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Messaggi don Orione
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Nella foto: L'arrivo della statua della Madonna a al Centro Don Orione Monte Mario, 9.11.1952.

Notizie sulla Statua della "Madonnina" del Centro Don Orione di Monte Mario, Roma.

ITALIANO ESPAÑOL ENGLISH FRANÇAIS POLSKI PORTUGUES

 

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BENEDETTO XVI SALE A MONTE MARIO PER BENEDIRE
LA STATUA RESTAURATA DELLA “MADONNINA

 

Il Santo Padre Benedetto XVI, il 24 giugno 2010, alle 10.30 del mattino, è salito al Centro “Don Orione” di Roma- Monte Mario per sostare in preghiera e benedire la grande statua di Maria “Salus populi romani”, rivolta sulla città di Roma nella sua solenne e materna posa, restaurata e ricollocata sulla torre.
           
La grande statua della Madonna di 9 metri di altezza, in rame, dorata, era crollata dal suo piedistallo alto 19 metri, in seguito a un forte temporale con vento violento, il 12 ottobre scorso.
L’evento del crollo, vissuto quasi come un lutto, ha provocato un vasto moto di affetto e di devozione da parte di autorità e di popolo della Capitale con la richiesta di rivedere quanto prima la Madonnina benedicente al suo posto.
Il breve pellegrinaggio del Santo Padre, con la benedizione della Madonnina restaurata, assume un grande significato religioso e civile per tutta la città, essendo la statua memoria di eventi storici incisi nella coscienza popolare.
La visita di Benedetto XVI a Monte Mario viene a coincidere anche con la “Festa del Papa” che ogni anno la Famiglia Orionina promuove in tutto il mondo, seguendo la tradizione iniziata da San Luigi Orione. Durante la sosta per l’atto di devozione alla Madonnina di Monte Mario, il Santo Padre avrà anche occasione di incontrare il Capitolo Generale della Congregazione riunito nel mese di giugno.

 

NOTIZIE SULLA MADONNINA

La statua della Madonna fu collocata sul colle di Monte Mario nel 1953, in seguito a un voto popolare della città di Roma, fatto il 4 giugno del 1944, durante la seconda guerra mondiale. Divenne presto familiare e cara ai Romani che presero a chiamarla "la Madonnina" nonostante la sua imponenza.

La festa della “Madonnina” è fissata annualmente al 4 giugno, perché quella è la data della “liberazione di Roma”, avvenuta senza disordini e spargimento di sangue, come chiesto nel voto promosso dal Santo Padre Pio XII, valorizzando una iniziativa degli Orionini che raccolsero 1.100.000 firme a tale scopo. Il voto fu espresso pubblicamente davanti alla sacra effigie della Madonna del Divino Amore, esposta nella chiesa romana di Sant’Ignazio.
L'11 giugno, ad avvenuta liberazione, Papa Pio XII in ringraziamento dell’imprevedibile felice conclusione dell’occupazione militare di Roma, si recò a celebrare la Messa nella chiesa di Sant’Ignazio, davanti alla venerata immagine, e disse: «Noi oggi siamo qui non solo per chiederLe i suoi celesti favori, ma innanzitutto per ringraziarLa di ciò che è accaduto, contro le umane previsioni, nel supremo interesse della Città eterna e dei suoi abitanti. La nostra Madre Immacolata ancora una volta ha salvato Roma da gravissimi imminenti pericoli. Ella ha ispirato, a chi ne aveva in mano la sorte, particolari sensi di riverenza e di moderazione; onde, nel mutare degli eventi, e pur in mezzo all’immane conflitto, siamo stati testimoni di una incolumità, che ci deve riempire l’animo di tenera gratitudine verso Dio e la sua purissima Madre.»

“Carità e fede” erano state promesse alla Madonna. Da parte loro, gli Orionini adempirono il voto prima accettando la cura di orfani e mutilatini privi di alcun asilo e sostegno negli edifici ancora incompiuti di Monte Mario e, dopo, in segno di fede, innalzando la grande statua della Madonna “Salus populi romani”, benedetta il 4 aprile 1953.

La statua è opera dello scultore Arrigo Minerbi, e realizzata in una fonderia di Milano. Scomposta in parti, la statua della "Madonnina" fece il suo ingresso al Centro Don Orione di Monte Mario, in Via della Camilluccia 8, su due camions, il 9 novembre 1952, subito circondata dall'entusiasmo e dalle preghiere degli Orfani e Mutilatini, dei religiosi e della gente accorsa. Lo scultore Arrigo Minerbi, ebreo, nascosto presso le case orionine durante la persecuzione nazista, affermò di aver tratto le sembianze della Vergine dal volto di Gesù della Sindone, perché "il figlio matrizza". L'immagine è alta 9 metri, pesa 35 quintali ed è tutta in rame, eccetto la faccia e le braccia in bronzo.
La statua è diventata con gli anni un punto di riferimento della città, ripresa e rilanciata in televisione tante volte in occasione di partite di calcio e delle gare di atletica allo stadio Olimpico, una visione d’oro nell’orizzonte romano, segno di speranza e di unione fra la terra e il cielo, fra la città degli uomini e la città di Dio. Dal 5 aprile 1953, giorno di Pasqua, toltole il velo che la ricopriva, la statua della Madonna cominciò a risplendere dall'alto della collina di Monte Mario benedicente sulla città di Roma.

In occasione delle Olimpiadi del 1960, l’architetto Pier Luigi Nervi aveva progettato il “Trono di Maria” che prevedeva un santuario e la sistemazione di tutta l’altura di Monte Mario.

Il progetto, già approvato dalla autorità ecclesiastica, incontrò divergenze di valutazione in sede di Consiglio comunale e non fu realizzato. Restò la Madonnina, divenuta un elemento caro e caratterizzante la sky line di Roma.
Gravemente rovinata in seguito alla caduta dovuta a un cedimento strutturale il 12 ottobre 2009, l’artistica statua è stata prontamente restaurata con il lavoro del maestro Carlo Usai e del suo Team. Le risorse per il costoso intervento sono pervenute dall’Associazione Costruttori Edili Romani, da una colletta popolare e dalla Congregazione orionina.

 

Ufficio Stampa Orionino: 06.7726781; 320.4343394

 

 

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BENEDICTO XVI
SUBIRÁ A MONTE MARIO PARA BENDECIR
LA ESTATUA RESTAURADA DE LA “MADONNINA

 

El Santo Padre Benedicto XVI, el próximo 24 de junio, a las 10.30 de la mañana, subirá al Centro “Don Orione” de Roma - Monte Mario para estar un rato en oración y bendecir la gran estatua de María “Salus populi romani”, que mira a la ciudad de Roma en su solemne y maternal postura, restaurada y reubicada sobre la torre.

La gran estatua de la Virgen de 9 metros de altura, en cobre y dorada, se había caído de su pedestal de 19 metros de alto después de un temporal con fuerte viento, el 12 de octubre pasado.
El acontecimiento de la caída, vivido casi como una tragedia, provocó un gran movimiento de afecto y de devoción por parte de las autoridades y del pueblo de la Capital con la petición de volver a ver cuanto antes a la Madonnina con su gesto de bendición en su lugar.
La breve peregrinación del Santo Padre, con la bendición de la Madonnina restaurada, toma un gran significado religioso y civil para toda la ciudad, siendo la estatua como es memoria de acontecimientos históricos muy grabados en la conciencia popular.
La visita de Benedicto XVI a Monte Mario coincide también con la “Fiesta del Papa” que cada año la Familia Orionista promueve en todo el mundo, siguiendo la tradición iniciada por San Luis Orione. Durante la visita para el acto de devoción a la Madonnina de Monte Mario el Santo Padre tendrá también ocasión de encontrarse con el Capítulo General de la Congregación reunido en el mes de junio.

 

NOTICIAS SOBRE LA MADONNINA

La estatua de la Virgen fue colocada sobre el cerro de Monte Mario en 1953, como consecuencia de un voto popular de la ciudad de Roma, hecho el 4 de junio de 1944, durante la segunda guerra mundial. Pronto fue algo querido y familiar para los romanos que empezaron a llamarla "la Madonnina" a pesar de su gran tamaño.

La fiesta de la “Madonnina” fue fijada anualmente para el 4 de junio, porque ésta es la fecha de la “liberación de Roma”, ocurrida sin desórdenes ni derramamiento de sangre, como se pedía en el voto promovido por el Santo Padre Pío XII, valorando una iniciativa de los Orionistas que recogieron 1.100.000 firmas para aquel fin. El voto fue expresado públicamente delante de la sagrada efigie de la Virgen del Divino Amor, expuesta en la iglesia romana de San Ignacio.  
El 11 de junio, llegada la liberación, el Papa Pío XII, en agradecimiento a la imprevista y feliz conclusión de la ocupación militar de Roma, se acercó a celebrar la Misa en la iglesia de San Ignacio, delante de la venerada imagen y dijo: «Estamos hoy aquí no sólo para pedirle a María sus celestes favores, sino sobre todo para agradecerle lo que ha sucedido, contra las humanas previsiones, en el supremo interés de la Ciudad eterna y de sus habitantes. Nuestra Madre Inmaculada una vez más ha salvado Roma de gravísimos e inminentes peligros. Ella ha inspirado, a quienes tenían en su mano el destino, particulares sentimientos de reverencia y moderación; donde en los posibles cambios del destino e incluso en medio de los humanos conflictos, hemos sido testigos de una integridad, que nos ha de romper el ánimo en tierna gratitud hacia Dios y su purísima Madre.»

“Carida y fe” habían sido prometidas a la Virgen. Por su parte, los Orionistas asumieron el voto aceptando primero el cuidado de los huérfanos y mutilados privados de asilo y de sostén en los edificios aún inconclusos de Monte Mario y, después, en señal de fe, alzando la gran estatua de la Virgen “Salus populi romani”, bendecida el 4 de abril de 1953.

La estatua es obra del escultor Arrigo Minerbi, hebreo, escondido durante las persecuciones raciales en las casas de la Obra de Don Orione. La imagen de la Virgen fue realizada en cobre repujado, sobre armazón de hierro, con un revestimiento de finas hojas de oro. Minerbi, pensando que el rostro de la Madre debía, de cualquier modo, tener los rasgos del hijo, tomó de la Sagrada Síndone los lineamientos de Jesús para modelar el rostro de la Virgen.
Con ocasión de la Olimpiada de 1960, el arquitecto Pier Luigi Nervi había proyectado el “Trono di Maria” que preveía un santuario y la sistematización de toda la cumbre de Monte Mario.
El proyecto, ya aprobado por la autoridad eclesiástica, encontró divergencias de valoración en la sede del Consejo municipal y no se realizó. Quedó la Madonnina, convertida en un elemento querido y característico en el sky line de Roma.
Gravemente dañada en su estructura como consecuencia de la caída del 12 de octubre de 2009, la artística estatua está ya restaurada gracias al trabajo del maestro Carlo Usai y de su equipo. Los recursos para la costosa intervención han sido asumidos por la Asociación de Constructores de Edificios Romanos, por una colecta popular y por las Congregaciones orionistas.

 

Ufficio Stampa Orionino: 06.7726781; 320.4343394

 

 

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Pope Benedict to bless statue of Mary that overlooks the city of Rome

 

The Vatican announced Wednesday that this summer the Holy Father will visit and bless a restored statue of Mary that overlooks the city of Rome.
The Virgin, which was created in thanks for the city being peacefully liberated from the Nazis during World War II, was damaged in a storm last year.
In 1953, the statue was placed on a hill near the Vatican in a part of Rome called Monte Mario to remember the intercession of the Virgin Mary in securing the peaceful liberation of the city from Nazi occupants during World War II.
A popular 1944 initiative promoted by the local religious community of "Orionini" in Rome promised "charity and faith" in exchange for the bloodless transition of the city from the hands of German soldiers.
Over one million people signed the petition at the time and the vow was made publicly before a statue of Our Lady of Divine Love in St. Ignatius parish on June 4.
Following the departure of Nazi troops, which took place seven days after the public vow, Pope Pius XII celebrated Mass at the church, thanking the Virgin Mary for protecting the Eternal City and its inhabitants "against all human predictions."
After having been blown to the ground during a storm last October, the 30-foot tall gilded copper statue has been restored and repositioned atop its 60-foot tall pedestal.
Pope Benedict will make the short excursion outside the Vatican walls on June 24 to bless it and visit a local Dominican convent.
After disaster struck last fall, he said he hoped the statue would be speedily replaced "for the devotion of all Romans."
The statue was designed by a Jewish sculptor named Arrigo Minerbi, who was protected by the "Orionini" during the War.
Despite its size, it is referred to affectionately by Romans as the "Madonnina," or "little Madonna."

 

 

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BENOÎT XVI
VA À MONTE MARIO POUR BENIR
LA STATUE RESTAURÉE DE LA SAINTE VIERGE “MADONNINA

 

Le 24 juin prochain, à 10h 30, le Saint-Père Benoît XVI, montera au Centre « Don Orione » de Rome-Monte Mario pour un moment de prière et pour bénir la grande statue de Maria « Salus populi romani », regardant la ville de Rome, en sa pose solennelle et maternelle, restaurée et replacée sur la tour.
                                                                               
La grande statue de la Sainte Vierge de 9 mètres de hauteur, en cuivre, dorée, s'était écroulée de son piédestal de 19 mètres de hauteur, à la suite d'un grand orage avec un violent vent, le 12 octobre dernier.
Cet effondrement, vécu presque comme un deuil, a provoqué un grand mouvement d'affection et de dévotion de la part des autorités et du peuple de la Capitale, avec la demande de revoir, le plus tôt possible, la statue bénissante de la Vierge à sa place.
Le pèlerinage du Saint-Père, avec la bénédiction de la statue restaurée de la Vierge, assume une forte signification religieuse et civile pour toute la ville ; c’est une statue qui évoque la mémoire des événements historiques gravés dans la conscience populaire.
La visite de Benoît XVI à Monte Mario coïncide avec la « Fête du Pape » que la Famille orioniste promeut chaque année dans le monde entier, en suivant la tradition initiée par Saint Luigi Orione. Pendant ce moment de dévotion à la Madonnina de Monte Mario, le Saint-Père aura aussi l’occasion de rencontrer le Chapitre Général de la Congrégation réuni dans le mois de juin.

 

L’HISTORIQUE DE STATUE DE LA VIERGE DITE MADONNINA

La statue de la Sainte Vierge fut placée sur la colline de Monte Mario en 1953, à la suite d'un vœu populaire de la ville de Rome, fait le 4 juin de 1944 pendant la second guerre mondiale. Elle devint bien tôt familière et chérie aux Romains qui l’appellent la Madonnina (Petite Vierge)malgré sa majesté.

Annuellement la fête de la « Madonnina » est fixée au 4 juin, parce que c’est la date de la « libération de Rome », événement sans désordres ni effusion de sang ainsi que le vœu promu par le Saint-Père Pie XII, à la suite d’une initiative des Orionistes qui recueillirent 1.100.000 signatures, le demandait. Le vœu fut exprimé devant l'effigie sacrée de la Sainte Vierge du Divin Amour publiquement, exposée dans l'église romaine de Sant Ignace.
Le 11 juin, après cette libération, le Pape Pie XII, en remerciement de la conclusion heureuse, imprévisible de l'occupation militaire de Rome, se rendit dans l'église de Sant Ignace et célébra la Messe devant l'image vénérée, et il dit : « Aujourd'hui nous sommes ici non seulement pour vous demander vos faveurs célestes, mais avant tout pour vous remercier de ce qui est arrivé, contre les prévisions humaines, dans l'intérêt suprême de la Ville éternelle et de ses habitants. Notre Mère Immaculée encore une fois a sauvé Rome de graves dangers imminents. Elle a inspiré, à qui en avait en main le sort, un sens particulier de révérence et de modération ; de sorte que, dans le changement des événements, et aussi au milieu de l’immense conflit, nous avons été témoins d'une intégrité, qui doit nous remplir l'âme de tendre gratitude vers Dieu et sa Mère très pure. ».

« Charité et foi » avaient été promises à la Sainte Vierge. De leur côté, les Orionistes accomplirent le vœu d’abord en accueillant et en soignant dans les bâtiments encore inachevés de Monte Mario, les orphelins et les handicapés ou mutilés de guerre (mutilatini) dépourvus d’asile et de soutien et, après, en signe de foi, en élevant la grande statue de la Sainte Vierge « Salus populi romani », bénie le 4 avril 1953.

La statue est l’œuvre du sculpteur Arrigo Minerbi, Juif, caché pendant les persécutions raciales dans les maisons de l'Œuvre Don Orione. L'image de la Sainte Vierge est réalisée en cuivre repoussé, sur châssis de fer, avec un revêtement en feuilles minces d'or. Minerbi, en croyant que le visage de la Mère dût, d'une façon ou d'une autre, avoir les traits du Fils, reprit du Sacré Suaire les aspects de Jésus pour modeler le visage de la Sainte Vierge.

À l'occasion des Olympiades de 1960, l'architecte Pier Luigi Nervi avait projeté le « Trône de Maria » qu'il prévoyait un sanctuaire et le rangement de toute la colline de Monte Mario.

Le projet, approuvé par l'autorité ecclésiastique, rencontra des divergences d'évaluation au siège du Conseil communal et ne fut pas réalisé. Il resta alors seulement la statue de la Madonnina, qui est devenue un élément cher et caractérisant le sky line de Rome.
Gravement abîmée à la suite de la chute due à un affaissement structural le 12 octobre 2009, la statue artistique a rapidement été restaurée avec le travail du maître Carlo Usai et son Team. Les ressources pour cette coûteuse intervention sont parvenues de la part de l'Association des entrepreneurs en bâtiment Romains, d'une collecte populaire et de la Congrégation orioniste.

 

Ufficio Stampa Orionino: 06.7726781; 320.4343394

 

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BENEDYKT XVI
UDAJE SIĘ NA MONTE MARIO, ABY POŚWIĘCIĆ
ODNOWIONĄ STATUĘ „MADONNINY

 

Ojciec Święty Benedykt XVI, 24 czerwaca tego roku, o godz. 10,30 uda się do Centrum „Don Orione” w Rzymie – Monte Mario, aby zatrzymać się na modlitwie i poświęcić statuę Maryi „Salus populi romani”, będącej dość dużej wielkości, zwróconej w stronę Rzymu w swej uroczystej i matczynej postawie, odrestaurowanej i umieszczonej na wieży, na swym poprzednim miejscu.

Statua Matki Bożej, sięgająca 9 metrów wysokości, wykonana z miedzi, spadła ze swego 19-to metrowego piedestału 12 października ubiegłego roku w wyniku potężnej burzy i gwałtownego wiatru.
To wydarzenie upadku, przeżywane prawie jak żałoba, wywołało wiele odruchów współczucia i pobożności ze strony władz i ludności Stolicy i apele o to, aby jak najszybciej ujrzeć „Madonninę” błogosławiącą ze swego dawnego miejsca.
Krótka pielgrzymka Ojca Świętego, z poświęceniem odrestaurowanej Madonniny nabiera znaczenia głęboko religijnego i cywilnego dla całego Miasta, gdyż jest to statua upamiętniająca wydarzenia historyczne, wyryte w pamięci ludzi.
Wizyta Benedykta XVI na Monte Mario zbiegnie się również ze „Świętem Papieskim”, które Rodzina Oriońska organizuje każdego roku na całym świecie, kontynuując tradycję zapoczkątkowaną przez św. Alojzego Orione. Podczas tego krótkiego zatrzymania się w akcie nabożeństwa do Madonniny z Monte Mario, Ojciec Święty będzie miał okazję spotkać się z uczestnikami Kapituły Generalnej, którzy zbiorą się w miesiącu czerwcu.

 

INFORMACJE O MADONNINIE

Statua Matki Bożej została umieszczona na Monte Mario w 1953 r., w wyniku ślubu złożonego przez ludność miasta Rzymu 4 czerwca 1944 r. w czasie II wojny światowej. Matka Boża szybko nawiązała więzy rodzinne i zaskarbiła sobie serdeczność Rzymian, którzy zaczęli nazywać ją „Madonnniną”, pomimo jej pokaźnych rozmiarów.

Święto „Madonniny” jest obchodzone każdego roku 4 czerwca, gdyż jest to data „wyzwolenia Rzymu”, które dokonało się bez zamieszek i rozlewu krwi, jak o to proszono w ślubie, do którego zachęcał Ojciec Święty Pius XII, popierając inicjatywę Orionistów, którzy zebrali w tym celu 1.100.000 podpisów. Ślub zsotał złożony publicznie, przed świętym wizerunkiem Matki Bożej z Divino Amore, wystawionym w rzymskim kościele św. Ignacego.
11 czerwca, po dokonanym wyzwoleniu, Papież Pius XII w podziękowaniu za nieprzewidywane szczęśliwe zakończenie okupacji militarnej Rzymu, udał się do Kościoła św. Ignacego, aby tam sprawować Mszę św. przed czcigodnym obrazem i powiedział: « Jesteśmy tu dzisiaj nie tylko, aby prosić Ją o jej niebieskie łaski, ale przede wszystkim, aby podziękować jej za to co się wydarzyło, wbrew ludzkim przewidywaniom, w najwyższym interesie Wiecznego Miasta i jego mieszkańców. Nasza Niepokalana Matka już kojeny raz ocaliła Rzym przed bardzo poważnym i zagrażającym bezpośrednio niebezpieczeństwem. To Ona natchnęła tych, którzy mieli w ręku jego los, szczególnym poczuciem szacunku i umiarkowania; stąd też w przemienieniu wydarzeń, a nawet w pośród panoszącego się wokół strasznego konfliktu, staliśmy się świadkami ocalenia, które powinno napełnić nasze dusze czułą wdzięcznością w stosunku do Boga i jego przeczystej Matki. »

Obiecano Matce Bożej „Miłość i wiarę”. Orioniści, ze swojej strony, wypełnili ślub, na pierwszym miejscu, podejmując się opieki nad sierotami i kalekami, pozbawionymi jakiegokolwiek schronienia i oparcia, w jeszcze niedokończonych budynkach na Monte Mario, a potem, jako wyraz wiary, stawiając wielką statuę Matki Bożej „Salus populi romani”, poświęconą 4 kwietnia 1953 r.

Statua jest dziełem rzeźbiarza Arrigo Minerbi, żyda, ukrywanego w czasie rasistowskich prześladowań w domach Zgromadzenia Księży Orionistów. Figura Matki Bożej jest zrobiona z kutej miedzi, osadzonej na żelaznym stelażu i pokryta cieniutkimi płatkami złota. Minerbi, przekonany, że twarz Matki powinna w jakimś stopniu odzwierciedlać rysy Syna, przy jej kształtowaniu wzorował się na podobieństwie do Jezusa ze Świętego Całunu.

Z okazji zbliżającej się Olimpiady w 1960 r. architekt Pier Luigi Nervi zaprojektował „Tron Maryi”, który zakładał sanktuarium i zagospodarowanie całego Monte Mario.

Projekt, zatwierdzony już przez władze kościelne, spotkał się z rozbieżnością ocen w siedzibie Ratusza Komunalnego i nie został zrealizowany. Pozostała Madonnina, która stała się drogim i charakterystycznym elementem kreślącym sky line (podniebny choryzont) Rzymu.
Ulegając poważnemu zniszczeniu na skutek upadku spowodowanego korozją podstawy 12 października 2009 r., statua o wartości artystycznej została błyskawicznie odrestaurowana dzięki zaangażowaniu mistrza Karola Usai i jego ekipy. Środki na kosztowne przedsięwzięcie zostały ofiarowane przez Stowarzyszenie Rzymskich Konstruktorów Budowlanych, z powszechnych zbiórek i od Zgromadzenia Księży Orionistów.

 

Oriońskie Biuro Prasowe:  06.7726781; 320.4343394

 

 

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BENTO XVI
IRÁ A MONTE MARIO PARA ABENÇOAR
A ESTÁTUA RESTAURADA DA “MADONNINA

 

O Santo Padre Bento XVI, no dia 24 de junho próximo, às 10:30 da manhã, irá ao Centro “Dom Orione” de Roma - Monte Mário para um momento de oração e para abençoar a grande estátua de Maria “Salus populi romani”, posicionada, com o seu modo solene e maternal, na direção da cidade de Roma. A estátua foi restaurada e recolocada no alto da torre.
           
A grande estátua de Nossa Senhora de 9 metros de altura, feita de cobre, dourada, caiu do pedestal de 19 metros de altura, durante um forte temporal com vento violento, em 12 de outubro passado.
O evento da queda, vivenciado quase como um luto, provocou um amplo movimento de afeto e de devoção da parte de autoridades e do povo da Capital com o pedido de rever, o quanto antes, no seu lugar, a estátua de Nossa Senhora que abençoa.
A breve peregrinação do Santo Padre, com a benção da Madonnina restaurada, assume um grande significado religioso e civil para toda a cidade, já que a estátua é “memória” de eventos históricos incutidos na consciência popular.
A visita do Papa Bento XVI em Monte Mário coincide também com a “Festa do Papa” que a cada ano a Família Orionita promove em todo o mundo, seguindo a tradição iniciada por São Luís Orione. Durante o ato de devoção junto à Madonnina de Monte Mário, o Santo Padre poderá encontrar o Capítulo Geral da Congregação reunido no mês de junho.

 

NOTÍCIAS SOBRE A MADONNINA

A estátua de Nossa Senhora foi colocada no alto de Monte Mário em 1953, logo depois de um voto popular da cidade de Roma, feito em 4 de junho de 1944, durante a segunda guerra mundial. Torna-se rapidamente familiar e querida aos Romanos que começaram a denominá-la "la Madonnina" não obstante a sua imponência.
A festa da “Madonnina” é celebrada anualmente no dia 4 de junho, porque é a data da “liberação de Roma”, acontecida sem desordens e sem derramamento de sangue, como foi pedido no voto promovido pelo Santo Padre Pio XII, valorizando uma iniciativa dos Orionitas que recolheram 1.100.000 assinaturas para tal finalidade. O voto foi expresso publicamente diante da sagrada efígie de Nossa Senhora do Divino Amor, exposta na igreja romana de Santo Inácio.
No dia 11 de junho, depois da liberação da cidade, o Papa Pio XII, em ação de graças pela imprevisível feliz conclusão da ocupação militar de Roma, foi celebrar a Missa na igreja de Santo Inácio, diante da venerada imagem, e disse: «Nós hoje estamos aqui não somente para pedir os Seus celestes favores, mas sobretudo para agradecer o que aconteceu, contra humanas previsões, no máximo interesse da Cidade eterna e dos seus habitantes. A nossa Madre Imaculada salvou uma outra vez a cidade de Roma de gravíssimos iminentes perigos. Ela inspirou, a quem tinha em mãos o poder, particulares sentimentos de reverência e de moderação, de modo que os eventos tomaram uma nova direção, mesmo no meio de um grandioso conflito. De tais eventos fomos testemunhas de uma incolumidade que deve encher a nossa alma de terna gratidão para com Deus e a sua puríssima Mãe.»

“Caridade e fé” foram prometidas a Nossa Senhora. Da parte sua, os Orionitas cumpriram o voto, primeiro aceitando o cuidado de órfãos e mutilados desamparados nos edifícios ainda não concluídos de Monte Mário e, depois, num sinal de fé, erguendo a grande estátua de Nossa Senhora “Salus populi romani”, abençoada em 4 de abril de 1953.

A estátua é obra do escultor Arrigo Minerbi, hebreu, que permaneceu escondido durante as perseguições raciais nas casas da Obra de Dom Orione. A imagem de Nossa Senhora é realizada em cobre sobre uma guarnição de tela de ferro, com um revestimento de sutis folhas de ouro. O escultor Minerbi, considerando que o rosto da Mãe deveria, de algum modo, ter os mesmos traços do Filho, pegou do Santo Sudário a aparência de Jesus para modelar o rosto de Nossa Senhora.

Por ocasião das Olimpíadas de 1960, o arquiteto Pier Luigi Nervi tinha projetado o “Trono de Maria” que previa um santuário e a disposição harmônica de todo o espaço de Monte Mário.

O projeto, já aprovado pela autoridade eclesiástica, encontrou divergências de avaliação na sede do Conselho comunal e não foi realizado. Restou a Madonnina, que se tornou um elemento caro e distintivo da linha panorâmica de Roma.
Gravemente danificada depois da queda por causa do desmoronamento estrutural de 12 de outubro de 2009, a artística estátua foi prontamente restaurada graças ao trabalho do mestre Carlo Usai e da sua Equipe. Os recursos para o custoso projeto vieram da Associação Construtores Edili Romani, de uma coleta popular e da Congregação orionita.

 

Sala de Imprensa Orionita: 06.7726781; 320.4343394

 

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Buonanotte del 26 marzo 2019