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Messaggi don Orione
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Nella foto: Orionini al 13° Capitolo Generale, Ariccia 2010.
Pubblicato in: Atti e comunicazioni 2009, n.228, p. 3-13.

Lettera di convocazione del 13° Capitolo Generale, 13 aprile 2009.

LETTERA DI CONVOCAZIONE DEL 13° CAPITOLO GENERALE

« SOLO LA CARITÀ SALVERÀ IL MONDO »
Fonti, relazioni, ministeri, vocazioni
e nuove frontiere della carità apostolica

                                                                        

Roma, 13 aprile 2009

Carissimi Confratelli,

Deo gratias!

Nel giorno anniversario dell'ordinazione sacerdotale di San Luigi Orione, nostro amato padre e fondatore, sono lieto di scrivervi in nome suo questa lettera, mediante la quale convoco, a norma dell'articolo 139 delle nostre Costituzioni, il Capitolo Generale XIII.

« Il Capitolo generale è il principale segno dell'unità, nella diversità, della Congregazione ed un momento privilegiato della sua vita comunitaria. » (Cost. 138). Ci riuniremo insieme « per trattare i problemi di maggiore importanza riguardanti la vita della Piccola Opera, perché questa si mantenga fedele al Vangelo, allo spirito del Fondatore » (Cost. 138). In questi momenti Don Orione, che resta sempre “ il Direttore ” della Piccola Opera della Divina Provvidenza, sarà certamente con noi.

Vi invito a guardare a questo evento come ad un momento di grazia offerto dalla Divina Provvidenza alla Congregazione, affinché « docile allo Spirito Santo, risponda ai bisogni dei tempi e dei luoghi » (Cost. 138). La grandezza della Divina Provvidenza, sappiamo dall'esperienza di Don Orione e nostra, si rivela nello Spirito che sa rinnovare la faccia della terra (cf. Sal 104,30) e fare nuove tutte le cose. La Provvidenza di Dio, presente nei vari momenti della storia umana, nella vita della Congregazione e nelle nostre vicende personali saprà “accendere in noi il divino fuoco della carità” per rendere nuovo il nostro slancio di santità e di apostolato, mediante quello Spirito che, effuso sugli apostoli sotto forma di lingue di fuoco, li trasformò in testimoni credibili del Risorto (cf. At 2,1-11).

Affidiamo il nostro Capitolo generale a Maria Madre della Divina Provvidenza, nostra “ Madre e celeste Fondatrice ”, pregandola di intercedere per noi il dono della “ carità divina, alta e universale ”, e di educarci con la sua comunicazione del cuore a coltivare gli atteggiamenti e le decisioni migliori per trasformare in energia di vita “ la dinamite della carità ”.

Il prossimo Capitolo Generale sarà il 13° nella storia poco più che centenaria della nostra Congregazione. Esso è in continuità con i Capitoli precedenti nell'impegno sincero di fedeltà creativa a Dio, alla Chiesa e al Papa, mediante l'amore ai piccoli, ai poveri e al popolo umile.

Il CG13 si svolgerà a Roma presso la Casa “Divin Maestro” di Ariccia. Avrà inizio la domenica 30 maggio 2010 a Tortona, culla del nostro carisma. Ci recheremo al “Paterno” per ritrovare la casa e il padre delle nostre origini e per andare alle fonti del nostro spirito. Inizieremo il Capitolo con la concelebrazione eucaristica nella basilica-santuario della Madonna della Guardia. Partiremo quindi per Roma, sede del Capitolo.

Una Segreteria organizzativa coordinerà la preparazione e accompagnerà il metodo del Capitolo Generale fino ai Capitoli provinciali.

 

1. IL TEMA: “SOLO LA CARITÀ SALVERÀ IL MONDO”. Fonti, relazioni, ministeri, vocazioni e nuove frontiere della carità apostolica.

 

È questo il tema che, insieme al Consiglio Generale, ho scelto per il CG13. È preso da uno slogan che ha costituito la convinzione fondamentale della vita e dell'apostolato di Don Orione; è stato citato da Giovanni Paolo II nell'omelia della canonizzazione dello “stratega della carità”; è scritto come sintesi del Vangelo che Don Orione porge nella statua collocata nella basilica di San Pietro in Roma; è il dinamismo che tutti noi siamo soliti collegare con l' Instaurare omnia in Christo… et in Ecclesia . “Solo la carità salverà il mondo” rappresenta il programma spirituale e pastorale di Don Orione.

Sia il nostro spirito uno spirito grande di umiltà, di fede, di carità: sia la nostra vita tutta intessuta di preghiera, di pietà operosa, di sacrificio per far del bene alle anime. Solo con la carità di Gesù Cristo si salverà il mondo! Dobbiamo riempire di carità i solchi che dividono gli uomini ripieni di odio e di egoismo. Regni tra voi, o cari miei figli, quella grande, soavissima e sovrumana carità che sempre ha fatto di voi tutti come un cuore e un'anima sola ” (Lettere I, 282).

 La Congregazione, chiamata in Capitolo generale nel 2010, assume la CARITÀ come dinamica di conversione e di rinnovamento spirituale, comunitario e apostolico.

La prospettiva della carità ci permetterà di unificare le diverse dimensioni della nostra vita congregazionale, ecclesiale e sociale. Infatti, la carità

  • è la dinamica centrale del carisma orionino (“La causa di Cristo e della Chiesa non si serve che con una grande carità di vita e di opere”),
  • è la dinamica centrale della vita della Chiesa (nel quadro dell'enciclica “Deus Caritas est ”),
  • è la dinamica centrale della vita del mondo (nella visione dell' ”Instaurare omnia in Christo”).

Le motivazioni per la scelta del tema. È da tempo che ho raccolto da confratelli e da situazioni, dai documenti del magistero e dalla richiesta di laici e gente a noi vicina la convinzione che la Congregazione oggi ha bisogno di “andare al cuore” , di infiammare il cuore di ogni confratello con la passione che “solo la carità” di Dio e delle Anime può suscitare e alimentare. Solo così essa potrà avere l'ispirazione, la motivazione e l'energia per rispondere alle attese di Dio, ai bisogni della Chiesa, dei piccoli, dei poveri e dei popoli oggi e affrontare con coraggio e competenza le sfide odierne.

“Avremo un grande rinnovamento cattolico, se avremo una grande carità . Dobbiamo però cominciare ad esercitarla oggi tra di noi: a coltivarla nel seno dei nostri Istituti, che debbono essere veri Cenacoli di carità. Nemo dat, quod non habet : non daremo alle anime fiamma di vita, foco e luce di carità, se, prima, non ne saremo accesi noi, e molto accesi. La carità deve essere il nostro slancio e il nostro ardore, la nostra vita: noi siamo i garibaldini della carità di Gesù Cristo.

La causa di Dio e della Sua Chiesa non si serve che con una grande carità di vita e di opere” (Nel nome della Divina Provvidenza , 263).

Facendo nostro il motto “ Solo la carità salverà il mondo ”, vogliamo assumere il programma spirituale ed apostolico di Don Orione e la ragione del suo instancabile operare “ per la gloria di Dio e la salvezza delle Anime ”. Lì, nella carità, potremo ritrovare l'origine del nostro carisma, il fine della nostra missione, il futuro della nostra Congregazione.

“Solo la Carità potrà ancora condurre a Dio i cuori e le popolazioni, e salvarle . Bisogna prepararci con un grande amore di Dio e riempirci il petto e le vene della carità di Gesù Cristo, diversamente faremo nulla: apriremo un solco profondo, se avremo una profonda carità (Nel nome della Divina Provvidenza, 264 ).

Il valico dei cento anni di vita della Congregazione, che corrisponde anche al valico del terzo millennio, ormai fuori dall'enfasi celebrativa, ci porta a “guardare a Don Orione”, proclamato Santo proprio in questo passaggio storico, affinché Don Orione oggi viva in noi e con noi Figli della Divina Provvidenza , in comunione con le Piccole Suore Missionarie della Carità, l'Istituto Secolare Orionino e il Movimento Laicale Orionino.

Don Orione vive in noi se noi viviamo nella carità, perché Don Orione e la carità sono inseparabili. Egli è il nostro padre e modello nel “vedere e servire Cristo nell'uomo” in una tensione di santità e di apostolato inscindibili e unificate dalla carità. Non potremo vivere noi e far vivere oggi Don Orione e il suo carisma, nostro modo e ragion d'essere nella Chiesa, se non vivendo la carità.

 

2. I CINQUE NUCLEI TEMATICI

Il tema del Capitolo Generale indica la fonte, il dinamismo e l'orizzonte del l'identità carismatica e della passione apostolica dell'orionino, ma la sua attuazione pratica si articola in alcuni ambiti di vita ben precisi; in essi si realizza la vitalità o lo spegnimento del carisma nella vita dei singoli religiosi e della Congregazione stessa. Su questi ambiti, concretamente, il Capitolo viene convocato per riflettere, per orientare, per promuovere un cammino di crescita.

La individuazione degli ambiti su cui concentrare la nostra attenzione di conversione e rinnovamento sono quelli più segnalati nelle varie consultazioni fatte in vista del Capitolo Generale: Assemblea generale, valutazione del Consiglio generale al termine delle visite canoniche, consultazioni dei Consigli provinciali e di singoli Confratelli.

Ecco i cinque nuclei tematici del CG13:

  1. le fonti della carità cui attingere vitalmente ,
  2. le relazioni comunitarie che alimentano e sostengono la carità ,
  3. i ministeri della carità nel contesto attuale ,
  4. la fecondità della carità nelle vocazioni,
  5. le nuove frontiere della carità oggi.

Tali nuclei tematici saranno ulteriormente presentati nella prossima Lettera circolare, ma, dalle indicazioni raccolte, sono riassumibili nel seguente schema.

Fonti

  • Vita di Dio: Parola di Dio meditata e condivisa; vita sacramentale; preghiera personale .
  • Vita della Chiesa: comunione spirituale, fedeltà , appartenenza, partecipazione .
  • Vita del popolo: c ontatto con la gente: frequentazione, stile popolare, semplice .

Relazioni

  • Capacità personale di relazioni : maturazione umana e spirituale; conversione permanente, progetto personale di vita.
  • Condizioni delle relazioni: numero religiosi, case, orario, progetto comunitario, ecc.
  • Comunione e disciplina come legge dell'amore; ruolo del sup eriore e servizio dell'autorità.

Ministeri

  • La relazione religiosi – comunità – opere.
  • Il ruolo del religioso oggi: testimone, pastore, profeta, formatore secondo il carisma.
  • Nuove modalità di distinzione della gestione-amministrazione delle opere dalla vita della comunità.

Vocazioni

  • Carisma e Famiglia Orionina: un dono da amare, da vivere, da trasmettere.
  • Testimonianza come prima proposta vocazionale: fedeltà e formazione permanente.
  • Forme di promozione e formazione vocazionale.

Nuove frontiere

  • Ripartire dalla Patagonia: poveri e povertà; vita debole (nascente, limitata, diminuita).
  • Ripartire dal cortile: ragazzi e giovani (vicinanz a, accoglienza, coinvolgimento).
  • Ripartire con il sacco: opere povere, umili, trasparenza della Provvidenza, priorità dell'evangelizzazione.

 

3. IL CAPITOLO COME EVENTO E COME CAMMINO

Il Capitolo non consiste solo nel suo momento celebrativo, ma è un processo che lo Spirito Santo inizia nel cuore di ogni confratello e che aiuta a risvegliare responsabilità, disponibilità e risorse. Di qui parte poi l'apporto alla celebrazione del Capitolo generale e alla elaborazione del progetto per il prossimo sessennio.

Sono da tenere presenti alcune attenzioni e atteggiamenti per vivere bene il Capitolo.

3.1. Il Capitolo è un evento spirituale

Non può essere efficace se non è vissuto come un evento spirituale e come una nuova Pentecoste. Dunque la prima azione da attivare è quella di accompagnare il cammino del Capitolo con la preghiera: raccolti attorno a Maria, in comune preghiera, attenti alla voce dello Spirito (At 1,12-14; 2.1-4).

Ciò vale particolarmente per il Capitolo Generale ma anche per i Capitoli Provinciali e la loro preparazione personale e comunitaria. Siamo chiamati a fare del “ Solo la carità salverà il mondo ” non solo un argomento di riflessione, ma un progetto di vita personale, comunitaria e apostolica. Solo nell'apertura allo Spirito di carità potremo percepire qualcosa di quella vitalità di Dio che aiuta a superare situazioni di stallo, a rafforzare l'identità carismatica, a risvegliare il cuore. Per questo dovremo accompagnare tutto il cammino del Capitolo con la preghiera, personale e comunitaria, coinvolgendo tutta la Famiglia Orionina, i laici, i giovani, i malati, gli anziani e il popolo delle parrocchie. Se la preghiera e l'ascolto dello Spirito formeranno il clima di tutta la celebrazione del Capitolo Generale, senz'altro esso avrà un esito ispirato da Dio. Diversamente, “invano vi faticano i costruttori” (Sl 127,1).

 

3.2. Il Capitolo promuove la conversione personale

Ne siamo tutti convinti. Perciò la metodologia è quella dell'ascolto della Parola , della vita, dei confratelli, della gente con cui viviamo, dei giovani. I contenuti sono da accogliere come meditazione che intende favorire anzitutto il cambio del cuore e della mentalità. Dunque, con il cammino del Capitolo entriamo in una condizione di più intensa conversione-formazione permanente .

Il discernimento personale è uno stato di purificazione del cuore e un itinerario di adeguamento alla volontà di Dio. Il “ Solo la carità salverà il mondo ” ci richiama alla purificazione da quanto, in noi e nella Congregazione, impedisce l'azione vivificatrice della carità, sia perché ad essa è contrario o sia solo perché distrae, devìa l'attenzione, fa perdere tempo ed energie spirituali. Il “Solo la carità salverà il mondo” ci provoca a verificare la purezza delle intenzioni, la capacità di distacco, la disponibilità fino alla fine al vero scopo. Nel discernimento ci si predispone così a scelte evangeliche.

In questo senso, un buon contributo per il Capitolo potrà venire dalla quotidiana meditazione personale, dalla fedeltà giornaliera all' esame di coscienza , dalla celebrazione del sacramento della Riconciliazione . Sì, questi sono modi concreti ed efficaci per vivere il Capitolo. Intuizioni e decisioni importanti per il Capitolo potranno venire da questi momenti interiori e nascosti, ma forse anche più liberi dagli “ idola fori ” (dalle apparenze).

Altri momenti specifici di discernimento e di conversione saranno quelli dedicati esplicitamente al confronto e alla ricerca comunitaria ascoltando i Confratelli, i laici, i giovani e quanti sono partecipi delle nostre cure.

 

3.3. Il Capitolo promuove la continuità carismatica

Il tema del Capitolo Generale pone immediatamente ed evidentemente ciascun Confratello in un orizzonte di personale fedeltà vocazionale, invita ad andare all'origine e all'essenziale della vocazione orionina, “ una geniale espressione della carità cristiana ”. “Solo la carità salverà il mondo” è un tema che, più che aggiungersi ad altri, vuole andare in profondità per risvegliare il cuore, per assumere il programma di vita di Don Orione che “ si è sempre e solo lasciato guidare dalla logica serrata dell'amore ”, per ripresentare Don Orione oggi nella persona di ogni Orionino: “guarderanno a lui, guarderanno a noi”.

Nel momento attuale, dopo i Capitoli della “ fedeltà creativa ” (CG12, 2004), della “ missione con i laici verso il terzo millennio ” (CG11, 1998), dell'identità orionina nell'” essere il Fondatore oggi” (CG10, 1992), il CG13 ci chiede di andare al cuore, alla fonte rinnovabile e rinnovante del programma di vita dell'Orionino, del suo profilo, del suo ruolo, della sua identità carismatica, sull'esempio di Don Orione: la carità. Esso è in continuità vitale e carismatica con i passi della nostra storia.

È molto importante tenere presente il cammino percorso dalla Congregazione recentemente. Ci sono cammini da continuare e perfezionare, come per esempio: il nuovo ruolo della comunità in rapporto alle opere e istituzioni; la mentalità e la pratica dei progetti personale, comunitario e apostolico per sfuggire alla sterilità del vivere frammentato e discontinuo; la centralità vitale della comunità con la sua casa, la sua giornata settimanale, le sue dinamiche fraterne; l'esigenza della trasparenza della “Divina Provvidenza” nello stile di vita povero, nella pratica di carità anche personale e non solo mediata dalle istituzioni; il rapporto vocazionale/apostolico con i laici nell'apostolato della carità; la complementarietà e collaborazione in seno alla Famiglia delle sue diverse componenti (FDP, PSMC, ISO, MLO); l'impegno per nuove risposte a povertà sprovvedute di previdenze umane; l'impulso di nuova evangelizzazione e della missio ad gentes , e altre. Sono tutte linee di conversione che rafforzano l'identità carismatica e la passione apostolica.

 

3.4. Il Capitolo promuove il progetto di cammino

Il CG13 comincia praticamente già con la Lettera con cui il Superiore generale comunica il tema. Subito, ogni confratello si senta interpellato e mosso a offrire la sua prima risposta: la disponibilità alla conversione . Solo chi ha questo moto interiore “fa” il Capitolo. Gli altri ne parleranno. Figli dobbiamo essere e non giornalisti della storia della Congregazione. Il CG13 comincia prima di tutto nel cuore di ogni confratello e poi nei processi che, passo dopo passo, si andranno attuando nelle comunità locali e nella Provincia.

È riduttivo far consistere il Capitolo locale, provinciale e poi quello generale nella elaborazione dei contributi in vista di alcune decisioni per il prossimo sessennio. Il processo d'insieme prevede che

  • ciascuno si collochi nel cammino del precedente sessennio,
  • assuma con nuova attualità spirituale il programma di vita di Don Orione richiamato nel motto “ Solo la carità salverà il mondo ”,
  • entri in dialogo e in discernimento innanzitutto con il Signore, e poi con i confratelli e i protagonisti della vita orionina, in forma personale, comunitaria e istituzionale (Capitolo provinciale e generale),
  • e suggerisca scelte riguardanti processi da assumere, mentalità da convertire, strutture da cambiare.

De re nostra agitur”. Sappiamo quanto sia importante il moto di rinnovamento promosso dal Capitolo generale. Esso determina e qualifica la vita di Congregazione nel successivo sessennio mediante la metodologia propria della Congregazione che abbiamo imparato ad attuare abbastanza bene: assemblee di programmazione e di verifica, l'azione di governo a tutti i livelli, riunioni annuali dei direttori, l'animazione dei Segretariati nelle diverse aree, i quaderni di formazione permanente, le visite canoniche e altre iniziative fissate lungo il sessennio.

 

4. IL METODO DEL DISCERNIMENTO COMUNITARIO

Il Capitolo generale vuole essere un momento progettuale, che aiuti ad approfondire le sfide principali che si presentano alla Congregazione e a scegliere le linee prioritarie di azione per il suo futuro. Per questo lo vivremo con lo stile e la pratica del discernimento comunitario.

Religiosi, comunità e Capitoli provinciali sono invitati a realizzare un discernimento sui cinque nuclei tematici in tre successivi momenti: la chiamata di Dio, la situazione, le linee di azione.

  1. Cosa vuole Dio da noi? La chiamata di Dio esprime gli appelli di Dio che ci vengono dal vangelo e dal carisma, dalla realtà e dal contesto in merito al nucleo tematico considerato; essa domanda una lettura teologica, spirituale e pastorale, di ciò che maggiormente ci interpella. Tale chiamata deve risuonare nelle esperienze personali, comunitarie ed provinciali.
  2. Quale è la nostra situazione attuale? La situazione chiede una riflessione su come i confratelli, le comunità e la Provincia si trovano di fronte a questi appelli. Non si tratta di un'analisi del contesto, ma solo di una lettura di come ci si trova di fronte alla chiamata di Dio. La situazione è vista sia nelle sue fortezze e risorse che nelle sue debolezze e difficoltà. Questo passo prepara le scelte operative del momento seguente.
  3. Cosa dobbiamo fare? Le linee di azione devono essere collegate con i due momenti precedenti, sono cioè una risposta agli appelli e alle situazioni. Tali linee devono concretizzarsi in processi da attivare, mentalità da convertire, strutture da cambiare. Esse possono essere espresse a livello personale, comunitario o provinciale. In qualche caso esse possono offrire suggerimenti e proposte per tutta la Congregazione.

Il processo di discernimento nei suoi tre momenti sarà espresso in un documento scritto , che dovrà essere di carattere progettuale e non ideale o dottrinale . Esso raccoglie il contributo dei singoli religiosi, delle comunità e delle Province al CG13.

Per facilitare il processo di discernimento sarà elaborato un piccolo Quaderno personale di partecipazione al Capitolo nel quale si presenterà lo schema di lavoro e alcune domande-guida riferite ad ogni nucleo tematico.

Cari Confratelli, mediante un metodo semplice di partecipazione, ciascuno potrà effettivamente portare il proprio contributo all'evento e al cammino successivo del Capitolo e della Congregazione.

 

5. ALTRI COMPITI DEL CAPITOLO

Lo studio del tema centrale articolato nei cinque nuclei tematici fornirà gli elementi essenziali del cammino della Congregazione nel prossimo sessennio. Sappiamo però che il Capitolo generale ha pure altri compiti particolari. Il primo tra questi riguarda l'elezione del Superiore generale e del Consiglio Generale per il periodo 2010-2016.

Come sempre saranno studiati anche “ altri temi rilevanti ” che possono emergere dalle indicazioni dei Capitoli provinciali e che riguardino il bene comune della Congregazione.

 

6. ORGANIZZAZIONE E CALENDARIO

Alla presente Lettera di convocazione (“Solo la carità salverà il mondo”) farà seguito una seconda Lettera di illustrazione (“In Capitolo, per il bene della Congregazione”) che offrirà una più approfondita descrizione dei nuclei tematici e del metodo da seguire nelle diverse fasi del cammino verso il Capitolo generale.

Con questa seconda Lettera verrà offerto a ciascun religioso un Quaderno personale di partecipazione al Capitolo, strumento di partenza per promuovere capillarmente la riflessione e il discernimento che poi proseguirà nella comunità locale, nel Capitolo provinciale e nel Capitolo generale. La continuità tra discernimento personale, comunitario, provinciale e generale permetterà che il Capitolo sia veramente “generale”, cioè frutto dell'effettivo contributo di tutti.

Inizio del cammino capitolare (30 maggio 2009)
L'inizio ufficiale del cammino capitolare è fissato in questo giorno, vigilia di Pentecoste e a un anno esatto dall'inizio della celebrazione del Capitolo Generale. Verrà fornita una breve scheda per un tempo di preghiera e di meditazione in ogni comunità.

Capitolo nelle comunità (giugno / ottobre 2009)
Ogni comunità, con qualche coinvolgimento anche di PSMC e Laici, riflette sul tema a partire dal contributo che ciascun religioso ha annotato nel Quaderno personale di partecipazione al Capitolo.
Scopi del Capitolo nelle Comunità sono:
1. favorire la partecipazione e la corresponsabilità nel cammino di Congregazione,
2. la elaborazione del contributo della comunità al Capitolo provinciale.

Capitolo Provinciale (novembre 2009 / gennaio 2010)
Ogni Provincia assume i contributi delle comunità, li valuta, elabora autorevolmente il contributo della Provincia al Capitolo generale.
Scopi del Capitolo Provinciale sono:
1. elaborare il contributo della Provincia al Capitolo generale;
2. trattare i temi particolari riguardanti la Provincia stessa;
3. eleggere i Rappresentanti al Capitolo generale.

Commissione pre-capitolare (febbraio 2010)
Una Commissione pre-capitolare con religiosi di diverse Province, raccoglie, studia ed elabora i contributi giunti dai Capitoli provinciali.
Scopi della Commissione pre-capitolare sono:
1. Studiare e ordinare i contributi pervenuti compilando un Instrumentum laboris che costituirà il documento di base per il lavoro del Capitolo generale.
2. Preparare il Capitolo dal punto di vista organizzativo: logistica, proposta di calendario, sussidi, équipe di segreteria, ecc.

Capitolo Generale (30 maggio - 23 giugno 2010)
Il Capitolo generale ha compiti e dinamiche già stabiliti nelle Costituzioni e Norme e ordinati in un Regolamento.
Gli scopi principali del Capitolo generale sono:
1. Trattare il tema centrale di revisione/progetto per il sessennio;
2. Trattare eventuali altri temi rilevanti e comuni;
3. Eleggere il Superiore generale e gli altri membri del Consiglio generale.

 

Cari Confratelli, metto questa lettera nelle mani di Don Orione e chiedo che sia lui in qualche modo a consegnarla e a suscitare nel cuore di ognuno di noi un moto di amore a Dio, alle Anime, alla Congregazione per iniziare con fiducia il cammino di conversione e di rinnovamento proprio del Capitolo Generale.

Maria, Madre della Divina Provvidenza, ci ottenga di imitarla, oggi e sempre, nella sua disponibilità ai disegni di Dio, aiutandoci a dire in ogni circostanza il nostro fiat con serenità, con umiltà e generosità sempre più grandi.

Assicuro la mia preghiera per tutti e per ciascuno.

In Cristo,

 

Don Flavio Peloso FDP
(superiore generale)

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