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Messaggi don Orione
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Nella foto: Giovanni Paolo II al Piccolo Cottolengo di Genova, 21 settembre 1985.
Pubblicato in: L'Osservatore Romano del 28 marzo 2003.

Messaggio di Giovanni Paolo II dell'8 marzo 2003.

ITALIANO ESPAÑOL PORTOGHES

 

MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II

IN OCCASIONE DEL CENTENARIO

DELL'APPROVAZIONE CANONICA DELLA CONGREGAZIONE.

Al Reverendissimo Signore

Don ROBERTO SIMIONATO

Direttore Generale

della Piccola Opera della Divina Provvidenza

1. Ho appreso con gioia che codesto Istituto commemora il centenario della propria approvazione canonica da parte del Vescovo di Tortona, Mons. Igino Bandi. In tale felice circostanza, mi è gradito indirizzare a Lei, al Consiglio Generale, e ai membri dell'intera Congregazione un cordiale pensiero, assicurando la mia spirituale partecipazione ai vari momenti celebrativi, che contribuiranno di certo a far rivivere il fervore delle origini, per proseguire, con immutato entusiasmo, il cammino iniziato dal Fondatore oltre cento anni or sono.

2. Il chierico Luigi Orione, già allievo di don Bosco a Torino, aveva solo 20 anni quando aprì il primo Oratorio in Tortona e l'anno seguente, nel 1893, divenne fondatore dando vita a un "collegetto" con scuola interna per fanciulli poveri. Nelle vicende quotidiane, vissute con fede e carità, venne dipanandosi il piano a cui la Divina Provvidenza lo destinava. Al futuro Cardinal Perosi, suo concittadino e amico, che gli chiedeva quale fosse la sua "idea", scriveva in una lettera del 4 aprile 1897: "Mi pare che il Nostro Signore Gesù Cristo vada chiamandomi ad uno stato di grande carità... ma è fuoco grande e soave che ha bisogno di dilatarsi e di infiammare tutta la terra. All'ombra di ogni campanile sorgerà una scuola cattolica, all'ombra di ogni Croce un ospedale: i monti faranno passo alla carità grande di Gesù Nostro Signore, e tutto sarà instaurato e purificato da Gesù" (Lo spirito di Don Orione, 1, 2).

Proprio perché arso da questo mistico fuoco, don Orione superò gli ostacoli e le difficoltà degli inizi e divenne apostolo instancabile, creativo, efficace. Alcuni compagni di seminario seguirono quel chierico fondatore; non pochi allievi vollero essere sacerdoti come lui. L'Opera, che egli sin dal primo momento denominò della Divina Provvidenza, s'accrebbe di membri e di attività. Il Vescovo di Tortona seguiva trepidante l'affermarsi di iniziative tanto ardite e umanamente fragili, ma seppe riconoscervi l'azione dello Spirito. Con Decreto del 21 marzo 1903 ne sanci il carisma e decretò la costituzione della Congregazione religiosa maschile dei Figli della Divina Provvidenza, comprendente sacerdoti, fratelli eremiti e coadiutori. Successivamente, sorsero le Piccole Suore Missionarie della Carità, tra le quali fiorirono due germogli contemplativi, le Sacramentine adoratrici non vedenti e le Contemplative di Gesù Crocifisso, mentre, più di recente, sono nati l'Istituto Secolare Orionino e il Movimento Laicale Orionino.

3. In questa ricorrenza giubilare, mi è gradito esprimere viva riconoscenza a voi tutti, Membri della Famiglia orionina, per il valido apporto dato in questi anni alla missione della Chiesa. Al tempo stesso, mi è caro ricordare quanto scrivevo nell'Esortazione apostolica Vita consecrata: anche "voi non avete solo una gloriosa storia da ricordare e da raccontare, ma una grande storia da costruire!" (n. 110). E, pertanto, vi invito a guardare al futuro, "nel quale lo Spirito vi proietta per fare con voi ancora cose grandi" (ibid.).

Cari Figli della Divina Provvidenza, la Chiesa attende da voi che ravviviate il dono che è in voi (cfr 2 Tm 1,6), rinnovando i vostri propositi, e in un mondo che cambia promuoviate una fedeltà creativa alla vostra vocazione. Notavo nella citata Esortazione apostolica: "Gli Istituti sono invitati a riproporre con coraggio l'intraprendenza, l'inventiva e la santità dei fondatori e delle fondatrici come risposta ai segni dei tempi emergenti nel mondo di oggi. Questo invito è innanzitutto un appello alla perseveranza nel cammino di santità attraverso le difficoltà materiali e spirituali che segnano le vicende quotidiane. Ma è anche appello a ricercare la competenza nel proprio lavoro e a coltivare una fedeltà dinamica alla propria missione, adattandone le forme, quando è necessario, alle nuove situazioni e ai diversi bisogni, in piena docilità all'ispirazione divina e al discernimento ecclesiale" (n. 37).

Soltanto rimanendo ben radicati nella vita divina e mantenendo inalterato lo spirito delle origini, voi potrete rispondere in maniera profetica alle esigenze dell'epoca attuale. Impegno primario d'ogni battezzato, e a più forte ragione di ciascun consacrato, è tendere alla santità; e sarebbe senz'altro "un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all'insegna di un'etica minimalistica e di una religiosità superficiale" (Novo millennio ineunte, 31). Nello stile del vostro beato Fondatore, e come è nell'indole propria della vita religiosa che avete abbracciato, non abbiate paura di ricercare con paziente costanza "questa `misura alta' della vita cristiana", ricorrendo a "una vera e propria pedagogia della santità" (ibid.), personale e comunitaria, saldamente ancorata alla ricca tradizione ecclesiale e aperta al dialogo con i tempi nuovi.

4. Fedeltà creativa in un mondo che cambia : sia questo orientamento a guidarvi per camminare, come amava ripetere don Orione, "alla testa dei tempi". Se le celebrazioni del Centenario dell'approvazione canonica spingono a "ricordare", rivivendolo, il clima delle origini, vi stimolano, al tempo stesso, in vista pure del prossimo Capitolo Generale, a "progettare" nuovi e coraggiosi interventi sulle frontiere della carità.

Rimanga intatto lo spirito della prima ora! Vorrei, al riguardo, evidenziare un aspetto significativo dell'intuizione carismatica del chierico " Luigi Orione: il suo amore superiore e unificante per la "Santa Madre Chiesa". Allora come ora, é fondamentale per la vostra Opera coltivare quest'intima passione per la Chiesa , perché possiate "modestamente cooperare, ai piedi della Sede Apostolica e dei vescovi, a rinnovare e unificare in Gesù Cristo, Signore nostro l'uomo e la società, portando alla Chiesa e al Papa il cuore dei fanciulli più abbandonati, dei poveri e delle classi operaie: ad omnia in Christo instauranda, ut fiat unum ovile et unus pastor " (Costituzioni, art. 5).

Continui ad accompagnarvi dal cielo don Orione insieme ai tanti confratelli che, lungo questi venti lustri, hanno consumato l'esistenza al servizio di Cristo e dei poveri. Vegli su ciascuno di voi la Vergine Maria , Madre di Cristo e Madre della Chiesa e faccia si che, come pregava don Orione, tutta la vostra vita sia "sacra a dare Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di Cristo, e in Cristo si consumi in una luminosa evangelizzazione dei poveri; la nostra vita e la nostra morte siano un cantico dolcissimo di carità, e un olocausto al Signore" (Lo spirito di Don Orione, IX, 131).

Con affetto io vi assicuro il mio costante ricordo nella preghiera, mentre di gran cuore benedico l'intera vostra Famiglia spirituale e quanti sono oggetto delle vostre diuturne premure.

Dal Vaticano, 8 Marzo 2003

 

Traduzione de L'Osservatore Romano del 28 marzo 2003

Al reverendísimo señor

Don ROBERTO SIMIONATO

Director general de la

Pequeña Obra de la Divina Providencia

1. He sabido con alegría que vuestro instituto conmemora el centenario de su aprobación canónica por parte del obispo de Tortona, monseñor Igino Bandi.

En esta feliz circunstancia, me complace dirigirle a usted, al consejo general y a los miembros de toda la Congregación un cordial saludo,asegurando mi participación espiritual en los varios momentos decelebración, que ciertamente ayudarán a lograr que se reavive el fervor de los orígenes, para proseguir, con el mismo entusiasmo, el camino iniciado por el fundador hace más de cien años.

2. El clérigo Luis Orione, ex alumno de don Bosco en Turín, tenía sólo 20 años cuando abrió el primer oratorio en Tortona, y al año siguiente, en 1893, se convirtió en fundador, dando vida a un colegio con escuela interna para niños pobres. En las situaciones de cada día, vividas con fe y caridad, fue aclarándose el plan que la divina Providencia tenía para él. Al futuro cardenal Perosi, su paisano y amigo, que le preguntaba cuál era su "idea", le escribió en una carta del 4 de abril de 1897: "Me parece que nuestro Señor Jesucristo me está llamando a un estado de gran caridad (...), pero es un fuego grande y suave que necesita extenderse e inflamar toda la tierra. A la sombra de cada campanario surgirá una escuela católica; a la sombra de cada cruz, un hospital: los montes cederán el paso a la gran caridad de Jesús nuestro Señor, y Jesús instaurará y purificará todo" (Lo spirito di Don Orione, I, 2).

Precisamente porque ardía en su interior este fuego místico, don Orione superó los obstáculos y las dificultades de los comienzos y se convirtió en apóstol incansable, creativo y eficaz. Algunos compañeros de seminario siguieron a aquel clérigo fundador; no pocos alumnos quisieron ser sacerdotes como él. La Obra , que desde el primer momento denominó de la Divina Providencia , acrecentó el número de sus miembros y sus actividades. El obispo de Tortona seguía con cierta aprensión la consolidación de iniciativas tan audaces y humanamente frágiles, pero supo reconocer en ellas la acción del Espíritu. Con decreto del 21 de marzo de 1903 sancionó su carisma y decretó la constitución de la congregación religiosa masculina de los Hijos de la Divina Providencia , que comprendía sacerdotes, hermanos ermitaños y coadjutores. Sucesivamente, surgieron las Hermanitas Misioneras de la Caridad , entre las cuales florecieron dos brotes contemplativos, las Sacramentinas adoratrices ciegas y las Contemplativas de Jesús crucificado, mientras que, más recientemente, nacieron el Instituto secular orionista y el Movimiento laical orionista.

3. En este aniversario jubilar, me complace expresar mi vivo agradecimiento a todos los miembros de la familia orionista por la valiosa aportación que han dado durante estos años a la misión de la Iglesia. Al mismo tiempo, deseo recordar lo que escribí en la exhortación apostólica Vita consecrata: "Vosotros no solamente tenéis una historia gloriosa que recordar y contar, sino también una gran historia que construir" (n. 110). Y, por eso, os invito a mirar al futuro, "hacia el que el Espíritu os impulsa para seguir haciendo con vosotros grandes cosas" (ib.).

Queridos Hijos de la Divina Providencia , la Iglesia espera que reavivéis el carisma que está en vosotros (cf. 2 Tm 1, 6), renovando vuestros propósitos, y, en un mundo que cambia, promováis una fidelidad creativa a vuestra vocación. En la citada exhortación apostólica dije: "Se invita, pues, a los institutos a reproducir con valentía la audacia, la creatividad y la santidad de sus fundadores y fundadoras como respuesta a los signos de los tiempos que surgen en el mundo de hoy. Esta invitación es sobre todo una llamada a perseverar en el camino de santidad a través de las dificultades materiales y espirituales que marcan la vida cotidiana. Pero es también llamada a buscar la competencia en el propio trabajo y a cultivar una fidelidad dinámica a la propia misión, adaptando sus formas, cuando es necesario, a las nuevas situaciones y a las diversas necesidades, en plena docilidad a la inspiración divina y al discernimiento eclesial" (n. 37).

Sólo permaneciendo bien arraigados en la vida divina y manteniendo inalterado el espíritu de los orígenes, podréis responder de manera profética a las exigencias de la época actual. El compromiso primario de todo bautizado y, con más razón, de todo consagrado es tender a la santidad; y, desde luego, sería "un contrasentido contentarse con una vida mediocre, vivida según una ética minimalista y una religiosidad superficial" (Novo millennio ineunte, 31). Según el estilo de vuestro beato fundador, y de acuerdo con la índole propia de la vida religiosa que habéis abrazado, no tengáis miedo de buscar con paciente constancia "este "alto grado" de la vida cristiana", recurriendo a "una auténtica pedagogía de la santidad" (ib.), personal y comunitaria, firmemente fundada en la rica tradición eclesial y abierta al diálogo con los nuevos tiempos.

4. Fidelidad creativa en un mundo que cambia: esta orientación ha de guiaros para caminar, como solía repetir don Orione, "a la cabeza de los tiempos". Las celebraciones del centenario de la aprobación canónica os impulsan a "recordar", reviviéndolo, el clima de los orígenes; y al mismo tiempo os estimulan, también con vistas al próximo capítulo general, a "proyectar" nuevas e intrépidas intervenciones en las fronteras de la caridad.

Que se conserve intacto el espíritu de la primera hora. Al respecto, quisiera destacar un aspecto significativo de la intuición carismática del clérigo don Luis Orione: su amor superior y unificador a la "santa madre Iglesia". Ahora, como entonces, es fundamental para vuestra Obra cultivar esta íntima pasión por la Iglesia , para "contribuir modestamente, a los pies de la Sede apostólica y de los obispos, a renovar y unificar en Jesucristo, Señor nuestro, al hombre y a la sociedad, llevando a la Iglesia y al Papa el corazón de los niños más abandonados, de los pobres y de las clases obreras: ad omnia in Christo instauranda, ut fiat unum ovile et unus pastor" (Constituciones, art. 5).

Que siga acompañándoos desde el cielo don Orione, juntamente con vuestros numerosos hermanos que, a lo largo de estos veinte lustros, han dedicado su existencia al servicio de Cristo y de los pobres. Vele sobre cada uno de vosotros la Virgen María , Madre de Cristo y Madre de la Iglesia , y haga que, como rogaba don Orione, toda vuestra vida "esté consagrada a dar a Cristo al pueblo, y el pueblo a la Iglesia de Cristo; que arda y resplandezca de Cristo, y en Cristo se consume en una luminosa evangelización de los pobres; y que nuestra vida y nuestra muerte sean un cántico dulcísimo de caridad, y un holocausto al Señor" (Lo spirito di Don Orione, IX, 131).

Con afecto os aseguro mi constante recuerdo en la oración, a la vez que de corazón bendigo a toda vuestra familia espiritual y a cuantos son objeto de vuestra continua solicitud.

Vaticano, 8 de marzo de 2003

 

Traduzione da L'Osservatore Romano

Ao Rev.do Pe. Roberto SIMIONATO

Director-Geral da Pequena Obra da Providência Divina

1. Foi com alegria que tomei conhecimento de que este Instituto está a comemorar o Centenário da sua aprovação eclesiástica, por parte do Bispo de Tortona, D. Igino Bandi. Nesta feliz circunstância, é-me grato dirigir-lhe, assim como ao Conselho Geral e aos membros de toda a Congregação, uma cordial saudação, assegurando a minha participação espiritual nos vários momentos celebrativos que, sem dúvida, hão-de contribuir para fazer reviver o fervor das origens para continuar, com o mesmo entusiasmo, o caminho começado pelo Fundador há mais de cem anos.

2. O padre Luís Orione, ex-aluno de Dom Bosco em Turim, tinha apenas vinte anos quando abriu o primeiro Oratório em Tortona; no ano seguinte, em 1893, tornou-se fundador, dando vida a um pequeno Colégio com internato para crianças pobres. Nas vicissitudes diárias, vividas com fé e caridade, revelou-se o plano ao qual a Providência Divina o destinava. Ao futuro Cardeal Perosi, seu concidadão e amigo, que lhe perguntava qual era a sua "ideia", assim escrevia numa carta de 4 de Abril de 1897:  "Parece-me que nosso Senhor Jesus Cristo me está a chamar a um estado de grande caridade... mas é um fogo impetuoso e suave, que tem necessidade de se dilatar e de inflamar a terra inteira. À sombra de cada campanário surgirá uma escola católica, à sombra de cada Cruz, um hospital:  os montes acompanharão a grande caridade de nosso Senhor Jesus e tudo será instaurado e purificado por Jesus" ( Lo spirito di Don Orione, I, 2).

Precisamente porque nele ardia este fogo místico, Dom Orione superou os obstáculos e as dificuldades do início, tornando-se um apóstolo incansável, criativo e eficaz. Alguns companheiros de seminário seguiram aquele padre fundador; e muitos alunos manifestaram o desejo de ser sacerdotes como ele. A Obra , que desde o primeiro momento ele chamou da Providência Divina, cresceu em número de membros e de actividades. O Bispo de Tortona acompanhava com aflição a consolidação de iniciativas tão ousadas e tão frágeis sob o ponto de vista humano, mas soube reconhecer nelas a acção do Espírito. Com o Decreto de 21 de Março de 1903, confirmou o carisma e decretou a constituição da Congregação religiosa masculina dos Filhos da Providência Divina, que compreende presbíteros, irmãos eremitas e coadjutores. Em seguida, nasceram as Pequenas Irmãs Religiosas da Caridade, entre as quais desabrocharam dois rebentos contemplativos:  as Sacramentinas adoradoras cegas e as Contemplativas de Jesus Crucificado enquanto, mais recentemente, nasceram o Instituto Secular Orionino e o Movimento Laical Orionino.

3. Nesta celebração jubilar, é-me grato expressar o meu profundo reconhecimento a todos vós, membros da Família orionina, pela válida contribuição que oferecestes para a missão da Igreja durante estes anos. Ao mesmo tempo, desejo lembrar aquilo que escrevi na Exortação Apostólica Vita consecrata:  também "vós não tendes apenas uma gloriosa história a recordar e a narrar, mas uma grande história a construir!" (n. 110). Por conseguinte, exorto-vos a olhar para o futuro, "onde o Espírito vos projecta para fazer convosco ainda grandes coisas" ( Ibidem ).

Queridos Filhos da Providência Divina, a Igreja formula votos a fim de que reaviveis o dom que recebestes (cf. 2 Tm 1, 6), renovando os vossos propósitos e, num mundo que se transforma, promovais uma fidelidade criativa à vossa vocação. Na mencionada Exortação Apostólica, eu observava:  "Os Institutos são convidados a propor de novo com coragem o espírito de iniciativa, a criatividade e a santidade dos fundadores e das fundadoras, como resposta aos sinais dos tempos visíveis no mundo de hoje. Este convite é, em primeiro lugar, um apelo à perseverança no caminho da santidade, através das dificuldades materiais e espirituais que marcam as vicissitudes diárias. Mas é, também, um apelo a procurar a competência no próprio trabalho e a cultivar uma fidelidade dinâmica à própria missão e, quando for necessário, adaptando as suas formas às novas situações e às várias necessidades, com plena docilidade à inspiração divina e ao discernimento eclesial" ( Vita consecrata , 37).

Somente permanecendo bem consolidados na vida divina e mantendo inalterado o espírito das origens, vós podereis corresponder de maneira profética às exigências da época contemporânea. O compromisso prioritário de cada baptizado e, com maior razão, de cada um dos consagrados, consiste em tender para a santidade; e, sem dúvida, seria "um contra-senso contentar-se com uma vida medíocre, pautada por uma ética minimalista e uma religiosidade superficial" ( Novo millennio ineunte , 31). Segundo o estilo do vosso Beato Fundador, e em conformidade com a índole própria da vida religiosa que abraçastes, não tenhais medo de procurar com constância paciente "esta "medida alta" da vida cristã" , recorrendo a "uma verdadeira e própria pedagogia da santidade" ( Ibidem ), pessoal e comunitária, solidamente fundamentada na rica tradição eclesial e aberta ao diálogo com os novos tempos.

4. Fidelidade criativa, num mundo que se transforma:  que esta orientação vos guie ao longo do caminho, como Dom Orione gostava de repetir, "na vanguarda dos tempos". Se as celebrações do Centenário da aprovação canónica levam a "recordar" revivendo-o o clima das origens, ao mesmo tempo estimulam-vos, também em ordem ao próximo Capítulo Geral, a "projectar" novas e corajosas intervenções nas fronteiras da caridade.

Permaneça intacto o espírito da primeira hora! A este propósito, gostaria de realçar um aspecto significativo da intuição carismática do padre Luís Orione:  o seu amor superior e unificador pela "Santa Igreja Mãe". Tanto nessa época como agora, é fundamental que a vossa Obra cultive esta paixão íntima pela Igreja, a fim de poderdes "cooperar modestamente, em obediência à Sé Apostólica e aos Bispos, para a renovação e a unificação do homem e da sociedade em nosso Senhor Jesus Cristo, levando à Igreja e ao Papa o coração das crianças abandonadas, dos pobres e das classes operárias:  ad omnia in Christo instauranda, ut fiat unum ovile et unus pastor" ( Constituições, art. 5).

Continue a acompanhar-vos do céu Dom Orione, juntamente com muitos irmãos que, ao longo destes vinte lustros, consumaram a sua existência ao serviço de Cristo e dos pobres. Vele sobre cada um de vós a Virgem Maria, Mãe de Cristo e Mãe da Igreja, fazendo com que, como Dom Orione rezava, toda a vossa vida seja "consagrada a dar Cristo ao povo e o povo à Igreja de Cristo; que ela arda e resplandeça de Cristo, e em Cristo se consuma numa luminosa evangelização dos pobres; a nossa vida e a nossa morte sejam um dulcíssimo cântico de caridade e um holocausto ao Senhor" ( Lo spirito di Don Orione, IX, 131).

É com afecto que vos asseguro a minha lembrança constante na oração enquanto, de bom grado, abençoo toda a vossa Família espiritual e quantos são objecto dos vossos contínuos cuidados.

Vaticano, 8 de Março de 2003.

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