALVATORE
VIA DELLE SETTE SALE N. 22
ROMA (2)

Telef. 43-875
Roma li, 2 Luglio 1934.

Festa della Visitazione.

Eccellenza Rev.ma,

Chi si fa ardito di scrivere a Vostra Eccellenza é il povero superiore d'un'umile giovane Congregazione detta la Piccola Opera della Divina Provvidenza, il cui scopo "eo spectat ut, universis misericordiae operibus, populum christianum dulcissimo quodam et arctissimo totius mentis et cordis vinculo Sedi Apostolicae conjungat, in qua Beatus Petrus, ajente Crisologo, “vivit et praesidet, praestat quaerentibus Fidei veritate” (Ep. ad Euth. n. 2).

Ed ha pure per iscopo precipuo di pregare e di lavorare in caritate Christi a ricondurre alla Chiesa Madre i fratelli separati.

Iddio ha benedetta questa Istituzione che già tiene Case e Chiese a Roma, a Venezia, Milano, Genova, Messina, Sanremo, Reggio Calabria, Tortona, Alessandria e altre città d’Italia. E così a Rodi (Egeo). Ha Istituti anche all’Estero: in Brasile, nell'Uruguai, in Argentina, nel Nord-America e in Polonia.

Specialmente ci occupiamo dei piccoli e dei poveri: si educa nel santo timore di Dio a vita di moralità e di lavoro i fanciulli orfani e derelitti, crescendoli a onesto vivere cristiano e civile e mettendoli in grado di mantenere la Fede e di avere un pane onorato nella vita.

Persone che molto amano la Norvegia mi hanno detto che ci sarebbe costà un vasto campo di lavoro pro juventute e che il numero degli operai evangelici é piuttosto scarso.

Dopo avere pregato, ho pensato di scrivere a Vostra Eccellenza Rev.ma per vedere se ci fosse la possibilità di una fondazione in Norvegia.

Se Vostra Eccellenza ritenesse, nella Sua saggezza, che la cosa fosse fattibile, la Piccola Opera della Divina Provvidenza si mette, sin d'ora, ai piedi e nelle mani di Vostra Eccellenza Rev.ma, siccome in quelle della Santa Chiesa, e ai Suoi ordini, ben lieta se, Deo adjuvante, le sarà dato di porgere consolazioni al Cuore di Dio e di Vostra Eccellenza Rev.ma.

Voglia la SS. Vergine Maria, Madre di Dio e nostra, nella Festa della cui Visitazione scrivo la presente, condurre secondo la Volontà del Signore questa pratica, e portare l'umile scritto nelle mani della Eccellenza Vostra.

Bacio con profonda venerazione il Sacro Anello, e prego Vostra Eccellenza Rev.ma di degnarsi benedirmi.

            Di Vostra Eccellenza[7]

 

            Dopo in manoscritto dice:

 

A Sua Eccll. Revma.

Mgr. Jacob Mangers

Akersvejen, 5

Oslo

Devotissimo e umilissimo servitore

In Gesù Cr. en ella Santa Madonna.

Sacer.te Luigi Orione

della Piccola Opera della

Div. Provv.za[8]

 

            Su questa lettera, c’è un’altra menzione in una lettera a Don Sterpi, scritta due giorni dopo: “Ho scritto in Norvegia e, facilmente, apriremo una casa in Norvegia”.[9]

 

La risposta di Msgr. Jacques Mangers

            La storia non era finita lì, la bella risposta di Msgr. Jacques Mangers sm, Vicario Apostolico d’Oslo, scritta pochi giorni dopo, ci racconta un po’ più su questo dialogo.

Oslo (Akersveien 5)[10] 11 Julii 1934

Rverendissime Domine

            Non parvum cepi ex tuis litteris gaudim. Maxime enim mihi in desiderio est ut in Vicariatu Nostro opus vel domus pro juventute masculina educanda et instruenda institueretur. Usque nunc temporis impossibile fuit propter rem oeconomicam supra modum difficilem. Pluribus jam vicinus rogavi Patres Salesianos ut tale opus hic vellent instituere, sed nondum ad felicem exitum res duci potuit.

            Maximo certo gaudio afficerer, si Institutum, quod tanta cum laude regis, sc. “Piccola Opera della divina Providenza” vellet ac valeret fundationem tallis operis suscipere. Sed spectatis adjunctis difficillimis, quibus nunc laburamus, nullum adjutorium materiale vel pecuniare afferri potest ex parte nostra, cum opera jam existentia vix sustentari possint.

            Optimus esset si tu ipse – vel assistens tuus – Norvegiam adire velles ut de re tanti momenti sermonen habere possemus.

            Occasionem nactus R.T. meos devotionis sensus ex corde pando et, qua par est reverential, me profiteor.

R.T
Humillimum servum in cord. Jesu et Maria
+ Jac. Mangers sm

Epi. Seli Vic. Ap.[11]


            La risposta, propria di quell’epoca, in latino, ci mostra la gioia di Mgsr. Mangers in fronte alla proposta di Don Orione: una casa per la giuventù maschile, un desiderio che allora aveva il vescovo, che aveva già chiesto qualcosa del simile ai salesiani.
Insieme a questa gioia e desiderio, il vescovo espose anche la realtà del vicariato che non poteva dare un aiuto materiale ne finanziario. Il vescovo però non chiuse le porte ma invitò Don Orione, o un suo rappresentante, ad andare in Norvegia per parlare più approfonditamente.
 

Cosa è succeso dopo? Cercando una risposta

Dopo aver letto tutto il materiale che abbiamo, sorge la domanda: cosa è capitato dopo?             Tanto all’Archivio Don Orione (Roma), come all’archivio della diocesi di Oslo,[12] non ci sono altri materiali che ci dicano qualcosa in più.
Sembra comunque che allora si sapeva qualcosa a questo riguardo.

Dopo aver raccontato dettagli sulla conoscenza fra Don Orione e queste signore norvegesi, il Prof. Serafino Cavazza scriveva: “Non si realizza, in quell'anno [1934] (la Provvidenza aveva indicato altre strade), una fondazione orionina in Norvegia, per interessamento della consorte di così caro amico che, il 23 settembre, saluta Don Orione in partenza per l'America latina”.[13]
Possiamo pensare che la Provvidenza aveva indicato la strada del sudamerica. Basta ricordare che in poco più di due mesi Don Orione sarebbe partito per America del Sud, dove rimase per tre anni. Insieme a questo, non dobbiamo dimenticare altri fattori che possibilmente hanno frenato Don Orione dal portare avanti questo proggetto: mancanza di personale, altri inviti o priorità, condizioni sfavorevoli o altri problemi ancora.

 

            Conclusione

            Queste lettere e testimonianze ci mostrano un po’ più il desiderio missionario di Don Orione di andare nei paesi protestanti per lavorarci ed essere un segno di amore e maternità della Chiesa.
Possiamo anche vedere il dialogo che aveva cominciato con Msgr. Mangers e da ciò dedurre che conosceva qualcosa riguardo alla storia e alla realtà de Chiesa in Norvegia.
Sebbene questa è la storia di un desiderio che fu impossibile portare avanti, noi non conosciamo i piani della Provvidenza per il futuro, chi sà che magari un giorno Don Orione, coi suoi figli, vada in Norvegia a servire Dio e i poveri

 

 

[1] Per approfondire sul desiderio di Don Orione di andare nei paesi protestanti, cf. peloso, f., Don Orione: un vero spirito ecumenico, Roma, Edizioni Dehoniane, 1997.

[2] Parola VI, 124.

[3] Msgr. Jacques Mangers sm, Stolzemburg, Lussemburgo, 18.3.1889 – Oslo, Norvegia, 7.1.1972.

[4] Msgr. Johannes Hendrik Olav Smit, Deventer, Norvegia, 19.2.1893 – Roma, 22.6.1972.

[5] Cf. cavazza serafino, “«Fede grande, e grande coraggio!» una lettera di don orione all’on. Antonio Boggiano Pico” in Messaggi di Don Orione, 28, (1975), 14.

[6] sacra congregatio pro causis sanctorum. Beatificationis et canonizationis servi Dei Aloisii Orione sacerdotis professi fundatoris Congregationis Filiorum Divinae Providentiae et Parvarum Sororum Missionariarum a caritate. Summarium, 166.

[7] Non abbiamo il numero di ubicazione della archivio di Oslo. Che una copia, ma senza le parole manoscritte di Don Orione in  Scritti 80,87- 80, 147 e 80,148 (Dattiloscritto)

[8] Idem.

[9] Lettera a Don Sterpi. Roma (Sette Sale) 4 Luglio 1934. Scritti 18,7 e 18,8

[10] Questo è l’indirizzo dell’episcopio di Oslo ancora oggi.

[11] G-IV-7, Cartellina 40, Onomastica – Mangers, vesc. di Oslo (Norvegia) in ADO.

[12] Il sg.re Thomas Sheperd, incaricato dell’archivio della diocesi di Oslo, mi ha informato che nel loro archivio soltanto ci sono la lettera di Don Orione e una copia della risposta di Mg.sr Manger.

[13] cavazza serafino, “«Fede grande, e grande coraggio!» una lettera di don orione all’on. Antonio Boggiano Pico” in Messaggi di Don Orione, 28, (1975), 14.

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