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Messaggi don Orione
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Autore: Flavio Peloso

Don Orione vi iniziò nel 1933 un’opera per “orfanelli”. Dal 1990 è un monastero, prima delle Contemplative di Gesù Crocifisso e ora delle Sacramentine cieche adoratrici. Un raggio di luce su Tortona.

“VILLA CARITAS” COMPIE 75 ANNI

 

Don Flavio Peloso

Villa Caritas compie 75 anni di vita. La villa sorge sulle alture del Castello prospiciente su Tortona e ospita oggi una comunità di Suore Orionine di clausura. L'inaugurazione ufficiale, presente Don Orione, si ebbe l'8 settembre 1933.

La Villa dei signori Torriglia, subito ribattezzata Villa Caritas , aperse le sue porte per accogliere Orfanelli poveri che potevano contare solo sulla Divina Provvidenza e sul buon cuore delle Suore e dei Benefattori. Il 29 agosto 1933, quando la processione della Madonna della Guardia per la prima volta andò a concludersi sul Castello, si ebbe la sorpresa di ascoltare, davanti a quella Villa, il devoto omaggio di una canzoncina eseguita da un gruppetto di bimbi dai due ai sette anni.

C'è un episodio legato alle origini di quest'opera. Lo raccontò Don Orione stesso ai suoi Confratelli.

La Villa del commendatore Delfino Torriglia era da qualche tempo abbandonata. Si sapeva che gli eredi volevano venderla. Circolava voce che sarebbe stata comprata da certi signori per farne un luogo d'affari, di ballo e di divertimenti notturni. La voce giunse anche a Don Orione che fece una spedizione esplorativa: “ Un giorno andai su con l'ing. Marengo e abbiamo gettate delle medaglie della Madonna ”. Non era la prima volta che il santo tortonese faceva un simile gesto, ingenuo e serio allo stesso tempo. Era un gesto di fiducia nella Madonna, quasi una presa di possesso… per usucapione . E infatti, a distanza di qualche tempo da quando la Madonna “prese possesso” di quella proprietà successero fatti nuovi.

La signora Ernestina Castelli ved. Larrea, di Alessandria, in data 20 aprile 1933 scrisse agli eredi Torriglia. “Ieri è stato da me il Sig. Prof. Filippo Forni di Tortona col quale ho discusso per l'acquisto della proprietà Eredi Torriglia che è sul Castello di Tortona, e propriamente la villa e tutto il sedime esterno che fiancheggia il Viale della Rimembranza. E si sarebbe convenuto al prezzo totale di £. 150.000 (lire centocinquantamila), che sarei disposta a versare subito”.

La signora Larrea donò immediatamente la proprietà a Don Orione e, anzi, volle restare incognita, come di fatto restò per molti anni. La stipula del contratto di vendita avvenne il giorno 7 settembre.

Il giorno seguente, 8 settembre, ci fu l'inaugurazione ufficiale. Possiamo immaginare la gioia di Don Orione, condivisa dai suoi Chierici saliti con lui lassù. Tra di essi c'era anche Don Giovanni Venturelli che partecipò alla ricerca delle “ famose medaglie tutt'intorno alla Villa, specialmente lungo la cancellata superiore che dà verso il Castello, perché Don Orione e l'ingegner Marengo le avevano gettate dentro da quella parte…. Ne trovammo parecchie: erano un po' ossidate… Don Orione tutto contento ci accoglieva con festa quando gliene portavamo qualcuna. Se ne stava seduto su un grosso sasso, lungo il sentiero centrale della vigna-giardino, intrattenendosi con alcuni sacerdoti. Ricordo che ci salutava con un bel ‘Bravo, bravo… vedete se c'erano!'. E ci esortava a tenerle per ricordo: ‘Sono le medaglie della Madonna, doppiamente preziose: sono le medaglie del miracolo. Tenetele, così un giorno vi ricorderete di questo fatto' . E sorrideva veramente contento” ( Don Orione nella luce di Maria I, p.173).

C'è da dire che Don Orione ebbe anche un altro motivo di soddisfazione in quel giorno. Lo manifestò in una “Buona notte” al Paterno. “ Insieme al terreno della Villa Torriglia, abbiamo avuto anche il terreno su cui si è messa, anni fa, la prima pietra del Tempio votivo”. Si trattava di un progetto lanciato e contrapposto tre anni dopo il voto e il progetto del santuario alla Madonna della Guardia. Don Orione ebbe per questo sofferenze e incomprensioni e dovette ritardare la costruzione del santuario della Guardia proprio per questa ragione (cfr mio articolo in Iulia Dertona , 2007, n.1, pp. 195-206).

Don Orione fece un altro gesto che ne rivela l'animo. Come leggiamo nei Verbali delle riunioni della Congregazione di quel 1933, “ Ricevuto tale dono, Don Orione scrisse a Sua Eccellenza Mons. Grassi, Vescovo di Tortona, offrendo gratuitamente il terreno per il Tempio votivo di Tortona ” (p.140). Don Orione commentò ai suoi: “ Queste sono le rivincite della carità ”.

Un'altra data memorabile degli inizi di Villa Caritas è il 14 gennaio 1934, giorno della prima Messa nella cappella.

Il decreto vescovile di autorizzazione per l'apertura di una cappella-oratorio era arrivato il 4 gennaio 1934 e Don Orione andò a celebrarvi la Messa il 14 gennaio successivo. Fu una Messa semplice, con i bambini e le suore. Una Messa tra le tante. Eppure Don Orione la visse con una commozione tutta speciale. Ne parlò alla sera, ritornando al “Paterno”. Giovanni Scoccia, uno dei chierici presenti, ne annotò le parole. Ecco alcuni passaggi.

“Questa mattina, dopo aver detto la Messa a voialtri, sono andato a celebrare un'altra Messa sul Castello. E mentre la macchina mi portava su, io tra me pensavo: Vado a benedire la Cappella a Villa Caritas e a dirvi la prima Messa per quei bambini che la nostra Congregazione mantiene per intero, ai quali nessuno pensa e provvede, eccetto la Divina Provvidenza. Il pensiero che mi ha distratto durante la S. Messa e poi durante tutta la giornata è questo: secoli fa, Tortona si trovava qui, sulle coste del Castello. Vicino alla Torre eravi la cattedrale che, presa Tortona dagli stranieri, fu convertita in polveriera (1548). Io tutto oggi ho pensato: vedi, il Signore ha dato a me, dopo un periodo così lungo di tempo, dopo alcuni secoli, la grazia di celebrare la Messa sul Castello. È un fatto che sfugge, ma che io voglio segnalare a me e a voi come una grande soddisfazione che il Signore abbia voluto servirsi di noi per ritornare sul Castello. Quest'oggi, nella stessa Cappella si è data la benedizione eucaristica. Gesù ritorna! Gesù ritorna! E che Gesù torni sempre! Gesù è un morto che risuscita. E chi sa che il ritorno di Gesù sul Castello non sia il principio di una vita nuova per questo popolo” ( Diario Scoccia, Archivio Don Orione, 14 gennaio 1934) .

Don Orione vedeva nel ritorno di Gesù sul Castello un principio di vita nuova per Tortona. Di fatto, quella Casa e quei bambini hanno commosso il cuore e resi buoni tanti tortonesi.

Ricordando quei primi umili ed entusiasti inizi di Villa Caritas, merita ricordare un piccolo evento, la Messa di Prima Comunione dei bambini, il 16 luglio 1934. Oltre ai bambini, ci sono le suore e alcuni pochi amici e benefattori della casa. E c'era Don Orione. Tenne una predichetta ai bambini, gustosissima per semplicità e contenuti. Qualcuno ne prese accurata nota. Ne riportiamo alcuni passaggi.

“Carissimi bambini, Gesù viene a voi e voi oggi, in questa bella festa della Madonna del Carmelo, riceverete per la prima volta Gesù. La prima volta, carissimi bambini, Gesù viene a voi per diventare con voi una cosa sola.

Ma cosa vuol dire fare la Santa Comunione ? Vuol dire avere la vita e il nostro cuore “in comune”, insieme alla vita, al Cuore di Gesù. Vuol dire essere una cosa sola con Gesù.

Carissimi bambini, cosa vuol dire fare la Santa Comunione ? Vuol dire, ricordatelo, avere “in comune” con il Signore la vita, con il Signore il cuore, l'amore, l'anima. Voi stamattina, per la prima volta, unite il vostro cuore col Cuore del Signore, la vostra mente, la vostra anima con il Signore, e sarete tutti di Gesù, e Gesù, tanto buono, sarà tutto vostro.

I pastori, i buoni pastori, portarono a Gesù Bambino dei bei agnelli, non è vero? E voi, cosa darete a Gesù? Voi darete a Gesù un qualche cosa di più prezioso dei doni dei pastori; darete il vostro cuore, dono gradito a Gesù. Il vostro cuore lo darete a Gesù, non è vero?

Oh! Cari bambini, quanto piace a Gesù il vostro dono!

Vedete, quando Gesù, passava per un paese, per la Palestina , i bambini andavano a Gesù e le loro mamme portavano a Gesù i loro piccoli, poiché sapevano come e quanto li amasse; e Gesù se li stringeva al suo Cuore, li benediceva e stampava il bacio dell'innocenza. Ebbene, cari bambini, Gesù è là dietro che vi sorride e aspetta che andiate a Lui per benedirvi, per darvi grazie, per farvi angeli .

Cari bambini, guardatelo Gesù e ditegli come avete poc'anzi cantato: “Vieni, Gesù, deh! Vieni. / Vieni, mio dolce amore. / E' tuo questo mio cuore / e sempre tuo sarà” ( Parola VI. 126-128) .

Oggi non ci sono più gli Orfanelli a Villa Caritas . L'hanno lasciata a inizio degli anni ‘80, quando le leggi statali soppressero questo tipo di istituzioni. Dal 1990, Villa Caritas è abitata dalle Suore Contemplative di Gesù Crocifisso. Sono Suore orionine di clausura, sono missionarie della Carità .

Tortona ebbe una ricca tradizione di monasteri di Suore contemplative. Ove ora sorge il convento dei Cappuccini, anteriormente c’era il monastero di Sant’Eufemia. In piazza Malaspina, una targa ricorda ancora: “Casa di S. Barnaba fondata nel sec. XIII. Fu monastero delle Umiliate... A questa casa nel 1603 si trasferirono le monache Domenicane di S. Caterina v. m. che vennero soppresse nel 1802”.
Come questo, anche gli altri monasteri della Diocesi scomparvero all’inizio dell’ottocento, a causa delle soppressioni di Napoleone (1803) e poi con l’incameramento dei beni ecclesiastici da parte del governo sabaudo (leggi Siccardi del 1855).

Solo da due decenni è rifiorita a Tortona, sul ceppo della Famiglia orionina, una nuova comunità monastica contemplativa di clausura. E' una presenza che può apparire misteriosa, ma è preziosa. E cosa fanno le Contemplative di Gesù Crocifisso? Pregano, pregano e offrono nel silenzio e nella vita fraterna la loro vita a Dio per il bene della gente, delle “ Anime ” direbbe Don Orione. La loro casa è riservata, in “clausura”, ma la loro chiesetta è sempre aperta durante il giorno e vi si può accedere dalla stradetta di Via Amendola.

Dal 2013, il Monastero di Villa Charitas ospita le Sacramentine cieche adoratrici, un ramo della Famiglia Orionina, di suore che valorizzano la "clausura" degli occhi come condizione di riservatezza e di maggiore intimità con Dio. Ora sono loro a fare compagnia a Gesù nella chiesetta. Se vi entrate potrà accadervi di trovare le Suore mentre pregano e, chiedendo, potete anche parlare con una di loro per confidare una pena, per chiedere preghiere, per ascoltare una buona parola.

“E chi sa che il ritorno di Gesù sul Castello – onorato oggi dalla presenza delle Suore Contemplative - non sia il principio di una vita nuova per questo popolo”, ripete e, oggi, intercede Don Orione dal Paradiso .

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