Ven.MARIA PLAUTILLA: Quando si ha da soffrire pensare alla passione di Nostro Signore Gesù e a quanto ha sofferto Lui. Per noi quante calunnie, schiaffi, sputi ha sofferto e poi morire in croce in mezzo a due ladroni! Se si soffre pure tanto, non si può mai mettere a confronto del suo dolore
Buona notte
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1923 : Cesare Pisano veste il saio da eremita della Divina Provvidenza e prende il nome di Frate Ave Maria, stabilendosi nell’eremo di Sant’Alberto di Butrio.
Don Orione e Mons. Montini ( Paiolo VI) in aiuto dei preti lapsi.
Recentemete è venuto alla luce un significativo carteggio autografo tra Don Orione e il giovane Giovanbattista Montini (poi Paolo VI), conservato nell’Archivio Don Orione di Roma e pubblicato in Paolo VI, “amico di Don Orione” (Ed. Rubbettino 2015). Si tratta di lettere indirizzate a Don Orione, a partire dall’anno 1928. Quasi tutte hanno per argomento l’aiuto a sacerdoti in difficoltà – lapsi, come erano chiamati allora – da sovvenire e da indirizzare al bene.
L’aiuto ai sacerdoti in difficoltà, per Mons. Montini, era diventato un personale e nascosto campo di apostolato per il quale si avvaleva dell’opera prudente e caritatevole di Don Orione. Tale collaborazione che univa il balsamo della carità con l’azione giuridica portò alla redenzione di vari sacerdoti lapsi.
Avendo scoperto il tessuto di stima e di collaborazione tra il giovane monsignore del Vaticano e il maturo sacerdote, meglio si comprendono le parole di stima e i gesti di predilezione di Paolo VI verso Don Orione. Durante l’udienza del 31 maggio 1972, disse: “Lo vidi più di una volta quando venne a trovarmi in Segreteria di Stato, e non avrei mai finito di discorrere con lui perché sentivo proprio in lui un’anima speciale, uno spirito singolare, un santo e speriamo un giorno di poterlo proclamare tale da questa basilica”.