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Messaggi don Orione
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Nella foto: Don Giulio Cremaschi davanti a Villa Moffa di Bra (Cuneo)

Fu per 34 anni Padre Maestro, figura determinante nella formazione agli inizi della Congregazione.

“Andate, andate volentieri a Villa Moffa. Vi troverete una “mamma”: Don Cremaschi. Dategli tante consolazioni - raccomandava Don Orione il 13 agosto 1939, a un gruppo di aspiranti dell’Opera raccolti nella Casa madre di Tortona - . Tutta la Congregazione è passata, fin dagli anni anteguerra, sotto le mani di Don Cremaschi, e tutta gli vuol bene – dagli orfani calabresi, siciliani e marsicani, che per primi vi andarono, dopo i terremoti di Messina e della Marsica – su su fino adesso che quella casa è Noviziato”.

Don Giulio Cremaschi, è uno dei sacerdoti più noti e determinanti negli inizi della Congregazione orionina. Fu Padre Maestro per 34 anni. Alla sua scuola squisitamente "materna" generazioni e generazioni di giovani Chierici e di Fratelli coadiutori si formarono all’autentico spirito di Don Orione.

Era nato a Codevilla (Pavia), in diocesi di Tortona, il 10 novembre 1881, ed entrò fanciullo nella Piccola Opera insieme al fratello Ippolito – poi Eremita della Divina Provvidenza col nome di Fra Gaetano. Dopo poco tempo, anche la madre Delfina seguì i due figli nella congregazione e “per amor di Gesù – scrisse di lei Don Orione -  fece da mamma a tanti poveri fanciulli nel Collegio Santa Chiara”. Una bella storia di una bella famiglia.

Giulio ancora giovane professo fu nelle Colonie agricole di Mornico Losana (Pavia) e di Noto (Sicilia). Ordinato sacerdote il 18 dicembre 1904, Don Orione lo destinò a coadiuvare Don Sterpi all’Istituto San Romolo, in Sanremo. Vi rimase fino al 1911. Dopo un breve tempo come superiore della comunità del Ricreatorio Pio X di Lonigo (Vicenza), assunse quel compito che manterrà fino alla morte e che qualifica la sua figura: dal 1912 fu il Padre Maestro della Congregazione, a Villa Moffa, di Bandito di Bra (Cuneo).

Don Orione parlava di lui con grande rispetto: “Il Maestro dei Novizi è di poca, anzi di ruvida apparenza, ma fino e di molto discernimento… Ho stima di lui che è venerato da chi resta e da chi va e tutti lo portano nel cuore anche dopo anni e anni che sono usciti dal Noviziato”. Fu ottimo educatore. Il suo metodo? L’esempio, la spontaneità di rapporto, la fedeltà al dovere, il lavoro manuale e lo spirito di sacrificio, la preghiera, la santità: il resto fu frutto di esperienza pedagogica e dell’intelligenza del cuore interamente dimentico di sé e solo dedicato a Dio e ai “figlioli”. Fu un maestro non “secondo il mondo” di oggi e neppure di ieri, ma efficace sull’anima dei discepoli e indimenticabile anche col passare del tempo.

Morì il 3 novembre 1946, circondato dai suoi giovani chierici e dai confratelli inginocchiati in preghiera attorno al suo letto. La sua salma riposa, con sepoltura privilegiata, nella cappella del suo noviziato, a Villa Moffa, circondato in morte come in vita di venerazione e di affetto anche da parte delle popolazioni locali e della zona.

Don Orione a volte lo rimproverava di essere “troppo buono”. Ma Don Cremaschi si giustificava: “Cosa volete! Guai se al mondo si dovesse essere buoni solo con quelli, e nella misura che se lo meritano. Gli uomini hanno bisogno di maggiore bontà di quanta ne hanno diritto. Proprio come fa il Signore con noi! Solo chi si ostina a credere buoni gli altri può continuare con pazienza ad aiutarli e far loro del bene. Vedete Don Orione!”. Questa è la fonte della sua pedagogia.

Come è noto, il corpo di Don Cremaschi fino all'ottobre 2005 era sepolto nella cappella del noviziato di Villa Moffa. Giovedì 28 ottobre, avvenne l'esumazione della salma di Don Giulio Cremaschi. Ebbene, il suo corpo è stato rinvenuto in buono stato di conservazione, intatto, come fossilizzato, con i paramenti liturgici viola rifiniti in oro, completamente intatti, le mani in preghiera sopra un libro ed un crocifisso, con una corona fra le dita. Suscitò emozione in tutti, convinti di trovarci di fronte ad un fatto un po' speciale. Io ero presente alla ricognizione fatta a Tortona e ricordo bene il capo e il volto che, pur scarni, mantenevano le sue sembianze e tutta la sua persona emanava un senso di pace e sacralità davanti alla quale siamo rimasti in silenzio.

Da Villa Moffa di Bra, la salma dell'illustre e santo confratello, sistemata in una nuova bara, dopo la celebrazione da me presieduta il 3 novembre, fu traslata e tumulata nel Santuario della Madonna della Guardia di Tortona (AL).

Don Cremaschi è unito ai nostri “Padri di famiglia” nella cripta del Santuario di Tortona che costituisce un memoriale visibile della grazia del Signore, un luogo di comunione fraterna, una fonte di esempi e di pensieri per consolidare la nostra identità e per rassicurarci nella fedeltà creativa al carisma orionino lungo il mutevole cammino dei tempi.

Don Flavio Peloso

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