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Donne del Novecento
Don Orione educatore ed educazione " /> Messaggi don Orione
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Autore: Enrico Casolari
Pubblicato in: Don Orione Oggi, 2007, n.6, 28-29

Don Orione si nteressò del pensiero e del metodo della grande pedagogista.

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Donne del Novecento
Don Orione educatore ed educazione


In ambito pedagogico non è sfuggito la ricorrenza del centenario della fondazione della “Casa dei bambini”, 6 gennaio 1907, nel quartiere di S. Lorenzo in Roma ad opera di Maria Montessori. Vi si applicò il nuovo metodo pedagogico, ideato da questa donna, la prima donna in Italia a laurearsi in medicina.

Maria Montessori nasce a Chiaravalle in provincia di Ancona nel 1870. Più che di medicina si occupò di pediatria iniziando la sua opera per l'infanzia attraverso conferenze in tutt'Italia per far conoscere gli scopi della lega nazionale per la protezione dell'infanzia anormale , sostenendo che il suo metodo pedagogico per la cura dei fanciulli anormali, è superiore al sistema basato sulla medicina. In pochi anni il suo metodo si diffuse in tanti paesi dall'Europa, agli Stati Uniti, all'India, alla Cina.

Esule dall'Italia nel 1936 per motivi ideologici scelse Nordowijk in Olanda come seconda patria ed ivi morì nel 1952.

Il suo metodo pedagogico che tanto successo ebbe ed ancora ha, parte dalla chiave segreta dell'incoraggiamento, del rispetto, del conforto e dell'amore verso il minorato con risultati molto positivi. Partendo dal puerocentrismo e dalla capacità dell'autosviluppo del bambino, in un ambiente adatto dove l'adulto dotato di una conoscenza attenta, esatta e concreta a cui unisce un amore sincero e penetrante per l'infanzia accompagna il bambino nella sua crescita, fisica, intellettuale e spirituale. In questo ambiente il bambino si esprime e manifesta le sue capactà in spontaneità e libertà formando la sua personalità (autoeducazione). Il metodo montessori fu oggetto di critica su alcuni aspetti, tacciato da alcuni di idealismo, naturalismo, materialismo didattico e da altri di spiritualismo cattolico.

Don Orione sempre aperto al nuovo, consapevole che i tempi cambiano rapidamente, sensibile alle problematiche educative anche per avere tante sue opere che lo riguardavano direttamente, tiene contatti con figure di grande spessore pedagogico come Adelaide Coari, Adele Costa Gnocchi, Maria di Campello e Maria Montessori.

Della Montessori scrive sul periodico “ La Madonna della Guardia ” (18 luglio 1926, n.1, p. 3) riguardo all'asilo infantile di San Bernardino: “i bambini vi sono istruiti secondo il metodo del celebre pedagogista Federico Froebel, con risultati lusinghieri e soddisfazione generale delle famiglie. I bambini vengono trattenuti dalle 8,30 del mattino alle 17 del pomeriggio. In Agosto avremo il saggio, che promette assai bene. E col prossimo anno si vuole adottare il sistema italiano della Montessori" ( Scritti 62, 57c).

Il movimento così detto delle “scuole nuove” che propugnava idee pedagogiche focalizzate attorno ai principi di puerocentrismo e di promozione dell'attività spontanea del bambino infiammò i primi decenni del ventesimo secolo. La ricca tradizione pedagogica cristiana centrata in primo luogo sul primato della dimensione soprannaturale della persona porta don Orione a scrivere due memorabili lettere, veri trattati di pedagogia, dove vengono sviluppati i principi di quello che Don Orione chiamerà : "il sistema educativo preventivo cristiano paterno” (lettera a Don Pensa, Scritti 82, 60-73; lettera a Don Camillo Secco, Scritti 82, 125-160)

La conoscenza di Don Orione della Montessori doveva risalire prima del 1920, tanto che scrive a un suo amico professore: "Ho letto con molto piacere il Suo articolo sul metodo Montessori. Conosco la Montessori e ho visto a Roma e in Abruzzo come funzionano i suoi Asili” ( Scritti 11, 50).

Il rapporto tra maestro e discente anche alla luce delle indagini e dei risultati forniti dalle nuove scienze dell'uomo, la psicologia, la sociologia attribuivano nuovi compiti e nuove funzioni all'educazione. Il magistero della Chiesa in seguito con l'enciclica: ”Divini illius Magistri” del 1929 farà chiarezza condannando le teorie pedagogiche naturalistiche escludendone l'adozione nelle scuole cattoliche. Don Orione tendeva ad avere un sistema educativo tutto suo. Scriveva da Buenos Aires il 21 febbraio 1922: Noi dobbiamo avere e formarci ad un sistema tutto nostro di educare, un sistema che completi quanto già di buono abbiamo negli antichi e anche nei moderni sistemi di educazione, un sistema che reagisca contro un'educazione cristiana data all'acqua di rosa, di apparenza più che di sostanza, di formule più che di vita. Noi vogliamo e dobbiamo educare profondamente l'animo e cattolicamente la vita , senza equivoci: educare ad una vita cattolica non in superficie, cioè di nome e non di fatto, ma a una vita cattolica pratica, che abbia base nei sacramenti, vita di unione con Dio, di preghiera e di pietà vera, vissuta e ignita di virtù” ( Scritti 82, 125).

Don Orione nell'elaborare il suo sistema educativo seguì più la pedagogista milanese Adelaide Coari, che si sentì e si proclamò sempre del tutto cattolica e che è nota agli storici della pedagogia per aver rielaborato originalmente nell'ambito della formazione religiosa infantile il pensiero di Maria Montessori.

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