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Messaggi don Orione
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Autore: Parolin Pietro

19 maggio 2015. Celebrazione nella Chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri, in Vaticano, alle ore 13, per ricordare i 75 anni dalla morte di san Luigi Orione, morto il 12 marzo 1940, e anche i 75 anni di presenza orionina in Vaticano, da quando, cioè, il 1° febbraio 1940, i religiosi della Congregazione assunsero la direzione del servizio poste e telegrafi. A presiedere la celebrazione, alle ore 13, è stato il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato. La presenza orionina in Vaticano — ha sottolineato Don Flavio Peloso nel saluto iniziale — "è stata una delle ultime gioie" del nostro Fondatore, giunta a un mese dalla sua morte. “È un grande conforto per me! ", disse Don Orione comunicando la notizia il 31 gennaio 1940. "Quando l’ho saputo ho detto fra me: Ecco, ora posso dire il Nunc dimittis, perché è venuto il giorno in cui i Figli della Divina Provvidenza sono chiamati in Vaticano e prestare un atto di immensa fedeltà, di amore, di servizio, di attaccamento al Vicario di Gesù Cristo”. “Ancora oggi — ha aggiunto il Superiore generale — la presenza di questa comunità e di questo servizio costituiscono come un simbolo concreto della speciale devozione e dedizione di tutta la Congregazione verso il Santo Padre e verso la Santa Sede cui siamo legati con un quarto voto di 'speciale fedeltà al Papa'.

DON ORIONE HA PERCORSO LA VIA MIGLIORE, L'AUTOSTRADA DELLA SANTITA'.

S. Messa per i 75 anni della presenza orionina in Vaticano
Chiesa parrocchiale di S. Anna, martedì 19 maggio 2015, ore 13.00



Rev.mo Don Peloso,
Rev.do Don Riva, 
Cari sacerdoti, 
Fratelli e sorelle in Cristo, 

E’ per me motivo di autentica gioia essere oggi qui con voi a presiedere questa Santa Eucaristia. Sono trascorsi 75 anni dalla morte di San Luigi Orione e dal momento nel quale la Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza ha iniziato il suo meritorio servizio al Papa e alla Santa Sede, qui in Vaticano. Il trascorrere del tempo e il mutare delle circostanze non ha però fatto invecchiare il carisma orionino. 

La vita di Luigi Orione è uno di quei capolavori del Signore che destano meraviglia e spingono ad approfondirne la conoscenza, come accade iniziando a leggere un libro scritto così bene che è impossibile lasciare a metà. In Luigi Orione è presente l’eloquente freschezza di un paradosso, che solo Dio può creare. Nasce nel piccolo paese di Pontecurone, vicino a Tortona, luogo alquanto periferico, eppure dà vita ad un’opera che fiorisce nei 5 continenti, coinvolgendo schiere di persone, che rimangono colpiti dalle parole e dalle azioni di questo piccolo, grande prete. Vive in povertà in tempi dove peraltro la povertà era abbastanza generalizzata, dal momento che dall’Italia partivano per le Americhe milioni di emigranti in cerca di una vita migliore, eppure, in pochi anni, trova ingenti risorse per costruire le sue opere in Italia e nel mondo, per avviare tanti progetti concreti per mille iniziative di bene. Non possiede una cultura enciclopedica o specializzazioni particolari, tali da fornirgli strumenti sofisticati per uscire vittorioso in confronti e dialoghi serrati con personalità molto lontane dalla Chiesa, eppure riesce a convertire i cuori di tanti, evidentemente affascinati da qualcosa di ben più alto, che da una erudizione fine a sé stessa. 

Davanti ad una figura di questo genere siamo spinti a domandarci: da dove nasce la sua forza? Da quale sorgente proviene un dinamismo così ricco e benefico, una tale fantasia e determinazione nel fare il bene? 
Ci sono anime elette che, come San Paolo o come Santa Teresa di Lisieux, vanno diritti all’essenza dell’essere cristiani. Anime che hanno fatto dell’inno alla carità di San Paolo, che abbiamo ora proclamato, la colonna sonora della loro esistenza, che hanno colto con un’immediatezza e una profondità da fare veramente una santa invidia, l’essenziale per incamminarsi risolutamente verso la santità. Si ha quasi l’impressione che ad essi – come don Orione nel caso in specie – una volta fatto il primo balzo ed essersi impadroniti del punto più importante, del faro irradiante di ogni loro pensiero, azione e progetto, tutto risulti facile. Come se, fatto questo primo scalino, tutto diventi una discesa verso il Paradiso, più che un’ascesa. 

Luigi Orione, una volta conquistato dalla carità di Cristo per lui e per ciascuno dei fratelli, una volta determinato ad imitare questa carità a beneficio delle anime, si è trovata aperta l’autostrada della santità. Lo dicono anche alcune date della sua biografia: il 3 luglio 1892, all’età di vent’anni, essendo un semplice seminarista aprì a Tortona il primo Oratorio per curare l'educazione cristiana dei ragazzi e il 15 ottobre 1893, chierico di 21 anni, aprì un Collegio nel rione San Bernardino, destinato a ragazzi poveri. 
Desta meraviglia nella nostra epoca, dove una certa tardo-adolescenza alle volte si protrae molto in avanti nell’età, incontrare una persona di vent’anni con una tale determinazione e chiarezza d’intenti circa l’obiettivo della propria esistenza, raggiunta in modo così rapido e profondo. Tale chiarezza proviene proprio dall’aver fatto dell’inno alla carità il programma della propria vita e dall’aver avuto nessun’altra aspirazione in questo mondo all’infuori di quella di sentirsi dire un giorno dal Signore Gesù quello che abbiamo ora ascoltato: “Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mt. 21, 34b-36). 
E’ questa trasparente limpidezza che colpì tanti contemporanei che incontrarono Luigi Orione e lo aiutarono a dar vita a innumerevoli opere di carità. Egli comprese, come ci ha insegnato San Paolo, che la carità non avrà mai fine, che è la cosa più grande e che attraverso di essa molte anime potevano essere ricondotte alla Chiesa. Comprese che tutti i problemi e le difficoltà che una comunità si trova ad affrontare giorno per giorno possono trovare la loro soluzione solo nella carità. 
Era così anche ai tempi dell’Apostolo Paolo, dove la comunità di Corinto sperimentava, insieme alla ricchezza dei tanti doni di grazia, la fragilità del limite umano e del peccato, che fomentava discordie e divisioni. L’Apostolo, di fronte a tale situazione, indica ai discepoli del Signore “la via migliore di tutte” (Cf. 1Cor. 12,31), quella della carità. Essa è l’alveo nel quale trova pacificazione e soluzione ogni questione che possa sorgere nella comunità di Corinto e, di riflesso, in ogni comunità cristiana. 

Don Orione si è fatto umile apostolo della Carità, facendo in tal modo conoscere a vicini e lontani il vero volto di Cristo. La “via” che egli scelse si è rivelata la migliore, non solo nell’alleviare le sofferenze dei bisognosi e degli ultimi, ma anche nell’attirare a Cristo e alla Chiesa innumerevoli schiere di anime, profondamente toccate e spesso autenticamente convertite dalla carità di Don Orione, costrette a chiedersi la ragione ultima che muoveva una tale fiamma di bene contagioso. 
Date queste premesse, non desta perciò stupore il susseguirsi delle opere iniziate dal Santo tortonese, né lo slancio di carità che lo vide coraggioso protagonista nel prestare soccorso ai terremotati nei tragici eventi di Messina nel 1908 e della Marsica nel 1915. Tra tutte le opere suscitate dalla carità però, la più rilevante e duratura è proprio la Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza (sacerdoti, fratelli coadiutori ed eremiti), che già nel 1903 ottenne il riconoscimento diocesano. Il 29 giugno 1915 ebbe poi inizio la Congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità e nel 1927, il ramo contemplativo, delle Suore Sacramentine non vedenti adoratrici, cui si aggiungeranno successivamente anche le Contemplative di Gesù Crocifisso. 
Dopo la prima guerra mondiale si moltiplicarono scuole, collegi, colonie agricole, opere caritative e assistenziali. In particolare, Don Orione fece sorgere alla periferia delle grandi città i Piccoli Cottolengo, destinati ad accogliere i fratelli più sofferenti e bisognosi. Dall’Italia all’America Latina, dagli Stati Uniti, all’Inghilterra, all’Albania, prese il via una grande impresa della carità, che si è poi ulteriormente dilatata ad altri Paesi. 
Nella traiettoria vocazionale ed esistenziale di Don Orione e dei Figli della Divina Provvidenza, unitamente alla scelta della carità quale “via migliore” per la conversione dei cuori, è sempre stata presente una solidissima devozione mariana, che portò Don Orione ad intraprendere, con il generoso contributo dei suoi figli spirituali, la costruzione di imponenti santuari mariani e un profondo amore al Papa, che si espresse anche con un quarto voto di speciale “fedeltà” al successore di S. Pietro, emesso dai religiosi orionini. Questa stretta relazione con il Vicario di Cristo, segno di comunione e centro di unità nella Chiesa, si espresse anche nell’inserimento nelle prime Costituzioni del 1904, tra gli scopi della Congregazione, quello di lavorare per “ottenere l’unione delle Chiese separate”. 

È in questo quadro di solidi legami della Congregazione orionina con la Sede Apostolica e di personale stima dei Sommi Pontefici per Don Orione, che si inserì l’affidamento a suoi sacerdoti, nel 1904, della cura della Chiesa di Sant’Anna, dopo i Patti Lateranensi trasmessa ai Padri Agostiniani, e la chiamata, nel gennaio 1940, a prestare la loro opera presso la Direzione delle Poste e del Telegrafo, lavoro per il quale ricevettero l’apprezzamento di coloro che si sono succeduti sul soglio di Pietro. 
Sono trascorsi 75 anni dall’inizio del vostro servizio in Vaticano. Esso è un segno di costante fedeltà al Papa della Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza ed è al tempo stesso un segno della Provvidenza, la quale desidera che, anche attraverso questo vostro servizio, si esprima la forza dello speciale legame che vi lega al Vescovo di Roma, successore del Principe degli Apostoli. 
Nel ringraziarvi per la vostra opera e nel trasmettervi la benedizione del Santo Padre, auspico che possiate sempre proseguire nel cammino tracciato dal vostro fondatore, sacerdote conquistato dalla carità di Cristo e desideroso di donarla ai fratelli. 

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