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Messaggi Don Orione
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Nella foto: Madonna del Buon Consiglio, venerata nel Duomo di Tortona.
Autore: Flavio Peloso

L'antica devozione nel Santuario di Scutari; quando questo fu distrutto, l'apparizione dell'immagine a Genazzano. La devozione alla Madonna del Buon Consiglio di Don Orione. Presso il suo altare, a Tortona, si consacrò con Don Gaspare Goggi e consacrò i primi ragazzi dell'Oratorio. Le sue visite al santuario di Genazzano e un episodio miracoloso.

LA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO

I Santuari di Genazzano e di Scutari.
La devozione alla Madonna del Buon Consiglio
ha segnato la storia di Don Orione e della Congregazione.

 

di Flavio Peloso

Un po’ di storia

A Genazzano, nel luogo dove oggi sorge il Santuario della Madre del Buon Consiglio, esisteva già un’antica chiesa del Sec. X. Nell’anno 1356 la chiesa fu affidata ai religiosi agostiniani. Nell’atto notarile di consegna troviamo che si trattava di una chiesa parrocchiale con il titolo di S. Maria del Buon Consiglio.

Nella seconda metà del 1400, una vedova e terziaria agostiniana di nome Petruccia, mise a disposizione tutti i suoi beni per ingrandire e restaurare la vecchia chiesa divenuta fatiscente. Ma, il preventivo di spesa si rivelò insufficiente per portare a termine il progetto. I lavori furono sospesi e la popolazione, con sarcasmo, derideva la santa vedova per l’insuccesso della sua impresa. Ma la Petruccia con serenità diceva loro: "Figlioli miei, non vi preoccupate, perché prima che io muoia (ed era già molto vecchia) la Beata Vergine e S. Agostino porteranno a termine questa chiesa".Dopo neppure un anno, nel 1467, il 25 di aprile, festa di S. Marco, all’ora del vespro, un’immagine della beata Vergine divinamente apparve in una parete della chiesa. Grande fu la commozione della popolazione non solo per il prodigioso evento, ma per i tanti miracoli e grazie con i quali la Beata Vergine volle poi manifestarsi attraverso la sua bellissima Immagine. Il ripetersi di questi fatti consigliò il notaio del paese a trascriverli in apposito registro conosciuto come Codice del Miracoli.

Dal 27 aprile al 14 agosto sono riportati ben 161 miracoli. Immenso fu il concorso di popolo che veniva dai paesi vicini e poi da ogni parte d’Italia a pregare la Santa Immagine. Il papa Paolo II volle rendersi conto dell’accaduto, e inviò a Genazzano, come suoi osservatori, due vescovi: Gaucerio di Gap e Nicola di Faren.

Secondo un’antichissima e costante tradizione l’Immagine che apparve a Genazzano nel 1467 fu portata da mani d’angeli - e seguita da due pellegrini di nome Giorgi e De Sclavis - proviene da una chiesa di Scutari in Albania, dove era venerata. Ancora oggi questa tradizione è vivissima presso gli albanesi che, venendo pellegrini al Santuario di Genazzano, invocano Maria con l’antico titolo di "Signora dell’Albania”.

 

 

La storia del Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Shkoder – Scutari si intreccia con la storia delle sofferenze del popolo albanese e con la sua tenace speranza. Edificato nel VI secolo, il Santuario della Madonna del Buon Consiglio era molto popolare fino al tempo in cui l'Albania era territorio della Repubblica di Venezia. Poi giunsero i Turchi Ottomani che, in nome dell'Islam, cancellarono ogni segno cristiano. Il Santuario fu distrutto nel 1467 e fu in questa circostanza che l’immagine della Vergine di Scutari apparve a Genazzano, dove è ora venerata.
Dopo il lungo e pesante dominio degli Ottomani, l’Albania passò sotto il dominio degli Austro-Ungarici nel gennaio del 1916. Nella nuova condizione di libertà religiosa, a Scutari, alle falde della fortezza veneziana di Rozafat, sul luogo in cui  sorgeva anteriormente, nel 1917 fu eretto un nuovo Santuario della "Madonna del Buon Consiglio".

Purtroppo, tale rinascita ebbe breve durata perché, nel 1945, l’Albania venne proclamata "Repubblica Popolare Comunista": il Santuario venne raso al suolo; tutte le Chiese furono devastate, i Sacerdoti perseguitati. Nel 1967, l’Albania si autoproclamò "primo Stato ateo del mondo".
Questa situazione continuò fino al 4 Novembre 1990, quando si sgretolò il regime comunista e l’Albania cominciò la sua ricostruzione civile e religiosa.

Papa Giovanni Paolo II visitò Genazzano il 22 aprile 1993, qui benedisse una copia perfetta dell’immagine della Madonna del Buon Consiglio che portò a Scutari, il 25 aprile successivo, ove benedisse “la prima pietra del nuovo Santuario dedicato alla Madonna del Buon Consiglio. Già due volte distrutto nel corso della storia, esso risorgerà quale simbolo della fede indistruttibile del popolo albanese”.

Oggi il Santuario è tornato ad essere il cuore dei cattolici di Albania.

 


Don Orione racconta della sua devozione alla Madonna del Buon Consiglio

Tortona, Buona Sera del 25 Aprile 1934.

Domani è la Festa della Madonna del Buon Consiglio, che è in modo particolare venerata a Genazzano, non molto lontano da Roma. Il Signore mi diede la consolazione di andare più volte a Genazzano e là ho provato soavissime dolcezze spirituali, ho pianto e ricordo ancora quelle lacrime piene di un amore non terreno ma… così…

E quantunque non abbia avuto la consolazione di toccare quella crosta di muro su cui è dipinta la Vergine Santa, la Madonna del Buon Consiglio - perché quei Religiosi ora le hanno messo davanti dei cristalli, dei voti, dei cuori d’argento, per cui non si può toccare - tuttavia rimasi contento.

Quando ero Chierico avevo per  professore di Teologia un Canonico venerando, che insegnava da tanti anni, piissimo e coltissimo, molto devoto della Madonna del Buon Consiglio, di cui volle un quadro nella Scuola di Teologia e sul pianerottolo del Seminario di Tortona. Ne diffuse la devozione in tutte le Parrocchie della Diocesi radicandola nei suoi alunni. E scrisse molto sulla Madonna! Ogni anno voleva si festeggiasse in Duomo con devozione la solennità del Buon Consiglio e ci raccontava come l’immagine fosse giunta dall’Albania.

 Voi la conoscete la storia di quella apparizione straordinaria (la racconta brevemente). Quando fui davanti a quell’Immagine, a Genazzano, e vidi quei cristalli, quei vetri, volevo quasi quasi dare un pugno… Avevo infatti sempre letto che si può vedere la parte superiore del quadro totalmente distaccata dal muro, senza sostegno, così che si potrebbe con uno spago teso passargli di dietro e davanti al quadro in ogni verso senza che lo spago tocchi niente. Si vede anche, dicono i libri che ne parlano, la corona distaccata dall’Immagine e solamente sostenuta dal di sopra; e così quella del Bambino…

Volevo vedere se tutto questo era vero… Però mi venne meno il coraggio di rompere i cristalli, perché ho creduto e mi sono sentito una certezza, per cui non potei non credere. Sapete che io credo molto poco, (si ride) tuttavia allora non potei fare a meno di credere. E mi sono sentito consolato e ho pianto le lacrime più dolci della mia vita”.[1]

 

            Don Orione quando visitò Genazzano?

            Vi fu più volte. Abbiamo una cartolina autografa spedita alla Sig.ra Angiolina [Marchese] di Tortona del 1924. “Dal Santuario di Genazzano, il dì 28 Giugno 1924. Dai piedi della Madonna del Buon Consiglio, e qui ove apparve, prego e benedico a lei, sorella e parenti loro. Dev.mo Don Orione”.[2]

            Un frate agostiniano raccontò più volte un fatto miracoloso cui assistette.

            Il 7 aprile 1931 – leggiamo nel Diario dell’Istituto di Via Sette Sale – i chierici andarono in pellegrinaggio a Genazzano: “Il fratel sacrestano ci racconta un fatto che ha del prodigioso accaduto a D. Orione, di cui lo stesso fratello è stato testimonio. Don Orione dopo aver celebrato la S. Messa, mentre faceva il suo ringraziamento all’Altare della Madonna, fu rapito in estasi per alcuni momenti e fu visto (anche dalla gente) sollevato da terra, tutto intento a guardare il quadro della Madonna”.[3]

            Don Domenico Sparpaglione visitò il santuario di Genazzano, con don Risi e il signor Moresi, il 30 novembre 1932: “Un frate ci raccontò che don Orione davanti all’immagine prodigiosa della Madonna aveva subito una specie di miracolosa estasi con levitazione della persona. Disse che mentre egli si era voltato a un richiamo d’un suo confratello, proprio in quell’attimo, don Orione si era sollevato da terra, e quando egli si rigirò vide e constatò che si trovava sulla mensa dell’altare. Lui era convinto che si trattasse di un prodigio”.[4]

            Don Orione ricordò molte volte che La Piccola Opera è nata ai piedi della Madonna del Buon Consiglio e nelle mani di Mg.r Novelli”.[5]
            Precisò: “Ai piedi della Madonna del Buon Consiglio in Duomo si raccoglievano i primi ragazzi: ci diceva la Messa quell’angelo di Sacerdote che fu il Can.co Mgr. Novelli, un pio e colto prete, un gran prete, che quando fu ordinato il boicottaggio attorno alla prima povera tenda della Divina Provvidenza, stette saldo e non piegò”.[6]

           “Ai piedi di un quadro raffigurante la Madonna del Buon Consiglio che era esposta sull’altare di Sant’Apollonia in Duomo, ho raccolto tanti anni fa i primi ragazzi. Il quadro è ora nelle mani di uno degli alunni del primo Oratorio di San Bernardino, il Parroco della Canale. Io sono stato più di una volta a Genazzano e sono sempre ritornato di là col cuore inondato di gioia spirituale e di amore alla Madonna”.[7]

 

           L'altare della Madonna del Buon Consiglio, era caro anche al servo di Dio Don Gaspare Goggi che viveva e studiava a Tortona ancora prima di conoscere Don Orione. “Oh, come Gaspare era devoto della Madonna del Buon Consiglio!”, ricordava la sorella Teresa. “Ci soffermavamo quotidianamente davanti a Lei, all'altare della Cattedrale, in quei lontani anni della nostra fanciullezza, passati con tanta letizia a Tortona”.

           Poi quei due giovani – Orione e Goggi - strinsero profonda amicizia. Per consacrare insieme la loro vita scelsero un luogo ad entrambi caro: davanti all'immagine della Madonna del Buon Consiglio del Duomo. Come ricordò Don Orione, fu “un'offerta alla Chiesa di Gesù Cristo; una offerta della vita a Gesù per la gloria di Dio e per la salute dei popoli”. Finché vissero, rinnovarono insieme ogni anno quell'offerta.

           Conosciamo la vita bella di Don Gaspare Goggi “primo Figlio della Divina Provvidenza” e anche la sua prematura morte il 4 agosto 1908.

           L'anno successivo, quando il 26 aprile 1909, festa della Madonna del Buon Consiglio, Don Orione tornò puntuale a rinnovare la sua consacrazione davanti alla cara immagine in venerazione al duomo di Tortona, confidò in un foglio sgualcito la sua pena. “A Te, o mia cara Madonna. Sono tanti anni e in questo tuo santo giorno venivo ai tuoi piedi col primo Figlio della Divina Provvidenza e tutti gli anni in questa festa venivamo ancora qui! Quest'anno quel povero e caro figliuolo è morto, e sono qua solo! O Maria, cara Madonna mia, guarda le lagrime del mio povero cuore! Vedi, quest'anno non so più parlare: perdonami, sono solo, il mio povero figliuolo è morto! Piango, ma mi consolo pensando che tu sei tanto buona e mi sai compatire! ma io so che sarà qui anche lui. È da anni che questo giorno lo passavamo insieme; eravamo tre: tu, o cara Madonna mia, lui ed io. Hai pianto tanto anche tu, o cara Madonna! lasciami piangere un poco! Sono solo... il mio povero figliuolo è morto!”.
 

           La Madonna del Buon Consiglio nella Casa Madre di Don Orione fu messa in onore fin dal 1904. Per acquistare la casa erano necessari 26.000 lire, che Don Orione non aveva. Ma aveva fiducia nella Madonna. Prese una sua statuettà e la seppellì nel giardino della casa: "Concedimi questa abitazione per i miei ragazzi. Tu sarai la sua padrona". Giunsero i soldi da due benefattori e prima di consegnarlo per l'acquisto, mise i 26 bigliettoni da 1000 lire attorno al quadro della Madonna del Buon Consiglio.
 

            All’immagine della Madonna del Buon Consiglio è legato un noto sogno premonitore.

           Mi ero messo in treno a Cassano Ionio e viaggiava per venire a Roma, quando nella notte, prima di giungere a Napoli feci questo terribile sogno: mi vidi davanti alla Madonna SS. del Buon Consiglio e ai piedi della Madonna vi erano delle piramidi bianche piccole, come di marmo.

       Quando un lato della cornice del quadro della SS. Vergine si distaccò dall’alto in basso, dalla parte sinistra del quadro; si animò e diventò come un martello, ma attaccato al quadro, e incominciò a battere furiosamente su quelle piccole piramidi spezzandone parecchie e infrangendole: io capî nel sogno che si trattava come delle nostre Case o individui nostri della Congregazione che erano violentemente infranti, di quelli che stavano ai piedi della Madonna.  Supplicai la SS. Vergine, presi alcuni fanciulli e mi offersi coi fanciulli alzati dalle mie mani verso del quadro supplicandola e supplicandola con cuore umiliato e pentito. E il martello cessò.

            Ora questo è cominciato e cominciò a Tortona proprio ai piedi della SS. Vergine del buon Consiglio in quella casetta che costa tanti sacrificî.
            Ma per ora non vi posso dire altro, ve lo dirò a voce: voi pregate
”.[8]


           Don Orione invitò la regina Elena all’inaugurazione dell’Istituto San Filippo, nel 1938, e poi riferì in una “Buona Notte”: “Sua Maestà ricordava quando, 30 anni or sono, per parecchi anni, io fui in mezzo agli orfani del terremoto, come delegato del Patronato Regina Elena. Forse ricordava ancora quando, quattro anni dopo, in mezzo alle nevi e al freddo lavoravo nel terremoto della Marsica, sempre quale delegato del Patronato che da Lei dipendeva. E Lei mi mandava i corredini da vestire i neonati, e nei corredini che mi mandava, c'era sempre una medaglia, sempre la stessa medaglia, della Madonna del Buon Consiglio. Nel Montenegro, vicino all'Albania, è in grande venerazione la Madonna del Buon Consiglio. E da una parte della medaglia c'era l'immagine della Vergine del Buon Consiglio e dall'altra parte era piatta perché io ci mettessi il nome dell'orfano a cui il corredino veniva dato”.[9]

 


[1] Buona notte del 25 aprile 1938; Parola VIII, 258-260; anche in Parola VI, 98-99.

[2] Le sorelle Angiolina e Teresa Marchese donarono nel 1924 il terreno dell’”ortone” di San Bernardino, sul quale fu costruito il Santuario della Madonna della Guardia. Scritti 40, 148.

[3] Diario dell’Istituto Divin Salvatore di Via delle Sette Sale, Roma, in ADO.

[4] Così scrive nel suo Diario, conservato in ADO.

[5] Scritti 5, 500.

[6] Minuta di articolo (Scritti 99, 179) poi pubblicato in “La Madonna della Guardia” 26 Aprile 1933.

[7] Buona notte del 25 aprile 1938; Parola VIII, 258.

[8] Scritti 63, 235c. In altra minuta è riportato lo stesso testo con un lungo post scriptum “riservato” ove Don Orione aggiunge: “Se venisse alla Colonia (…), non ricevetelo, fu allontanato  perché disgraziatamente non si diportò da buon prete, e dovetti con lui allontanare parecchi di quei poveri figliuoli ai quali egli da Dio era posto a fare del bene… Io prima il sogno non lo aveva capito”. 57, 130

[9] Buona notte del 31 gennaio 1940; Parola XII, 81.

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