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Messaggi Don Orione
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Autore: Arturo Sacchetti
Pubblicato in: Messaggi di Don Orione, n.111, 2003, p. 47-56.

L’Archivio Don Orione di Roma conserva un prezioso corpus di manoscritti musicali autografi del grande maestro Lorenzo Perosi. Il ritrovamento di numerosi inediti del celebre compositore, concittadino, coetaneo e amico del beato Luigi Orione, porta un importante contributo alla conoscenza e alla valutazione storico-critica di Lorenzo Perosi. Ne scrive il maestro Arturo Sacchetti, uno dei principali conoscitori ed interpreti di Lorenzo Perosi.

GLI INEDITI PEROSIANI DELL’ARCHIVIO DON ORIONE


ARTURO SACCHETTI*


 

 

DON ORIONE E DON PEROSI DI NUOVO INSIEME

Don Luigi Orione e don Lorenzo Perosi si ritrovano uniti, oggi, dopo molti anni, ormai lontani dalle nostre memorie (1). Soltanto la storia con le sue testimonianze, spesso labili ed imprecise, a volte smarrite a cagione dell’insensibilità degli uomini consente di riscoprire i significati di sintonie, legami, amicizie, comunanze, intese e simpatie che hanno illuminato le vicende terrene di questi personaggi, ‘al di fuori del comune’ venuti alla luce per i misteriosi disegni della Divina Provvidenza. E questa fu generosa e magnanima nei confronti dell’umanità perché i Nostri, nel corso di un viaggio esistenziale irto di difficoltà di incomprensioni, di lotte e di sofferenze, non ebbero vita facile.


Si ritrovarono a Tortona giovinetti, prima del 1889, chierico don Orione (nativo di Pontecurone) e studente don Perosi per salire insieme alla villa Sant’Ambrogio a servir messa all’abate Ambrogio Gatti, illustre personaggio del mondo culturale ritiratosi dall’impegno attivo per trascorrere in solitudine i suoi ultimi anni. Dopo il 1890 le loro vite si divisero non immaginando quali disegni il destino avesse loro serbato: il primo assecondando la vocazione religiosa, il secondo coniugando fede e arte musicale.
La famiglia Perosi composta dai genitori Giuseppe e Carolina Bernardi e da sei figli, Carlo (divenuto poi Cardinale), Renzo, Marziano, Felicina, Pia e Maria fu in armoniosa relazione con don Orione sin dai primi approcci conoscitivi che il capostipite ebbe con lui in occasione delle lezioni di canto impartite ai primi allievi raccolti dall’esuberante chierico sotto le ali della Divina Provvidenza.
Le parole dell’inno ‘Gioia dei forti sono i perigli’, non sono opera di Giuseppe Perosi ma risalgono ad un ‘Canto ginnastico’ di Giuseppe Carcano apparso su “L’Osservatore Scolastico” del 14 aprile 1894, opportunamente adattato dal musicista al nuovo testo di Don Orione. Ricco di piglio eroico e marziale rispecchia l’atmosfera musicale del testo; fu cantato dapprima dai giovani di S. Chiara, indi assurse ad inno ufficiale degli ex-allievi.
Il 6 giugno 1888 il padre Giuseppe ed il giovane Lorenzo Perosi furono accreditati e ricevuti in udienza privata da Leone XIII. Papà Giuseppe chiese al Sommo Pontefice una speciale benedizione per Lorenzo affinché potesse seguire la strada della composizione sacra. Il Pontefice accondiscese ed il giovane gli offrì una raccolta di cinque proprie composizioni fra le quali il ‘Mottetto per la festa di S. Luigi’ che fu eseguito nel giorno dell’inaugurazione del primo oratorio di Don Orione, il 3 luglio 1892.
Nel corso della sua vita Perosi richiese più volte a Don Orione la protezione come testimonia la dedica apposta alla giaculatoria ‘Sancta Maria succurre miseris’ datata Roma 18 Dicembre 1903: «al carissimo D. L. Orione perché ricordi sempre alla Vergine SS.ma il compatriota suo». La lode venne cantata l’8 maggio 1907 nella Cappella della Casa della Divina Provvidenza in Tortona in occasione dell’offerta alla Madonna della Divina Provvidenza di un cuore votivo d’argento con i nomi di tutti i benefattori e benefattrici. Alcuni anni dopo l’inciso melodico corrispondente alla frase ‘succurre miseris’, traslato dal modo maggiore al minore, divenne l’elemento generatore di un esteso ed elaborato mottetto a sei voci miste, splendido esempio di discorsività contrappuntistica.
«Mi è costata meno fatica tirar su il Santuario che non a condurre Perosi alla città Natale», così ebbe a dire Don Orione allorquando il 26 e 27 settembre del 1931, poche settimane dopo l’inaugurazione avvenuta il 29 agosto, riuscì a concretare il desiderio di avere il compositore in veste di direttore delle esecuzioni dell’oratorio ‘La Risurrezione di Cristo’. Durante le giornate tortonesi, assolti i convenevoli di rito, il maestro si rifugiò in collegio protetto amorevolmente da don Orione; trascorse il poco tempo libero componendo e, con generosità, volle offrire ai ragazzi del collegio una breve composizione per voce e pianoforte, ‘Mater orphanorum, ora pro nobis’, satura di espressione ed implorante la Vergine.
Il doloroso commiato dall’amico, confidente di tanti momenti bui e di drammatico sconforto, è segnato dal canto funebre ‘Requiem aeternam dona eis Domine’ vergato il 19 aprile 1940 con la dedica «In memoriam Reverendissimi Aloisii Orione», alcune settimane dopo la sua morte avvenuta a Sanremo il 20 marzo. La scarna melodia, plastica nel suo incedere, traduce il sentire di un’anima sgomenta dinnanzi al passaggio dalla vita terrena all’al di là.
Lorenzo Perosi spesso propose in concerto, con la Cappella musicale Pontificia Sistina da lui diretta, la parte finale della cantata ‘Il Gran Sasso d’Italia’ risalente al 1936 e composta, su testo di Augusto Antonio Vicentini, primo Arcivescovo dell’Aquila, per l’inaugurazione della cappella del Gran Sasso, presso Campo Imperatore. La prima esecuzione ebbe luogo presso la chiesa di S. Bernardino all’Aquila dinnanzi a cinquemila persone ed il successo riscosso, determinato dalla ammaliante ricchezza, è testimoniato dal racconto di mons. Antonio Anichini, Prefetto della Cappella Sistina: «Al finale, alle parole ‘Ecco la terra d’Esperia’, tutti scattarono in piedi. Fu, certamente quello, uno dei successi più clamorosi del Maestro».


L’ELENCO DEI MANOSCRITTI MUSICALI INEDITI

Recentemente, nel novembre 2002, una visita presso l’Archivio Don Orione, via Etruria 6, in Roma, ove trovasi custodito il ‘Fondo Lorenzo Perosi’ ha consentito la scoperta di una serie di composizioni interessantissime, parte delle quali autografe, che consentono di arricchire il quadro conoscitivo della creatività del compositore. Arduo è il conoscere le strade per mezzo delle quali le composizioni sono pervenute all’archivio citato. Ma, di certo, il ritrovamento consente una maggiore focalizzazione della creatività del Maestro soprattutto alla luce della stesura, in corso, del catalogo tematico per indici originali a cura dello scrivente.

I testi musicali sono autografi, ad eccezione di quelli qui riportati in corsivo.

1. ‘Adoramus te’, a 8 voci in due cori, la min. 2/2 (1933) ‘a Pio XI’
2. ‘Mater orphanorum, ora pro nobis’ [per i ragazzi del collegio di Don Orione, Tortona, 1931] fa magg. 2/4, una voce ed acc., manca il testo
3. ‘In memoriam Reverendissimi Aloisii Orione’, una voce ed organo, re min. C (1940
4. ‘Parce mihi Domine, parte di tenore da una composizione a 2 voci
5. ‘Benedictus’, a due voci senza acc. ( ‘Et erexit cornu salutis nobis’), fa magg. C
6. ‘Dies irae’ volgare, melodia senza acc., re min. C
7. ‘Missa pro Defunctis’, a 6 voci (1903) (per i funerali di Papa Leone XIII)
8. ‘Hymnus in festo S. Homoboni’, a 4 voci ed acc. (Castelgandolfo, 23.IX.1937. XV) (Beatae pauperum decus’, mi b magg. C)
9. ‘In festo Sanctae Catharinae Ausoniae telluris Patronae’. Antiphona, a 7 voci (‘Det Catharina’, la magg. C) Roma, 7.4.1940.XVIII)
10. ‘Canticum Zachariae cum Gloria Patri’, a 4 voci (‘Benedictus Dominus Deus Israel’)
si min. C
11. ‘Ave maris stella, a 4 voci, mi b magg. 2/2
12. ‘Missa Davidica’, a 3 voci (1894) ‘a Davide Albertario’
13. Quartetto n. 13 (Roma 40 inverno 9 – [1931])
‘Ai signori O. Zuccarini, A. Perini, F. Montelli, L. Silva del Quartetto di Roma’
14. ‘In diebus tribulationis’, oratorio per soli, cori ed orchestra (riduzione per piano) (1916)
‘A Benedetto XV’
15. ‘Inno al Gran Sasso d’Italia’ (parte vocale a 4 voci) (1936)
16. ‘Missa in honorem Beatae Franciscae Saveriae Cabrini una vel pluribus vocibus concinenda Organo comitante’, a una voce ed organo o 8 voci sole (1938)
‘Sororibus meis Felicinae, Mariae et Piae’

17. ‘Missa Pontificalis ad tres voces inaequales / Alto Tenore Basso / cum instrumentis [Violini 1°
Violini 2° Viole Celli Bassi et organo 1897 ‘A mio Padre’
18. Concerto in Mi b per solo di Violino con acc. Di corni ed archi (1903)
‘A cesare Pallino per antica amicizia’
19. La Risurrezione di Lazzaro, oratorio per soli, coro ed orchestra (partitura) (1899)
20. La Risurrezione di Cristo, oratorio per soli, coro ed orchestra (partitura) (1898 in Tortona)

NOTE DI VALUTAZIONE

Scendendo nei particolari è sicuramente importante porre l’accento su alcuni manoscritti autografi, unici.

1) ‘Ave maris stella’, a 4 voci, in b maggiore, tempo 2/2. Perosi compose molti brani utilizzando lo stesso testo a conferma della predilezione per determinati assunti poetici. Il presente arricchisce il novero di nuova luce. Indefinita la data di composizione.

2) Concerto in mi b per solo di Violino con acc. di corni ed archi. Per anni questa composizione è stata ritenuta perduta. Nell’elencazione per titoli delle opere di Perosi, stilata a cura di padre Vittore Zaccaria in dattiloscritto, il concerto, contrassegnato con il n. 1, dato per smarrito è, presumibilmente collocato presso gli eredi Vecsey, discendenti del celebre violinista ungherese, amico del compositore, dedicatario ed interprete di vari suoi brani. Inoltre, presso il ‘Fondo Platania’ del Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli, esiste in copia non autografa un ‘Largo per corni ed archi’ che è stato presentato, in prima esecuzione assoluta, nell’ambito di Perosiana 2002’ a Tortona, trattasi invero dell’analogo secondo tempo del concerto, con alcune varianti.
Il concerto è stato composto in occasione della permanenza di Perosi in Polonia nel periodo 13-19 aprile 1903, con soste a Lemberg e Leopoli per l’esecuzione dell’oratorio ‘Gerusalemme’; che il parto sia avvenuto a Leopoli è attestato da alcuni fogli autografi presenti presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, ‘Fondo Perosi’, che riportano l’indicazione di tale città. L’attribuzione della prima esecuzione a Franz von Vecsey, al momento, non è documentata, il violinista tenne a Roma, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dal 1903 innanzi molti concerti ma dell’esecuzione in oggetto non v’è traccia. Invece il 22 febbraio 1905 il violinista Louis Wolf (1865-1926), maestro del Concertbouwon Kest di Amsterdam e professore di violino al Conservatorio di Rotterdam, eseguì il ‘Largo’ sotto la direzione di Perosi presente in Olanda dal 22 febbraio al 10 marzo per esecuzioni dell’oratorio ‘Il Giudizio universale’ ad Amsterdam, Utrecht e Rotterdam. Lo stesso Wolf richiese all’autore in ‘una lettera del I.III.1905 se il concerto era disponibile in partitura a stampa.

3) ‘Mater orphanorum, ora pro nobis’ fu composta da Perosi a Tortona in occasione della permanenza, il 26 ed il 27 settembre 1931, per la direzione del suo oratorio ‘La Risurrezione di Cristo’ al Santuario di N.S. della Guardia ed offerta ai ragazzi del collegio di Don Orione; il brano è ad una voce ed accompagnamento e privo di testo ma la struttura melodica è così ovvia da consentire una logica collocazione del breve testo.

4) Le partiture autografe degli oratori ‘La Risurrezione di Lazzaro’ e ‘La Risurrezione di Cristo’ sono estremamente importanti alla luce di una verifica delle versioni a stampa, partiture e spartiti, pubblicate dall’editore Ricordi. Purtroppo fra l’autografo e tali edizioni si riscontrano differenze, anche notevoli. Trattasi verosimilmente o di distrazioni dei copisti, o di ripensamenti dell’autore che era uso ad intervenire con correzioni sugli autografi dopo le prime esecuzioni; ovviamente, a stampa effettuata, diveniva impensabile procedere a nuove tirature contenenti gli emendamenti. Ci si trova, quindi, innanzi a duplici versioni nell’ambito delle quali ‘il vero Perosi’ è quello che non si conosce! Alla luce di una redazione critica auspicabile il raffronto fra autografi ed edizioni a stampa diviene assolutamente imprescindibile.

5) Molte composizioni degli altri autografi presenti sono note in copie apografe esistenti presso archivi e biblioteche. Per queste rimane l’eccezionale valore documentario e l’opportuna azione di collazione al fine di verificare eventuali differenze.

6) Dei Frammenti ‘Parce mihi Domine’, ‘Benedictus’, ‘Dies irae’, ‘Manus tuae’, unici nel loro genere nel senso che non si conoscono composizioni che li annoverano, rimane una testimonianza di riferimento nell’attesa che altri frammenti vengano rinvenuti per dare veste definita ai brani. Dall’analisi della scrittura emerge un tratto giovanile, contemporaneo alla grafia della ‘Missa Davidica’ dedicata a fratel Davide Albertario.

Una significativa cernita di questi brani inediti è stata proposta da Coro “I polifonici” di Genova diretto da Fabio Macelloni e dal Quartetto d’archi “Nuova Cameristica di Milano” nella serata intitolata “Il bello della carità e la carità del bello. Musiche di Lorenzo Perosi e testi di Don Luigi Orione”, a Pontecurone, paese natale del Beato, venerdì 14 marzo 2003, nell’Oratorio San Lorenzo.
Ora è in progetto una edizione a stampa degli autografi musicali rinvenuti presso l’Archivio Don Orione. Essa permetterà di mettere in luce la creatività del Maestro ancora manchevole di tanti tasselli indispensabili per una valutazione storico-critica del suo impegno.


ELOGIO DELLA MUSICA

Nelle arti belle la più bella tra tutte è la musica.
Se il ritmo di essa è ispirato da Dio, la musica è divina,
rapisce il giovane e di botto lo mena in paradiso:
essa ha la virtù di pacificare gli animi,
mutare i cuori e raddrizzare i traviati.
La musica è il cuore della gioventù:
buona musica fa buono il cuore:
inspira fede, fortezza, coraggio.
Essa eccita potentemente le facoltà dello spirito,
ispira altissimi concetti,
elettrizza le genti alla gioia, al brio, all’amore di Dio e dei fratelli;
in maniera che quelli che non cantano, cantano;
quelli che non sono poeti, poetizzano;
quelli che non amano Dio, lo amano!
Tortona, culla del Perosi, sarà la terra delle armonie di Dio.

(Scritti di Don Orione,
31 gennaio 1905, 57, 249)


Note:
* Arturo Sacchetti è compositore e direttore musicale, musicologo,
uno dei principali conoscitori ed interpreti di Lorenzo Perosi.. Vive a Santhià (Vercelli).

Si veda A. Lanza,
Don Orione e il maestro Lorenzo Perosi, “Messaggi di Don Orione” 34(2002) n.107, pp.59-81.

 

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