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Messaggi don Orione
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La presentazione del superiore generale al Quaderno di Formazione Permanente 2012-2013 dedicato ai Mnisteri della carità

            Il vangelo orionino può essere riassunto nello slogan che ha dato titolo e contenuto al nostro 13° Capitolo generale (Ariccia, 2010) e al cammino della Congregazione nel sessennio 2010-2016: “Solo la carità salverà il mondo”. Come ci ha insegnato Don Orione, “la carità è la migliore apologia della fede cattolica” (Scritti 4, p.279), “la carità trascina, la carità muove, porta alla fede e alla speranza” (Verbali, 26.11.1930, p. 95).

            Questo ci inserisce nel cuore della Chiesa, perché “la carità appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza” (Deus caritas est 25a).

            Per la speciale concentrazione carismatica di noi Figli della Divina Provvidenza, il ministero della carità è la nostra “ragione e forma d’essere”, è il nostro dono e il nostro slancio nella missione della Chiesa d’oggi.

            E tanto più oggi, in cui si rende necessaria e urgente una nuova evangelizzazione. Era una urgenza anche al tempo di Don Orione. Egli, osservando, che "spesso si parla di apostolato per la conversione del mondo a Gesù Cristo”, affermava che il “santo amore, che prende nome di carità, è il risultato della comunione con Gesù Cristo. E' il fervore della grazia onde non può stare e ha bisogno di espandersi, charitas natura diffusiva est. La carità è diffusiva" (Scritti 80 p.281). La carità è l’anima è la forza della missione.

            L’annuncio della fede e il ministero della carità diventano altro (ideologia la fede e filantropia la carità) se separate e indipendenti. L’unico motore della missione è la carità.

            “Le opere di carità – ha detto a noi Orionini Papa Benedetto XVI -, sia come atti personali e sia come servizi alle persone deboli offerti in grandi istituzioni, non possono mai ridursi a gesto filantropico, ma devono restare sempre tangibile espressione dell’amore provvidente di Dio. Per fare questo - ricorda don Orione - occorre essere ‘impastati della carità soavissima di Nostro Signore’ (Scritti 70, 231) mediante una vita spirituale autentica e santa” (Discorso ai Padri Capitolari, Roma – Monte Mario, 24 giugno 2010).

            Facciamo attenzione a non ridurre la nuova evangelizzazione – cui tanto insistentemente richiama Papa Benedetto XVI e il recente Sinodo – a un sussulto culturale e verbale infecondo perché povero di vita di Dio. Come anche, non accada che noi Orionini riduciamo la carità ad aiuto umanitario o a servizio sociale, perché non sufficientemente fondati sulla vita di Dio sperimentata (mistica), testimoniata (diaconìa) e annunciata (evangelizzazione).  

            Noi, per nome e per carisma, siamo Figli della Divina Provvidenza, ed è la Carità, vissuta nello Spirito, che ci evangelizza e ci rende missionari. L’esercizio della carità, come già fu per Gesù e per la Chiesa lungo i secoli, è il grande segno di credibilità del Vangelo. Di più la Carità è il contenuto essenziale del Vangelo:  “Dio è amore”(1Gv 4,7)  e “noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli” (1Gv 3,14)).

            Fatta questa premessa, prendiamo tra le mani le schede dedicate ai “ministeri della carità” e , nella preghiera e nel dialogo fraterno, serviamocene per ravvivare il fuoco della carità, per coltivare la spiritualità (unione con Dio) che dà consistenza e carattere evangelizzatore all’esercizio della carità. Facciamo continuo riferimento alle nostre Costituzioni perché “le sante Regole sono il libro della vita, la speranza della salute, il midollo del Vangelo, la via della perfezione, la chiave del Paradiso, il patto della nostra alleanza con Dio” (Scritti 100, 240).

Ringrazio di cuore il vicario Don Achille Morabito cui in gran parte si deve la redazione di questo Quaderno di formazione permanente.  Da anni, questo sussidio formativo incide beneficamente sulla nostra vita quotidiana, raggiunge tutti i religiosi e comunità sparse nel mondo. È perciò un importante strumento di conversione e di unità di Congregazione.

Le schede di formazione permanente siano da tutti usate nella riunione quindicinale della comunità. Possono anche suggerire i temi del ritiro  mensile. È bene che entrino anche nella elaborazione del progetto personale e comunitario.

Ave Maria e Avanti!

Don Flavio Peloso FDP

(superiore generale)

Maputo, 5 novembre 2012

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