Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per mostrare servizi in linea con le tue preferenze. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Per non vedere più questo messaggio clicca sulla X.
Messaggi don Orione
thumb

Nella foto: Don Orione a tavola, alla festa della Madonna della Guardia, Tortona.
Autore: Maria Rosa Zbicajnik e Facundo Mela

Mentre si trovava in Argentina, Don Orione avvertì i chiari sintomi del diabete. Inizialmente ne fu sorpreso, poi si mise in dieta alimentare e convisse - fin sorridendo - con questo limite di salute

Italiano - Spagnolo- Inglese

Don Orione e il Diabete

Sr. Maria Rosa Zbicajnik[1] e P. Facundo Mela[2]

Durante il suo questo secondo soggiorno in Argentina, il peso dell’età si farà sentire e Don Orione comincerà a sperimentare alcuni problemi di salute, tra cui il diabete. Questo articolo cerca di essere un studio medico e storico sul diabete di Don Orione.

 
Il Diabete

Il diabete è una malattia caratterizzata da iperglicemia, o aumento di zucchero nel sangue. In condizioni normali, il livello di zucchero varia tra i 70 e i 110 mg%. In generale, il diabete è associato con l'assenza o la carenza di insulina nel sangue.

Possiamo dire che ci sono due tipi di diabete.

Il primo, o giovanile, di origine genetica, è tipico dei bambini o dei giovani insulino-dipendenti (nel senso che il trattamento richiede insulina). E 'generalmente grave e incline a complicazioni.

Il secondo tipo, o dell’adulto, dipende anch’esso da fattori genetici. Possiamo dire che si presenta come un esaurimento delle funzioni pancreatiche. Il pancreas riduce la produzione di insulina e di conseguenza il paziente necessita di essere. Generalmente ha una prognosi migliore del precedente e a volte può essere tenuto sotto controllo semplicemente seguendo una dieta adeguata. Questo è il diabete che ha avuto Don Orione

 

I primi sintomi del diabete

In alcune lettere scritte tra il giugno e luglio 1935, Don Orione descrive brevemente come si è manifestata in lui la malattia, a quali esami medici si è sottoposto e quali trattamenti ha utilizzato.

Particolarmente in una lettera indirizzata a Don Sterpi, Don Orione descrive le ragioni che lo hanno obbligato a consultare un medico: “Sono stato oltre un mese con molta fiacchezza addosso,  credevo fosse stanchezza pel lavoro fatto:  non mi era possibile scrivere né far un lavoro un po' di conto. Poi, sentendo tanta sete, ho dubitato fosse qualche cosa, ed esaminata l'urina, trovarono il diabete” (Buenos Aires 12.6.1935).

Il sintomo della sete è causato dall’aumento degli zuccheri nel sangue che provoca la perdita di molta acqua attraverso le urine, per fattori di osmosi. In realtà, la polidipsìa, o sete eccessiva, e la poliurìa (aumento del numero e la frequenza della diuresi) sono i segni più evidenti della presenza del diabete.

Inoltre, il diabete provoca anche un cambiamento nel metabolismo delle proteine e dei grassi, e l'infiammazione cronica dei nervi e dei vasi sanguigni, che causa affaticamento e dolore soprattutto nelle braccia e nelle gambe.

I risultati di un test delle urine hanno mostrato che Don Orione soffriva di diabete.

Stress o stanchezza fanno aumentare un tipo di ormoni, le catecolamine, che a loro volta producono iperglicemia. Sicuramente, i medici pensarono che anche il riposo avrebbe aiutato Don Orione, insieme alla dieta, a normalizzare i valori dello zucchero che in verità non erano molto alti.

In un'altra lettera, sempre a Don Sterpi, Don Orione da più informazioni:  “Non vorrei avervi impressionato riguardo al mio diabete, ecco: sentivo molta sete e non potevo più lavorare, non sapevo perché. Ho dubitato fosse un po' di diabete, e l'analisi dell'urina diede 42 per mille di glucosa. Mi hanno proibito patate, frutta, uova, riso, poco pane etc. Oggi mi hanno estratto un po' di sangue e ripetono anche l'analisi dell'acqua. Io ora sto meglio di prima, certo perché mi sono astenuto da certi cibi ed ho riposato di più. Quindi state tranquillo: vi terrò informato” (Buenos Aires, 14.6.1935).

Quando lo zucchero raggiunge il 30 x 1000 decigrammi, nelle urine appaiono tracce della sua presenza; quando raggiunge il 40 x 1000 (a Don Orione riscontrarono il 42 dcg per mille) il diabete è positivo, ciò significa che i medici rilevarono nelle urine un livello, corrispondente a 140 o 180 mg% , di zucchero nel sangue.

 

Rassicurazioni sulla sua salute

Cercando di rassicurare coloro che in Italia erano allarmati dalla notizia, scrive loro di credere che sta bene. Poi trascrive i risultati delle sue analisi: “Assicura che sto bene, e che non si allarmino pel diabete,  è di moda, ora, avere il diabete, ma credo di non avere più nulla tanto sto bene, e bisogna credermi (…). Ho ricevuto l’analisi sia dell’orina che del sangue, per quanto riguarda il diabete; perché don Sterpi si tranquillizzi, la mando: Analisi del sangue: glicemia. Contiene 1,51 grammo per mille di glucosa nel sangue totale. (Metodo de Follin-Wu) / Orina - Albumina - serina - vestigi globulina idem. / Albuminosa – nulla. / Mucina – vestigi./ Glucosa - 3,034 gr. per mille. / Levulosa – niente. / Acetona – niente” (Buenos Aires, 19.6.1935). Dopo alcuni giorni di riposo, vediamo che nelle urine compare il minimo livello rilevabile di glicemia 151 mg%.

 

La dieta a basso contenuto di carboidrati

Un altro riferimento indiretto di Don Orione al diabete, lo troviamo in una minuta, dove scrive la dieta da seguire. D'altra parte È interessante notare l'uso di alcune parole in spagnolo.

“Carne di vacca di vitella principalmente arrostita e magari pollo bollito o come la carne. / Uovo crudo o bollito in acqua / Brodo - latte, tè o caffé – burro poco - pane nero e poco, meglio galletta. / Verdure - acelga e spinaci bolliti con poco olio, / Salsifì apios – pepinos - cardo  - cavoli, insalata con olio e limone / Frutta un’arancia o mandarino - 100 grammi di vino per comida - mate, te o caffè. / Proibito - farina - pasta -  semola e fidellini pane bianco - biscotti - dolci - frutta - zucchero - patate - patate dolci – zucca- carota - sanaoria - lenticchie - fagioli e ceci”.

 

Un po’ di umorismo

In una lettera a Mons. Albera, dove come ad amico dirà quanto accaduto, Don Orione scherza sul riposo a letto e sul digiuno "a pura acqua" e non "a puro vino".

Io sto bene, ho solo un po’ di diabete, ma è assai diminuito. Immaginati che volevano farmi stare a letto almeno per tre giorni, a pura acqua. È quel Gonnella che avevamo a San Bernardino il primo anno e poi a S. Chiara; ora è medico qui, e un’autorità medica. Lo ricordi? (…) Sai cosa gli ho detto? Senti, Gonnella, se mi dici di stare a letto tre giorni a vino puro, magari a nebbiolo, barbera, grignolino, allora siam subito d’accordo, canterò magari tutto il giorno, e va bene, ma, stare a pura acqua, eh via! un po’ di discrezione, - è questa la gratitudine che vuoi mostrarmi dopo che ti ho preso in Collegio? Pensa un po’, caro Monsignore, che risata!”. (Buenos Aires, 22.6.1935)

Nel quaderno “La gioia del bene” (Messaggi n.19), Don Orlandi parla sull´umorismo di Don Orione e del suo diabete: Se si trattava poi di denaro che I’economo gli aveva imprestato, Don Orione scherzava volentieri sulle proprie amnesie:  Non ricordo — diceva sorridendo —, non ricordo... Cosa vuoi, ho il diabete..., e tutto finiva allegramente”.

 

Conclusione

Dal punto di vista medico si può dire che Don Orione avesse un diabete di tipo due, una forma lieve che poteva essere controllata con la sola dieta. Non abbiamo informazioni se abbia preso farmaci per via orale, forse perché il livello di glicemia nel sangue si normalizzava seguendo semplicemente una dieta a basso contenuto di carboidrati.

È notevole che Don Orione, nonostante la diagnosi di una malattia cronica che implica la cura per tutta la vita, abbia affrontato la malattia con ottimismo reagendo anche con l’umorismo.

Inoltre, si è visto che assunse con responsabilità la cura della sua malattia, seguendo con docilità le indicazioni dei medici e sdrammatizzando la situazione, andando oltre se stesso, avendo cura che nessuno si preoccupasse troppo di questo.

Il santo mostra la sua maturità umana in tutte le circostanze.

 

ORIONE ANTE LA ENFERMEDAD: LA DIABETES

Durante su segunda estadía en Argentina, el peso de los años se hizo sentir, y Don Orione comenzó a experimentar algunos problemas de salud, entre ellos la diabetes.

Este artículo busca ser un estudio histórico-medico sobre la diabetes de Don Orione.

La diabetes es una enfermedad caracterizada por la Hiperglucemia, o aumento del azúcar en la sangre. El nivel de azúcar en sangre oscila entre 70 y 110 mg%, en condiciones normales. En general, la diabetes está relacionada con la ausencia o escasez de insulina en la sangre.

En general podríamos decir que hay 2 tipos de diabetes.

La tipo 1, o del joven, que tiene un origen genético, la cual se descubre en niños o gente joven, quienes serán insulinodependiente. En general es más severa, con más tendencia a complicaciones.

La diabetes tipo 2, o del adulto, también está determinada genéticamente, pero el páncreas es capaz de producir insulina, aunque en escasa cantidad. Se produce como un agotamiento con el paso de los años, y el páncreas comienza a producir poca insulina. En general tiene un mejor pronóstico y algunas a veces, puede ser regulada sólo con una dieta adecuada. La diabetes tipo 2 fue la que padeció Don Orione.

 

Los primeros sintomas de la diabetes

En varias cartas escritas entre Junio y Julio de 1935, Don Orione describirá brevemente como se manifestó la diabetes, el tratamiento, los exámenes médicos y otros detalles.

En una carta a Don Sterpi, Don Orione le escribirá las razones que le hicieron sospechar: “Estuve más de un mes muy débil, pensaba que fuese cansancio por el trabajo hecho: - no podía escribir ni trabajar un poco más de la cuenta. Además, tenía tanta sed, que dude que fuese otra cosa, y al analizar la orina, encontraron la diabetes”.  (Bs. As, 12/6/1935)

El aumento del azúcar en la sangre, hace que se pierda mucha agua en la orina, y el síntoma es la sed. De hecho la sed excesiva y el aumento de la cantidad y frecuencia de la diuresis son signos cardinales de diabetes.

Por otra parte, la diabetes causa también una alteración del metabolismo de las proteínas y grasas, y una inflamación crónica de los nervios y vasos sanguíneos, lo cual produce sensación de cansancio y dolores especialmente en brazos y piernas.

Los resultados de un examen de orina, arrojaran que sufría de diabetes.

            Junto con esto, cansancio hace aumentar un tipo de hormonas: las catecolaminas, las cuales producen a su vez hiperglucemia. Seguro los médicos pensaron que el reposo y la dieta hipohidrocarbonada le ayudarían a normalizar los valores del azúcar, que por otra parte, no eran muy elevados.

            En otra carta también a Don Sterpi, le explicara algunos otros detalles:

            “No querría haberlos impresionado con mi diabetes, y si: sentía mucha sed y no podía mas trabajar, no sabía porque. Dude que fuese un poco de diabetes, y el análisis de orina dio 42 por mil de glucosa. Me prohibieron papas, fruta, huevo, arroz, poco pan, etc. Hoy me extrajeron un poco de sangre y repiten el análisis de las aguas también. Yo ahora estoy mejor que antes, ciertamente me abstengo de ciertas comidas y descansé más. Por eso, quédense tranquilos, los voy a tener informados.”. (Bs. As., 14/6/1935)

            Desde 30 decigramos de azúcar por 1000 en orina, aparecen ya vestigios, y desde 40 en adelante (a Don Orione el encontraron 42 dcg por mil) es positivo, lo cual dice que los médicos detectaron ya su orina un nivel alto, equivalente a 140 o 180 mg% de azúcar en sangre.

 

Tranquilizando a los hermanos

            Buscando de tranquilizar a los suyos, que estaban alarmados por la noticia, Don Orione les dirá que está bien. Incluso transcribirá el resultado de sus análisis:

“Asegúrales que estoy bien, que no hay que alarmarse por la diabetes, está de moda ahora tener diabetes, pero creo no tener más nada, estoy bien, es necesario que me crean (…) Recibí el análisis, tanto el de orina como el de sangre, en cuento respecta a la diabetes, para que Don Sterpi se tranquilice, lo envío: Análisis de sangre: glucemia. Contiene 1,51 gramos por mil. / De glucosa en la sangre total (método de Follin-Wu) / Orina – Albumina – serina – vestigios / Globulina idem / Albuminosa – nada / Mucina – vestigios / Glucosa – 3,034 gr. Por mil / Levulosa – nada / Acetona – nada”. (Bs. As., 19/6/1935)

De estos nuevos resultados, vemos que en la orina aparece un nivel mínimo detectable de azúcar y en sangre 151 mg % (aquí se utiliza la antigua denominación de gramos por mil).

 

Dieta hipohidrocarbonada

Otra mención indirecta a la diabetes del Fundador es un borrador, donde escribe la dieta dieta hipohidrocarbonada que debe seguir.

“Carne de vaca de ternera principalmente asada e incluso pollo hervido o como la carne / Huevo crudo o hervido en agua / Caldo – leche, té o café – manteca / Poco – pan negro y poco mejor galleta. / Verdura – a gusto y espinaca hervida, con poca aceite / Salsifí apios – pepinos cardo - repollo ensalada con aceite y limón / Fruta una naranja o mandarina – 100 gramos de vino por comida - mate té o café. / Prohibido – harina – pasta – sémola y fideos / Pan blanco – galletitas – dulces – fruta – azúcar – papas - batatas - caña – zanahoria – sanaoria – lentejas – porotos y garbanzos”.

 

Sentido del humor

            En una carta a Mons. Albera, su amigo, le contará lo ocurrido, bromeando acerca tiempo en cama y su enfermedad.

            “Yo estoy bien, solo tengo un poco de diabetes, pero ya disminuyo bastante. Imagínate querían que me quede en la cama al menos por tres días, a pura agua. Es ese Gonnella que estuvo con nosotros en San Bernardino el primer año y después en Santa Clara, ahora es medico aquí, una autoridad en medicina. ¿Lo recuerdas? (…) ¿Sabes lo que le dije? Escúchame, Gonnella, si me dijeras que me quede en cama tres días a vino puro, no sé, a nebiolo, barbera, grignolino, entonces estamos de acuerdo, a lo mejor me la paso cantando todo el día, y está bien, pero a pura agua, ¡vamos! Un poco de discreción, ¿esta es la gratitud que me demuestras por haberte recibido en el colegio? Piensa un poco, mi querido monseñor, ¡qué risa!” (Bs. As., 22/6/1935)

            En La gioia del bene” (Messagi 19), el P. Orlandi relata el humor de Don Orione, entre ellas: “Si se trataba entonces de dinero que el ecónomo le había prestado, Don Orione bromeaba sobre su amnesia: No me recuerdo-decía sonriendo-, no me acuerdo… que quieres, tengo diabetes…,- y todo terminada de modo alegre…”

 

A modo de conclusión

Desde el punto de vista médico, podemos afirmar que la diabetes de Don Orione era una diabetes tipo 2, una forma leve que pudo manejarse con dieta solamente. No tenemos información que haya tomado antidiabéticos orales, porque probablemente su glucemia se normalizo siguiendo la dieta hipohidrocarbonada prescripta.

Es admirable que Don Orione, pese al diagnostico de una enfermedad crónica que le implicara cuidarse de por vida, lo asumió con optimismo y sin desanimarse, siendo capaz de tomarlo con humor.

Además, se ve que asumió con responsabilidad el cuidado de su enfermedad, siguiendo con docilidad las indicaciones del médico y desdramatizando la situación, yendo más allá de sí mismo, cuidando que nadie se preocupe demasiado por él.

El santo muestra su madurez humana en toda circunstancia, aun en la enfermedad.

 

How Don Orione coped with a Disease: Diabetes

During his second stay in Argentina, Don Orione began to feel his age, and at 62 years old he experienced some health problems, among them diabetes.

This article aims at being both a historical and medical study of Don Orione’s diabetes.

 

Diabetes

Diabetes is a disease which produces hyperglycemia, meaning a high level of blood sugar. The normal level of blood sugar ranges between 70 and 110 mg%. Diabetes is usually related to the absence or low level of insulin. Basically there are two kinds of diabetes.

Type 1 diabetes, or juvenile diabetes (IDDM), the origin of which is genetic. It is found in children and young people who will become insulin-dependent. This is usually the more severe diabetes and likely to have complications.

Type 2 diabetes, or adult-onset diabetes (NIDDM), is also determined genetically. The pancreas can produce insulin, but in insufficient quantity. As the years go by, the pancreas produces less and less insulin, so the patient needs to be treated with oral anti-diabetics which improve insulin secretion or reduce the hyperglycemia. It usually has a better prognosis and can sometimes be regulated by an appropriate diet. It was type 2 diabetes which Don Orione suffered from.

 

The First Symptoms of Diabetes

In many letters written by Don Orione between June and July 1935, he briefly described how the symptoms of diabetes had appeared, his treatment, medical tests and other details.

In a letter to Fr. Sterpi, Don Orione wrote about what made him suspect something was wrong and consult a doctor: a great sense of exhaustion and extreme thirst: “I have been very weak for more than a month; I thought I was exhausted due to hard work – I could not manage to get any useful writing or work done. Then, as I was also extremely thirsty, I began to think that it must be something else, and when they tested my urine, they found it was diabetes” (Letter to Fr. Sterpi. Buenos Aires, 12th June 1935).

The increase of sugar in the blood produces the loss of a lot of water through urine, due to osmosis; the cells become dehydrated and cause extreme thirst. In fact, excessive thirst and the excessive production or passage of urine are the main symptoms of diabetes.

In addition, diabetes also causes an alteration in the metabolism of proteins and fats, as well as chronic inflammation of nerves and blood vessels, which produces a feeling of tiredness and pain, especially in the arms and legs.

The result of his urine test showed that he was suffering from diabetes.

Together with this, stress and tiredness increase a kind of hormone called catecholamine, which produces hyperglycemia. The doctors probably thought that resting would help Don Orione, together with a reduced carbohydrate diet to normalize the level of sugar, which otherwise was not so high.

In another letter to Fr. Sterpi, he explained other details:

“I didn’t want to cause you any worry about my diabetes, but this is what happened: I had a great thirst and I felt unable to work, I didn’t know why. I thought it might be diabetes, and the urine test showed 42 per one thousand of glucose. They have forbidden me to eat potatoes, fruit, eggs, rice, and only very little bread, etc. Today they took a blood sample and repeated the urine test, too. Now I’m better than I was, certainly because I have cut out some kinds of food and have rested more. So you need not worry, and I’ll keep you informed” (Letter to Fr. Sterpi. Buenos Aires, 14th June 1935).

Above 30 decigrams per 1000 of sugar in the urine shows as traces in the tests, and above 40 is positive, which shows us that the doctor found a high level of sugar in Don Orione’s urine (42 decigrams per mil); which is equivalent to 140 mg % - 180 mg % of sugar in the blood.

 

Calming the confreres down

Trying to calm down his religious in Italy who were concerned about this news, Don Orione begged them to believe that he was well. Then he transcribed the results of his tests:

 “I assure you that I’m fine, and there’s no need for you to worry about my diabetes; it is quite fashionable to have diabetes these days! I don’t think there is anything else wrong with me; you must believe me that I’m fine (…) Regarding my diabetes, I have received the results of both my blood and urine tests, and  I’m sending them to reassure Fr. Sterpi. / Blood test: blood sugar: 1,51 grams per thousand. / Glucose in the blood (Follin-Wu Method) / Urine – Albumin – serine – traces. Globulin idem. Albuminosa – nil. / Mucins – traces / Glucose – 3,034 gr. per one thousand / Laevulose – nil / Acetone – nil” (Letter to Fr. Sciaccaluga. Buenos Aires, 19th June 1935).

Looking at these new results, we can see that a minimum detectable level of sugar in the urine and blood was 151 mg %, though the letter shows the old way of measuring in grams per thousand.

 

Reduced Carbohydrate Diet

There is another indirect mention of Don Orione’s diabetes in a draft, where he described the diet he was following.

“Veal, mainly grilled, or maybe some boiled or grilled chicken: / boiled or raw eggs / Clear soup – milk, tea or coffee – butter / A little brown bread, or better crackers. / Vegetables – boiled chard and spinach with a little oil / celery – cucumber – cabbage- salad with oil and lemon / Fruit: an orange or mandarin – 100 grams of wine with meals - mate tea or coffee / Forbidden: flour – pasta – semolina and noodles / White bread – biscuits – sweets – fruit – sugar – potatoes – sweet potatoes – pumpkin- – carrots – carrots – lentils – beans and chickpeas” (No date no place; Scritti 100, 106 and 100, 126).

The diet described by Don Orione is a typical example of a reduced carbohydrate diet, which cuts out sugar, alcohol, honey, carrots, cereals and both white and brown bread.

 

Sense of humor

In a letter to Bishop Albera, his friend, Don Orione told him what had happened, joking about his confinement to bed, drinking:

“I am quite well; I am slightly diabetic, but it is already much better. They wanted me to stay in bed for at least three days, condemned to drink nothing but plain water. Can you imagine it? And do you remember Gonella? He was one of our students at San Bernardino for his first year, and then he went on to St. Chiara. He is a doctor here now, a medical authority. (…) Do you know what I told him? ‘Listen, Gonnella, if you tell me to stay in bed for three days drinking only wine, such as nebbiolo, barbera or grignolino (three different kinds of Italian wine), then I would be quite willing. I might then sing all day long, and it would be fine. But drinking only water, come on! Show some sense! Is this your gratitude to me for allowing you into our school?’ You can imagine, dear bishop, what a laugh it was!” (Letter to Bishop Albera. Buenos Aires, 22nd June 1935).

In the book “La gioia del bene” (Messagi 19), Fr. Orlandi told many stories about Don Orione’s sense of humor: “If it was money that the bursar had lent him, Don Orione would joke about his forgetfulness: - ‘I don’t remember’ - he would say, smiling – ‘I can’t remember ... don’t you know, I am diabetic!...’- and everything ended on a jolly note…” (L. Orlandi, “La Gioia del Bene”, Messaggi di Don Orione 19 [1973] 19).

 

Conclusion

From a medical point of view, we can affirm that Don Orione had type 2 diabetes, a mild form, which could be treated by diet alone. We do not have any information about whether he took oral antidiabetics, because his hyperglycemia was probably normalized by the prescribed diet.

We cannot but admire how, even though he was diagnosed with a chronic disease, needing lifelong care, Don Orione bore it with optimism and did not get discouraged, even managing to laugh about it.

We can also see how responsible he was in taking care of his health, following the doctors’ advice, calming the worries of his religious, not thinking about himself, but doing his best to prevent anybody being too worried about him.

The saintly man shows his maturity in every circumstance, even when coping with a disease.


[1] Orionina, laureata in medicina presso l'Universit? di Buenos Aires

[2] Sacerote orionino.

Lascia un commento
Code Image - Please contact webmaster if you have problems seeing this image code  Refresh Ricarica immagine

Salva il commento