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Messaggi don Orione
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Nella foto: Don Orione con Donne a Tortona, 22 maggio 1939

La spontaneità e riservatezza di Don Orione in alcune foto.

DONNE VICINO A DON ORIONE

 

Nella biografia e anche in qualche fotografia si incontrano donne vicino a Don Orione. Oltre alle Suore, sono per lo più benefattrici. Generose e attente verso lo sviluppo delle opere orionine, con un fattivo impegno personale oltre che economico, sperimentarono a loro volta la generosità spirituale di Don Orione, sempre attento alle loro spesso intricate storie individuali, familiari e religiose.

Con molte di esse fluì un’intensa corrente di empatia, fiducia, generosità, ricerca della “carità” autentica in entrambe le direzioni, da Don Orione verso di loro e da loro verso Don Orione. Da Don Orione il dono più desiderato era quello della “consolazione”, da intendersi come dono spirituale, legata alla certezza della “comunione dei santi” che lega i credenti.

La spontaneità di relazione di Don Orione risalta nelle fotografie che ci sono rimaste.

In una di queste foto, Don Orione appare circondato da numerose donne, fra le quali anche una suora; le sue mani sono alzate in un gesto di saluto benedicente e il suo volto, che guarda nella direzione del fotografo, sembra davvero “uscire” dalla carta. I suoi occhi guardano, con semplicità e naturalezza, oltre l’istante fissato nell’immagine, nella direzione nostra, di noi interlocutori di oggi.

 

 

 

 

 

 

 

Un’altra foto ce lo mostra mentre cammina, con il cappello in mano, leggermente chino in avanti, teso ad ascoltare una signora che lo accompagna. Questa appare tutta concentrata, a sua volta, nella spiegazione o nel racconto di qualcosa che le sta molto a cuore, anch’essa un po’ girata verso di lui, con una mano leggermente alzata, quasi a conferire più intensità al suo discorso. Alla sinistra, un’altra donna li accompagna attenta.

 

 

 

 

 

In un’altra foto ancora, si può vedere l’intero e sorridente corteo femminile che procede. Sono signore, con soprabito, borsa e cappello, che gli stanno a fianco, che lo accompagnano con deferenza e nello stesso tempo comunicando un senso di serena familiarità.

 

 

 

 

 

 

Don Orione alla sera di quel 22 maggio 1939, giorno in cui furono scattate queste foto, disse ai chierici: “Vi sono grato per quanto avete fatto stamattina per il buon esito della festa fatta alle signore genovesi. Non era un’Associazione cattolica quella che è venuta al Santuario stamattina, c’erano persone rispettabilissime: la zia del conte Ciano, la signora del preside di Genova, e contesse”.

Nel corso della sua vita, Don Orione ebbe contatti e relazioni importanti con molte donne, protagoniste della vita civile ed ecclesiale, ma anche con un gran numero di persone oggi non ricordate dalla storia, ma estremamente significative per lo scambio spirituale che avvenne e per la collaborazione che si instaurò nella concretezza delle opere assistenziali, per la collaborazione nell’aiuto anonimo e continuo per aiutare singoli e famiglie a dare un senso, umano e di fede, alla vita. 

L’immediatezza di Don Orione nell’entrare in relazione significativa con gli altri, con le donne, sembrerebbe escludere la consapevolezza delle differenze e delle distanze. La sua immediatezza, però, è l’esatto contrario della superficialità. Distanze e differenze si rivelano spesso connesse ai ruoli, ai compiti che a ciascuno spettano nella vita.

Di queste distanze necessarie faceva parte per Don Orione, secondo la tradizione ecclesiastica, quella fra l’uomo-sacerdote e la “donna”. È una distanza che non separa ma valorizza le identità, permette il rispetto (respìcere), il vedere l’altro bene e l’essere visti per quello che si è, con una comunione senza confusione.

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