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Messaggi don Orione
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Pubblicato in: Don Orione oggi

Papa Francesco interviene sui temi etici con semplicità e senza timidezza. Don Orione: “Mi pare che la carità sia la forza più popolare a difesa della verità cattolica”.

"Il pensiero dominante propone una 'falsa compassione': quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l'aborto, un atto di dignità procurare l'eutanasia, una conquista scientifica 'produrre' un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre. La compassione evangelica invece è quella che accompagna nel momento del bisogno, cioè quella del Buon Samaritano, che ‘vede’, ‘ha compassione’, si avvicina e offre aiuto concreto (cfr Lc 10,33)”.

Questo ha detto Papa Francesco nel discorso ai medici cattolici il 15 novembre scorso. A loro ha chiesto di fare "scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere all'obiezione di coscienza".

Avranno tirato un sospiro di sollievo quei molti cattolici che lamentano che il Papa parla poco di temi etici e dottrinali! Papa Francesco usa il Vangelo più del Catechismo, non perché sottovaluti l’importanza del Catechismo e della dottrina, ma perché è convinto che nel mondo attuale bisogna ripartire dal Vangelo annunciato e testimoniato.

Il pensiero dominante

Nel suo discorso all'udienza dei medici cattolici mi ha colpito quel soggetto “il pensiero dominante” che diffonde falsità su aborto, eutanasia e altri temi riguardanti la vita umana. Si tratta di una ideologia che non è solo un’onda di opinione spontanea ma è il risultato di “pensiero” e di “volontà” organizzate che stanno dominando e imponendo idee, costumi e leggi in tutto il mondo. Altre volte Francesco ha parlato di "dittatura del pensiero unico". Anche Mons. Nunzio Galantino, segretario dei Vescovi italiani, intervenendo al Festival della Dottrina Sociale di Verona, il 23 novembre 2014, ha denunciato l'opera di “lobby rumorose" che vogliono imporre il pensiero unico. 

È stato assai vibrante il discorso di Papa Francesco in difesa della vita umana. L’uditorio era competente trattandosi dell’Associazione Medici Cattolici Italiani. Ad essi ha ricordato che occorre impegnarsi a prendersi cura della persona, ricordando sempre che la vita umana è sacra, con dignità inviolabile.

Parole semplici con pensiero forte. Parole care alla nostra cultura orionina: "L’attenzione alla vita umana, particolarmente a quella maggiormente in difficoltà, cioè all’ammalato, all’anziano, al bambino, coinvolge profondamente la missione della Chiesa". “Essa si sente chiamata anche a partecipare al dibattito che ha per oggetto la vita umana, presentando la propria proposta fondata sul Vangelo”.

L’idolo della qualità della vita

Papa Francesco ha dato una picconata all’idolo della “qualità della vita”, come è intesa e imposta dalla ideologia e dalla prassi dominanti. "Da molte parti - ha detto Papa Francesco - “la qualità della vita è legata prevalentemente alle possibilità economiche, al ‘benessere’, alla bellezza e al godimento della vita fisica… In realtà, alla luce della fede e della retta ragione, la vita umana è sempre sacra e sempre ‘di qualità’. Non esiste una vita umana più sacra di un’altra, come non c’è una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra, solo in virtù di mezzi, diritti, opportunità economiche e sociali maggiori”.

Francesco – parlando a braccio – è ulteriormente andato al cuore della confusione etica attuale ricordando che fin da quando era sacerdote ha sentito tante volte obiezioni sull’aborto di chi lo riteneva un problema religioso. “No – così rispondeva – non è un problema religioso e nemmeno un problema filosofico… E’ un problema scientifico, perché lì è una vita umana e non è lecito fare fuori una vita umana per risolvere un problema”.

L’idolo della modernità

Uno dei ricatti coercitivi usati dall’ideologia dominante è quello di spacciare le proprie affermazioni come espressione di “modernità”. “Ma, il pensiero moderno… Ma, senti – osserva Papa Francesco -, nel pensiero antico, nel pensiero moderno, la parola uccidere significa lo stesso! Lo stesso vale per l’eutanasia: tutti sappiamo che con tanti anziani, in questa cultura dello scarto, si fa questa eutanasia nascosta. Ma, anche c’è l’altra, no? E questo è dire a Dio: ‘No, la fine della vita la faccio io, come io voglio’. Peccato contro Dio Creatore. Pensate bene a questo”.

Il pensiero debole (non capace e non interessato alla verità) e il relativismo etico (privo di valori fondanti) stanno portando allo sconvolgimento dei valori dell’uomo e delle leggi che li salvaguardano, diffondendo sofferenza e morte. Si tratta di leggi disumane riguardanti la sessualità, il matrimonio, la nascita e la morte, la paternità e maternità e altre realtà umane fondamentali.

La voce del Papa e della Chiesa è libera e liberante. Però, non si tratta solo di reagire alla prepotenza di ideologie in contrasto con la visione dell’humanum secondo ragione e fede, ma di proporre l’esperienza cristiana come sale e luce di umanità. È quanto possiamo e dobbiamo fare personalmente e nelle nostre comunità cristiane e religiose. Anche Papa Francesco privilegia l’annuncio rispetto alla apologia della fede cristiana, privilegia l’esperienza rispetto alla dottrina.

La carità a difesa della verità

Il contesto culturale dominante dà alla strategia del “solo la carità salverà il mondo” una nuova e drammatica urgenza, perché la carità afferma nei fatti la verità essenziale sull’uomo, accessibile a tutti, da cui poi può svilupparsi una visione (antropologia) e un comportamento (etica) rispettosi dell’humanum.

Don Orione, “stratega della carità”, diceva: “Mi pare che la carità, anche la più umile e la più modesta, sia la forza più popolare a difesa della verità cattolica; anche così si dimostra che la Chiesa è ancora viva, anche nel campo sociale, e ancora feconda come forza benefica”. E ancora: “Opere di carità ci vogliono: esse sono l'apologia migliore della fede (e dell’antropologia) cattolica".

 

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