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Messaggi don Orione
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Nella foto: Torino, 9 giugno 1929, davanti alla Basilica di Maria Ausiliatrice.

Torino 9 giugno 1929. Una foto ritrae Don Orione che accompagna l'urna di Don Bosco durante la traslazione da Valsalice alla basilica di Maria Ausiliatrice.

DON ORIONE ACCANTO ALL’URNA DI DON BOSCO.

Torino, 9 giugno 1929.

 

Don Bosco morì a Torino all'alba del 31 gennaio 1888.  Il 2 giugno 1929 papa Pio XI lo beatificò, dichiarandolo santo il 1º aprile 1934, giorno di Pasqua.

Don Orione visse da vicino e con grande commozione entrambi gli eventi. Una foto lo ritrae accanto all’Urna con i resti mortali di Don Bosco quando questa, il 9 giugno 1929, fu trasportata dal collegio di Valsalice alla Basilica di Maria Ausiliatrice, ove è tuttora esposta, in una cappella della navata destra. Di quell’evento, Don Orione parlò il 31 gennaio 1940. Abbiamo il testo redatto da alcuni attenti ascoltatori presenti.[1]

 

Tortona, alla Messa del 31 Gennaio 1940, in Cappella. Stamattina la Comunità si è alzata alle 4 e un quarto per trovarsi in Cappella alle quattro e tre quarti per la Messa cantata. Dopo la Messa cantata dal Direttore egli ha parlato. Si era cantato “Giù dai colli”.

"Mi limito a richiamarvi alla mente una strofa che avete cantato poco fa. L'inno a Don Bosco che comincia con "Giù dai colli" è stato composto e musicato per la beatificazione di Don Bosco. 

La spiegazione della prima strofa[2] è questa. Alla morte del Santo, dal Governo di quei tempi, nonostante che tutti i giovani lo desideravano e tutta Torino lo desiderasse, non fu concesso che Don Bosco, la sua salma, venisse sepolta in Maria Ausiliatrice e parve grande favore che la cara Salma venisse sepolta a Valsalice.

Valsalice era allora la Casa di preparazione e di formazione dei giovani missionari; una bella casa! La salma dunque venne portata a Valsalice e là, tutti gli anni fino alla Beatificazione, andarono gli alunni salesiani, nel giorno della morte di Don Bosco, a trovare il Padre, a pregare.

Dopo che Don Bosco fu beatificato, il suo corpo venne portato in Maria Ausiliatrice. E la strofa che avete cantato “Oggi, o Padre, torni ancora” ricorda anche questo. Celebra Don Bosco che ritorna fra i giovani ancora, da Valsalice - che è posta sopra una collina al di là del Po - a Torino che è al piano.

Il Signore mi ha dato la grazia di trovarmi presente, nel 1929, a quel trasporto, che fu un trionfo in mezzo a Torino in festa, fra una gioia ed un entusiasmo indicibile. Anch'io fui vicino al carro trionfale. Vi era il Superiore  Generale dei Salesiani e tutti quelli che formavano il Capitolo della Società Salesiana e subito dietro il carro c'ero anch'io. Il tragitto fu fatto tutto a piedi da Valsalice all'Oratorio. E, insieme con me, subito dietro il carro, c'era uno in camicia rossa, un Garibaldino; eravamo vicini, a fianco a fianco. Era uno dei più antichi dei primi alunni di Don Bosco; quando seppe che si trasportava il corpo di Don Bosco, anche lui c'era dietro il carro. E tutti cantavano: “Don Bosco ritorna fra i giovani ancor”.

In quel trasporto tutto era gioia; i giovani cantavano e i Torinesi agitavano fazzoletti e gettavano fiori. Si passò anche davanti al Palazzo Reale. Ricordo che al balcone c'era il Principe di Piemonte, circondato da generali; il carro si fermò un momento ed egli fece cenno di compiacenza; i superiori Salesiani chinarono il capo, come a ringraziarlo di quell'atto di omaggio a Don Bosco. Poi il carro raggiunse Maria Ausiliatrice. E di lì a qualche minuto venne anche il Principe, circondato da personaggi della Casa Reale, a rendere atto di devozione al nuovo Beato.

Ecco, il significato della strofa che avete cantato. Preghiamo Don Bosco che ritorni, che stia anche con noi, che aleggi col suo spirito sopra questa Casa, sopra tutta la Congregazione, e soprattutto voglia spargere il suo spirito sopra di noi. Sparga una pioggia di grazie anche sopra la Piccola Opera perché questa Congregazione, che vuol anche vivere del suo spirito, abbia, per intercessione di Maria Santissima, intercedente San Giovanni Bosco, a compiere tanto e tanto bene, abbia a compiere la sua missione, a gloria di Dio, a santificazione nostra e di tante e tante anime”.

 

Leggi anche: "Noi saremo sempre amici" e Don Orione ricorda la morte di Don Bosco.

 

 

 

 


[1] Parola XII, 69-72.

[2] La strofa del canto è la seguente: Giù dai colli un dì lontano / con la sola madre accanto / sei venuto a questo piano /dei tuoi sogni al dolce incanto. / Ora, o Padre, non più solo / giù dai colli scendi ancora, / di tuoi figli immenso stuolo / t’accompagna a tua dimora. 

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